Credo che il digitale non vada evitato, ma compreso.
Credo che il digitale non vada evitato, ma compreso.
Il mio progetto di media education nasce per accompagnare famiglie, docenti ed educatori in un percorso di consapevolezza sull’uso del digitale, con particolare attenzione alla fascia 0–6 anni.
Non si tratta solo di imparare ad “usare bene” gli strumenti, ma di riscoprire il ruolo educativo e relazionale dell’adulto anche nel mondo digitale.
Attraverso incontri, laboratori e momenti di confronto, vorrei creare spazi in cui il digitale venga compreso, discusso e abitato con cura.
Accanto al lavoro educativo, desidero contribuire al cambiamento anche attraverso attività di advocacy e progetti di ricerca, in collaborazione con centri studio, per portare il tema dei media digitali, nella fascia 0-6, all’attenzione delle istituzioni e di policy maker.
Il mio progetto si rivolge a tutte le persone che accompagnano bambini e bambine nei primi anni di vita e che si trovano ad affrontare, spesso senza strumenti, le sfide dell’educazione digitale.
Famiglie che desiderano orientarsi tra schermi, regole, app, immagini condivise e capire come costruire nell'ambito domestico un rapporto consapevole con il digitale.
Professionisti dell'infanzia (sanitari, dell'educazione, psicologi) che cercano strumenti e confronto per accompagnare le famiglie in questo cambiamento culturale.
Insegnanti della scuola dell’infanzia e del nido, che vogliono integrare attività come coding, app o pillole di cittadinanza digitale.
Esperti in educazione ai media per costruire una rete di collaborazioni e avviare progetti per contrastare le disuguaglianza quali povertà educativa digitale.
Creare spazi di ascolto, confronto e consulenza sul tema dei media in famiglia in collaborazione con professionisti dell'infanzia.
Aiutare mamme e papà, nonni/e, zii/e e babysitter a leggere i consumi mediali dei bambini, a costruire regole condivise, a interrogarsi su temi come sharenting, tempo-schermo, privacy e gestione dei dispositivi in casa ma anche valutare contenuti adatti e di qualità.
Con approcci non giudicanti, offrendo strumenti semplici e pratici per sentirsi più sicuri nell'accompagnare il proprio/a figlio/a.
Progettare percorsi educativi che uniscono digitale, in dialogo con l’ambiente e i ritmi della vita dei bambini.
Collaborare con insegnanti ed educatori per integrare in modo consapevole la tecnologia nella quotidianità scolastica, valorizzando la relazione e il gioco.
In particolare:
Progettare e gestire attività di media literacy rivolte ai bambini, pensate per educare al digitale attraverso l’esperienza e il linguaggio adatto alla loro età.
Esaminare con gli insegnanti tecniche e metodologie didattiche digitalmente integrate, come l’uso di tablet, LIM, tavolo luminoso, o strumenti per la comunicazione a distanza (riunioni online, colloqui digitali).
Coordinare percorsi formativi interni, aiutando le insegnanti a riflettere su usi corretti, consapevoli e sostenibili degli strumenti digitali nella scuola.
Sviluppare una rete di collaborazione con esperti e ONG per costruire progetti dedicati al contrasto della povertà educativa digitale, promuovere attività di advocacy e partecipare a iniziative di ricerca.
L’educazione ai media è infatti una responsabilità collettiva che coinvolge anche istituzioni e policy maker.
Un impegno necessario per garantire il rispetto dei diritti della persona, in particolare di bambini e adolescenti.