Ilaiali era ancora una bambina quando, agli inizi degli anni Ottanta, sognava di fare l’attrice: lo dimostrano i disegni delle elementari, in cui compare come protagonista su improbabili set cinematografici, e la sua partecipazione attiva a recite scolastiche e non.

Già alle scuole superiori decide però di cominciare a fare sul serio, studiando dizione in un corso serale che costringe suo padre a portarla a Treviso, la città più vicina al piccolo paese di nascita che potesse offrire qualcosa. È proprio al Liceo che può sperimentare l’attività teatrale, grazie alla sua professoressa di greco che la sceglie come protagonista nelle “Donne al Parlamento” di Aristofane, replicate più volte a Treviso, nell’aula magna del Liceo Canova ma anche nel cittadino teatro Del Monaco, fino ad approdare al palco assolato del teatro greco di Palazzolo Acreide (Siracusa), in occasione del Festival internazionale del teatro classico.

All’Università di Venezia l’amicizia con Giovanna Digito, frequentante come lei la Facoltà di Lettere, le permette di entrare per un breve periodo nella Compagnia di Commedia dell’Arte “Teatro dei Pazzi”, con sede a San Donà di Piave, città in cui si trasferisce di lì a poco e in cui vive tuttora. L’esperienza, seppur breve, e la tournée ne “L’amore delle tre banane”, rivisitazione comica della più nota opera di Gaspare Gozzi, segna nel 2000 una prima battuta d’arresto, dovuta anche ad impegni familiari (la nascita dei suoi due figli).

L’attività teatrale riprende una decina di anni dopo grazie alla proficua collaborazione con il Teatrino della Neve, sempre a san Donà di Piave, diretto da Walter Sabato, che la coinvolge a più riprese in presentazione di testi e vicende biografiche del sommo Dante (2009-2010); in un’occasione Ilaiali riceve i più che gratificanti complimenti di Ugo Pagliai, che ha avuto l’onore di presentare davanti alle sculture di sabbia rappresentanti i canti dell’Inferno dantesco, allestite sull’arenile di Jesolo Lido.

Partono da questo momento vari inviti a partecipare agli eventi più disparati, in cui ha la possibilità di performare testi propri e altrui, anche nella amatissima lingua francese (per la quale prenderà nel 2018 una certificazione a livello C1): accompagna le portate all’Osteria Molon di Campo di Pietra (TV) durante la cena di san Valentino del 2012, tiene una lezione su “Poetico e impoetico” in una serata aperta al pubblico al Liceo Montale (2013), lezione che sarà ripetuta per gli studenti dell’Università di Padova nel 2021, con un vero e proprio workshop di poesia; nel 2014-2015 partecipa attivamente alle iniziative interculturali dell’associazione FiliMondo di Verusca Costenaro a Mestre, in cui performa in francese; collabora con il cultore del blues Patrick Moschen in più occasioni, in Veneto e in Trentino, unendo poesie e prose scritte in quegli anni all’accompagnamento musicale della sua sapiente chitarra (2015-2016).

Nel frattempo riprende la sua formazione nel teatro di prosa, a cui non aveva potuto dedicare gli anni della giovinezza, frequentando i corsi annuali del regista Matteo Tarasco (2017) e Giacomo Rossetto (2018-2019) e partecipando ovviamente anche agli spettacoli di fine corso - rispettivamente è la protagonista de “La trappola” in “Pirandello o le stanze della tortura” nella villa ca’ Marcello di  Levada di Piombino Dese (PD) e Andromaca nelle “Troiane” di Euripide, rivisitate alla luce della guerra dei Balcani al teatro “Carichi sospesi” di Padova.

A partire dal 2018 fino ad oggi sono numerose le sue partecipazioni a competizioni di Poetry slam in Veneto e in Trentino, in cui spesso si aggiudica i primi posti, fino ad arrivare alla qualificazione della 14esima e 12esima posizione alle Finali nazionali di Slam Italia a Milano. 

Proprio partecipando al suo primo Poetry Slam Ilaiali scopre anche l’improvvisazione teatrale: il suo maestro, per quattro anni (2019-2022), è Zeno Cavalla di Teatro Believe (PD), grazie al quale può performare numerose volte in varie occasioni teatrali e ludiche. Sempre con Teatro Believe Ilaiali partecipa a numerosi spettacoli di soundpainting, in particolare nell’avvolgente atmosfera della Sala dei Giganti di Palazzo Liviano (PD): si tratta di una forma espressiva scarsamente conosciuta in Italia, basata sull’armonizzazione e il dialogo di varie discipline artistiche (musica, canto, danza, recitazione…) grazie alla conduzione silenziosa del soundpainter, il maestro dell’orchestra che, tramite centinaia di segni codificati, dipinge nuove situazioni improvvisate.

Negli anni 2019-2020 inoltre Ilaiali approfondisce ulteriormente le possibilità dell’improvvisazione grazie alla partecipazione a diversi workshop di più giorni con maestri internazionali: Neil Curran (Irlanda), Mia Moller (Danimarca), Hank Van Der Steen (Olanda), Andreas Sodermark (Svezia), Rama Nicholas e Nick Byrne (Australia), Flavien Reppert (Francia). Deve particolare riconoscenza però a Fabio Mangolini, dal quale apprende i rudimenti del combattimento scenico e dell’uso della maschera, ma con cui soprattutto ha il piacere di collaborare a lungo per mettere in scena, nel 2022, due spettacoli di “Molière improvvisato”.

Un'altra inaspettata applicazione delle sue capacità attoriali è visibile in YouTube: si tratta dell’interpretazione pubblicitaria per l’agenzia Colosso Pubblicità di San Donà di Piave nell’ottobre 2022.

L'ultima sua apparizione sul palco risale al 26 ottobre 2024 nel fantastico scenario della Scuola Grande di San Rocco: in occasione dei festeggiamenti per i 700 anni dalla morte di Marco Polo la Compagnia Mastertalia, sotto la guida di Walter Comin, regista e sceneggiatore, ha messo in scena "Il mercante meraviglioso", recital concerto in cui Ilaiali ha performato in 13 diversi personaggi.