Servizio di scambio sul posto
Servizio di scambio sul posto
L’impiego del fotovoltaico è condizionato dalla disponibilità della radiazione solare, che è presente solo di giorno, con un andamento assai variabile su base oraria e stagionale. Durante il ciclo diurno possiamo autoconsumare direttamente l’energia fotovoltaica prodotta dal nostro impianto; quando invece manca il sole e non possiamo utilizzare un accumulo fotovoltaico, possiamo prelevare energia elettrica dalla rete e utilizzare lo "scambio sul posto".
Il Servizio di Scambio sul Posto è un sistema regolatorio gestito dal GSE che consente di compensare l'energia elettrica prodotta ed immessa in rete con quella prelevata in un momento diverso da quello in cui avviene l’immissione. In pratica, con lo scambio sul posto si utilizza il sistema elettrico come strumento per immagazzinare virtualmente l’energia elettrica autoprodotta ma non contestualmente autoconsumata.
Come funziona il servizio? Quando la produzione dell’impianto fotovoltaico supera il fabbisogno, tale surplus di energia viene immesso in rete, generando una specie di “credito” che sarà poi restituito dal GSE con l'erogazione di un apposito contributo calcolato ogni anno in base alla quantità di energia elettrica scambiata con la rete. Per “energia scambiata” si intende il valore minimo tra il totale dell’energia elettrica immessa e il totale dell’energia elettrica prelevata.
Il contributo erogato all'utente dello scambio sul posto è composto dalla somma di due elementi:
il valore minimo tra il costo dell’energia elettrica prelevata, calcolato in base al PUN (Prezzo Unico Nazionale) e il controvalore dell’energia elettrica immessa, calcolato in base ai Prezzi Zonali Orari;
il rimborso dei costi sostenuti in bolletta per le componenti tariffarie di trasmissione, distribuzione, dispacciamento e degli oneri generali di sistema, con esclusione della componente MCT.
Nel caso in cui la quantità di energia elettrica immessa in rete risulti superiore a quello dell’energia prelevata, il controvalore economico del saldo relativo viene registrato a credito e, su richiesta dell’utente, potrà essere successivamente liquidato in sede di conguaglio annuale. Al momento della sottoscrizione della convenzione con il GSE bisogna controllare che tale opzione sia stata selezionata (lo si potrà fare anche in seguito, in ogni caso).
In termini economici, lo scambio sul posto permette di recuperare i costi di prelievo al netto delle imposte (IVA e accise regionali), purché i prelievi non risultino superiori alla quantità di energia elettrica che è stata immessa in rete. A tal fine è importante dimensionare adeguatamente l'impianto fotovoltaico basandosi su una stima corretta dei fabbisogni di energia elettrica dell'utenza.
Può accedere al Servizio di Scambio sul Posto chiunque sia titolare di uno o più impianti alimentati da fonti rinnovabili e/o impianti di cogenerazione ad alto rendimento, con potenza cumulativa non superiore a 500 kWp. Sono esclusi gli impianti che godono degli incentivi alle rinnovabili disciplinati dai Decreti Legge emanati il 5 e 6 luglio 2012 e successivi. Sono inoltre esclusi tutti i nuovi impianti realizzati sfruttando la detrazione fiscale del 110% (cd. "Superbonus"). Pertanto, a seconda dei casi, chi vuole installare un impianto fotovoltaico farà bene a valutare se risulta più conveniente optare per la normale detrazione fiscale del 50%, che da sempre si può abbinare con lo scambio sul posto.
Salvo proroghe e ripensamenti, è stata decretata la cessazione del Servizio di Scambio sul Posto entro il 31/12/2024. Nel frattempo, chi installa un nuovo impianto fotovoltaico ha la possibilità di aderire al servizio fino a quando non saranno pubblicate specifiche norme attuative riferite alla sua soppressione.
Cessato lo Scambio sul Posto, all’utente resteranno due possibilità: acquistare un sistema di accumulo, oppure costituire con il vicinato una Comunità Energetica Rinnovabile (o aderirvi se già esistente).
Schema dello scambio sul posto