Philosopher, art historian and poet
https://www.fonoteca.ch/cgi-bin/oecgi4.exe/inet_fnbasefondsdetail?REC_ID=239764.011&LNG_ID=ITA
La pubblicazione mette in risalto la capacità con cui il pittore di Riva San Vitale “fa confluire tracce molteplici in una composizione di estrema coerenza”. La manipolazione di fonti plurime “avviene sempre con una puntualità che riscatta la mancanza di una vera e propria unità stilistica, e che permette il conseguimento di un alto livello espressivo”.
In SAGGIO SULLA DISCESA DELLA BELLEZZA. LINEE PER UN'ESTETICA (1995, per le edizioni Jaca Book come i tre libri che seguono), Soldini affronta la questione della bellezza ripartendo dall’esistente ordinario e dal suo rapporto col sentire, quello di un soggetto che ne è oggi espropriato. Entro un atteggiamento etico-estetico caratterizzato da una riduzione d’ispirazione fenomenologica, egli lascia che si faccia strada una metafisica dalle nervature teologiche, in ogni caso da superare in direzione di una visione religiosa, nel senso di raccogliente, che cerchi di non obliterare la concreta, difficile presenza dell’esistente. Visione raccogliente capace di entrare nella vita quotidiana e di nutrire la metafisica per tornare all’estetica da cui nuovamente ripartire per ritrovare sempre, il più possibile, la tensione verso l’intensità, l’eccesso d’essere dell’ente coi suoi vari gradi di violenza. È ciò che fa tutta la semplicità e la complessità dell’opera di Giacometti che proprio per questa ragione, al di là del mito, è molto di più di un gigante dell’arte del xx secolo come Soldini ha indicato nel suo studio intitolato ALBERTO GIACOMETTI. LA SOMIGLIANZA INTROVABILE (1998) in cui rintraccia gli indizi di pieghe e margini filosofici in un percorso creativo che ha messo in primo piano il desiderio vitale di conoscere radicalmente.
In IL RIPOSO DELL'AMATO. UNA METAFISICA PER L'UOMO NELL'EPOCA DEL MERCATO COME FINE UNICO (2005), l’autore parte dalla constatazione della capitolazione del corpo dell’esistente che, guardato in quanto materiale sempre più manipolabile, ha consentito al libero mercato di diventare il massimo trasformatore delle cose in realtà “vera”, mentre andava alimentando e cristallizzando questa visione. Da mezzo rispetto a fini disparati esso è diventato il fine unico, totalmente autoreferenziale. Oggi l’uomo è solo strumento rispetto a un mercato sfuggitogli di mano e che, come direbbe André Gorz, gli “permette” di lavorare, ovviamente per consumare. È sacrosanto dichiarare che l’uomo non va perso di vista come fine ma, senza una lucida e disincantata consapevolezza del quadro culturale globale nel quale ci muoviamo, è facile cadere nelle formule retoriche. Bisogna anche evitare di demonizzare il mercato, diventando alla fine schiavi della sua logica pervasiva e delle sue mosse. Il problema centrale è rilegittimare l’impatto col corpo sensibile dell’esistente. La metafisica ha, in quest’ottica, un ruolo da giocare nel nostro futuro, sempre che non si arroghi la facoltà di giungere a qualcosa di perfettamente saputo, a una spiegazione esaustiva di tutto il reale, sempre che rinunci a essere parola definitiva, premoderna e autoritaria sulle cose, pur rifiutandosi di espellere il problema del “definitivo”. La metafisica può aiutarci a far sì che non si chiudano, una volta per tutte, quegli alveoli in cui l’uomo riesce ancora a non essere completamente scacciato dal consumatore, in cui riesce ancora a confrontarsi con quell’ostacolo, con quell’ingombro che è l’ente. La ragione deve tuttavia rinunciare a essere insonne, insinuando il riposo nella veglia con una veglia paradosso da intendere come stato di vigilanza che unisca in qualche modo sonno e risveglio, che sia veglia antieccitata e non certo evasione o distrazione.
13) Cose che sporgono, poesie nella collana Quadra delle edizioni “alla chiara fonte”, con un disegno di Bruno Pinto, Lugano, 2004 (la raccolta è stata designata "Libro della Fondazione Schiller svizzera 2005").
Ristampa: febbraio 2006 in occasione della mostra Dal cammino del corpo al corpo del pensiero. 19 poesie di Jean Soldini disegnate e dipinte da Gianfredo Camesi, Locarno, Galleria arte moderna Ammann.
La genesi di questa esposizione risale alla fine del 2004, quando un amico regalò a Gianfredo Camesi un esemplare della plaquette di poesie scritte da Jean Soldini e intitolate Cose che sporgono (Edizioni alla chiara fonte, Lugano 2004, "Libro della Fondazione Schiller svizzera 2005"). Letti i testi e da essi fortemente interpellato, Camesi iniziò a intrecciare il suo lavoro con quelle liriche. Il risultato ce lo presenta oggi, dopo circa un anno di ricerca condotta nel suo atelier di Colonia. Le opere esposte non sono illustrazioni, ma “riscrittura” pittorica, versi disegnati e dipinti in un farsi corpo del chiamare e del rispondere della parola come cosa tra le cose. È un’esperienza che l’artista già aveva avviato con le poesie di Hölderlin.
Gianfredo Camesi e Jean Soldini si conoscono da tempo. Nel presentare l’esposizione quest’ultimo non imposterà il proprio discorso da critico d’arte. Non parlerà neppure in quanto autore delle poesie. Cercherà, piuttosto, di mettere a fuoco le caratteristiche del loro incontro, di un reciproco interesse, di una sintonia attorno a una visione “corporea”, non intellettualistica delle coppie finito-infinito, superficie-profondità, verticale-orizzontale, con particolare attenzione al concetto di trascendenza orizzontale, punto importante del lavoro di Camesi e dell’ultimo testo filosofico di Soldini, intitolato Il riposo dell’amato. Una metafisica per l’uomo nell’epoca del mercato come fine unico (Milano 2005). Un mese dopo l’apertura della mostra, domenica 19 marzo, Claudia Mischke – attrice e giornalista presso i servizi culturali della radio tedesca – ha letto poesie da Cose che sporgono.
The volume entitled Sacre arti (Sacred arts) covers the historic development of the arts that, since their origins, have accompanied religious sentiments and the establishment of the religions: a journey through beliefs that have founded the religions of humanity. Introduced by a essay by Flaminio Gualdoni, this volume collects the fundamental texts by Tristan Tzara, Soetsu Yanagi, Titus Burckhardt and Jean Soldini and is illustrated by over 250 images.
16) Bivacchi, prefazione di Marco Martinelli, Balerna, Edizioni Ulivo, 2009.
"Subito sono andato a riprendermi Il riposo dell’amato, quel libro così ferocemente limpido che mi aveva entusiasmato alla prima lettura, l’estate di qualche anno fa. Subito ho pensato che bisognava mettere in relazione la vena “chiara” di Jean Soldini, il suo vivere la filosofia come meraviglia e costruzione di ponti (concetti) verso la complessa ricchezza del reale, con la vena “oscura” delle sue liriche, guardarli appaiati, come due persone in una, il Soldini filosofo e il Soldini poeta. Guardarli per contrasto, e per contrasto in sé enigmatico. Per quanto il primo ti comunica in entusiasmo, fascino della traversata, capacità di affrontare la metafisica come affondo mai definitivo nel mistero dell’essere, dell’essere-uomo come essere-desiderante, per quanto il secondo ti abbandona davanti alle sue liriche come dolmen, pietre mute che ci parlano a versi, a brandelli, emergendo da tempi immemorabili, oppure relitti di un’apocalisse dei nostri giorni, già avvenuta. Come il primo ti coinvolge nel fuoco del pensiero, così il secondo ti stranisce lasciandoti solo, sperduto in un vento gelido" (dalla prefazione di MARCO MARTINELLI).
Per Soldini alla filosofia spetta, nell’intimità estesa con gli enti, nella coltivazione di questa intimità nell’ospitalità, il compito di cogliere il continuo riaffiorare di difficoltà come quella dell’essenza che non può, quindi, essere affrontata prendendo il via dalla domanda “che cos’è questo?” e acquietandosi nella risposta pur irrinunciabile alla stessa. È ciò su cui egli insiste in RESISTENZA E OSPITALITÀ (2010). Dall’intreccio di ospitalità e interrogazione metafisica bisogna lasciarsi guidare verso il “basso”, verso l’ineleganza di una filosofia che, senza nascondersi in modo parassitario dietro qualche grande tema, senza farsi assetata di giudizio non sfugga al giudizio guardando all’uomo oltraggiato in questo stesso momento nella sua faccia personale e a-personale, all’uomo a cui compete la ricerca di ospitalità indispensabile alla stessa salvaguardia del pianeta, all’uomo la cui dignità è affermata in modo altisonante, ma troppo spesso svuotata di ogni significato preciso con la regolare ineffettualità dell’applicazione dei diritti umani elementari in molte parti del mondo, senza dimenticare che in Occidente e nelle sue democrazie vi sono contraddizioni manifeste come Guantanamo e la pena di morte applicata in molti Stati degli USA. In questo libro vi è quindi il lavorìo speculativo e il continuo rilancio proprio dell’attività teoretica, nonché il controllo sui confini entro cui essa si muove, l’allerta sulle condizioni del proprio pensare. Vi è ugualmente il proiettarsi marcato e urgente sulle questioni dell’oggi. Il registro speculativo e quello attento alla realtà feriale s’intrecciano costantemente. Si tratta di un calarsi della filosofia nei temi e nelle impellenze del nostro contesto attuale, di un piegarsi verso il “basso” della ragione teoretica, di una postura intellettuale volutamente spuria nel rigore del suo impianto concettuale.
La coscienza è sempre palcoscenico per cose-azioni Palcoscenico da deprivatizzare per essere, almeno un poco, giustizia per l’altro che contribuisce a produrlo e non solo a nutrirne l’intenzionalità. Giustizia che chiama a porre l’accento sia sul nostro essere operanti in quanto soggetti sia sull’essere attivo dell’esistente che ci avvicina e a cui ci avviciniamo con la possibilità di avvertire la sfida della traccia della sua alterità. Un’alterità impura dato che l’Altro è solo astrazione fuori della rete dell’Altro-con-Altro dove il con non indica e realizza una somma di enti non essendoci ente prima di esso. È sull’essere-con che la relatività sorge al di là di ogni relativismo e antirelativismo che diventano, presto, parole brandite dall’avversario conferendo loro un potere magico da cui la filosofia non può farsi incantare.
"La scienza vi costeggia il mito in una genesi del senso entro cui si profilano le primizie di un’Estetica generale" (RENÉ SCHÉRER)
Al di là del sapere di una scena governata dal potere stabilizzante dei suoi punti di vista, Jean Soldini avvista il quantum di energia strutturante e destrutturante che è l’uomo potentia della persona. L’uomo con le sue risonanze entro complessi di sonorità generate da una moltitudine di enti, di corpi che non cessano di divenire ciò che sono in virtù di un conatus, di una forza orientante che è già interezza della forma e che, simultaneamente, è tendenza alla forma a partire da se stessa.
Il saper essere uomo non deve comportare solo il saper fare una persona col suo pensiero determinante, individuante, ma anche il saper riattingere all’uomo anonimo come le nuvole, le montagne, i mari, gli animali, ripensando a una bella espressione di Jean Arp. Ragione a-personale e personale, indeterminatezza pensante e ragione determinante, individuante. Ci vogliono entrambe per deviare da una fisicità anestetizzata, interamente contratta nell’immediatezza mercantile tardocapitalista col suo edonismo indispensabile alla sopportazione di una vita comune. Quest’ultima è incompatibile con ogni aspirazione a una vita in comune, con una oikonomia, con un’amministrazione della casa, dell’oikos, di ciò di cui ci si sa servire (Socrate nell’Economico di Senofonte) per la prosperità collettiva e per un piacere in comune che lasci spazio alla seduzione, al tirarci in disparte (seducĕre) di ciò che esiste, al suo condurci via dalla tristezza verso una sapienza, verso un sapore che è sollecitazione dell’intendimento.
"La philosophie est inachèvement, « coup de sonde » dont Jean Soldini parle en ces termes : se diriger « à tête en bas » dans le foisonnement de l’être-avec 1, prendre le raccourci – qui est, pour Péguy, un des moyens d’art les plus difficiles –, coïncidence fugitive de vie et de philosophie au-delà du savoir d’une scène présidée par le pouvoir de ses points de vue".
(René Schérer, Petit alphabet impertinent, suivi de Confessio philosophi, entretien avec Franck Delorieux, Hermann, Paris 2014, p. 89).
20) Tenere il passo, prefazione di Jean-Charles Vegliante, Edizioni Lietocolle, Faloppio (Como) 2014.
"Ma la domanda 'Che cos’è il mondo?' allude piuttosto a Pessoa, alle sue giornate pensose, all’enigmatica pigrizia delle deam-bulazioni senza mèta, delle letture mai finite, insaziabili, svagate, più irrequiete della vicenda umana stessa. Almeno così lo immaginiamo, nulla conoscendo di lui (Jean Soldini). 'Chi ha bussato alla porta / decorosamente chiusa, / mai più guardata? // Niente più tracce, / niente più tracce di annegati. // Nessun lamento' (Nessun lamento, il testo forse più affine a quelle voci nuove di cui si diceva più su)… organismo poetico robusto e leggero insieme, “Cresciuto / fino a di-ventare vento” (Gli spigoli del verde). Forza e pudore della natura os-servata, non aggredita. Parola aerea infatti, senza ascetismi di parte, senza quietismi attenta ai movimenti tenui della nostra percezione creaturale, a una 'tenerezza del visibile' "(dalla prefazione di JEAN-CHARLES VEGLIANTE).
Ce travail s’occupe du rapport de Giacometti avec la pratique de l’espace à partir d’une intuition attestée par un dessin datant de 1930 environ où le temps se transforme en espace. Dans la deuxième partie de son œuvre, après les expériences post-cubistes et surréalistes, l’artiste parviendra à une coïncidence d’espace et de temps. Vers 1932-1934 un espace flegmatique, lunaire fera surface en s’opposant à une obsession saturnienne, à une impatience destructive. Ce passage, qui aura dans L’objet invisible une œuvre charnière, sera indispensable pour que le travail de Giacometti puisse être attente infinie que les choses viennent en prenant l’initiative et en portant la pagaille dans un espace abstrait. Les choses produisent avec l’observateur un champ de forces qui est la profondeur temporelle et spatiale de l’aller et venir de la manifestation d’étants agissant en qualité de charges de vision et de visibilité. Vision – voir en acte qui est également faire voir, présenter – et visibilité, être visible, condition de ce qui est manifeste. Au-delà de tout réalisme naïf, il y a ici un réalisme anti-humaniste radical à travers l’expérience de l’être à outrance. L’espace, cet espace qui n’existe pas nous dit l’artiste vers 1949, est “on fait voir” : “sujet” et “objet” ensemble “on produit vision et visibilité” toujours en train de se faire, d’être créés et de générer un champ. C’est pourquoi l’espace est réel mais, dans un certain sens, il n’existe pas. Les corps sont des écheveaux d’activité, entrelacs mouvants de vision-visibilité, espace se confondant avec l’espace en tant que champ de forces qui sourd de leur interaction et qui est leur moyen d’interaction. Ici, aucune expérience du néant; il n’y a que l’être dans sa surabondance. La figure sculptée ou peinte se précisera ainsi chez Giacometti comme le double de cette troisième présence qui la précède, de l’espace en tant que champ coïncidant avec l’éternel retour des forces générées par l’interaction des étants. L’œuvre est le double d’un espace qui est conscience apersonnelle où une tête et l’artiste peuvent se rencontrer et, à nouveau, se retrouver au plus haut degré d’intensité. L’artiste alimente ce champ anonyme avec son travail obsessif qui en est le cadre tout en lui appartenant.
Gioacchino Toni, in "ilpickwick.it", 30 novembre 2016 :
https://www.avvenire.it/agora/pagine/giacometti-e-il-segno-che-rigenera-lo-spazio
[...] Si è parlato spesso di Giacometti e le ombre della sera etrusche, in realtà la sua scultura grande pochi centimetri o alta alcuni metri mi ricorda un’affermazione di Arturo Martini nei colloqui con Gino Scarpa: Martini osserva che gli scultori egizi sono capaci di esprimere il senso sacrale e “monumentale” della forma tanto in una statua gigantesca (che potrebbe sembrare ovvio ma non lo è) quanto in una sculturina alta venti centimetri. Questo perché, a differenza dei greci, molto vincolati all’apparenza e alla dimensione formale, gli egizi lavoravano con una coscienza sacra che li rendeva capaci di esprimere l’infinito tanto nel piccolo quanto nel grande. Ma in realtà questa versatilità è proprio il segno del talento artistico. La mostra Alberto Giacometti. Grafica al confine fra arte e pensiero (fino al 13 settembre), curata da Jean Soldini, maggiore esperto oggi di Giacometti, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice da dieci anni del Museo, è un distillato dello sguardo performativo di Giacometti: la giustapposizione di opere che spaziano dagli interni (l’atelier, la casa, certi arredi) che lo scultore originario di Stampa ripeteva variando continuamente i tagli prospettici, ai ritratti ripetuti con maniacale perseveranza (si veda la serie straordinaria di quelli dedicati a Michel Leiris, che quasi enfatizzano, sotto il pretesto di riprodurre l’occhiale sul volto, una sorta di condizione binoculare dello sguardo che anziché giungere alla sintesi che normalmente avviene nel cervello, sembra tendere, ritratto dopo ritratto, alla iniziale divaricazione che rivela due dimensioni prospettiche del volto di Leiris); oppure è il caso delle visioni di paesaggio da Maloja, dove aveva la casa, con il Pizzo della Margna, di cui in mostra è esposta anche la matrice litografica del 1957, una pietra pesantissima; o anche dell’ultima impresa giacomettiana, il volume di Paris sans fin, voluto (come un altro capolavoro novecentesco, Jazz di Matisse) da Tériade, libro d’arte di cui sono presentate alcune delle 150 litografie e, anche in questo caso, una pietra servita per stampare la tavola 46.[...]
24) Schiave e minatori. Versi per una scena (in occasione del bicentenario della nascita di Vincenzo Vela), Museo Vela, Ligornetto 2021.
Tra pièce teatrale, poesia e saggio, Jean Soldini interpreta alcune emblematiche sculture di Vincenzo Vela incrociandole con l’attualità. Il risultato è un’opera breve ma densa, appassionata e pensosa, che si presta tanto alla lettura quanto alla messa in scena.
Il lettore incontrerà indicazioni sceniche che mi sono state presto necessarie. Vanno considerate come un’ossatura minima, nata insieme al testo. Non vogliono avere un carattere definitivo e coercitivo. Ero partito dall’idea di scrivere tre poesie; una per ogni opera scelta. Rapidamente ho iniziato a sentire e a ragionare in termini teatrali. Le sculture di Vincenzo Vela mi portavano in qualche modo naturalmente verso il melodramma. In un primo momento, volevo evitare questa via che m’intimoriva; si è poi imposta e ho finito per accettarla, anche perché è dall’adolescenza che sono affascinato dal teatro. Il registro linguistico, colto e popolare, vuole apertamente far pensare all’Ottocento pur parlando dall’oggi, oltre che del passato. In corsivo sono segnalati innesti testuali da documenti relativi alla compravendita di schiave, da Giovanni Pascoli, da Hasna Al-Hariri (una donna testimone delle violenze del regime di Bashar Al-Assad), da un canto dei minatori impegnati nello scavo della galleria ferroviaria del San Gottardo, dal Vela stesso, da Dietrich Bonhoeffer e, infine, da un Salmo.
Gilberto Isella, Recensione in "Il Cantonetto", a. LXVIII, n. 2, dicembre 2021, pp. 71-72.
Soldini utilizza una figura elocutionis di notevole efficacia. Si tratta della prosopopea, in una delle sue molteplici varianti. Figura che, sovente associata all’ècfrasi (descrizione vigorosa) e qui affidata di regola al pronome di seconda persona, domina l’intelaiatura retorica del dramma. I referenti iconici – ossia, nel nostro libro, il reale già mediato dal segno artistico – si espongono, sporgono da sé, quasi alla ricerca di conferme su un’ 'altra scena’. E in tal modo si trasfigurano nella carne verbale degli enunciati.
Manuela Camponovo, La scultura che si fa teatro e carne, in “L’Ossersatore”, 40, 2 ottobre 2021.
Immaginando un’attrice che legge davanti alle proiezioni delle foto delle sculture e non solo, altre visioni, altre violenze… perché dalla schiavitù, dalla sofferenza di ieri si passa alla cronaca del presente, sia che si tratti di donne violate, sia di lavoratori (incidenti malattie, un morto ogni quindici, sedici secondi, il documento diventa denuncia), mentre la “preghiera” conclusiva è un canto di tristezza e resistenza, di “guarigione”. Nei dettagli, nelle loro pieghe, il marmo e l’altorilievo prendono vita, si fanno carne palpitante il dolore del sopruso, dell’offesa alla dignità, della fanciulla venduta e comprata o degli operai del Gottardo costretti a lavorare in condizioni disumane […]. Sarebbe interessante vederne la rappresentazione scenica, la parola che prende anche voce, come la teatralità richiede. E forse prima o poi succederà.
Lettera-recensione del poeta Luciano Benini Sforza pubblicata in "Il Lavoro",2 settembre 2021, p. 20.
Luciano Benini Sforza è nato a Ravenna nel 1965, ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Si occupa di letteraturamoderna e contemporanea. Collabora o ha collaborato con quotidiani, periodici e riviste (fra cui «Tratti», «Il Lettore di provincia», «Autografo», «Ariel», «Cartolaria», «Il Parlar franco», «I Quaderni del battello ebbro», «Italianistica», «Atelier»). Ha curato con Nevio Spadoni l’antologia Le radici e il sogno. Poeti dialettali del secondo Novecento in Romagna (Mobydick, Faenza 1996). Come poeta, ha esordito nel 1991 con la raccolta Spazi e colloqui (Pisa, a cura del Gruppo Culturale Ippolito Rosellini); nel 1995 è uscita la raccolta Le stanze di Penelope (Book, Castel Maggiore), cui hanno fatto seguito Viaggio senza scompartimento (Mobydick, Faenza 1998), Padri a Nord Ovest (Pazzini, Villa Verucchio 2004), Nel fondo aperto degli occhi (Raffaelli, Rimini 2010), Dopo questo inverno e La matita e il mare (L’arcolaio, Forlì 2012 e 2016).
Caro Jean,
ho letto con grande e partecipe interesse il tuo intenso testo intitolato Schiave e minatori. Versi per una scena, stampato da Salvioni arti grafiche per il Museo Vincenzo Vela (Ligornetto) ed uscito nelle librerie nel 2021, grazie alle Edizioni Casagrande; un testo che intreccia e contamina con vibrante ispirazione e fluida corrente poetico-narrativa immagini, teatro e poesia. Un teatro-poesia quindi che parla spesso non solo per voci (singole o corali), ma visivamente, per disegnare, configurare con la forza delle immagini (sia in senso fotografico che poetico-retorico) questo scorrere di storie parallele che si allungheranno, si complicheranno, si intrecceranno... Uno scorrere denso di situazioni, opere d’arte, metafore, dettagli, concetti, personaggi, citazioni... Senza che si avverta un senso di disordine, che si percepisca uno strappo, una cesura, ma solo un fluire vibrante: un crearsi del testo ora dalle parole, ora dalle immagini, ora dai versi dell’autore, ora da “innesti” (p. 5) intertestuali di diversa origine, poetica e non. C’è sicuramente una contaminazione di stili, un pluristilismo di tragico, elegiaco, sublime e basso, di popolare e colto, di lessico antico e moderno, di linguaggio forbito/antico/letterario e attuale/colloquiale, ma soprattutto una fusione/contaminazione di tempi: il passato e il presente. Passato e presente che affrontano e mostrano qui, infatti, la stessa area tematica di fondo, costituita dallo sfruttamento disumanizzante e dalla violenza su “minatori” e “schiave” (come recita il titolo), cioè su donne e uomini utilizzati entrambi e indistintamente come puri oggetti e strumenti. C’è certo un pathos tragico di fondo, un senso empatico del dolore che accomuna queste vite calpestate e offese, ma soprattutto si avverte lo sdegno, la voglia profonda e civile di denuncia e di cambiamento: “Per molto ancora / saremo un passo solo / coro senza enfasi / senza amarezza, / contro la tristezza / saremo / artiglio / incandescenza // sotto il cielo che indugia a iscurire” (p. 43). E allora per la forza dell’ispirazione e dei versi, le storie passate e qui raccontate si attualizzano, proiettano e creano in avanti echi e ricorrenze, analogie e iterazioni di orrori lungo il tempo... Non a caso il testo tralascia ogni assolutezza metastorica per una concezione della vicenda poetico-teatrale come iterazione assurda e tipica di un certa storica società, di una certa storica economia, che hanno come basi solo il profitto, lo sfruttamento, l’aggressività (come sopraffazione/ingiustizia), la mistica del progresso a tutti i costi, infine il mito del potere nelle sue più opprimenti forme. Senza percepire o considerare il loro violento profumo immondo.
Marina di Ravenna, 20 luglio 2021
26) Quaderno a righe. Poesie 2014-2022, prefazione di Angelo Maugeri, L'arcolaio, Forlimpopoli 2023.
"L’agile e pur densa raccolta passa da testi scopertamente ontologici («A che stirpe appartiene / lo spazio tra due cose?», Tra due cose) a uno spiccato sguardo sulla natura dal sapore muldooniano («Batte intanto la pioggia contro i vetri, / ha trovato il ritmo giusto; / così le sue scie discendenti / sempre nuove, o le stesse? / che riprendono mai stanche / a scivolare da identico, tremulo punto», Il ritmo giusto). Persino l’inanimato sembra partecipare al gorgoglio dell’ordinario, similmente a quanto accade nei libri di Charles Simic: «Sul tavolo già da un po’, / scordate, cercano casa / carte-ninfee, ombre o nuvole / al tepore calante di una tazza. // Solitario, tenta la fuga uno scontrino. / Un guizzo e s’arresta sulla battigia» (Scontrino)" (Alberto Fraccacreta, Soldini: l’essenza è il non possedere l’essere, in “Avvenire”, 13 febbraio 2024, p. 21).
"Non c’è da stupirsi che un filosofo e critico d’arte come Jean Soldini ponga in evidenza, nel proprio lavoro poetico, il supporto fisico della scrittura, le coordinate spaziali entro cui essa prende vita. Quaderno a righe (L’arcolaio, Forlimpopoli 2023, prefazione di Angelo Maugeri) s’intitola infatti la sua ultima raccolta, con poesie scritte tra il 2014 e il 2022. Un titolo umile, spartano, quasi crepuscolare a prima vista, ma che in realtà ci consegna la matrice del “pensare” poetico operante nell’intero libro. Tema centrale è la fuoriuscita dai margini. La percezione quotidiana del reale, simboleggiato dal ristretto quaderno, lascerà posto al manifestarsi di luoghi pluridimensionali, concreti e metafisici allo stesso tempo, che il vedere corrente occultava" (Gilberto Isella, Uscire dai margini: la sfida poetica di Jean Soldini, in "L’Osservatore” ,23 marzo).
Intervista a Jean Soldini di Benedetta Consonni, in “Tortuga Magazine”, 31 maggio 2024 (https://tortugamagazine.net/quaderno-a-righe-raccolta-poesie-jean-soldini-intervista/):
"M’interessa un lavoro sulla parola per prendere atto di cose minime, che hanno un che di scintillante. Non di appagante, di acquietante. La poesia Finestroni sulla marina, può aiutare a capire il perché di questa parola, “scintillante”. Verso la fine troviamo: “Scorrono / poco sotto la trabeazione / poco sopra il nulla, / una bicicletta arrugginita / una donna africana / il suono di un barattolo colpito dal piede. / Stamani, niente di più scintillante al mondo”. Possiamo immaginarci un marciapiedi, uno sterrato, dell’erba. Siamo all’estremità di un paesaggio urbano, vicino al mare. Non è possibile fissare un’immagine, anche perché la bicicletta abbandonata, la donna africana e il barattolo, anzi, il suono di quest’ultimo colpito apposta o inavvertitamente dal piede, scorrono, corrono. L’ultimo verso, affermativo, fissa invece qualcosa: “Stamani, niente di più scintillante al mondo”. La giornata è appena iniziata e quel poco, bicicletta abbandonata ecc., fra trabeazione in alto e nulla sotto i suoi piedi, risplende come certe realtà di spicco nel mondo greco. Per esempio nell’Iliade, nel libro XVI, la corazza di Achille che Patroclo pone intorno al petto è variopinta e scintillante come una stella. La luce della semplicità dell’essere è simile al blu attraversato da una macchia di dolore, da un fruscio tragico in alcuni quadri di Mirò. Un fruscio, non di più. Ci sono versi in cui s’insinua la guerra (Vicino ai terrapieni) o il richiamo ai migranti (Passaggio, Quasi vita per una natura morta), ma è per me essenziale che le vicende più rilevanti del presente non finiscano per prendere il sopravvento in quanto temi, benché nobili, gravi".
27) Prima del cielo e del mare (poesie), di prossima pubblicazione per Interno Libri Edizioni, Latiano 2026.
28) La follia del comune, la passione del reale. Ripensare la materialità e la democrazia contro il nichilismo (di prossima pubblicazione).
29) Con Emilio Vacca: Caduto (testo teatrale di E. V.) e Alla ricerca di un coro. Giacometti in un testo teatrale di Emilio Vacca (J. S.). Di prossima pubblicazione.
1)Introduzione all'attività teorico-didattica, in R.Bossaglia, M.Bianchi, Luigi Rossi (1853-1923), Busto Arsizio, Bramante, 1979, pp. 327-329.
2)I libri illustrati, in Giornale della mostra Luigi Rossi illustratore, Lugano, Biblioteca Cantonale, 1979, pp. 1 e 3.
3)L'opera grafica, in Giornale della mostra Luigi Rossi pittore e illustratore 1853-1923, Lugano, Museo Civico,1980, p. 3.
4)Rigore nella pittura di Pierre Soulages, in “Contrappunto” (Padova), 1981, a.V, n.1, pp. 23-24.
5)Dopo la mostra del Grand Palais: riflessioni sull'ultimo Monet, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., 1981, n.1, pp. 47-55.
6)Una proposta monumentale per Venezia: il tempo dell'apparizione, la storia e lo spazio nel Teatro del Mondo di Aldo Rossi, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n. s., 1981, n. 2, pp. 147-158.
7)Alcune questioni interpretative sull'opera dell'architetto Luigi Canonica (1764-1844), in “Archivio Storico Ticinese” (Bellinzona),1981, n.86, pp. 329-364.
8)La razionalità dubbiosa di Gianni Metalli, in Disegni di Gianni Metalli, Lugano, 1981 (testo tradotto in francese, tedesco, inglese).
9)Luigi Rossi, il Simbolismo e i rapporti con Gian Pietro Lucini, n “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., 1981, n.4, pp. 326-335.
10)Vicende intorno al progetto dell'architetto Luigi Canonica per la nuova facciata della chiesa della SS.Annunziata di Como, in “Rivista Archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como” (Como), 1981, n.163, pp. 193-201.
11)Catalogo Adriano Pitschen, Mendrisio, Galleria L'Immagine, 1981.
12)Il cantico di Filippo Franzoni, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s.,1982, n.1, pp. 3-12.
13)Luigi Canonica et la leçon des architectes révolutionnaires, in “Gazette des Beaux-Arts” (Paris), 1982, vol.XCIX, mars, pp. 95-100.
14)Carni trasparenti: nostalgia,sogno e ironia nella poesia di Dubravko Pušek, in “Cenobio”(Lugano-Varese), n.s., 1982, n. 2, pp. 119-123.
15)Difficoltà della scultura, in catalogo Gambarogno '82. Terza esposizione nazionale di scultura, 1983, 3 pagine non numerate.
16)Henri Laurens, in “Il Bollettino.Informazioni d'arte” (Lugano), 1982, n.3, pp. 23-24.
17)La geometria fantastica di Imre Reiner,illustratore di Heinrich von Kleist, in “Spirali” (Milano), 1982, n. 45, pp. 39-40.
18)La geometria e il suo trasgredirsi, in “Art International” (Lugano), 1982, vol. XXV/9-10, pp. 26-32.
19)Un'architettura del silenzio: la casa di Luigi Canonica in via Sant'Agnese a Milano, in “Parametro”(Bologna),1982, n. 109, pp. 56-59.
20)Note sull'architetto L. Canonica, in “Rivista Tecnica” (Lugano),1982, n. 12, pp. 54-58.
21)Una tipologia per laboratori e residenze artigiane. Balerna 1977-1979, architettura di Mario Botta, in “Cenobio”(Lugano-Varese), n.s., 1983, n. 1, pp. 37-44.
22)Luigi Canonica e l'eccesso architettonico, in “Spirali” (Milano), 1983, n. 22, pp. 42-43.
23)Il Foro Bonaparte dell'architetto Luigi Canonica, in “Storia della città” (Milano), 1983, n. 22, pp. 89-94.
24)Un progetto di Ateneo e Bazar del Conte Federico Confalonieri e dell'architetto Luigi Canonica, in “La Martinella di Milano”(Milano), 1983, fasc. I-II, pp. 4-10. L'articolo mette l’accento sui rapporti dell’architetto con il Confalonieri. Cfr. Franco della Peruta, Conservatori, liberali e democratici nel Risorgimento, Franco Angeli, Milano 1989, p. 35, Giorgio Rumi, Federico Confalonieri aristocratico progressista, Cassa di risparmio delle provincie lombarde, Rivista milanese di economia, Milano 1987, p. 86, Cesare Mozzarelli, Antico regime e modernità, Bulzoni, Roma 2008 p. 140.
25)Con Virgilio Gilardoni alla ricerca dei caratteri stabili e profondi della civiltà del lago, in “Cenobio”(Lugano-Varese), n.s., 1983, n. 3, pp. 202-214 (questo testo fa parte, con un intervento di Mario Botta, di un omaggio a V.Gilardoni, pubblicato ugualmente come estratto).
26)Progetto Oppenheim, in “D'ARS” (Milano),1983, n. 102, pp. 64-69.
27)Il ciclo dell'Antico Testamento nella chiesa di Santa Maria della Misericordia ad Ascona, in “Unsere Kunstdenkmäler” (Bern), 1983, n. 3, pp. 314-321.
28)Malinconia di Gonzalez, in “Il Bollettino.Informazioni d'arte” (Lugano), 1983, n. 7, pp. 45-49.
29)Il bianco e il tratto, in catalogo L'opera grafica di Mario Marioni, Bellinzona, Civica Galleria d'Arte, 1983, pp. 8-16.
30)Un progetto di Aldo Rossi per il sestiere di Cannaregio a Venezia, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., 1983, n. 4, pp. 339-347.
31)Catalogo Selim Abdullah, Mendrisio, Galleria l'Immagine, 1983.
32)Realtà e conoscenza nella pittura di Alfredo Chighine, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s.,1984, n. 2, pp. 134-147.
33)Per la storia del Neoclassicismo a Mantova: la costruzione del teatro Sociale dell'architetto Luigi Canonica attraverso i documenti dell'Archivio Storico, in “Bollettino d'arte” del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (Roma), 1984, n. 23, pp. 79-88. Articolo frutto di un importante ritrovamento di documenti nell'Archivio Storico di Mantova, prima della sua riorganizzazione. Cfr. "The Burlington Magazine", Vol. 128, No. 1000, Jul., 1986, p. 521.
34)Umiltà e religiosità nella pittura di Filippo Boldini, in “Cenobio”(Lugano-Varese), n.s., 1984, n. 3, pp. 245-258.
35)Qualche nota su spazio e scultura nel XX secolo, in “Il Bollettino.Informazioni d'arte” (Lugano),1984, n.10, pp.68-69.
36)Il sorgere della cosa. Breve nota su Gustave Courbet, in “Cenobio”(Lugano-Varese), n.s., 1985, n.3, pp.225-229.
37)Sul frammento di “Fuga in Egitto” in San Quirico a Minusio, in “Arte Cristiana”(Milano),1986, fasc.712, pp.45-46.
38)De la “vaste chambre étrangère” au désert: sur la sculpture d'Alberto Giacometti, in Catalogue Alberto Giacometti, Martigny, Fondation Gianadda, 1986 (con testi di M.Butor, R.Hohl, J.Lord, etc), pp. 241-246 (in italiano: pp. 247-251).
39)Creazione e ripetizione in un progetto dell'architetto L.Canonica alla luce di alcune ipotesi per la storia dell'architettura neoclassica, in Lombardia Elvetica. Studi offerti a V.Gilardoni (con testi di Giovanni Pozzi, Ottavio Besomi, ecc.), Bellinzona, Casagrande, 1987, pp. 339-354.
40)Arte, possibilità dell'umano ed etica, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., 1987, n. 3, pp. 211-215.
41)Ubaldo Monico, Lugano, Museo Cantonale d'Arte, 1988.
42)Ultimi problemi di Hans Richter, in “Critica d'arte” (Firenze), 1988, n. 16, pp. 62-66.
http://www.fondazioneragghianti.it/wp-content/uploads/2018/03/critica_darte-2018.pdf
43) Giovanni Serodine, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 293-303.
44) Lodovico Antonio David, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 16-18.
45) Giuseppe Antonio Petrini, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 41-68.
46) Vincenzo Angelo Orelli, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 33-40.
47) Adolfo Feragutti Visconti, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 19-28.
48) Antonio Rinaldi, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 72-277.
49) Luigi Rossi, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 278-292.
50) Spartaco Vela, in La Pinacoteca Züst, Casagrande, Bellinzona 1988, pp. 304-306.
51)Il segno indicato: qualche osservazioni sull'istituzione museale, in “Arte Cristiana” (Milano),1989, fasc. 735, pp. 479-480.
52)L'architettura neoclassica: la forma, i nessi e il ritrarsi del visibile, in “Archivio Storico Ticinese”(Bellinzona),1986, n. 107-108 (ma pubblicato nel 1991), pp. 89-104.
53)Appunti su rappresentazione e conoscenza in architettura, in “BLOC NOTES”, 1995, n.32, pp.103-105.
54)Desiderio d'infinito e gusto della finitezza. Su di un'istallazione di Gianfredo Camesi, in “BLOC NOTES”, 1998, n.1.
55)Arte, realtà e bellezza. L'interesse di un approccio filosofico cristiano, in “Parametro” (Bologna), 1999 (2000), n.229, pp.61-65.
56)Conoscenza, attrazione e temporalità nell'opera di Alberto Giacometti, in Cat. Giacometti. Dialoghi con l'arte, Mendrisio, Museo d'Arte, 2000, pp. 27-48.
57) Storia, memoria, arte sacra tra passato e futuro, in “Rivista Teologica di Lugano”, Lugano, 2004, n. 2, pp. 377-420. Ripubblicato come dispensa dal DIPARTIMENTO DI ARTI E ANTROPOLOGIA DEL SACRO dell'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, gennaio 2005.
58) Limite contro limite. Aderenze e attriti nella pittura di Bruno Pinto, in Cat. Di fronte e attraverso. Antologica di Bruno Pinto, a cura di Pietro Bellasi e Giampiero Giacomini, con contributi di Bruno Corà, Remo Bodei, Claudio Cerritelli, Guido Magnaguagno, Marco Meneguzzo, Norbert Nobis, Dieter Ronte, Milano, Mazzotta, 2005, pp. 73-83 (http://www.mazzotta.it/edizioni.php?t=5&cat=3&idprod=2&pag=1&ord=3)
http://www.brunopinto.it/bibliografia/video/conversazione-con-pier-damiano-ori-2012_385.htm
59) Conservazione e testimonianza, in "Risveglio", anno CXI, 1, 2006, pp. 19-21.
60) Il taglio e la luce. L'incisione di Ubaldo Monico (1912-1983), in "Viola", 2006, n.1, pp.66-75.
61) La resistenza dell'altro e la sua bellezza, in "Cenobio" (Lugano-Roma), n.s., a. LV, n. 4, 2006, pp. 345-353.
62) Trascendenza orizzontale e ospitalità, in "BLOC NOTES" (Bellinzona), n. 55, 2007, pp.123-131.
63) Storia, memoria, arte sacra tra passato e futuro, in AA. VV., Sacre Arti, a cura di Flaminio Gualdoni, con testi di Tristan Tzara, Soetsu Yanagi, Titus Burckhardt, Franco Maria Ricci, Bologna 2008, pp. 166-233 .Versione francese: Arts sacrés, 2008 (Histoire, mémoire, art sacré entre passé et avenir). Versione spagnola: El Arte Sacro, 2008.
The volume entitled Sacre arti (Sacred arts) covers the historic development of the arts that, since their origins, have accompanied religious sentiments and the establishment of the religions: a journey through beliefs that have founded the religions of humanity. Introduced by a essay by Flaminio Gualdoni, this volume collects the fundamental texts by Tristan Tzara, Soetsu Yanagi, Titus Burckhardt and Jean Soldini and is illustrated by over 250 images.
64) Alberto Giacometti: l'arte di cominciare da capo, in "Quaderni grigionitaliani", 2008, a. 77, n. 3, pp. 381-392.
65) Lasciarsi guidare dal dialogo, in "Cenobio", a. LVII, n. 2, 2008, pp. 19-26.
66) Resistance and Beauty of the Other, in "FMR White Edition" (Milano), 2008, n.4, pp. 96-109; La resistenza dell'altro e la sua bellezza, in "La rivista bianca FMR", 2008, n. 4, pp. 96-109; La résistence de l'autre et sa beauté, in "La revue blanche FMR", 2008, n. 4, pp. 96-109; La resistencia del otro y su belleza, in "La revista blanca FMR", 2008, n. 4, pp. 96-109.
67) Catalogo Emilio Rissone, Biasca, Casa Cavalier Pellanda, 2009.
68) Animali in libertà, in "BLOC NOTES" (Bellinzona), 2009, n. 57, pp. 237-242.
69) Paradossi. Gli oggetti di Fabrizio Renna, in "Viola", 2010, n. 8, pp. 61-80.
70) Il CSIA: dal Grillo al Canvetto Luganese. Una rimpatriata per riflettere insieme, a cura di J. S. e Lulo Tognola, con prefazione di Mario Ferrari e Paolo Colombo, e interventi di Mario Agliati, Florian Reichert e Raimondo Locatelli, Lugano, 2010.
71) Carezza e visione. Gli esercizi di Bruno Pinto, in “D’ARS”, periodico trimestrale di cultura e comunicazione visiva, Milano, n. 203, 2010.
72) Il pensiero della superficie, The Surface’s Thinking, in cat. ADRIANO PITSCHEN. "Nel vivo". Dipinti, disegni e incisioni 1995-2010, Mendrisio, Museo d'Arte, 2010-2011 (testi critici in lingua italiana e inglese di Simone Soldini, Marco Rosci e J. S.).
73) «Eccomi!». L’agire protagonista in Kandinskij, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, Lugano 2011 (nell'ambito di Musica dell’occhio. Un progetto cross-media: Der Gelbe Klang, composizione scenica di V. Kandinskij, Palazzo dei Congressi, Lugano 2011, 10 aprile.). Progetto della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana frutto della collaborazione tra Scuola Teatro Dimitri di Verscio, Conservatorio della Svizzera italiana e corso di laurea in Comunicazione visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design. Il progetto, di una complessità fuori del comune, diede luogo allo spettacolo Der Gelbe Klang, composizione scenica di V. Kandinskij, presentato il 10 aprile del 2011 al Palazzo dei Congressi di Lugano. Della musica, andata probabilmente persa durante la Rivoluzione russa con gli schizzi del pittore, esistono solo frammenti nei Thomas de Hartmann Papers della Irving S. Gilmore Music Library nella Yale University. La prima delle rarissime messe in scena di Der gelbe Klang è del 1975, musica di Alfred Schnittke e allestimento di Jacques Polieri nel convento della Sainte Baume in Provenza. Lo spettacolo fu riproposto nel 1976 al Théâtre des Champs-Elysées a Parigi. Un’ulteriore messa in scena è del febbraio 1982 al Marymount Manhattan Theater di New York, in parallelo con un’esposizione al Solomon Guggenheim Museum (Kandinsky in Munich 1896-1914). Fu curata da Ian Strasfogel con musica di Gunther Schuller, coreografia di Hellmut Gottschild, scenografia e costumi di Robert Israel, luci di Richard Riddel. Nel 1985 Il Suono giallo fu proposto dalla compagnia Solari-Vanzi al Fabbricone di Prato e nel 2002 al Festival di Amiternum (L’Aquila), con la musica di Giancarlo Schiaffini e un’opera video di Marco Amorini. La composizione è poi stata presentata nel novembre del 2010 dal Target Margin Theater col Brick Theater di Brooklyn.
http://www.agenda.conservatorio.ch/240_brochure%20e%20opuscolo.pdf
74) Nuotatore e creatore di onde, prefazione per LUCIANO BENINI SFORZA, Dopo questo inverno, Forlì, L'Arcolaio, 2012.
75) Frontiera e vita in comune, in <http://nuovaprovincia.blogspot.com/2012/02/jean-soldini-frontiera-e-vita-in-comune.html>.
76) «Ma noi siamo stranieri». Un incontro a Lido Adriano su ospitalità e libertà, in "Cenobio", gennaio-marzo 2012.
77) Cartoline postali. Il dono di uno sguardo e Derma forse d'eternità (poesia), in Una presenza discosta. Testimonianze di amici in ricordo di Mario Agliati 1922-2011, Lugano, edizioni del Cantonetto, 2012.
78) Saltelli, asinelli, gennarielli (con Marco Martinelli), in "Cenobio", 2013, n. 1.
79) L'anarchismo grafico di Emilio Rissone, in Cat. L'anarchia grafica di Emilio Rissone, a cura di Gerardo Rigozzi e Luca Saltini, Biblioteca Cantonale, Lugano 2013.
80) Non-scuola, luoghi comuni, luoghi in comune, in «Dramma.it», 2013, http://www.dramma.it/index.phpoption=com_content&view=article&id=158:saggi&catid=42:materiali&Itemid=15
http://www.dramma.it/dati/monografie/nonscuola.pdf
81) “Finestre” per una Pinacoteca, in AA. VV., Claudio Cavadini. 30 anni di architettura d’interni negli spazi pubblici del Cantone Ticino, Biblioteca cantonale di Lugano, Hochschule für Technik Stuttgart , 2014 (testi di Laura Sadis, Mario Botta, Tobia Scarpa, Bruno Reichlin, Gianfranco Rossi, Jean Soldini, Giovanni Agosti, Fernando Bordoni, Beni Wyss, Klaus Peter Goebel, Karin Foerster).
82) La moltitudine dei corpi e la loro incontenibile vita espressiva, in "Cenobio", 2014, n. 1.
83) A proposito di arte, mercato e anche di scuola, in "Verifiche", n. 3, 2014.
84) Un contributo alla riflessione. scuola, cultura, religioni abramitiche, in "Risveglio", 2014, n. 5-6.
85) La scuola come spazio comune per il pensiero (a proposito di Le parole della vita di Lina Bertola), in "Cenobio", 2015, n. 1.
86) Un incontro al LAC. L’esistente, il desiderio e la caverna delle Albe, in "Il Cantonetto", LXIII, novembre 2016, N. 5-6.
87) La gueule du four. Per Jean-Charles Vegliante, in "Cenobio", LXVI, n. 2, aprile-giugno 2017.
88) Inappropriabilità ed esercizi d'ospitalità (con traduzione in inglese e francese: Inappropriability and the Hospitality Exercises / Inappropriabilité et exercices d'hospitalité), in Benjamin Boudou, Fabienne Brugère, Modesta Di Paola, Andrea Kantos, Federico Oliveri, Jean Soldini, NOUS SOMMES ICI. Gandolfo Gabriele David, a cura di Modesta Di Paola, MUCEM, Marseille, Polo Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo e della Regione Siciliana, Museo Riso, Palermo e Istituto italiano di Cultura di Marsiglia. Glifo Edizioni, Palermo 2017.
Nous Sommes Ici indaga la condizione multiculturale aprendosi a riflessioni sull’ospitalità, l’identità e la mobilità internazionale. Il volume raccoglie, inoltre, i contributi di diversi autori che indagano il tema secolare dell’ospite.
89) Il taglio e la luce. L’incisione di Ubaldo Monico (1912-1983) (ripubblicazione del testo uscito nella rivista "Viola", 2006, n.1, pp.66-75), in Carla Ferriroli, Giulio Foletti, Sofia Marazzi, Walter Schoenenberger, Jean Soldini, Bryan Cyril Thurston, Maria Will, UBALDO MONICO. VERSO IL COLORE, catalogo della mostra Ubaldo Monico. Verso il colore, Fondazione Elisa e Tita Ratti, Malvaglia, 14 ottobre 2018-10 marzo 2019.
90) La materia che conta. Riflessioni su variazioni nel clima di Carolina Carlone, in "Cenobio", LXVIII, n. 1, gennaio-marzo 2019.
91) Alberto Giacometti. Grafica al confine fra arte e pensiero / Graphics on the Border between Art and Thought, a cura di / edited by Jean Soldini and Nicoletta Ossanna Cavadini, Skira, Milano 2020 (esposizione al m.a.x. museo, Chiasso), pp. 400.
92) La meraviglia delle meraviglie. Movimento e trasparenza nel lavoro di Alberto Giacometti , in "Cenobio", LXIX, n. 2, 2020, pp. 5-14.
93) Un tributo a Pietro Salati. La scuola e il 'divenire pesci', in "Il Cantonetto”, LXIX, n. 1, 2022, pp. 19-23.
94) Umberto Bellintani e Pietro Salati. Il filo della vita (con due poesie inedite), in "Il Cantonetto”, LXIX, n. 1, 2022, pp. 24-26.
95) Scandole di libertà. Note su Criptocorsie di Gilberto Isella, in "Il Cantonetto”, LXIX, n. 2, 2022, pp. 12-16.
96) Dalle fibre dell’essere: tentativi di postatropocentrismo, con Roberto Diodato e Luca Saltini, trascrizione degli interventi di presentazione del volume di J. S., Il cuore dell’essere, la grazia delle attrazioni (Mimesis Edizioni 2022) in Biblioteca Cantonale a Lugano il 7 febbraio del 2023, in "Cenobio", LXXII, n. 3, 2023, pp. 55-74.
97) Ricordando Edoardo, in "Il Cantonetto", LXX, n. 2, 2023, pp. 1-4.
98) Di scompigli e armonie. Riverberi di natura in Gilberto Isella, in "Cenobio", LXXIII, 2, 2024 , pp. 19-27.
99) La critica d’arte, il suo oggetto, il comune, in "Cenobio", LXXIII, 3, 2024 , pp. 5-21.
Il testo presenta gli otto punti sviluppati dall’autore nel corso dell’incontro di giovedì 19 settembre 2024 alla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano. Dedicato a La critica e le arti figurative, nell’ambito del ciclo di conferenze dal titolo Che cos'è la critica? organizzato dalla Società Filosofica della Svizzera Italiana, ha visto come invitati Jean Soldini e Adriano Pitschen. Stralci di La critica d’arte, il suo oggetto, il comune sono stati anticipati dal quotidiano “Avvenire” con il titolo L’opera d’arte? È un incontro tra vivi (Agorà, 19 settembre 2024, p. 22).
100) A proposito di un libro di Lina Bertola. Riflessioni e risonanze in forma di lettera, in "Il Cantonetto” , LXXII, n. 1, 2025, pp. 26-28.
101) “Litanie” di vivi e di morti, di parole e di cose. A prima estate. Dialogo sotto il castagno di Giselda Pontesilli, in "Cenobio" (di prossima pubblicazione).
Neppure un merlo e Fuori dell’accampamento, in AA. VV., Quel che resta del cielo, Edizioni “alla chiara fonte” Lugano 2006 (poesie di A. Buletti, G. Isella, A. Maugeri, A. Nessi, G. Orelli, M. Scrignoli e altri).
Derma forse d’eternità, in Una presenza discosta. Testimonianze di amici in ricordo di Mario Agliati 1922-2011, Edizioni del Cantonetto, Lugano 2012.
Sans chaussée, sans précipice / Se relayer / Locus Solus in Une autre poésie italienne. Anthologie, traduction, Centre de recherche CIRCE, Université Sorbonne Nouvelle, Université de Paris-III.
Monte Tabor, in "Il Cantonetto", 2015, LXII, n. 1-2.
Tenere il passo, in "La RegioneTicino", 5 marzo 2016.
Quattro poesie, in AA. VV. Roca comia. Versi per Giampaolo, Alla Chiara Fonte, Lugano 2016.
Trapezio, in “Il Cantonetto”, a. LXIV, n. 1-2, 2017, p. 13.
Qu’est-ce, le monde?, in “Recours au Poème”, 182, mars 2018 (traduzione di Jean-Charles Vegliante)
Poeti della Svizzera italiana leggono i propri testi, in Colpo di poesia, RSI Radiotelevisione svizzera a cura di Dubravko Pušek:
19.11.18 Che cos’è il mondo?
20.11.18 La stessa origine
21.11.18 Darsi il cambio
22.11.18 Locus solus
23.11.18 Vento
Poeti della Svizzera italiana leggono i propri testi, in Colpo di poesia, RSI Radiotelevisione svizzera a cura di Dubravko Pušek:
03.06.19 La stessa origine
04.06.19 Darsi il cambio
05.06.19 Locus solus
06.06.19 Una penisola
07.06.19 Mare
Poesie di J.S. sono state assai regolarmente proposte nella trasmissione radiofonica Tenera è la notte - RSI Radiotelevisione svizzera (2018-2019).
Passaggio, in “Il Cantonetto”, a. LXVI, n. 1, giugno 2019, p. 14.
http://www.cantonetto.ch/sites/default/files/Articolo%20JEAN%20SOLDINI.pdf
Gamberetto di roccia, in "Il Cantonetto”, a. LXVII, n. 2, 2020, p. 15.
Sorride, in Maurizio Chiaruttini, Ugo Petrini, Dubravko Pušek, Antonio Rossi, J.S., A Gilberto, per i suoi 80 anni, leporello stampato da Gianstefano Galli nell’Atelier calcografico di Novazzano, giugno 2023.
Cariche d'ombra e luce (per gli 80 anni di Mario Botta), “Il Cantonetto”, a. LXX, n. 1, giugno 2023, p. 11.
Alcuni pensieri su Quaderni a righe e qualche poesia dalla raccolta.
https://www.pioggiaobliqua.it/poesia-jean-soldini/
Gaiezza che brucia in un baleno, "Il Cantonetto", LXXII, n. 2 , 2025, p. 20.
1)Furore e magia nella pittura di Antonio Ligabue, in “Libera Stampa” (Lugano), 24 luglio 1981.
2)Mario Gorini: Albero nudo, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., n. 3, 1981.
2a) Conversazione su Mario Negri, Radio della Svizzera Italiana, 29 maggio 1982.
3)La Pinacoteca Thyssen-Bornemisza di Villa Favorita, in “Il Bollettino. Informazioni d'arte” (Lugano), n. 1-2, 1982.
4)Sensazioni di Mario Radice, in “Cooperazione” (Basel), 12 agosto, 1982.
5)Le ricomposizioni impossibili di Gianni Metalli, in “Cooperazione” (Basel), 16 settembre 1982.
6)Italo Valenti, in “Cooperazione”, 30 settembre 1982.
7)Renzo Ferrari, in “Il Bollettino. Informazioni d'arte” (Lugano), n. 4, 1982.
8)Gli affreschi della chiesa di Santa Maria della Misericordia di Ascona, in “Segni”, 3 novembre 1982. https://lanostrastoria.ch/entries/YkBnGYO97GM
9)La pittura di Gabai fra visibile e indicibile, in “Cooperazione” (Basel), 3 marzo 1983.
10)Christian Rohlfs, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., n. 1, 1983.
11)La Belle Epoque di Aroldo Bonzagni, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., n. 3, 1983.
12)Due monografie su Vincenzo Vela, in “Cenobio” (Lugano-Varese), n.s., n. 3, 1983.
13)Cat. Gianni Metalli, Mendrisio, L'Immagine, 1984.
14)Gianni Metalli, in “Il Bollettino. Informazioni d'arte” (Lugano), n. 9, 1984.
15)I cinquant'anni del Gruppo '33, “Il Bollettino. Informazioni d'arte” (Lugano), n. 9, 1984.
16)Kandinsky a Zurigo. La spiritualità come azione, in “Cooperazione” (Basel), 5 luglio 1984.
17)Max Kämpf: l'ossessione della dannazione, il difetto d'esistenza e l'osservazione dell'uomo, “Il Bollettino. Informazioni d'arte” (Lugano), n. 10, 1984.
18)Cat. Adriano Pitschen, Lugano, Galleria Pro Arte, 1985.
19)Luigi Rossi pittore e qualche osservazione di carattere generale, in “Giornale del Popolo” (Lugano), 29 nov. 1985.
20)Flavio Paolucci, in AA.VV., Flavio Paolucci, Lugano, Edizioni d'Arte Dabbeni, 1987, pp. 85-87.
21)Bernini (1598-1680), in “Radiotelescuola della Svizzera Italiana” (Bellinzona), 1987.
22)Un ricordo di Virgilio Gilardoni storico e uomo. Ricerca del “sacro” come desiderio di un radicamento nella vita, in “Giornale del Popolo” (Lugano), 7 nov. 1989.
23)Tre interviste di Francesca Manzini su Alberto Giacometti (1998-2001), RSI, Rete 2.
24)Giacometti a Zurigo. Il primato della realtà (intervista di B.Giorgi a J.S.), in “Cooperazione”, Basel, 8 agosto, 2001.
25)L'avventura della realtà (intervista di Andrea Tognina su A.Giacometti), in “Radio Swiss International” (http://www.swissinfo.org), 8 ottobre 2001 (intervista completa al n. 25).
26)Alberto Giacometti, l'avventura della realtà, intervista di Andrea Tognina in “Voce evangelica”, dicembre 2001.
27) La memoria, in “La RegioneTicino”, Bellinzona, 8 febbraio 2003. Speciale ARTISTI PER LA PACE: Poeti e pittori, architetti, uomini di cultura firmano il manifesto contro la guerra. Poi spiegano il perché.
28) Non tormentiamo le chiese ma rispettiamo la memoria, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 26 giugno 2004.
29) Collezione Brignoni. La miopia di una città, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 13 luglio 2004.
30) Noi e l'islam: oltre la tolleranza, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 20 settembre 2004.
31) Staminali embrionali. Questione di responsabilità umana e democratica, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 20 novembre 2004.
32) Come riaffermare l'uomo e il gusto per l'alterità, intervista di Manuela Camponevo, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 26 febbraio 2005.
33) Come fare per resistere alla supremazia del mercato?, in “Il Lavoro”, Lugano, 24 marzo 2005.
34) Con il suo esempio ha insegnato a tutti a non temere la fragilità dell'esistenza umana (per la morte di Giovanni Paolo II), in “Giornale del Popolo”, Lugano, 5 aprile 2005.
35) Riflessioni sul futuro Museo dell'Architettura, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 18 giugno 2005.
36) Estetica del limite nella pittura di Bruno Pinto, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 25 giugno 2005.
37) La libertà in un sistema dell'arte sempre più rigido (intervista di Manuela Camponovo a J. S.), in "Giornale del Popolo", Lugano, 14 settembre 2005.
38) Ricordo di Pier Riccardo Frigeri, in “Cenobio”, Lugano-Roma, 2005, n. 2.
39) Corpo a corpo. Parole disegnate e dipinte da Gianfredo Camesi. La pittura riscrive la poesia, in “Giornale del Popolo”, Lugano, 18 febbraio 2006 (testo della presentazione della mostra Camesi. Dal cammino del corpo al corpo del pensiero. 19 poesie di Jean Soldini disegnate e dipinte da Gianfredo Camesi, Locarno, Galleria arte moderna Ammann).
40) “Frammento” introduttivo, in “Nobodaddy”, Teatro Rasi, Ravenna, 2005-06. http://www.teatrodellealbe.com/public/stagioni_pieghevoliecataloghi/Catalogo19.pdf
41) Paradossi. Gli oggetti di Fabrizio Renna (testo intero e pieghevole con testo ridotto per una mostra di opere di "Art brut" a cura di Fredy Schafroth, Lulo Tognola, J.S.), Centro Scolastico per le Industrie Artistiche, Lugano, 2006,22 novembre-15 dicembre.
42) Intervista di Paola Pettinati, in CSIA. Il rimpatrio, a cura di P. Pettinati e D. Realini, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 9 novembre 2007.
43) La scuola che ha saputo creare il gusto della responsabilità, in "Giornale del Popolo", Lugano, 24 novembre 2007.
44) Il taglio dell'arte, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 23 gennaio 2008.
45) Volti alla memoria, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 1 marzo 2008.
46) Lassù qualcuno ci ama, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 2 apirle 2008.
47) A testa bassa come un cane, fiutando ciò che esiste, in "Giornale del Popolo", Lugano, 5 aprile 2008.
48) Quel che dà senso, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 27 settembre 2008.
49) Lulo, nessuno e centomila, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 24 gennaio 2009.
50) Bella da morire. La vita umana nel caso Englaro, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 14 febbraio 2009.
51) Le ragazze e i giocatori di bocce, in "Giornale del Popolo", Lugano, 30 maggio 2009.
52) Perdere la testa per i propri studenti, in "Il Lavoro", Lugano, a. LXXXIV, n. 14, 17 settembre, p. 13 e Educazione News, anno II, n. 5, 2009 (http://centroculturalelugano.blogspot.com/).
54) Pietro Salati e il CSIA, in Il CSIA: dal Grillo al Canvetto Luganese. Una rimpatriata per riflettere insieme, a cura di J. S. e Lulo Tognola, con prefazione di Mario Ferrari e Paolo Colomboe interventi di Mario Agliati, Florian Reichert e Raimondo Locatelli, Lugano, 2010, pp. 28-19.
55) Un grillo per la testa, intervista di Paola Pettinati, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 10 marzo 2010.
56) Dallo spazio allo spazio, intervista di Paola Pettinati, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 23 marzo 2010 (sulla raccolta di poesie Bivacchi).
57) Estetica dell'ospitalità e della resistenza, intervista di Paola Pettinati, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 20 maggio 2010 (sul libro Resistenza e ospitalità).
58) Viaggio dentro e fuori dalla Factory per capire la Pop Art senza ingenuità, in "Giornale del Popolo", Lugano, 12 giugno 2010.
59) Resistenza e ospitalità, intervista, in "Il Lavoro", Lugano, a. LXXXV, 8 luglio 2010 (sul libro Resistenza e ospitalità).
60) La resistenza e l'ospitalità come filosofia quotidiana, intervista di Alberto Gandolla, in "Risveglio", CXV, n. 4, 2010, pp. 10-12.
61) Pitschen, il pensiero della superficie, in "Giornale del Popolo", Lugano, 27 novembre 2010.
62) Per resistere all'arroganza e conquistare l'ospitalità, intervista di Manuela Camponovo, in "Giornale del Popolo", Lugano, 4 dicembre 2010.
63) In scena “Il suono giallo” di Vasilij Kandinskij. Un’opera di colori e vibrazioni per l’affinamento dell’anima, in "Giornale del Popolo", Lugano, 9 aprile 2011.
64) Dove osa Kandinskij, intervista di Paola Pettinati, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 9 aprile 2011.
65) Un argine simbolico (solidarietà a Giovanni Orelli, in "La RegioneTicino", Bellinzona, 3 maggio 2012.
66) Deviare dal potere, rimedio per una nuova convivenza, in "Giornale del Popolo", Lugano, 26 maggio 2012.
67) Arte e religione, in "I Fiumi dell'Eden", a cura di Mattia Cavadini, RSI, 15 gennaio 2013, con Pierluigi Lia.
68) L' "a testa in giù" di Jean Soldini, intervista raccolta da Rosario Talarico, in "Verifiche", a. 44, n. 1, 2013.
69) L'anarchismo grafico e la creatività giocosa di Emilio Rissone, in "Corriere del Ticino", 11 giugno 2013.
70) PER UNA MAGGIORE EQUITÀ, SENZA URLARE SEMPLIFICAZIONI DELLA REALTÀ, in
"La RegioneTicino", 5 febbraio 2014.
71) Intervista di Dubravko Pušek su arte e mercato in occasione della mostra dedicata a Piero Manzoni a Milano (Palazzo Reale), "Foglio volante", RSI, 24 marzo 2014, http://retedue.rsi.ch/it/home/networks/retedue/fogliovolante.html?po=5b8f336e-34e2-4fb3-8105-30484fae6598&date=24.03.2014#tabEdition
72) Intervista di Dubravko Pušek sull'insegnamento della storia dell'arte nelle scuola ticinese, "Prima e seconda pagina", RSI, Rete 2, 20 ottobre 2014.
73) Intervista a cura di Marc De Ambrogi, in "Internos", 2014, n. 30.
74) La scuola che verrà, in "La RegioneTicino", 7 marzo 2015.
75) Intervista di Cristina Savi su Alberto Giacometti, in "Turné", RSI, 9 gennaio 2016.
http://www.rsi.ch/la1/programmi/cultura/turne/Riti-di-inizio-anno-6702541.html
76) Intervista di Dubravko Pušek per Cent'anni dalla nascita del dadaismo, "Attualità culturale", RSI, Rete 2, 5 febbraio 2016 (http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/attualita-culturale/Centanni-dalla-nascita-del-dadaismo-6832244.html)
77) Intervista di Dubravko Pušek su libro Alberto Giacometti. L'espace et la force, Kimé, Paris 2016. Radiotelevisione svizzera, Rete 2, 24 maggio 2016 e 22 settembre 2016 (per l'uscita della traduzione italiana edita da Mimesis).
78) Etretien avec Daniel Robellaz à propos du livre Alberto Giacometti. L'espace et la force, Kimé, Paris 2016, Matinales d'Espace 2, Radio Télévision Suisse, 8 août 2016.
79) Come imparare a osservare una testa, in "Corriere del Ticino", 26 settembre 2016. Anticipazione in occasione dell'uscita di Alberto Giacometti. Lo spazio e la forza, Mimesis, Milano 2016.
80) La forza di Alberto Giacometti, intervista di Ivo Silvestro, in "La Regione", 29 dicembre 2016.
81) Jean Soldini sur « Face au piège », texte de René Schérer, 02 mai 2017, in blog Le philosophe et écrivain Tony Ferri.
82) Uomini retti e ospitali. Per Lisa Bosia Mirra, in "La Regione", 23 ottobre 2017.
83) Addii: è morto Francesco Bertola, in "Diderot", 28 maggio 2019, intervista di Enrico Bianda a Paolo Colombo e JS.
84) Un mondo diverso?, in "La Regione", 09 aprile 2020.
https://www.laregione.ch/i-contributi/i-dibattiti/1431033/un-mondo-diverso
85) Giacometti, il segno forte e fragile, in "Avvenire", 07 giugno 2020.
https://www.avvenire.it/agora/pagine/giacometti-il-segno-forte-e-fragile
86) Intervista di Damiano Realini a proposito della mostra Alberto Giacometti al m.a.x. museo, in “Turné”, RSI, 20 giugno 2020.
87) Intervista nel video sulla mostra Alberto Giacometti al m.a.x. museo realizzato da 3D Ultrafragola in onda su Sky Arte nel contenitore Artbox, 18 giugno 2020.
88) Intervista a proposito della mostra Alberto Giacometti al m.a.x. museo, in Radio3 Suite – Magazine, RAI Radio 3, 22 giugno 2020.
89) Per Rete 2: combattere la tristezza dell'intrattenimento, in "La Regione", 10 dicembre 2020.
90) Intervista di Massimo Zenari, “Alice”, Rete due, RSI, sabato 18 febbraio 2023:
91) Intervista di Benedetta Consonni, in “Tortuga Magazine”, 31 maggio 2024:
https://tortugamagazine.net/quaderno-a-righe-raccolta-poesie-jean-soldini-intervista/
92) L’opera d’arte? È un incontro tra vivi , in "Avvenire", Agorà, 19 settembre 2024, p. 22.
Pietro Annigoni, Rodolfo Aricò, Livio Bernasconi, Aroldo Bonzagni, Fernando Bordoni, Mariapia Borgnini, Luisa Carloni, Massimo Cavalli, Anna Cocumarolo, Giuliano Collina, Gianni Colombo, Carlo Cotti, Piero Dorazio, Renzo Ferrari, Aldo Ferrario, Felice Filippini, Attilio Forgioli, Piero Fornasetti, Simon Fuhrer, Samuele Gabai, Alberto Ghinzani, Alberto Giacometti, Piero Giunni, Hansjörg Glattfelder, Julio Gonzalez, Giancarlo Gorsenio, Gruppo 33, Giorgio Guglielmetti, Max Huber, Max Kämpf, Wassilly Kandinsky, Max Läubli, Henri Laurens, Pierluigi Lavagnino, Lodewijk, Henri Laurens, Antonio Lüond, Leo Maillet, Marino Marini, Mario Marioni, Paolo Mazzucchelli, Gianni Metalli, Giovanni Molteni, Sergio Morello, Ennio Morlotti, Luigi Mormorelli, Emil Müller, Mario Negri, Mario Nigro, Anita Nespoli, Giancarlo Ossola, Flavio Paolucci, Aldo Patocchi, Gregorio Pedroli, Augusto Perez, Mario Radice, Giò Pomodoro, Imre Reiner, Christian Rohlfs, Pietro Salati, Alberto Salvioni, Ruggero Savinio, Carlo Sergio Signori, Graham Sutherland, Tino Repetto, Angelo Tenchio, Stefano Torok, Pierangelo Tronconi, Luciano Uboldi, Italo Valenti, Franco Valsangiacomo, Emil Weber.
1983: partecipazione al colloquio su Il recupero dei centri minori, organizzato dall'UNIVERSITÀ CATTOLICA di Milano e dalla rivista “Città e società”.
1984: ECOLE D'ARCHITECTURE DI STRASBURGO, conferenza su Milan à l'époque du néo-classicisme et le rôle de l'architecte Luigi Canonica.
1987: VILLA CIANI, inaugurazione PREMIO UBS. Discorso introduttivo su Arte, possibilità dell’umano ed etica.
1988 (autunno): Museo cantonale d’arte, presentazione del catalogo generale della Pinacoteca Cantonale G. Züst. Con la professoressa ROSSANA BOSSAGLIA (UNIVERSITÀ DI PAVIA).
1993: presidente del colloquio Spazi dell'uomo, spazi dell'arte. Rappresentazione e conoscenza in architettura, Biblioteca Cantonale di Locarno (con Luigi Snozzi dell'Ecole Polytechnique di Losanna, P.G.Gerosa dell'Ecole d'Architecture di Strasburgo, Maria L.Gatti Perer dell'Università Cattolica di Milano, Giuliana Ricci dell'Università di Genova, M.Cattaneo della Scuola d'Arte Applicata di Lugano).
1994: INSTITUT NATIONAL DES SCIENCES APPLIQUEES de LYON,section ARTS PLASTIQUES:conferenza su Alberto Giacometti.
1997 (25 settembre): presentazione del libro Monico. L'opera incisa, Biblioteca Cantonale, Lugano, con Vittorio Fagone.
https://www.fonoteca.ch/cgi-bin/oecgi4.exe/inet_fnbasefondsdetail?REC_ID=239764.011&LNG_ID=ITA
1998 (ottobre): presentazione del libro Alberto Giacometti. La somiglianza introvabile da parte di Michele Fazioli e della Fondazione Felix Leemann (Stampa, Ciäsa Granda).
1998 (dicembre): presentazione, col Prof.Arch. M.Botta e col Prof.Dr. Reinhold Hohl, del libro Alberto Giacometti. La somiglianza introvabile, ACCADEMIA DI ARCHITETTURA, Mendrisio.
2000 (8 febbraio): conferenza per il Rotary Club di Bologna, su invito del Prof. Arch. Glauco Gresleri). Tema: Arte, realtà e bellezza. L’interesse di un approccio filosofico cristiano.
2003 (23 ottobre): partecipazione all’incontro La visione del “limite” esistenziale. Desiderio d’assoluto ed esperienza della follia, Bologna, Galleria d’Arte Moderna, incontro organizzato in collaborazione e con il patrocinio della Società Italiana di Psichiatria. Partecipanti: Peter Weiermair, direttore della Galleria d’Arte Moderna, Vittorio Volterra, psichiatra, Cesare Gori, analista, Giuseppe Barzaghi, teologo, Carmine Benincasa, critico d’arte.
2003 (6 dicembre): Omaggio a Ubaldo Monico 1912-1983, con Giorgio Orelli e intervento musicale del liutista Luca Pianca, Lugano, Biblioteca Salita dei Frati.
2005 (17 gennaio): Visiting Professor, DIPARTIMENTO DI ARTI E ANTROPOLOGIA DEL SACRO dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
2005 (24 settembre), presentazione della mostra dedicata a Ubaldo Monico, Fondazione Archivio Donetta, Casa Rotonda, Corzoneso.
2006 (21 gennaio): Trascendenza orizzontale e ospitalità, intervento nell'ambito della "biografia" del Teatro delle Albe (con Gerardo Guccini, docente di storia dell'attore e teatri musicali all'Università di Bologna, e Rodolfo Sacchettini, critico teatrale), Teatro Rasi, Ravenna.
2006 (7 novembre): Che cos’è il bello? La resistenza dell’altro e la sua bellezza, Caffè filosofico e scientifico dell'ASSOCIAZIONE L'UOMO E LA SCIENZA (Centro Leoni, Riazzino).
2007 (9 ottobre): presentazione in onore di Mario Agliati per la pubblicazione Le cartoline postali di Mario, 2007, Lugano, Sala Carlo Cattaneo, Consolato d'Italia (con Giancarlo Dillena, direttore del "Corriere del Ticino" e M. Agliati).
2007 (9 novembre): presentazione della mostra Il CSIA: dal Grillo al Canvetto Luganese. Una rimpatriata per riflettere insieme, Lugano, Canvetto Luganese.
2007 (21 novembre): Pietro Salati e il CSIA. Con Mario Agliati, Francesco Bertola ed Emilio Rissone, Lugano, Canvetto Luganese.
2008 (23 gennaio): Ricerca e divenire creativo delle scuole d'arte. Con Florian Reichert e Francesco Librizzi, Lugano, Canvetto Luganese.
2008 (3 aprile): Lasciarsi guidare dal dialogo, intervento in occasione della presentazione pubblica del Forum di dialogo interreligioso in Ticino al Ciani di Lugano.
2008 (10 aprile): Alberto Giacometti. L'arte di cominciare da capo. Conferenza, Bellinzona, Biblioteca cantonale.
2008 (26 settembre), presentazione dell'esposizione Contenitore. Laboratori della Fondazione Diamante in mostra, Atelier AAA, Lugano.
2009 (23 gennaio), presentazione dell'esposizione Lulo Tognola grafico e illustratore, Bellinzona, Archivio di Stato e Biblioteca Cantonale.
2010 (25 febbraio), presentazione del libro di poesie Bivacchi, con Maurizio Chiaruttini, critico letterario del Dipartimento culturale del TSI, Bellinzona, Archivio di Stato e Biblioteca Cantonale.
2010 (10 marzo), presentazione del libro l CSIA: dal Grillo al Canvetto Luganese. Una rimpatriata per riflettere insieme, con Paolo Colombo direttore della Divisione della Formazione Professionale del Canton Ticino, Lugano, Espoprofessioni.
2010 (10 giugno), presentazione del libro di Paolo Barozzi Andy Warhol ed io. Cartoline dal tempo della Pop Art (Christian Marinotti Edizioni, Milano 2009), Libreria Melisa, Lugano.
2010 (9 dicembre), presentazione del libro Resistenza e ospitalità, Jaca Book, Milano 2010 da parte del Prof. Fabio Merlini, Bellinzona, Biblioteca Cantonale.
2011 (21 febbraio), lezione su Vasilij Kandinskij, Corso di laurea in comunicazione visiva, SUPSI, Lugano.
2011 (21 maggio), CISIM, Lido Adriano (Ravenna, http://www.ccisim.com): incontro col drammaturgo e regista Marco Martinelli su ospitalità e resistenza organizzato da Cooperativa Libra e Il lato Oscuro della Costa in collaborazione con Nobodaddy-Ravenna Teatro.
2011 (23 novembre), Milano, I mercoledì di San Cristoforo organizzati dal Prof. don Pierluigi Lia, conferenza sull'estetica dell'ospitalità.
2012 (16 maggio), Lugano, UNIVERSITÀ DELLA SVIZZERA ITALIANA, Pagina a pagina. Incontro con due delle più importanti riviste letterarie svizzere, "Cenobio" e "Viceversa". Con Yari Bernasconi, Pietro Montorfani, Fabio Pusterla.
2012 (12 giugno), Lugano, BIBLIOTECA CANTONALE, I luoghi della memoria. Mario Agliati (1922-2011) e la sua Rivista, con Carlo Agliati, Antonio Gili e Tita Carloni.
2013 (11 aprile), Ravenna, TEATRO RASI, PRIMAVERA ERETICA E DEI PARLAMENTI DI APRILE. PER I 30 ANNI DEL TEATRO DELLE ALBE. Attorno al tema della "non-scuola": "Luoghi comuni, luoghi in comune" (il primo Parlamento, l'11 aprile, è stato dedicato alla non-scuola e sono intervenuti Silvana De Vidovich, Lorenzo Donati, Maddalena Giovannelli, Fausto Malcovati, Mandiaye N'Diaye, Jean Soldini, Martina Treu, Cristina Valenti). http://www.teatrodellealbe.com/ita/contenuto.php?id=103
http://www.teatrodellealbe.com/materiali/Parlamenti2013.pdf
2013 (12 aprile), Ravenna, TEATRO RASI, PRIMAVERA ERETICA E DEI PARLAMENTI DI APRILE. PER I 30 ANNI DEL TEATRO DELLE ALBE. Nell'ambito dei"linguaggi della scena": "La non-scuola della moltitudine dei corpi" (Il 12 aprile la tematica affrontata è stata quella dei linguaggi della scena con Luigi Ceccarelli, Gioia Costa, Massimo Marino, Enrico Pitozzi, Jean Soldini, Nevio Spadoni).
http://www.teatrodellealbe.com/ita/contenuto.php?id=103
http://www.teatrodellealbe.com/materiali/Parlamenti2013.pdf
2013 (11 giugno), Lugano, BIBLIOTECA CANTONALE, L'ANARCHISMO GRAFICO DI EMILIO RISSONE, con Gerardo Rigozzi, Giovanna Ceccarelli, Bruno Soldini, Emilio Rissone.
2014 (15 novembre), Lugano, Villa ex Asilo Ciani, Linguaggio come fattore educativo. Dibattito a partire dal libro di Lina Bertola, “Parole della vita. Per un’educazione all’etica” (Erickson), Lina Bertola e Raffaele Scolari (nell'ambito di Scrittori e musica al Ciani, con Paolo Di Stefano, Laura Pariani, Nicola Fantini, Edgardo Franzosini, Andrea Fazioli).
2016 (4 aprile), Lugano, LAC, incontro con Marco Martinelli e Ermanna Montanari sulla poetica del Teatro delle Albe.
2020 (13 settembre), inaugurazione della mostra Alberto Giacometti (1901-1966), Grafica al confine fra arte e pensiero, m.a.x. Museo, Chiasso, con Nicoletta Ossanna Cavadini, Marco Fagioli, Susanne Bieri, Chasper Pult, Mario Botta.
2020 (14 settembre), conferenza Alberto Giacometti. Un lungo percorso, una ricerca esigente, Chiasso, Spazio Officina.
2023 (7 febbraio), presentazione di Il cuore dell'essere, la grazia delle attrazioni. Tentativi di postantropocentrismo, Biblioteca Cantonale, Lugano, con Roberto Diodato e Luca Saltini.
2024 (19 settembre), La critica e le arti figurative con J. S. e Adriano Pitschen (nell’ambito del ciclo di conferenze dal titolo Che cos'è la critica? organizzato dalla Società Filosofica della Svizzera Italiana). Presentazione di Maurizio Chiaruttini.