Premetto che questa esperienza nasce anzitutto dall'aver preso parte a un progetto Erasmus plus, che mi ha permesso, fra le altre cose, di svolgere un job shadowing a Thessaloniki (Salonicco). In questa occasione ho conosciuto e poi preso contatti con le colleghe di un liceo equivalente al nostro classico, e in particolare con la professoressa Maria Brouzouki.
Tra la 3HS del liceo Copernico di Prato e una classe parallela del 1st Likeio di Ampelokipi, Thessaloniki, abbiamo organizzato anzitutto uno scambio tramite e-twinning. Le classi hanno condiviso materiali da loro elaborati sulle rispettive città. La classe di Salonicco è poi venuta in visita a Prato. Le ragazze e i ragazzi della 3H hanno organizzato, con l'aiuto delle colleghe di inglese e di storia dell'arte, una visita guidata alla città di Firenze. Per scoprire la città di Prato, abbiamo invece organizzato una caccia al tesoro e una festa finale, che ha avuto una ottima riuscita.
Di seguito, i video di preparazione che le ragazze e i ragazzi hanno girato sulla città di Prato: Prato medievale, Prato e il tessile, Prato multiculturale e la comunità cinese, Prato e l'arte contemporanea, Francesco Datini e infine alcune riflessioni scritte dalle ragazze e dai ragazzi in seguito all'esperienza.
REALTÀ
Le nuvole scherzavano col sole, facendolo comparire di tanto in tanto.
Giravamo per il centro di quella città che a volte sembrava troppo grande rispetto a quella a cui erano tutti abituati.
I ragazzi si conoscevano da qualche minuto, qualche ora: qualche parola in un inglese piuttosto arrancato volteggiava per l’aria, alternate ai dialoghi più fluenti in italiano o greco. Quelle due classi venivano da lontano, rimanevano meravigliati davanti alla cupola di Brunelleschi, si facevano foto davanti al David di Michelangelo, ammiravano la vista delle colline da Ponte Vecchio con la chiesa di San Miniato che attraeva i loro sguardi.
Furono congedati per il pranzo.
I ragazzi italiani fecero finta di conoscere il centro di Firenze come il palmo delle proprie mani per cercare un posto in cui mettersi a sedere e mangiare. Si ritrovarono seduti su un marciapiede a mangiare delle focacce o dei pezzi di pizza farcite in qualunque modo.
Fra una sigaretta e un’altra arrivarono agli Uffizi, dove si divisero, coscienti che si sarebbero rivisti l’indomani a Prato, territorio forse più alla portata di tutti.
Anche il giorno seguente erano divisi in piccoli gruppi, a girare per il centro di prato, sicuramente più piccolo e con meno persone per ogni strada, cosa che forse non dispiaceva. Il sole sembrava volerli accompagnare verso l’ascella pezzata in poco tempo. La destinazione del loro itinerario era un bar storico, dove li aspettava una merenda a base di ciambelle.
Si misero a sedere ai tavoli.
Fra giochi di carte e musica entrarono nelle realtà l’uno dell’altro.
Un paio d’ore dopo si trovarono in un giardino del centro, all’ombra di quello che potrebbe essere un ciliegio come un faggio.
Passarono il pomeriggio fra una partita di briscola e proverbi in qualunque lingua conoscessero.
Nel pomeriggio il sole tornò a giocare a nascondino con le nuvole, liberando i ragazzi dall’afa e dal caldo.
La sera si palesò il potere della musica.
Si trovarono a ballare qualunque musica, qualunque genere.
Ballarono tutti, più o meno.
Arrivò il momento dei saluti, in cui tutti abbracciarono tutti, anche persone con cui non avevano scambiato una parola.
Dopo le ennesime foto di gruppo, ognuno ritornò alla propria realtà: chi su un autobus e chi fra i muri della propria casa.
Tutti sapevano che non sarebbe finita lì: mille modi per rimanere in contatto, troppi per ignorarli.
Si risarebbero visti all’arrivo dell’autunno, tutti. O quasi.
Sandro Battaglia
SCAMBIO CULTURALE
Lo scambio culturale è sempre stato un'occasione di confronto per tutti gli studenti. Noi abbiamo avuto l'opportunità di conoscere alcuni ragazzi provenienti da Salonicco, Grecia. E' stata un'esperienza che ci ha arricchiti dal punto di vista culturale e formativo. Il primo giorno di scambio abbiamo mostrato la città di Firenze alle due classi, esponendo la presentazione di alcune delle più famose opere artistiche. Sono rimasta molto colpita dal loro atteggiamento aperto e interessato, sempre attenti e curiosi di fare domande. Questa esperienza infatti ci ha permesso anche di poter praticare il nostro inglese concretamente, dato che a scuola non è possibile poterlo fare. Confrontandoci ci siamo resi conto che le nostre abitudini giornaliere sono molto simili, ma che il loro rapporto con gli insegnanti è leggermente più socievole rispetto al nostro. Il secondo giorno i ragazzi greci ci hanno presentato la loro città, parlandoci del suo aspetto culturale e artistico. In seguito noi abbiamo mostrato loro alcuni video e power point contenenti informazioni su Prato, i suoi cambiamenti e le sue caratteristiche principali. Durante la caccia al tesoro in centro e la cena abbiamo approfittato per poterci conoscere meglio. La cosa che più mi ha sorpresa è stato vedere come erano affascinati anche dalle piccole cose che forse noi diamo per scontato, ma che per le persone che non sono abbituate a vederle tutti i giorni sono di una bellezza rara. Mi ha invitato a riflettere e a cercare di aprrezzare maggiormente tutto quello che mi circonda perchè è unico al mondo. Ribadisco che lo scambio culturale è un'esperienza che dovrebbero provare tutti nella vita, perchè è un'occasione per abbattere i muri creati dai pregiudizi sociali e aprire gli orizzonti per conoscere altre culture e abitudini.
Diletta Palandri