Ilaiali è il mio nome d’arte, ma è anche il mio vero nome, se l’ufficiale d’anagrafe fosse stato meno imbranato e mio padre più flemmatico.
Il teatro è il mio primo linguaggio. Da sempre lavoro sulla scena come attrice e performer, e questa pratica nutre profondamente la mia scrittura: il testo è voce, ritmo, presenza. Ho attraversato il teatro d’improvvisazione e il soundpainting, e sono stata tre volte finalista nazionale di Poetry Slam. Scrivo e performo in italiano e in francese, portando in scena i miei testi e quelli altrui.
Accanto alla scrittura, porto avanti un lavoro di trasmissione attraverso l’insegnamento e la pratica teatrale con giovani attori, dove la lingua diventa esperienza condivisa e spazio di trasformazione.
Scrivere mi accompagna da sempre: fin da bambina ho cercato storie in ogni forma possibile, e nei momenti più bui è stato uno strumento di sopravvivenza. Solo a partire dal 2015, però, ho trovato una voce autentica, liberando quella che chiamo la mia “anima” nella scrittura.
Ho pubblicato Ripresa di solitudini e di baci (l’amante non si vergogna), un percorso poetico e narrativo frammentario, costruito come una traversata in sette tappe tra amore, perdita e rinascita, punteggiata da “gocce” di parole: frammenti autonomi, brevi e intensi, pensati anche per una fruizione aperta e personale. Questo lavoro ha trovato una naturale estensione nella performance, dove il testo ritorna alla sua dimensione originaria di voce.
Muschio di velluto, il mio primo romanzo, è il frutto di dodici anni di lavoro e di una lunga ricerca storica. Ambientato nella Francia del XVIII secolo, si ispira agli eventi del Gévaudan e intreccia più voci femminili in una narrazione in prima persona che si rivela progressivamente. Ora ne sto curando la traduzione in francese, per aggredire il mercato d'oltralpe.
Attualmente sto scrivendo Per fare un angelo, nato dalla scoperta della figura di Hilda Nilsson: un progetto che intreccia diario intimo, biografia romanzata e indagine noir. Sto inoltre intervistando Gerda, una signora tedesca nata nel 1941, dalla cui voce affiorano ricordi terribili e dolci di un periodo storico tormentato.
Nel 2025 ho fondato la Compagnia del Paletto, di cui sono presidente e regista, un progetto che nasce dal desiderio di creare e trasmettere, dando spazio a nuove voci.