Questo percorso è stato elaborato parallelamente in una quinta e in una quarta di un liceo scientifico.
Ho assegnato la lettura del libro di J. Diamond, Armi, acciaio e malattie, Einaudi, un saggio divulgativo che ha avuto -a buon diritto- un grande successo. Di seguito, una breve sinossi tratta dalla quarta di copertina:
Perché alcuni popoli sono piú ricchi di altri? La tentazione di rispondere tirando in ballo gli uomini e le loro presunte attitudini è forte. Ma la spiegazione razzista non va respinta solo perché è odiosa, dice Diamond: soprattutto perché è sbagliata e non regge a un esame scientifico. Le diversità culturali non sono innate, ma affondano le loro radici in differenze geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di questa idea, Diamond si lancia in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di casi esemplari con i quali illustrare e mettere alla prova le sue teorie. Attingendo alla linguistica, all'archeologia, alla genetica e a mille altre fonti di conoscenza, riesce a condurre questo tour de force storico-culturale con sorprendente maestria e rara abilità di divulgatore.
Le/gli studenti hanno letto il libro a casa. Abbiamo fissato delle revisioni periodiche dei vari capitoli, attraverso discussioni in classe. Nelle ore di inglese, grazie alla collaborazione della collega Stefania Zampiga, hanno visto il documentario del National Geographic tratto dal saggio, tutto presente su You Tube. Hanno lavorato a gruppi producendo mappe ed esposizioni orali. Esiste una versione sottotitolata in italiano, ma solo per la prima parte del documentario. Di seguito, trovate i materiali.
A lettura -e visione- ultimata, ho proposto un compito a gruppi. Per questo lavoro, ho utilizzato una metodologia che viene dal movimento e dall'esperienza pedagogica di Philosophy for Children: la catena dei perché, o, Why-Why-Why-Chain
E' il modo con cui le bambine e i bambini imparano a conoscere il mondo e a costruire i loro ragionamenti: abbiamo tutte e tutti presente la fase dei perché!
E' una metodologia pensata per le bambine e i bambini, ma è assolutamente adatta anche ad altre fasce d'età, alle adolescenti e agli adolescenti, anche di una quinta, e -perché no- anche alle/agli adulti, provare per credere.
Il gioco consiste nel porre una domanda iniziale a cui si deve rispondere con una serie di perché consequenziali, ricostruendo una catena causale. E adesso arriviamo al compito assegnato:
Abbiamo preparato la classe, con i banchi già divisi a isola, su ogni isola è stata posta una domanda di partenza. (5 minuti)
Alle/agli studenti è stato chiesto di scegliere una domanda e fermarsi su quell'isola, fino a formare gruppi di massimo quattro elementi. L'operazione di formazione dei gruppi doveva durare al massimo 5 minuti. Queste le domande che si potevano scegliere
perché c'è tanta differenza fra Nord e Sud del mondo?
perché l'uomo bianco ha tutto questo 'cargo'? (è la domanda di partenza del saggio di Diamond)
perché alcuni popoli vivono ancora in tribù?
perché le principali scoperte tecnologiche sono avvenute in Europa?
Perché nel 1492 non sono arrivati i Maya a conquistare l'Europa?
Perché le malattie hanno avuto un ruolo importante nel processo di colonizzazione?
Perché le/i migranti rischiano la vita per arrivare in Europa?
Una volta scelta la domanda, è stato chiesto ai gruppi di rispondere attraverso una catena dei perché che facesse riferimento a quanto appreso dal libro, che ricostruisse relazioni efficaci di causa-effetto, che fosse il più possibile condivisa dal gruppo. Le/gli studenti avevano a disposizione il saggio, che potevano consultare per aiutarsi nell'elaborazione della why-why-why chain. Hanno avuto a disposizione 40 minuti per elaborare la catena dei perché e 10 minuti per elaborare un'esposizione relativa al loro lavoro e alle loro scelte.
Qui la consegna con checklist:
Consegna:
A partire dalla domanda scelta, ciascun gruppo elabori:
a. Una mappa elaborata come catena dei perché che abbia le seguenti caratteristiche:
1. risponda alla domanda posta rintracciando i nodi principali della questione scelta attraverso una o più catene logiche
2. presenti catene logiche i cui elementi siano nel giusto rapporto di causa-effetto
3. fornisca le risposte ai perché attraverso quanto appreso dal libro di J. Diamond
4. sia frutto di una discussione il più possibile condivisa dal gruppo
b. Un'esposizione di quanto rappresentato nella mappa elaborata che:
5. sia equamente suddivisa fra i membri del gruppo
6. sia chiara e comprensibile
7. duri al massimo 8 minuti
8. si attenga ai punti evidenziati nella mappa
9. si svolga attraverso un'argomentazione il più possibile fluida
c. Una valutazione e un'autovalutazione del lavoro degli altri gruppi e del proprio che:
10. sia motivata sulla base della presente checklist
Dopo 20 minuti di lavoro, c'è stata una variante che le/gli studenti non si aspettavano: ho scambiato le domande e le catene dei perché fra i gruppi, così ciascun gruppo si è trovato a dover rispondere a una seconda domanda e a dover continuare la why-chain iniziata da altri. L'esposizione è stata organizzata quindi da ogni gruppo sul cartellone ricevuto nella seconda parte del compito.
Nella seconda ora ogni gruppo ha esposto i risultati del proprio lavoro. Ogni esposizione doveva durare un massimo di 8 minuti, essere equamente suddivisa fra i membri del gruppo, articolarsi attraverso un'argomentazione fluida e unitaria che seguisse lo schema dei perché, ma ne superasse anche la frammentazione. Ogni gruppo ha effettuato una autovalutazione del proprio lavoro e una valutazione del lavoro degli altri gruppi, discussa in plenaria: si sono discussi i casi in cui la ricostruzione dei nessi di causa-effetto non apparisse efficace o l'argomentazione risultasse poco comprensibile o troppo semplificata.
Il lavoro ha aiutato le/gli studenti a comprendere temi complessi. Ha inoltre potenziato le loro capacità di argomentazione e -soprattutto- di problematizzazione, competenza che sembra a volte irraggiungibile da parte dei nostri adolescenti che tendono -sulla scorta anche dei modelli offerti dai media- ad appiattire anche le questioni più complesse. Ovviamente ha potenziato le competenze sociali e civiche, visti sia il tipo di tematiche affrontate sia la richiesta di forte confronto dentro il gruppo e fra gruppi.
A conclusione del lavoro svolto ho effettuato una verifica scritta: le/gli studenti hanno dovuto individualmente rispondere argomentando ad almeno due delle domande su cui avevano già lavorato. I risultati sono stati sinceramente buoni: le argomentazioni sono risultate generalmente stringenti, ben collegate, e tutti gli elaborati presentavano una problematizzazione almeno essenziale. Nella quinta, due ragazzi hanno scelto di elaborare per l'Esame di Stato una tesina a partire da questo saggio di Diamond, segno che il lavoro ha saputo suscitare interesse.