Le esperienze che mi hanno formata hanno tutte un elemento in comune: le relazioni.
Le collaborazioni, i progetti condivisi e il percorso di studi sono stati per me occasioni preziose per imparare, osservare, cambiare.
Oggi, quel percorso continua nel digitale, con la stessa attenzione alle relazioni e al confronto.
Il master frequentato da febbraio 2025 ad aprile 2026 è stato prima di tutto un’esperienza formativa di grande valore ma anche un’occasione per rileggere la mia storia professionale alla luce di nuove consapevolezze e strumenti.
Attraverso i sei moduli ho potuto comprendere gli impatti del digitale nella fascia 0-6 sul piano psicologico-sociologico-pedagogico; analizzare il digitale dal punto di vista dei linguaggi, dei formati e delle caratteristiche testuali e progettare attività educative andando a selezionare risorse adeguate rivolte ai bambini e agli adulti di riferimento.
Durante questi mesi inoltre ho potuto riflettere, confrontarmi e progettare con colleghe e colleghi, aggiungere competenze in ambito educativo (per approfondire puoi cliccare sul pulsante qui sotto).
scouting di potenziali candidati a livello internazionale, andando a cercare e selezionare progetti crossmediali rivolti all’infanzia e all’adolescenza;
analisi dei progetti candidati, supportando il lavoro della giuria attraverso una valutazione preliminare dei contenuti;
predisposizione dei materiali di supporto alla giuria, utili alla lettura, al confronto e al processo decisionale.
Questa esperienza mi ha permesso di conoscere da vicino il panorama editoriale per ragazzi/e e le sue evoluzioni crossmediali, entrare in contatto con progetti poco conosciuti ma fortemente innovativi, sia nei temi affrontati sia nelle modalità di estensione sui diversi media.
Il confronto con esperte ed esperti mi ha aiutata a comprendere meglio i criteri di analisi e valutazione, affinando la capacità di giudicare qualità, impatto e adeguatezza dei prodotti editoriali digitali destinati a bambini e bambine, ragazzi e ragazze.
I progetti vincitori dell'edizione 2026. https://www.bolognachildrensbookfair.com/premi/bolognaragazzi-crossmedia-awards/i-premiati-2026/16452.html
Fotografie di Bologna Children Book's Fair.
Per oltre quindici anni ho lavorato in Slow Food, movimento internazionale che promuove un cibo buono, pulito e giusto per tutti, attraverso l’educazione del gusto e attività di advocacy. Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nel mio modo di guardare al capitale umano, all’educazione al cibo, alla sostenibilità ambientale e l’importanza di sviluppare pensiero critico.
Attraverso attività pratiche e ludiche, negli anni ho accompagnato i consumatori (grandi e piccoli) a scoprire cosa significhi scegliere con consapevolezza, rispettare la stagionalità, riconoscere il valore della filiera e dell’origine del cibo. Parallelamente, ho curato momenti di formazione per gruppi di volontari e attivisti, aiutandoli a promuovere i valori dell'associazione.
Questa esperienza mi ha insegnato molto: il valore delle relazioni autentiche, la forza della lentezza, l’importanza del confronto come strumento di crescita.
Ho imparato che educare non significa semplicemente trasmettere informazioni, ma costruire uno spazio in cui le persone possano interrogarsi, fare esperienza e generare nuove domande.
Attraverso agenzie formative e associazioni culturali ho iniziato a portare il tema dell’educazione digitale all’interno di percorsi formativi.
Durante questi incontri propongo spunti ed esercizi su media literacy e cittadinanza e benessere digitale, per aiutare le persone a sviluppare uno sguardo più consapevole e critico sull’utilizzo dei media digitali.
Con il tempo vorrei lavorare alla progettazione di workshop più mirati, rivolti a diversi pubblici, come persone in cerca di lavoro, silver age, contesti di welfare aziendale e altri gruppi.
Mi sono avvicinata al mondo dei social e della comunicazione digitale con curiosità e desiderio di imparare. Sentivo il bisogno di capire meglio il linguaggio e gli strumenti del digitale, e così ho iniziato un percorso di formazione, specializzandomi come social media manager.
All’inizio, questo lavoro mi ha entusiasmata: aiutare associazioni, realtà educative, professionisti del settore materno-infantile a comunicare in modo chiaro e coerente con i propri valori mi sembrava una bellissima sfida.
Ma con il tempo, più lavoravo con i social, più osservavo pratiche e comportamenti che mi facevano sentire a disagio: sovraesposizione dei minori, uso scorretto delle immagini, mancanza di attenzione alla privacy, ma anche utilizzo smisurato della tecnologia.
Da qui è nato un cambiamento profondo: ho iniziato ad interessarmi di educazione ai media digitali, alla dimensione etica della comunicazione, al modo in cui posso aiutare le persone a vivere ed usare questi strumenti con maggiore consapevolezza.
Rete Mamma è nata da un bisogno concreto: la mancanza di spazi di ascolto e sostegno per i genitori, soprattutto nei primi anni di vita dei figli.
Il periodo del post parto può essere particolarmente delicato, ma anche nei mesi e negli anni successivi madri e padri sperimentano spesso solitudine, dubbi, senso di inadeguatezza.
Abbiamo cominciato con piccole iniziative di ascolto e confronto fino a costuire eventi divulgativi e incontri tematici in collaborazione con professionisti sanitari ed operatori del materno infantile.
Se per crescere un/a bambino/a serve davvero una comunità allora genitori, educatori, operatori, professionisti devono essere in dialogo costante.
L'obiettivo è costruire ogni giorno reti reali di sostegno, in cui nessuno si senta solo nel proprio percorso.
Da questa esperienza ho imparato una cosa fondamentale: il vero supporto alla genitorialità non è fatto di risposte preconfezionate, ma di ascolto, presenza e relazioni autentiche.
Dal pensiero alla realizzazione, con metodo.
Visione e pensiero strategico
Gestione del tempo: organizzazione e flessibilità
Coordinazione e organizzazione eventi
Orientamento al risultato
Ascolto che aiuta a trovare un punto di incontro.
Ascolto attivo
Mediazione e facilitazione di gruppi
Consapevolezza culturale e diversità
Risoluzione dei conflitti
Imparare non è accumulare. È trasformarsi. E poi restituire.
Apprendimento continuo
Pensiero critico
Adattabilità
Creatività