I Promessi sposi è un romanzo cruciale in quanto rappresentante della concezione politico-letteraria della tradizione.
Nel Seicento la donna di estrazione popolare di norma era svolgeva mestieri quali la contadina, l'operaia tessile, la bambinaia, la lavandaia, la serva e si occupavano delle faccende di casa.
Mentre le donne aristocratiche o borghesi erano destinate al matrimonio e la loro istruzione era orientata perlopiù al saper leggere, scrivere e al culto della religione.
Alessandro Manzoni, nell’opera I Promessi sposi, ben descrive alcune figure femminili e le loro condizioni.
In particolare spiccano figure quali la protagonista Lucia Mondella e la monaca di Monza Gertrude, le quali simboleggiano la contadina soggetta ad attenzioni indesiderate da parte dei nobili proprietari e la donna nobile costretta dalla famiglia a prendere i voti pur non avendo alcuna vocazione.
LUCIA MONDELLA
"Lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre. Le amiche si rubavano la sposa, e le facevan forza perché si lasciasse vedere; e lei s’andava schermendo, con quella modestia un po’ guerriera delle contadine, facendosi scudo alla faccia col gomito, chinandola sul busto, e aggrottando i lunghi e neri sopraccigli, mentre però la bocca s’apriva al sorriso. I neri e giovanili capelli, spartiti sopra la fronte, con una bianca e sottile dirizzatura, si ravvolgevan, dietro il capo, in cerchi moltiplici di trecce, trapassate da lunghi spilli d’argento, che si dividevano all’intorno, quasi a guisa de’ raggi d’un’aureola, (...) . Oltre a questo, ch’era l’ornamento particolare del giorno delle nozze, Lucia aveva quello quotidiano d’una modesta bellezza, rilevata allora e accresciuta dalle varie affezioni che le si dipingevan sul viso: una gioia temperata da un turbamento leggiero, quel placido accoramento che si mostra di quand’in quando sul volto delle spose, e, senza scompor la bellezza, le dà un carattere particolare. La piccola Bettina si cacciò nel crocchio, s’accostò a Lucia, le fece intendere accortamente che aveva qualcosa da comunicarle, e le disse la sua parolina all’orecchio."
Lucia Mondella viene descritta dall'autore nel secondo capitolo sotto una luce quasi sacrale. La sposa è pronta alle nozze e rappresenta la purezza nunziale.
La protagonista è una giovane contadina, è orfana di padre e figlia di Agnese, una donna di umili origini. E' la fidanzata di Renzo ed è una persona molto semplice e modesta, poco appariscente e di famiglia cattolica. Il suo carattere, ben descritto dall'autore Manzoni, risulta essere introverso e timido; è infatti una ragazza in apparenza riservata ed indifesa, ma nel corso dello svolgimento del romanzo, spicca in lei una grande forza che deriva dalla sua fede cattolica, simbolo della sua profondità interiore. Usa la sua astuzia unicamente a fin di bene e quando invece il male prevale, trova la propria forza ed efficacia nella fede cattolica e nella preghiera e nei suoi principi morali. Altri pregi che caratterizzano la protagonista sono l'innocenza e la purezza. Lucia infatti è personaggio emblematico dei valori cattolico-cristiani quali la purezza, l'umiltà, la compassione, e la carità. La sua positività e il suo buon animo influenza in modo favorevole gli altri personaggi tra cui anche Renzo, il quale frena la propria impulsività e la propria sete di vendetta grazie alla compagna. Le sue qualità morali rendono quindi Lucia una figura superiore. Lucia è infatti il personaggio simbolo del pensiero religioso di Manzoni e incarna il divino, pur essendo un'umile contadina del '600. La protagonista, dopo una serie di peripezie, riuscirà alla fine del romanzo a sposarsi e a vivere il lieto fine da lei tanto atteso attraverso il compimento dell'unione sacra.
GERTRUDE
Il personaggio compare per la prima volta nel romanzo nel capitolo IX quando Lucia insieme a Renzo e alla madre Agnese scappa da Lecco per trovare rifugio nel convento di Monza. Ed è proprio all'interno del convento che i due protagonisti incontrano e conoscono Gertrude, meglio conosciuta come la monaca di Monza, uno dei personaggi religiosi dei Promessi Sposi. L'autore Manzoni si riferisce al personaggio citandola unicamente come "Gertrude" o "signora" senza mai chiamarli con il suo titolo (monaca). Il nome di Gertrude, prima di diventare una monaca. era Marianna de Levya. Manzoni descrive Gertrude come "una delle più giovani: ma è della costola d’Adamo; e i suoi del tempo antico erano gente grande, venuta di Spagna, dove son quelli che comandano; e per questo la chiamano la signora, per dire ch’è una gran signora; e tutto il paese la chiama con quel nome“.
La descrizione, completamente differente rispetto a quella di Lucia, fa comprendere al lettore che il personaggio sia agli antipodi di Lucia Mondella. Ha un carattere aggressivo, inquieto, mutevole ed altezzoso. La sua introversione è causata dalla sua famiglia di origine nobile e corrotta che le ha procurato grandi sofferenze. Il suo spirito è disilluso è il suo rapporto con la fede cattolica è opposto rispetto a quello di Lucia, prova infatti sentimenti di sfiducia e di dubbio nei confronti del suo Credo. Gertrude infatti non ha mai ricevuto una vocazione divina nella scelta di vita intrapresa, al contrario è stata costretta a farsi monaca dalla famiglia. Il peccato e il senso di colpa sono sempre presenti in lei e questo duplice sentimento crea in lei un grande conflitto interiore. La monaca ha il ruolo di aiutante della protagonista Lucia, ospita infatti la contadina quando le viene richiesto da Fra Cristoforo aiutandola a sfuggire da Don Rodrigo. Ciononostante il suo animo ambivalente la porta a tradire la fiducia di Lucia quando la consegnerà all'Innominato, ovvero l'amante di Gertrude.
AGNESE
Agnese, madre di Lucia, è una donna molto pratica, istintiva e concreta. Il personaggio incarna la saggezza popolare, dà infatti continui consigli in modo sintetico sotto forma di proverbi tradizionali, metafore o similitudini condivise dalla tradizione popolare. Spesso dona consigli anche basandosi sulle proprie esperienze personali, spesso non pienamente corretti. Rappresenta talvolta i difetti tipici delle donne di paese: è chiacchierona, risulta essere a volte superficiale, impulsiva, testarda. E' una donna poco istruita ma sempre pronta a difendere la figlia Lucia Mondella e l'amore che prova per Renzo Tramaglino.
PERPETUA
Viene descritta da Manzoni come " la serva di Don Abbondio, che sa ubbidire e comandare secondo l'occasione". Decisa, determinata e sicura di sè, è sempre al fianco di Don Abbondio.. Similmente ad Agnese nei confronti di Lucia, Perpetua è molto protettiva nei confronti del parroco (don Abbondio).