WALL•E
Un manifesto ecologista, un robot per riflettere
Quando nel 2008 la Disney presentò WALL•E, io avevo solo 8 anni, era il mio film preferito ed ebbe un notevole successo e divenne subito un manifesto ecologista, vincendo anche l’Oscar come miglior film d’animazione.
Attraverso questo simpatico robot, vengono raccontati temi importanti ma sempre con
spirito positivo.
La Trama
WALL•E, il robot protagonista del film, in un lontanissimo futuro, ma sembra sempre piu’ vicino, appare essere l’unico abitante del pianeta Terra, ormai abbandonato dagli umani a causa del continuo accumulo di rifiuti.
Il compito di WALL•E e’ quello di ripulire il pianeta dai rifiuti, compito che svolge da tantissimi anni.
WALL•E non è un robot comune, riesce a provare emozioni e mentre pulisce, raccoglie e sperimenta gli oggetti che trova.
Un giorno scende dal cielo un altro robot di nome EVE del quale si innamora. Proprio grazie a questo amore vivranno un’avventura che cambierà il loro destino e quello del pianeta.
Questo film è una fiaba, che ci invita in modo poetico a ripensare al significato delle nostre vite e del rapporto che abbiamo con l’ambiente attorno a noi.
Noi, spesso, presi dai ritmi della modernità e del progresso dimentichiamo i veri valori della vita, WALL•E diventa un eroe involontario che ha la capacita’ di influenzarci .
Il tema predominante del film è una riflessione sull’ecologia e l’intento di far riflettere sui danni che provoca la pigrizia di una società che, col suo consumismo sfrenato, riempie il pianeta d’ogni materiale senza preoccuparsi di come smaltirlo.
Quindi, propongo la visione e la lettura di WALL•E , ma anche di pensare al nostro pianeta “dobbiamo vivere non sopravvivere”.
Federico Boscacci
Classe 2A - Secondaria
STELLE SULLA TERRA
Storia di un bambino dislessico
Si tratta di un film indiano drammatico del 2007 diretto da Aamir Khan, che narra la storia di Ishaan, (interpretato da Darsheel Safary) un bambino dislessico, incompreso da tutti: famiglia, amici e insegnanti. Ishaan ha otto anni, è dislessico e il suo rendimento scolastico è pessimo.Considerato un “asino idiota”, uno svogliato, un distratto cronico, viene continuamente sbattuto fuori dalla classe e rimproverato nonché mortificato e insultato da suo padre. Il talento pittorico di Ishaan, instancabile disegnatore, non desta l’attenzione di nessuno.Il ragazzino si sente inadeguato di fronte alle pretese della scuola e dei genitori, si rifugia nel suo mondo fantastico fatto di immagini e personaggi coloratissimi; veste la maschera del ribelle strafottente…finché non verrà condotto a forza in un collegio e annegherà nella solitudine, arrivando al limite della depressione.
A salvarlo, il suo amico compagno di banco e il nuovo professore di arte, Nikumbh, (interpretato da Aamir Khan). Quest’ultimo, anch’esso affetto da dislessia da bambino, riconosce le sue difficoltà. Decide di prendersi personalmente cura del bambino, intraprende con lui un percorso di riabilitazione nella lettura, scrittura e calcolo, riuscendo a stimolare e coinvolgere Ishaan con empatia, pazienza, ascolto e fiducia. Il bambino poco alla volta riscopre la gioia di vivere esprimendola attraverso il suo più grande talento, il disegno.
Il maestro conquisterà il cuore del bambino e dei suoi genitori che, di fronte ai progressi e al primo premio vinto nel concorso di pittura del collegio, dovranno ritrattare i giudizi espressi con ignoranza e superficialità sulle capacità del figlioletto.
Il film “Stelle sulla terra” lancia un importante messaggio educativo: la dislessia è un disturbo specifico della lettura. Il dislessico è caratterizzato da: quoziente intellettivo nella norma; lettura ad alta voce molto stentata; difficoltà ortografiche nella scrittura; difficoltà col sistema dei numeri e del calcolo. A volte sono presenti: difficoltà di comprensione del testo; difficoltà nel linguaggio orale; instabilità motoria e disturbi di attenzione. Questo film mette infatti in evidenza le questioni e le dinamiche più rilevanti che affiorano quando in un contesto è presente un ragazzo con DSA. In primo piano emergono le difficoltà di apprendimento dello studente nel riconoscere le lettere o i numeri, nel comprendere il significato del testo, nel seguire istruzioni complete, accompagnate da impaccio psicomotorio e da sentimenti di inadeguatezza, sfiducia, isolamento. Egli non si sente compreso da nessuno né a casa né a scuola, la sua stima scompare. Per mascherare le sue difficoltà, preferisce sfidare e fare il ribelle. Il risultato è che il ribelle viene fatto fuori. Da un lato, viene emarginato a scuola. Ogni errore è occasione per gli insegnanti di rimprovero che, inesorabilmente, sconfina nell’offesa, nella minaccia della bocciatura, nella tortura del confronto con i fratelli o sorelle, i compagni, tutti più bravi di lui. Come quando, nel film, viene detto ad Ishaan: “leggi bene e ad alta voce”, oppure “verrai bocciato mentre i tuoi compagni andranno avanti”, “Lo fa apposta”, “Si distrae sempre”. Tutti vedono nel suo atteggiamento un capriccio, tutti sottolineano le difficoltà, nessuno comprende che i compiti per lui sono una vera fatica, nessuno presta attenzione alle sue potenzialità attraverso cui sa esprimere concetti complessi, nessuno si interroga su come Ishaan si senta, cosa provi veramente. Tutti attuano interventi educativi o rigidi o repressivi che demoliscono piuttosto che edificare. Dall’altro lato abbiamo la reazione dei genitori, che in genere, è sulle prime di negazione del problema. La difficoltà ad accettare che le difficoltà di Ishaan siano un diverso modo di pensare suonano come una ferita narcisistica per i genitori. In un mondo governato dalla competizione, essi vogliono avere figli vincenti. Il minimo non lo si può accettare. Ogni bambino ha il suo talento e invece loro vogliono sempre di più anche a costo di un caro prezzo.
Poi finalmente arriva il “docente decente” Nikumbh, che con il suo stile espressivo- assertivo apre le porte alla speranza, ci mostra la strada per fare, in qualità di docenti, un lavoro di cura, ci fa vedere l’incidenza della qualità della relazione educativa, delle parti emotive e motivazionali della personalità del docente sulla crescita dell’alunno.
E’ un film che i genitori, gli educatori, gli insegnanti e i bambini dovrebbero guardare per capire appieno le dinamiche di un disturbo tanto misterioso quanto facilmente recuperabile con spirito di accoglienza e sensibilità. E’ un film che mi ha veramente emozionata.
Tahsin Mustafa
Classe 1A - Secondaria