La geometria (dal greco antico γεωμετρία, composto da γεω, geo = "terra" e μετρία, metria = "misura", tradotto quindi letteralmente come misurazione della terra) è quella parte della matematica che si occupa delle forme nel piano e nello spazio e delle loro mutue relazioni.
Euclide (ca. 325 a.C.; ca. 265 a.C) è il più importante matematico dell'antica Grecia, che visse (probabilmente) durante il regno di Tolomeo I (367 a.C. ca. - 283 a.C.). Della sua vita si sa molto poco, ma l'importanza delle sue opere ha fatto si che la sua fama lo seguisse fino ai giorni nostri, al punto da considerarlo il più importante docente di matematica di tutti i secoli!
Il suo nome è legato alla sua opera più famosa: gli Elementi, che costituiscono la più grande e completa opera di geometria dell'antichità. Euclide è menzionato in un brano del matematico Pappo, ma la testimonianza più importante su cui si basa la storiografia che lo riguarda viene da Proclo, che lo colloca tra i più giovani discepoli di Platone:
« Non molto più giovane di loro Ermotico di Colofone e Filippo di Medma è Euclide; egli raccolse gli "Elementi", ne ordinò in sistema molti di Eudosso, ne perfezionò molti di Teeteto, e ridusse a dimostrazioni inconfutabili quelli che suoi predecessori avevano poco rigorosamente dimostrato. Visse al tempo del primo Tolomeo, perché Archimede, che visse subito dopo Tolomeo primo, cita Euclide; e anche si racconta che Tolomeo gli chiese una volta se non ci fosse una via più breve degli Elementi per apprendere la geometria; ed egli rispose che per la geometria. non esistevano vie fatte per i re. Euclide era dunque più giovane dei discepoli di Platone, ma più anziano di Eratostene e di Archimede che erano fra loro contemporanei, come afferma in qualche luogo Eratostene. Per le idee Euclide era platonico e aveva molto familiare questa filosofia, tanto che si propose come scopo finale di tutta la raccolta degli Elementi la costruzione delle figure chiamate platoniche » (Proclo, Comm. Eucl., II, 68)
L'attività principale del matematico si colloca all'inizio del III secolo a.C. e ci fa supporre che Tolomeo lo abbia chiamato ad operare nella Biblioteca di Alessandria e nell'annesso Museo.
Euclide nella Scuola di Atene (Raffaello, 1509)
Gli Elementi (in greco Στοιχεῖα) di Euclide sono, come detto, la più importante opera matematica giuntaci dalla cultura greca antica. Composti tra il IV e il III secolo a.C., rappresentano un quadro completo e definito dei principi della geometria noti al tempo.
Quest’opera prese il posto di tutti i libri precedenti di argomento analogo e servì come testo fondamentale nell’antichità e nel medioevo ed è stata usata come libro scolastico di geometria fino a tempi non troppo lontani da noi. La sua considerazione presso i Romani fu modesta, ma fu grandissima presso i Bizantini e gli Arabi. Proprio questi ultimi la reintrodussero in Europa dopo la perdita medievale, grazie alla traduzione di Abelardo di Bath (secolo XII). La diffusione dell’opera coincide con il periodo di rinascita degli studi matematici in Europa.
L'opera consiste in 13 libri: i primi sei riguardanti la geometria piana, i successivi quattro i rapporti tra grandezze (in particolare il decimo libro riguarda la teoria degli incommensurabili) e gli ultimi tre la geometria solida.
I diversi libri sono strutturati in:
Euclide basa, nel libro I, il suo lavoro su 23 definizioni, che trattano i concetti di punto, linea e superficie, su 5 postulati e su 5 nozioni comuni, quelle che ora sono dette assiomi. Dei postulati non viene fornita alcuna dimostrazione.
Di seguito viene riportata la struttura degli Elementi.
Gli Elementi costituiscono l'esempio più antico di "sistema assiomatico materiale". Di seguito si riporta lo schema di un sistema assiomatico.
Da quanto detto deduciamo che:
I postulati devono inoltre essere coerenti, ovvero non devono essere tra loro contraddittori, e indipendenti tra loro.
Estratti dal libro I (ed. Heath 1956)
Definizioni
DEF. 1 Punto è ciò che non ha parti.
DEF. 2 Linea è lunghezza senza larghezza.
DEF. 3 Estremi di una retta sono i punti.
DEF. 4 Linea retta è quella che giace ugualmente rispetto ai suoi punti.
DEF. 23 Parallele sono quelle rette che, essendo nelle stesso piano e venendo prolungate indefinitamente in entrambi le direzioni, non si incontrano fra loro in nessuna di queste.
Nozioni comuni
Noz. com. 1 Le cose che sono uguali a una stessa cosa sono anche uguali fra loro.
Noz. com. 2 E se a cose uguali si aggiungono cose uguali, le somme sono uguali.
Noz. com. 3 E se da cose uguali si sottraggono cose uguali, i resti sono uguali.
Noz. com. 4 E le cose che coincidono fra loro sono fra loro uguali.
Noz. com. 5 E tutto è maggiore della parte.
Postulati
POST. 1 Risulti postulato: che da qualsiasi punto si possa condurre una retta a ogni altro punto.
POST. 2 E che si possa prolungare una linea retta finita continuamente in linea retta.
POST. 3 E che si possa descrivere un cerchio con qualsiasi centro e ogni distanza.
POST. 4 E che tutti gli angoli retti siano uguali fra loro.
POST. 5 E che se una retta, venendo a cadere su due rette, forma gli angoli interni da una stessa parte minori di due angoli retti, le due rette, prolungate indefinitamente, si incontrano dalla parte in cui sono i due angoli minori di due angoli retti.