«Credete in Dio, leggiamo nella Scrittura, e nulla avrete a temere» (II Paral. XX, 20).
«Per la fede, dicono i Proverbi, i peccati sono cancellati» (XV, 27). «Dio si mostra a chi ha fede», dice la Sapienza (I, 2). E già per mezzo del profeta Osea, Iddio aveva promesso di sposare a sé l'anima vivificata per la fede (II, 20).
Gesù Cristo, dopo di aver ammirato e fatto rilevare la fede del Centurione, lo accommiata dicendogli: «Va’, e ti avvenga secondo che hai creduto. E il suo servo fu guarito in quell'istante» (MATTH. VIII, 13).
Una tempesta minaccia d'inghiottire la nave dove stanno Gesù e gli Apostoli. Questi tremano di spavento, e Gesù dice loro: «O uomini di poca fede di che temete? E alzatosi comanda ai venti è alle onde, e il mare torna in bonaccia» (Ib. VIII, 26).
Un giorno si fecero innanzi a Gesù certuni che gli presentarono un paralitico steso nel letto. Conosciuta la loro fede, il Salvatore disse all'infermo: Abbi fede, o figliuolo mio, i tuoi peccati. ti sono perdonati. E dopo questo miracolo spirituale, aggiunse: Alzati, prendi il tuo lettuccio e vattene a casa tua. Ed il paralitico si levò e se ne andò (Ib. IX, 2, 6-7).
Una donna travagliata da flusso di sangue da dodici anni, si avvicina chetamente al Redentore e gli tocca, non osservata, il lembo della veste; pensando tra sé che se gli avesse potuto toccare le vestimenta, ne sarebbe partita risanata. Vòltosi Gesù, la vide e le disse: Confida, o figlia, la fede tua ti ha guarita; e cosi fu (Ib. 20-22).
Entrato Gesù in una casa, alcuni ciechi gli si avvicinarono; li interrogò se credessero ch'egli potesse fare quello che gli domandavano, ed avendo essi risposto che sì, toccò i loro occhi dicendo: Si faccia secondo la vostra fede. Ed essi ebbero la vista (Ib. 28-30).
Una donna cananea andava gridando dietro al Salvatore: Signore, figliuolo di Davide abbi pietà di me che ho una figlia crudelmente tormentata dal demonio; ma vedendo che Gesù non le badava, attraversò la folla e, prostratasi ai piedi di lui, diceva: Aiutami, Signore. E quando questi le rispose, che non era conveniente gettare ai cani il pane dei figli, essa riprese: È vero, o Signore, ma pensate che anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Allora meritò udirsi da Gesù Cristo: Grande è, donna, la tua fede! si faccia quello che tu brami. E la sua figlia si trovò libera in quel momento (Ib. XV, 22-28).
Un tale si avvicinò a Gesù Cristo, e prostratosi davanti a lui, lo supplicava di aver compassione di un suo figlio lunatico e che molto pativa, perché cadeva spesso nel fuoco e nell'acqua. Già l'ho presentato ai vostri discepoli, soggiunse, ma non hanno potuto guarirlo. Gesù rispose: O generazione incredula e perversa, e fino a quando starò con voi? sino a quando vi sopporterò? Menatelo qui da me. Come l'ebbe innanzi a sé, Gesù sgridò il demonio e questi usci dal fanciullo il quale da quel punto si trovò risanato. Veduto ciò i discepoli presero in disparte il Salvatore e gli dissero: Per qual motivo a noi non venne fatto di scacciarlo? E Gesù: A motivo della vostra incredulità. Io vi assicuro, che se avrete di fede quanto un granello di senapa, potrete dire a un monte: Togliti di qui e va là, ed egli andrà; e nessuna cosa sarà a voi impossibile (Ib. XVII, 14-19); ma tutto può, quegli che crede (MARC. IX, 22).
« La volontà del Padre mio, che mi ha inviato, è questa, diceva Gesù ai Giudei, che chiunque vede il Figlio ed in lui crede abbia la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno» (IOANN. VI, 40). « Io sono la risurrezione e la vita, dice a Marta, chi crede in me, ancorché fosse morto, vive; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno: e non ti ho detto già, che se credevi, avresti veduto la gloria di Dio?» (Ib. XI, 25-26, 40). E a Tommaso, rimproverandolo della sua incredulità assicura che «beati sono quelli .che non videro e credettero» (Ib. XX, 29). A Nicodemo finalmente dà parola, che il Figliuolo dell'uomo sarà esaltato in croce, «affinché chiunque in lui crede non perisca, ma abbia la vita eterna» (Ib. III, 5).
Nella prima predica che S. Pietro fece ai Gentili, loro fece notare, come tutti i profeti testificano di Gesù Cristo, che per il nome di lui, riceve la remissione dei peccati chiunque crede in lui (Act. X, 43).
Leggiamo negli Atti Apostolici che trovavasi in Listra un uomo sciancato fin dalla nascita, il quale non s'era mai mosso. Ora, stando questi a udire i ragionamenti di S. Paolo, l'Apostolo se ne accorse e vedendo che aveva fede di essere guarito, ad alta voce gli disse: Alzati ritto sui tuoi piedi; e subito lo zoppo si alzò, saltò e camminava (XIV, 7-9).
S. Giovanni ci narra di un certo principe di Cafarnao, che ottenuta la guarigione di un suo figlio, credette lui e tutta la sua famiglia (IOANN. IV, 53). È dunque inestimabile fortuna per una casa, che il capo abbia la fede...
«La tua parola, o Signore, esclama il Savio, conserva e salva quelli che hanno la fede» (Sap. XVI, 26). La fede salva dal peccato, dalla morte dalla dannazione... Perciò S. Paolo esortava gli Efesini, che in ogni affare ed occorrenza imbracciassero lo scudo della fede, certi che avrebbero potuto con esso ribattere gl'infuocati dardi dello spirito maligno (VI, 16).
Altri vantaggi della fede enumera il medesimo Apostolo nelle sue Epistole. Ai Tessalonicesi, per esempio, annunzia che Gesù Cristo verrà per essere glorificato nei suoi santi, e ammirato in quel giorno in tutti quelli che avranno creduto, come essi, ai quali si rivolgeva, avevano creduto alla sua testimonianza (II Thess. I, 10). A Timoteo scriveva che la grazia di Dio sovrabbonda insieme con la fede e con l'amore (I Tim. I, 14), e in quanto a sé attestava che avendo coscienza di aver mantenuto la fede, si teneva come in pugno la corona della giustizia (II Tim. IV, 7-8). Gli Ebrei esortava che si accostassero a Gesù Cristo con cuore sincero, nella pienezza della fede, assicurandoli che, se avessero creduto, sarebbero entrati nel riposo (X, 22; IV, 3).
L'Apostolo S. Pietro, dopo di aver detto che Gesù Cristo è di onore a quelli che credono (I, II, 7), esorta i fedeli a resistere e a combattere da forti nella fede contro il demonio il quale, come leone affamato, sempre va in giro cercando pasto (1, V, 8-9). Poi volendo incoraggiarli a sostenere allegramente le tribolazioni, loro dice che, «essi sono custoditi dalla fede per la salute, la quale è preparata per essere manifestata nel tempo estremo. Quando voi esulterete, se per un poco adesso vi tocca di essere afflitti con varie tentazioni; affinché la prova della vostra fede molto più preziosa dell'oro (il quale si prova col fuoco) sia trovata lodevole e gloriosa ed onorevole nella manifestazione di Gesù Cristo: il quale voi amate senz'averlo veduto; nel quale anche adesso credete senza vederlo, e credendo esulterete d'inesplicabile gaudio beato: riportando il fine della vostra fede, che è la salute delle anime» (I, 1, 5-9).
«Luce vivissima è la fede, predicava S. Agostino; l'assenza del Signore non è assenza, abbi fede e avrai con te colui che non vedi (Serm. I de Verbo Apostol.)».