ECOPEDAGOGIA DELL'ERRANZA
Ecopedagogia della Vita, come Danza.
Ecopedagogia della Vita, come Danza.
“Io so che cosa cerco, ma non posso spiegarlo. Ciò che cerco non va disturbato con le parole ma portato alla luce con tanta pazienza. Le cose più belle son quasi sempre nascoste. Vanno prese, curate e fatte crescere pian piano.”
Pina Baush
Perdersi per ritrovarsi.
In questa dubbia certezza germoglia il seme ecopedagogico di Matrioska.
Non solo concetti e parole spesso insufficienti e volatili, ma una forma mentis che si fonde con un modus vivendi.
In un presente caratterizzato di retoriche scorporate e distruzione ambientale, convogliamo in un progetto visionario tutta la pacata urgenza di percorrere una ricerca esperienziale verso la conoscenza.
Riponiamo nel corpo, medium per eccellenza del e nel mondo, il compito di percorrere questo cammino errante ed etimologicamente ambivalente nell’elogio del vagabondare e del commettere errori. Nell’umiltà del non sapere, l’approccio ecopedagogico confida nel profondo ascolto, nell’osservazione lucida e nell’intuizione luminosa come bussole durante il cammino dello smarrimento: solo dall’apertura dei sensi al mondo esteriore è possibile ritrovare la via per la crescita personale. Solo abitando il nostro corpo e la sua complessità possiamo vivere responsabilmente nelle nostre comunità.
Il corpo ci individua, il corpo ci localizza. Sensi, pensieri, memorie, immaginazione sono gli strumenti vitali di interconnessione col visibile e l’invisibile, con la materia e l’energia che la anima, coi luoghi del nostro vivere quotidiano e la necessaria accettazione di appartenenza ad un sistema più grande, vivente, che respira. La Terra.
Dalla sua profonda nerità, dall’umidità viscerale, dall’ombra della materia, partiamo per coltivare vita benefica, bellezza contagiosa, infantile tenerezza. Riponiamo nella nostra sacca da viaggio semi, attrezzi e gesti che hanno accompagnato l’essere umano nei secoli, li custodiamo con la preziosità di un sassolino raccolto lungo un sentiero di montagna e parliamo loro con la sacralità di una preghiera.
Dobbiamo tutto questo a grandi maestri che per secoli hanno percorso i labirinti del corpo-mente costruendo mandala infiniti: nelle prove di ogni giorno, negli errori, nei passi e nelle cadute, portiamo avanti questa visione di un’umanità che nella vita che chiama vita sia sempre più orientata alla costruzione di un bene comune.
Nella Terra Madre riconosciamo la grande Maestra, nella sua pazienza, vastita, complessità, nel suo silenzio diventiamo umili discepoli. Tentiamo di tradurre tutto questo in pratiche educative di prossimità, dando a vie di comunicazione rinnovate il compito di incorporare la sua complessità e la sua ricchezza. Col corpo e nelle sue infinite possibilità espressive partecipiamo integralmente alla vita del Cosmo. Un primo corpo fisico, un secondo corpo incarnato nel genere umano e un terzo corpo rappresentato dalla Natura, dalla Terra.
Riponiamo nell’arte la via di liberazione e realizzazione per l’essere umano la cui natura è essenzialmente culturale : lungi dal rilegare alla natura una visione mono-culturale e meccanicistica, scegliamo di conoscere (connaitre ovvero nascere insieme in francese) essendo Natura.
Nel movimento e nella tensione interiore che lo anima, possiamo percepire il valore e il senso che diamo alla vita, nei gesti che ne emergono troviamo il modo di osservare la modalità nella quale la nostra identità si manifesta. Che siano piedi attivi danzanti, corpi percettivi giocanti, mani sapienti creanti, voci coscienti narranti, affidiamo all’esperienza del fare e del fare anima il nostro orizzonte pedagogico. Il tutto vivo all’interno di una relazione col sé, con l’altro diverso da sé, con la natura e le sue leggi di manifestazione.
Nel dialogo tra noi e il mondo diamo voce ai legami spontanei, alle sensazioni tattili, ai suoni e agli odori, alle visioni, all’invisibile, a sogni e bisogni per ritornare ad abitare e praticare la Terra.
Ritrovare una relazione corporea con l’intera esistenza (leggi naturali, biodiversità, ritmi biologici e ciclicità) è l’obiettivo ultimo dell’approccio ecopedagogico Matrioska.
Pensieri e parole di Laura Castoldi,
Dr.ssa in Scienze Umane del Paesaggio e Danzaeducatrice della Matrioska.