Percorsi La Culla Musicale | Sintesi di uno dei percorsi fin qui realizzati (i nomi riportati sono frutto della fantasia nel rispetto della privacy):
Lia e Irene sono due giovani gestanti ricoverate nel reparto di ostetricia e ginecologia: le conosciamo rispettivamente alla ventiseiesima e ventisettesima settimana di gestazione. La diagnosi per entrambe è: minaccia di parto prematuro.
Lia, secondipara, è nativa del Friuli, vive a Genova da 5 anni con il marito e la figlia primogenita; Irene è nativa di Padova ma genovese di adozione. Alla proposta del personale medico ostetrico di prendere parte al percorso di musicoterapia prenatale aderiscono con entusiasmo. Esprimono apprezzamento per il progetto che percepiscono molto interessante sia per essere accompagnate verso tecniche di distensione mediante la musica e il canto, sia per attivare e stabilire con consapevolezza un contatto precoce con il figlio e la figlia che attendono. È anche un’occasione non prevista di incontro con altre mamme, per vivere un confronto attivo e una condivisione, una possibilità di impegnare in modo creativo il tempo lungo della degenza. Anche i papà avvertono l’esperienza come occasione per le mogli o compagne molto importante in questo periodo così faticoso della loro vita.
I due incontri settimanali sono programmati in orario idoneo al reparto: iniziati con entrambe le mamme ricoverate, proseguono con una mamma rientrata al proprio domicilio e l’altra rimasta in ospedale e poi con entrambe dimesse fino al termine della gravidanza.
La modalità in remoto permette di mantenere il gruppo unito e in dialogo, favorendo un’amicizia che acquisisce un’intensità profonda tanto da diventare un sostegno prezioso, pur non essendosi le mamme incontrate di persona se non in modo fugace. Ricercano e approfondiscono, attraverso la musicoterapia, gli aspetti empatici e sereni della loro gravidanza, sostenute nel rafforzarsi in questo tempo di attesa con pazienza, ascoltandosi e ascoltando: Lia il figlio Zeno e Irene la figlia Lara, che giungono alla nascita al termine e in salute.
Per Lia questa esperienza è stata molto preziosa perché ha arricchito la sua cultura musicale e, soprattutto, le ha permesso di conoscere più profondamente sé stessa e la propria corporeità in trasformazione grazie all’ascolto guidato della musica e al controllo della respirazione e dell’espressività vocale che è divenuta creazione di ninne nanne.
Percorsi La Culla Musicale | Chi ha partecipato scrive:
“È stata un'esperienza unica! Sono felice perché ho avuto la possibilità di conoscere musicoterapeute molto professionali, pronte all'ascolto.
Sono contenta che la mia compagna di viaggio sia stata Irene che ho conosciuto in ospedale: è stata la prima mamma con la quale ho avuto la possibilità di condividere la stanza in questo momento difficile. Anche se per lei la degenza è stata breve, ciò che ci ha unite, questo passaggio della nostra gravidanza molto simile, non mi ha fatta sentire sola e mi ha dato la forza per andare avanti. Per questo motivo per me questo percorso si è rivelato ben oltre le mie aspettative: dal punto di vista umano sento di aver ricevuto tanto, dalla musica, dalle conduttrici.
Questo ‘valore aggiunto’ alle terapie mediche è stato molto importante perché ha reso il periodo di ricovero diverso, con alcune giornate più interessanti di tante altre, un plus che mi ha arricchita dal punto di vista musicale, culturale e umano; mi ha anche permesso di trovare un ulteriore canale di comunicazione tra me e il mio secondogenito, attraverso le parole, i suoni e le emozioni”.
Lia
“Per me La Culla Musicale è stata una vera e propria ‘Culla’ in cui però sono io mamma ad essere entrata.
Ho vissuto momenti in cui le mie paure sono svanite, le preoccupazioni passate in secondo piano. Il rilassamento, la musica e il canto hanno attraversato me e la mia piccola, insegnandomi a creare un contatto con lei attraverso alcune melodie e suoni musicali che non avrei mai creduto potessero essere così forti.
È stato un percorso di condivisione umana che mi ha portata a incontrare e conoscere persone speciali che mi lasceranno qualcosa oltre questo tempo di attesa”
Irene
Siamo molto felici di camminare accanto a queste donne che vivono la maternità con una forza ed una determinazione per noi fino ad oggi sconosciute: le ammiriamo perché si prendono cura dei loro bambini rinunciando, per tanti lunghi mesi, a tutti i rapporti professionali e sociali, consapevoli che questo sacrificarsi sia l’unica scelta per ‘rendere sacro questo tempo di attesa’; le sosteniamo nel loro prendersi cura dei figli perché sentiamo che questa scelta coinvolge profondamente anche noi; le incontriamo con la gioia di chi fa il tifo per qualcuno al quale vuole bene e vuole incoraggiarlo a riuscire nella sua impresa; vogliamo loro bene perché sono le prime ad insegnarci cosa significhi amare incondizionatamente un’altra persona.