Il Comitato Civico Elsa Viva ha invitato la cittadinanza a partecipare con le proprie idee allo sviluppo del Parco Fluviale di Colle di Val d’Elsa, ovvero l'area della città che parte dalle sorgenti Vene-Caldane e include il SentierElsa. Il questionario partecipativo è stato aperto ai contributi per un mese fino al 15 gennaio 2021 e ha ottenuto 206 risposte. Si ringraziano tutte le persone che hanno investito tempo e impegno per dare il proprio contributo al bene collettivo.
Anche la preparazione del questionario e la scelta delle domande hanno seguito una metodologia partecipativa che ha visto la collaborazione di diverse persone e gruppi.
Lo scopo del questionario è stato quello di raccogliere osservazioni e suggerimenti da parte della cittadinanza riguardo le preferenze sullo sviluppo del Parco Fluviale dell'Elsa. I risultati del questionario sono illustrati qui di seguito. I risultati oggettivi sono accompagnati da una sintetica interpretazione personale a cura del Dr Marcello Sacco (laureato in scienze politiche con un dottorato in governance europea dei diritti umani), al fine di contestualizzare le risposte e stimolare spunti di riflessione.
Il questionario non ha alcuna pretesa di dare soluzioni definitive, però offre una serie di punti propositivi come contributo a quanti vorranno trarne vantaggio.
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Questa prima parte del questionario raccoglie informazioni personali generali in modo da inquadrare alcuni aspetti demografici su chi ha risposto al questionario.
Il questionario ha ottenuto 206 contributi di cui 183 da residenti a Colle di Val d'Elsa e 23 da residenti in altro comune. Questa percentuale andrà tenuta in considerazione nell'interpretare tutte le risposte al questionario come primariamente rappresentative della cittadinanza locale.
L'alta partecipazione è un primo importante traguardo del questionario perchè da un lato offre robustezza ai risultati e dall'altro dimostra l'attaccamento della cittadinanza al Parco Fluviale, nonchè la voglia di contribuire a percorsi partecipativi.
Lo stimolo positivo offerto dal questionario si rileva anche dai diversi contatti ricevuti e in particolare ci sono stati recapitati due contributi integrativi che si allegano come risultato acquisito. Il primo contributo riguarda la proposta di percorso in canoa (clicca qui per la relazione - clicca qui per la mappa), il secondo contributo è una riflessione progettuale sulla città (clicca qui per il documento).
Per poter accedere alle domande è stato richiesto un indirizzo email valido come garanzia minima di sicurezza sull'autenticità delle risposte. E' possibile che alcune email siano fittizie, ma non c'è motivo di pensare che questo alteri la validità complessiva del lavoro.
L'età delle 206 persone che hanno risposto al questionario dimostra una partecipazione massiccia di una fascia compresa tra i 30 e i 60 anni (il 66% in tutto). La due fasce 15-30 e 60-75 sono di ampiezza simile (media 16%), mentre quelle 0-15 e 75-90 sono sotto rappresentate. Questo potrebbe voler dire che l'interesse sul Parco Fluviale aumenta con l'età fino a un certo punto e poi inizia a calare, ovvero presenta un andamento a parabola. Potrebbe anche significare che tra i residenti che frequentano il Parco Fluviale, la maggior parte si ricomprende tra i 30 e i 60 anni.
Questo dato è importante per interpretare le risposte, che naturalmente rappresentano quella quota di persone che ad oggi frequenta il Parco Fluviale e di conseguenza si sono sentite più coinvolte dal questionario. Se da un lato è corretto dare la giusta soddisfazione agli attuali frequentatori del Parco, dall'altro bisognerebbe interrogarsi sui motivi per cui il livello di interesse non è omogeneo tra i gruppi di età (al netto del gap tecnologico per la compilazione del questionario).
Per esempio, l'interesse crescente dall'età giovane a quella adulta potrebbe significare una non adeguata formazione primaria rispetto il territorio e l'ambiente. Dall'altra parte, un interesse decrescente dall'età adulta a quella senile potrebbe indicare una non adeguata accessibilità al Parco. Questo per illustrare che è importante ragionare su chi ha risposto al questionario, ma anche su chi non ha partecipato perchè una corretta pianificazione di sviluppo non dovrebbe escludere nessuno. In particolare, si fa riferimento alla fascia d'età più giovane perchè il Parco Fluviale è un dono che stanno ereditando e quindi sarebbe importante coinvolgerla nel progettare ogni visione di sviluppo.
Il grafico dimostra in maniera inequivoca che il sito più frequentato del Parco Fluviale rimane il SentierElsa, inteso come quella porzione compresa tra San Marziale e Spugna. Le risposte non si escludono l'una con l'altra ed è quindi anche possibile ricavarne che oltre la metà dei risponditori frequentano tutti e tre i principali siti del Parco Fluviale.
Si nota anche come il sito meno frequentato sia quello de Le Caldane che rimane quindi più "di nicchia" rispetto alle altre aree. Siccome le risposte al questionario arrivano per la maggior parte da residenti, non si può presumere che il luogo non sia conosciuto, ma che la scelta sia consapevole e dettata da motivazioni personali e situazionali.
Tema legato a una diversa frequentazione dei siti del Parco Fluviale potrebbe essere il difficile collegamento ciclo-pedonale tra le diverse aree, che spesso (anche per questo motivo) non vengono considerate come facenti parte di un unico complesso naturalistico. Questa difficoltà può finire col creare delle affezioni personali legate a preferenze o semplice comodità di spostamento.
Questa diapositiva è molto interessante e a qualcuno probabilmente risulterà anche sorprendente. I risultati sono più o meno speculari a quelli della diapositiva precedente, in particolare quelli che riguardano il SentierElsa si presentano a specchio. In parole semplici, la maggior parte delle persone che hanno risposto al questionario ammettono di frequentare il Parco Fluviale, ma non per la balneazione. Quasi nessuno fa il bagno lungo il SentierElsa (il sito che si era rivelato il più frequentato) mentre a Le Vene e Le Caldane solo la metà dei frequentatori dichiara di farci il bagno.
Dato che la maggioranza delle risposte al questionario arriva da residenti, visto che questi dichiarano di non pensare al SentierElsa per la balneazione, se ne può ricavare che probabilmente il flusso di bagnanti visto al SentierElsa nell'estate 2020 era principalmente formato da non residenti. Infatti, la questione bagnanti si è presentata alle cronache solo in seguito al successo turistico del SentierElsa, fino a poco tempo fa frequentato solo da locali.
Quasi il 65% di chi ha chiarito il motivo per cui non fa il bagno nei siti del Parco Fluviale ha dichiarato di non frequentare il fiume per la balneazione. Questa scelta è personale e identitaria perchè mostra l'anteposizione consapevole di motivi differenti dalla balneazione per frequentare il Parco Fluviale.
Circa il 18% dichiara presunti motivi sanitari (ci saranno in seguito domande specifiche su questo aspetto), mentre poco meno del 14% ha altre ragioni per non tuffarsi nelle acque dell'Elsa.
Le diapositive 4 e 5 suggeriscono che investimenti per incrementare l'offerta di balneazione nel nostro tratto di fiume interessino più un target straniero che locale. Per assurdo, una tale scelta potrebbe allontanare i residenti dal Parco Fluviale o comunque mutare il gruppo di riferimento dei suoi attuali frequentatori. Queste due diapositive pongono un quesito serio sulle politiche future legate al Parco Fluviale perchè dalle risposte al questionario si evince che la cittadinanza preferirebbe investire su uno sviluppo del Parco slegato dalla balneazione fluviale.
I residenti (dato che le risposte al questionario rappresentano maggiormente questo campione) tendenzialmente raggiungono i loro luoghi preferiti del Parco Fluviale a piedi e in auto. Questo risultato è coerente con quanto suggerito alla diapositiva 3, ovvero che la preferenza a frequentare un luogo piuttosto che un altro si lega alla comodità di raggiungerlo (si va a piedi) e che i siti non sono collegati da adeguate vie ciclo-pedonali. Questo secondo aspetto si evince dalla scarsa propensione alla bicicletta (mezzo comunque non popolare nelle zone collinari) e alla scelta di usare l'auto per andare in quei siti del parco che non si riesce a raggiungere a piedi.
In una città come Colle che è tutto sommato ben servita da bus locali, il non utilizzo di mezzi pubblici fa riflettere sulle motivazioni di tale scelta. Da un lato, la preferenza di andare a piedi si lega proprio alla volontà di fare una passeggiata salutistica che inizia da casa e prosegue sulle rive del fiume. Dall'altro lato, si può ipotizzare che chi usa l'auto non è consapevole della presenza di comodi mezzi pubblici che fermano spesso in prossimità dei siti del Parco Fluviale.
Questo aspetto legato ai mezzi pubblici fa riflettere sul problema di parcheggi emerso nell'estate 2020 in quanto, con un'adeguata promozione dei bus per raggiungere le entrate del Parco Fluviale, i frequentatori (residenti e non residenti) potrebbero lasciare l'auto in zone strategiche della città e usare i bus di linea come navette per muoversi in comodità ed evitare disagi.
Naturalmente, la comodità di poter raggiungere a piedi il proprio sito preferito rende semplice arrivarci. Per raggiungere Le Vene si dichiara una certa difficoltà forse perchè la maggior parte dei fruitori raggiunge l'area in auto tramite una strada stretta e trovando un parcheggio limitato (che è stato incrementato di recente).
Sarebbe interessante fare questa domanda a una platea di frequentatori non residenti e fare un paragone delle risposte.
Questa domanda era appositamente generica nella definizione di "valore personale" in modo che ogni persona avrebbe potuto interpretarla con un significato emotivo. Il valore di riferimento potrebbe essere legato alla natura, all'economia, ai ricordi d'infanzia... Qualunque sia il motivo, la maggioranza della cittadinanza attribuisce un elevato valore ai siti del Parco Fluviale.
Interessante notare le risposte "scarso" al valore attribuito a siti che fanno parte dello stesso parco, presentano caratteristiche simili e sono distanti poche centinaia di metri l'uno dall'altro. Una spiegazione potrebbe essere data in coerenza con quanto suggerito per la diapositiva 3, ovvero che le preferenze personali derivano anche da uno spirito d'appartenenza che rischia di limitare la visione del Parco Fluviale come un'unica area.
Anche questa diapositiva è interessante perchè mostra come delle 206 persone che hanno risposto al questionario solo 44 dichiarano di partecipare ad attività legate al fiume. Di seguito si riportano le risposte (in originale) di chi ha specificato la propria attività.
Da un lato, queste risposte sono importanti perchè dimostrano che il questionario non è "lobbizzato" da alcun gruppo di pressione. Dall'altro lato, la diapositiva suggerisce che quasi l'80% dei residenti non partecipa ad attività legate al Parco Fluviale anche se lo frequenta. La non partecipazione può derivare da un non interesse personale (magari solo mancanza di tempo) oppure dal non aver trovato il modo di attivarsi con iniziative legate al nostro fiume. D'altro canto, la compilazione del presente questionario dimostra interesse ed è comunque un segno di partecipazione che potrebbe sensibilizzare verso un maggiore impegno.
Diverse tra le risposte riportate qui di seguito fanno riferimento ad attività scolastiche e questo ci fa molto piacere!
Elenco risposte:
Attività civica per la tutela e valorizzazione del Parco
Gruppo ELSA VIVA
Faccio escursioni a piedi o in bici
Comitato Elsa Viva
Escursioni a piedi o in bici
Attività di sensibilizzazione per la salvaguardia del fiume
Comitato ls Viva
Pesca
Pesca sportiva
pulizia
collaborare con Amm.ne Comunale
F
Agora
Agora
Comitato Elsa viva
Visita con progetto scolastico
Comitato civico Elsa viva
Faccio escursioni a piedi o in bici
Visite con la classe
Go Elsa
Pesca
progetti didattici del Liceo A. Volta
Vorrei provare il rafting con il gommone nel fiume Elsa
"Go Elsa" organizzato da LaGorà; incontri del Comitato
Go elsa, rafting
Comitato civico elsa viva, lagorà con l'iniziativa go elsa
Pulizia con associazione L'agorà
Go Elsa
SENSIBILIZZAZIONE
Ho partecipato ad alcune riunioni del comitato Elsa Viva
Pulizia
GoElsa
Visite guidate, in passato raccolta rifiuti (Puliamo il mondo) e manutenzione sentiero
La libertà è bella! Schematizzarci un piano delle attività, toglie ogni senso di libertà allo spazio in questione.
escursioni a piedi e bici
Ripulitura, organizzo trekking come guida ambientale, propongo attività per bambini all'aperto
Guida ambientale
Coordinatore Arcipesca colligiana
Attività sportive o escursioni organizzate.
Passeggiate
Comitato Elsaviva
Raccolta rifiuti
Membro del Comitato Tecnico Scientifico ANPIL
Questa seconda parte del questionario raccoglie le valutazioni della popolazione riguardo l'attuale stato del Parco Fluviale dell'Elsa. Le valutazioni riguardano i giudizi personali che la cittadinanza esprime riguardo gli argomenti proposti. Tali giudizi possono essere condizionati da diversi fattori, ma quello che qui importa rilevare è la realtà sul Parco Fluviale così come viene percepita, ovvero il senso della opinione pubblica. Per questo motivo le risposte chiuse non contemplavano il "non lo so".
Ogni domanda dava l'opportunità di lasciare commenti aperti che sono tutti riportati in modo fedele e offrono valore aggiunto alla raccolta dati.
Questa domanda è di carattere molto generale, però offre un'idea del grado di soddisfazione riguardo la manutenzione del Parco Fluviale. Naturalmente, il termine manutenzione intende un ampio ventaglio di azioni che riguardano la tenuta in buono stato dell'esistente, che include: i sentieri e i manufatti, lo sfalcio del verde, la sicurezza degli argini, la pulizia, la cartellonistica... Alcuni commenti aperti (riportati qui sotto) forse confondono la manutenzione con la gestione, che invece riguarda aspetti come la promozione, l'organizzazione, i controlli...
La diapositiva illustra chiaramente come la maggior parte delle persone che hanno risposto al questionario reputi non buona l'attuale manutenzione generale del Parco Fluviale.
Elenco commenti:
Occorrerebbe una valutazione delle acque
La manutenzione e la pulizia di tali siti dovrebbe essere continua e strutturata,
Valorizzare Il SentierElsa realizzando una carta topografica con il nome dei luoghi più caratteristici. Inoltre con una carta muta potremmo realizzare gare di orientamento di precisione (trial-o) topografica del sentiero con i nomi dei luoghi più importanti. È possibile con una carta muta realizzare gare di orientamento di precisine
Troppa gente incivile
Potrebbe essere un opportunità di turismo ed aggregazione x i giovani che qui hanno così poco
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
occorre aumentare i controlli e modalità di fruizione del parco,
Si potrebbe valorizzare più i siti
Premesso che Le Caldane e Le Vene insistono in luoghi soggetti a proprietà privata
Credo che la manutenzione debba essere parte integrante del progetto di sviluppo e mantenimento del parco. Magari anchd solo su base associativa di volontariato ma organizzata sistematicamente in accordo con tutti i portatori di interesse
La frequentazione degli ultimi anni può rovinare questi luoghi magnifici se non ben gestita. Ben vengano i visitatori ma più rispettosi di quelli che ho visto ad Oggi
Non frequento le caldane quindi non so
Penso che se anche in pochi a gestire la manutenzione del parco fluviale, viene comunque svolto un bel lavoro per quando sia possibile
vorrei tornare a vedere le caldane con l acqua e più sgombre da alghe x poter tornare a farci il bagno
Bilanciamento difficile tra il posto e la quantità di persone
Andrebbe gestita meglio la “cosa pubblica”
La manutenzione deve essere molto migliorata e de e migliorare anche IL SENSO CIVICO dei cittadini che frequentano il parco.
L’unico problema risulta essere l’inciviltà di alcune persone che sciupano l’ambiente
Mancano le condizioni per creare un'attrattiva turistica che genera profitto per se stessa e per i terzi
poca pulizia, ma per assenza di senso civico
La manutenzione generale del parco dovrebbe essere continua
Nei mesi estivi la manutenzione non è adeguata e si tratta sempre di una gestione non strutturata
In estate forse è troppo frequentato e da persone poco educate o poco informate
Preferirei non vedere alcun tipo di rifiuto in giro,attivate giorni per comitive di pulizia di noi cittadini
Il sentirelsa potrebbe migliorare come le caldane
Pochi punti di raccolta spazzatura
Non ho trovato tanti rifiuti, e i cestini c'erano
I sentieri andrebbero puliti ogni mese da erbacce specialmente da primavera ad autunno. Sul sentierelsa andrebbero messi cestini ogni tot di metri perché la gente purtroppo maleducata sporca a giro.
Mancano cestini bagni e qualche comodità in più che non guasterebbe. Vi vorrebbero delle zone dove entrare meglio in acqua anche per chi ha dei problemi. Le Caldane ad esempio sono nello stesso modo da anni. L'entrata in acqua ed il fondale andrebbe un po' ripulito.
Preoccupa soprattutto l'abbassamento dell'acqua alle caldane; la sporcizia sul Sentierelsa e alle vene.
Si potrebbe fare molto di più
Mancano regole e controlli lungo il sentiero del parco fluviale
Le caldane on sono nella condizione di accogliere fruitori, specialmente se superano poche unità
No
Attivare un servizio di sorveglianza e custodia aumentando il sostegno del comune alle associazioni
Spesso alle caldane ci sono le nutrie e farsi un bagno freddo con loro è scomodo, per questo alcune volte evito di andarci per non disturbare e perché non mi piace il caos che c'è e lo sporco che viene poi lasciato da questo.
Non è la manutenzione ad essere scarsa, è il comportamemto incivile di una minoranza di fruitori che la rende inadeguata. Posto che non è facile né ecomomico aumentare gli interventi di manutenzione e i flussi estivi sono ormai fuori controllo, forse sarebbe il caso di regolamentare il numero di ingressi
Alle Vene io sono mai stata una sola volta da piccola . Sarebbe semplicissimo ma non mi è più capitato . E mi dicono che è un posto bellissimo e credo anche curato , adesso. Con gli altri due le visite sono state parecchio più frequenti .
In estate ci vanno troppe persone e senza controllo
Occorrerebbe coinvolgere di più privati ed associazioni
Per l’importanza storica e naturalistica dei siti ci sarebbe bisogno di più controlli e più manutenzione, a oggi tutto questo è delegato ai privati cittadini
Aumenterei i raccoglitori di rifiuti
Riguardo il SentierElsa In inverno le piene fanno danni ai camminamenti, in marzo fanno la manutenzione ed in estate è curato ma l'eccessivo afflusso di persone lo rende affollato e sporco
Vene e Caldane non frequento
Dovrebbe essere più frequente
L'abbandoni di rifiuti e lil numero dei frequentatori stanno creando problemi
E' una risorsa importane e alquanto nota anche a livello regionale. E' importante mantenerla pulita e ben organizzata nei vari passaggi...
la manutenzione anche se abbastanza buona ,andrebbe incentivata a maggior partecipazione,e questi parchi andrebbero maggiormente pubblicizzati ,chiaramente raccogliendo risorse per poterlo fare.
Non è pulito e non è curato per niente
Preciso che non vado alle vene ma per quanto il sentiero sia meraviglioso il fiume è troppo inquinato dagli scarichi delle fabbriche subito a monte del ponte di spugna e di vede. Invece le caldane sono ok ma lo spazio è insufficiente così come quello del parco che potrebbe essere molto maggiore
Mancano chiare regole di gestione del parco fluviale dell Elsa. Devono essere vietati bivacchi e assembramenti, fuochi e di notte diventa una zona frequenta da gente strana, che fa paura per che abita lungo il sentiero. Devono poi essere fermamente vietati installazioni di tende.
Manca una regolamentazione della fruizione estiva che negli ultimi anni è diventata eccessiva e indisciplinata
La manutenzione è tendenzialmente scarsa per la mole di persone che frequentano il SentierElsa. Alle Vene c'è stato un leggero, ma significativo, miglioramento in questo ultimo anno.
Come si evince dai commenti aperti, i frequentatori del Parco Fluviale, in generale, non sono informati sui controlli che vengono fatti sulla salubrità dell'acqua. Di conseguenza, le risposte fornite offrono una valutazione più soggettiva che oggettiva, basata su criteri personali oltre che dal grado di fiducia e aspettativa riguardo la questione. Questo risultato si lega con la diapositiva 5 dove circa il 18% delle risposte indicava di non fare il bagno per via dell'acqua non pulita.
Nell'incertezza, la valutazione della cittadinanza riguardo la salubrità dell'acqua risulta essere abbastanza bassa. Questo dato è importante perchè una scarsa aspettativa sulla pulizia e sui controlli delle acque del fiume rischia di dare origine ad effetti perversi che disincentivano il rispetto dei luoghi stessi e una loro disaffezione. Per fare un esempio, se chi scarica nel fiume o sporca i sentieri è convinto che "tanto è già sporco" e "tanto non controllano" tenderà a non modificare il suo comportamento che potrebbe anche essere emulato. Per sintetizzarla con una metafora diffusa (anche se un po' stereotipata), si può pensare all'italiano che va in Svizzera e d'improvviso non butta più una carta a terra contro lo svizzero che viene in Italia e d'improvviso butta a terra una carta per la prima volta nella sua vita.
E' legittimo che la cittadinanza non sia informata sui controlli dell'acqua (è di altri il compito di garantire che vengano correttamente eseguiti e rispettati), tuttavia bisognerebbe lavorare per incrementare la fiducia riguardo il fatto che la salubrità dei luoghi è effettivamente salvaguardata. Questo aumenterebbe l'affezione e il senso di responsabilità, permettendo anche un controllo diffuso del territorio che isolerebbe i pochi che si permettono di non aver rispetto di luoghi che dovrebbero venire percepiti come incontaminati.
Elenco commenti:
La condizione dell’acqua lungo il sentierElsa è imbarazzante! Ci sono scarichi evidenti.
Non mi giinge notizia di campionamenti
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
in considerazione della portata dell'acqua
In realtà non ne sono a conoscenza...
Credo che occorererebbero controlli sistematici ed un monitoraggio continuo sulla qualità, la portata/livello delle acque
Non ho idea di chi e se vengono fatto controlli sulla salubrità dell'acqua
Non so quale sia
L'acqua è pulita solo a volte ma d'altronde è un fiume ed è difficile da gestire
Non sono a conoscenza
alla domanda sulla salubrità ho scritto a pelle, non ho termini x potermi esprimere. il sentier elsa è stata una discarica x decenni quindi non ci farò mai il bagno: sono prevenuta
Non conosco l attività effettuata
Mancano completamente
Attualmente le acque del parco vengono utilizzate per la balneazione e per questo dovrebbero essere controllate, anche se la legge non lo renderebbe necessario
Risposta casuale, in quanto non so quali è quanti controlli vengano effettuati
Ho messo sufficiente ma non sono al corrente di dati.
Agli occhi del cittadino non appaiono controlli ufficiali pubblicati
Non sono abbastanza informata
Ammetto di basarmi sul "sentito dire" perché non saprei come informarmi altrimenti
Non so esattamente se fanno controlli sull'acqua,se li fanno dovrebbero essere resi noti alla popolazione!
Vicino al diborrato c'è della schiuma che si accumula a riva. Da quali scarichi viene?
Ho messo scarso perché vorrei il top per questi parchi da migliorare sempre
Fare e rendere pubblici i risultati
Servono analisi chimiche e microbiologiche
non li conosco
Non ne so nulla, è un pensiero personale
Non avendo elementi validi per la salubrità dell'acqua preferisco indicare scarsinon saprei
Dubito ci siano controlli sull'acqua. Frequento le zone per trekking ma non mi fido per farci il bagno. Bisogna ricordare che molti della via Francigena passano di lì. Bisognerebbe valorizzare fortemente sia le acque che l'ambiente attorno.
Dei controlli delle acque non so.
Non è chiaro dove sia possibile fare il bagno.
Inserita risposta intermedia per non conoscenza di quale tipo di controlli viene fatto viene fatto
Non ho informazioni precise
No
Non sono a conoscenza degli attuali controlli sulla salubritá delle acque
sulla salubrità vedo un atteggiamento polemico per questo è difficile qualsiasi posizione, perché sarebbe presa a pretesto per contestare. Occorre un altro spirito
Le Vene e le Caldane essendo acque sorgive non sono soggette a contaminazioni significative, l'Elsa ha invece molti scarichi abusivi e le stazioni di analisi sono solo a monte o a valle del centro abitato, occorre valutare lo stato delle acque in paese
Credo che ci sarebbe bisogno di controlli soprattutto per le acque del Sentier Elsa.
Non leggo di analisi
In ogni caso non sarebbe male che i controlli fossero costanti
Non sono informato
Non ho visto o letto che vengano fatti i controlli
Non sono informato. Non frequento questi siti per la balneazione.
In realtà non so delle vene e delle caldane
La presenza di attività industriali, agricole, e soprattutto la vicinanza della città rende difficile avere soprattutto nel fiume una buona qualità dell'acqua. Le due sorgenti Le vene e Le Caldane sono sufficientemente pulite ma il fiume richiederebbe una più attenta valutazione dello stato delle acque s
Non ne ho idea
I risultati di questa diapositiva sono perfettamente compatibili con la diapositiva 3 dove si illustrava come il SentierElsa era il sito più frequentato, seguito da Le Vene e Le Caldane. Leggendo i commenti aperti si evince che la valutazione di chi ha risposto ha una valenza prettamente stagionale e si riferisce ai periodi di picco estivi. Non è quindi una media ponderata su tutto l'anno, ma una risposta probabilmente condizionata dalla affluenza record dell'estate 2020.
Sempre dai commenti si capisce che la percepita insostenibilità del flusso di visitatori non è solo una questione numerica ma si lega alla tipologia di frequentazione basata sul bivacco e la balneazione nonchè al mancato rispetto dei luoghi. Anche questo è compatibile con le diapositive precedenti dove si diceva che i residenti tendenzialmente non frequentano il Parco Fluviale per fare il bagno e di conseguenza sono infastiditi nel vedere un uso del luogo che non approvano. Va da sè che chi frequenta il parco per motivi diversi dalla balneazione (relax, bird watching, pesca, ecc) si sente escluso dai suoi luoghi a causa dell'invasione estiva di bagnanti. Una reazione di rigetto è la naturale conseguenza di questa situazione. La domanda da porci è la seguente: se lo stesso numero di visitatori del Parco Fluviale dell'estate 2020 non fosse stato costituito da "bagnanti incivili" ma da un altro tipo di utenza più compatibile con l'uso che i residenti fanno del parco, il loro afflusso sarebbe stato percepito allo stesso modo?
Diversi commenti fanno riferimento a un problema di gestione, che è oggetto della diapositiva successiva.
Elenco commenti:
Da organizzare meglio
L’afflusso incontrollato come si è visto quest’anno non puó fare il bene del fiume.
Penso che gli accessi incontrollati non siano per niente conformi alla natura dei luoghi
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
alle caldane non viene fatta alcuna manutenzione
Credo che andrebbe regolato l'afflusso ai luoghi di balneazione non con divieti ma con l'individuazione di specifiche aree per la visita, la balneazione, la ristorazione etcc...in modo da distribuire i flussi e le varie esigenze. Soprattutto far si che del parco ne possano usufruire solo le persone che ne provano amore, interesse, rispetto
Non si può lasciare che pochi vandali zozzoni rovinino tutto
A volte il flusso NON e' sostenibile
Nei mesi caldi credo vi sia un afflusso troppo elevato di persone e purtroppo molti non rispettano nessun tipo di regola e mettono in atto atteggiamenti scorretti (esempio la spazzatura)
Non conosco la situazione alle Caldane, ma negli altri siti l'attuale afflusso dei visitatori non regolato crea grandi problemi sull'ambiente naturale, compresa flora e fauna
Riferito al periodo estivo
i non residenti potrebbero contribuire con ingresso al parco di tre euro
Insostenibile nei mesi estivi e non progettata a priori
Se la gente che frequenta questi posti fosse civile e rispettosa, o almeno se ci fossero elementi che rendano piu facile il corretto comportamento in questi ambienti, sarebbe tutto sostenibile
A mio parere è purtroppo insostenibile l'afflusso di turisti nei mesi estivi!
Saranno presi sempre più d assalto in estate
Migliorie e regolamento
con la balneazione diventa troppo alto
Macchine parcheggiate ovunque durante il periodo "caldo"
Farei pagare un biglietto di 3€ per i non residenti, così da pagare alcune spese per il parco
Ci sono molti visitatori, ma a mio avviso dovrebbe essere pubblicizzato di più e non lasciarlo solo al caso. In più ci vorrebbero dei servizi, ad esempio ristoro.
Alle Vene, tuttavia, a mio avviso andrebbe regolato facendo sì che i visitatori lasciaresso le auto più lontano (gracciano/lavatoi)
Anche se alle vene ho verificato una discreta educazione nonostante numeri elevati. meno sul sentier elsa. Ancora meno slle caldane ma per la maggiore difficoltà ad accogliere frequentatorio
No
Le risposte si riferiscono alla fresquentazione nel periodo primavera/estate
Sentierelsa INSOSTENIBILE!!!!
Ancche su questo argomento mi sembra si volgia solo polemizzare. Bene che venga gente, potenziamo i parcheggi la cartellonistica e la custodia tutto possibile con associazioni
Il problema è relativo ai mesi estivi, nelle altre stagioni il flusso è sostenibile
Ma bisogna che lascino pulito , altrimenti sarebbe preferibile un afflusso minore .
Disciplinare gli accessi e controlli maggiori
Il problema di troppo afflusso è anche alle Vee ma principalmente riguarda il Sentier Elsa
Bisognerebbe mettere un numero chiuso soprattutto le domeniche d'estate
Ho sempre trovato un normale livello di affluenza.
Troppo afflusso in particolari giorni della stagione estiva
Andrebbe resa nota tale ricchezza naturale
Delle vene non so
In alcuni momenti nella bella stagione, la quantità di gruppi di persone che accedono è talmente elevata che nemmeno si riesce a camminare. Tutto a discapito di sicurezza e contributo alla devastazione del parco stesso
Troppi visitatori, zero organizzazione, troppe macchine, troppo inquinamento. Credo che siano riserve naturali e in quanto tali abbiamo il dovere di rispettarle nel loro fisiologico essere. Una proposta che vorrei fare è chiudere l'accesso alle vene con la macchina molto prima del parcheggio e limitarne gli accessi, idem per il parco fluviale che da pochi anni è insostenibile e selvaggiamente abusato.
Le presenze nel SentierElsa durante l'estate sono superiori alle capacità di ricezione dell'ambiente fluviale
Se la diapositiva 12 definiva insostenibile l'afflusso solo per il SentierElsa, questa diapositiva illustra una valutazione negativa sulla gestione dei visitatori in tutti e tre i siti del Parco Fluviale. Come si suggeriva prima, la questione numerica dell'afflusso estivo è solo parte di un problema più vasto che include la gestione e la destinazione identitaria del fiume.
Come espone un commento aperto "punterei più su turismo lento, didattica, ambiente che su turisti di passaggio per fare il bagno" questo perchè queste categorie sono difficilmente compatibili tra loro nei luoghi del Parco Fluviale. Infatti, è difficile immaginare un gruppo di scout fare una visita naturalistica mentre frotte di bagnanti schiamazzano e pasteggiano.
Alcuni commenti si riferiscono ad una scarsa gestione a livello di servizi offerti come servizi igienici, cestini e controlli. Su questi argomenti ci saranno diapositive specifiche in seguito.
Altri commenti chiedono un regolamento e l'ultimo commento sembra rispondere loro annunciando che l'amministrazione sta effettivamente lavorando in tal senso. Questo ci fa piacere e speriamo che le informazioni di questo questionario possano in qualche modo essere utili.
Elenco commenti:
Inadeguata
Non esiste la gestione ad oggi.
Alle Vene soprattutto servirebbe un presidio militare vista la qualità dei personaggi frequentanti
Chi non ha mezzi propri è in difficolta
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
non vengono effettuati controlli ripetitivi, solo sporadici
Le Caldane e Le Vene insistono in luoghi soggetti a proprietà privata che limitano le politiche di gestione
Insufficienti informazioni e regolamenti. Scarsa ed inadeguata all'importanza ed alla fragilità del luogo la comunicazione
Non ho un parere preciso in merito ma forse delle guardie del parco sarebbero necessarie magari facendo lasciare un piccolo contributo da reinvestire per la tutela del parco stesso
In estate troppa gente al sentier Elsa senza controlli
La gestione dei visitatori deve essere regolamentata per evitare il degrado dei vari siti
Riferito al periodo estivo
mandato ad una associazione del territorio per la vigilanza e ontrollo ingressi co incentivo economico per le loro aTTIVITVITà
si tratta di autogestione , e non è facilitata da punti di raccolta rifiuti etc..
Il potenziale per Colle sarebbe grande, bisognerebbe capire come sfruttarlo
Poca organizzazione per parcheggi e cestini della spazzatura, per non parlare dei servizi igienici assenti.
non la conosco
Per quanto ho visto io
Trovare accordi con una specie di consorzio dei frequentatori
Mancano controlli e sanzioni per chi lascia la spazzatura a giro
No
Vale sempre relativamente al periodo primavera/estate
Rafforzare sostegno alle associazioni locali per la pulizia e custodia, promuovere attività economiche come noleggi e guide
Non c'è nessuno che controlla la sporcizia lasciata e tocca ai cittadini ingiustamente ripulire
Non è facile gestire i flussi estivi senza restrizioni impopolari ma visti i rifiuti abbandonati nel 2020 occorre trovare una soluzione per gli anni prossimi
Sono felice dei visitatori ma è meglio evitare gli eccessi .
Non sono molto informato
Da guida ambientale punterei più su turismo lento, didattica, ambiente che su turisti di passaggio per fare il bagno
Per quanto ne sappia, non esiste gestione dei visitatori.
Non essendoci controlli o cartelli, la gente si sente libera (anche di sporcare, purtroppo).
Non ho idea di chi si occupi delle caldane e del sentiero ma mi pare che l’abbandono sia eccessivo
Il Comitato Tecnico Scientifico e la Giunta Comunale stanno mettendo a punto un regolamento per la prossima stagione in grado di limitare e rgolare la presenza umana ed i comportamenti scorretti
La gestione del Parco Fluviale naturalmente deve considerare la possibilità di accedervi che inizia dalla presenza di adeguati parcheggi. Questa constatazione in realtà può essere declinata in diversi modi alla luce delle informazioni che il questionario offre.
Per esempio, le diapositive 5 e 6 suggerivano che i residenti tendenzialmente raggiungono a piedi e con semplicità i siti del Parco Fluviale. Ancora una volta, il "problema parcheggi" sembra riguardare principalmente i picchi di afflusso estivi e i non residenti. Quindi, una prima domanda che ci si potrebbe porre è la seguente: se l'afflusso estivo al parco è giudicato insostenibile, che senso ha incrementare i parcheggi per aumentare ulteriormente tale afflusso? A questo proposito, un commento aperto emblematicamente afferma "l'unico sito in cui sono stati creati parcheggi è quello delle Vene, dove però a mio avviso non andava fatto (non così vicino alla zona di balneazione)".
Durante l'estate 2020 il picco di turisti al parco ha creato disagi anche fuori dal parco stesso, dove le auto venivano parcheggiate in modo disordinato. Forse questa mole di veicoli diminuirebbe se si destinasse il Parco Fluviale a un tipo di visitatori diverso dai "balneanti della domenica". Si ricordi che questo problema non c'era quando il SentierElsa era poco conosciuto fuori Colle. Oltre a questa idea, i commenti aperti ne suggeriscono altre come quella di istituire nuove aree di parcheggio a pagamento (ci saranno diapositive specifiche su questo argomento) e promuovere l'uso di mezzi pubblici come navette (questione già emersa a proposito della diapositiva 5).
Va da sè che sarebbe meglio evitare il parcheggio selvaggio ed i relativi disagi; se la risposta è però quella di aumentare i posti auto disponibili, si dovrà tener conto di un conseguente aumento del flusso di visitatori al Parco Fluviale.
Elenco commenti:
Insufficiente
Vanno predisposte zone parcheggio possibilmente a pagamento e vigilato che non venga parcheggiato dove vietato.
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
confermo quanto sopra
Le Caldane e Le Vene insistono in luoghi soggetti a proprietà privata in cui ritengo sia difficile ricavare aree da destinare a parcheggio. Secondo me a Le Vene andrebbe costituita una ZTL e consentire ai turisti di raggiungere la località esclusivamente a piedi o in bicicletta.
Possibili aree di parcheggio sono facilme individuabili soprattutto a Gracciano sis in zona San Marziale/Sonar campo sportivo (x il sentier elsa) sia in zon Caldane che in zona Ponte delle Nove x Le Vene. Assolutamente da evitare l'accesso in auto a le vene e vicino alle vasche delle caldane se non per disabili e frontisti.
Non esistono punti parcheggio sufficienti per la mole di popolazione che ormai frequenta il parco
Devono essere individuate nuove aree di parcheggio collegate al parco, in base al numero massimo di visitatori possibili. Devono essee salvaguardati i parcheggi dei residenti delle aree urbane limitrofe al parco
Non conosco la questione
Si permette il parcheggio su aree improvvisate nei pressi dell' acqua
Non sono informata
Soprattutto il SentierElsa, credo crei disagi ai residenti della zona. Mancano parcheggi, ma soprattutto manca una regolamentazione degli stessi
Abito in via dei mille 96 dietro Eurospin ed ho un accesso al sentierelsa privato,vedo bene il tipo di afflusso afflusso di persone,ed anche le macchine che parcheggiano da San marziale a via dei mille
Creare nuovi parcheggi regolamentati e a pagamento (per i non residenti)
Le vene hanno un passaggio addirittura all'interno di un complesso chiuso con scritto pericolante. Molta gente passa di lì.
Ci vorrebbero delle navette secondo me in questo modo si riempie solo i parcheggi nati per la gente che vive in quelle vie.
L'unico sito in cui sono stati creati parcheggi è quello delle Vene, dove però a mio avviso non andava fatto (non così vicino alla zona di balneazione)
Mancano parcheggi per il parco
No
Vale sempre relativamente al periodo primavera/estate
Occorre un po’ di potenzionamentio e indicazioni sui percorsi dai parcheggi al parco
Forse sarebbe opportuno in estate predisporre un servizio navetta a pagamento per disincentivare il traffico.di auto
Parcheggi e pubblicità ne depaupererebbero il fascino .
Questa estate le.apexhine erano parcheggiate ovunque in san marziale. Servirebbe un parcheggio ampio con un ufficio turistico e navetta per SentierElsa
Per le vene bisognerebbe definire per bene le aree a parcheggio. Per le caldane non ci sono
Non credo esista un parcheggio dedicato, ma per ora si riesce a parcheggiare normalmente nelle vicinanze...
Inutile investire su parcheggi quando il sito stesso non può ospitare più di quanti parcheggi ci siano già; inutile tanti posti auto alle Vene ed alle Caldane. Eccezione per il SentierElsa, dove la quantità di macchine in estate è superiore al numero di parcheggi limitrofi all'ingresso del parco.
La diapositiva è eloquente: nei siti con più afflusso umano la sostenibilità ambientale è messa a rischio. Nei commenti (che si ringraziano) ci sono testimonianze preziose riguardo gli animali che hanno lasciato i luoghi o le vasche di carbonato di calcio a rischio degradazione.
La parola "sostenibilità" usata nella domanda fa riferimento ai criteri di sviluppo sostenibile che si attua quando tre componenti trovano il giusto equilibrio tra loro: sociale, ambientale ed economica. Un afflusso eccessivo di visitatori carica la componente sociale a sfavore di quella ambientale compromettendo l'equilibrio. Sulla componente economica bisognerebbe fare studi specifici sul reale beneficio monetario che l'estate 2020 del Parco Fluviale ha portato alla città di Colle.
Elenco commenti:
Equilibrio molto delicato facilmente a rischio
Flusso incontrollato e quindi deleterio per l’habitat.
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
l'attuale flusso di presenze determina danneggiamenti al parco
I flussi delle persone vanno monitorati, previsti, organizzati per quanto possibile e considerando che i tre siti (elsa, caldane vene) sono e saranno sempre più conosciuti ed attrattivi per tutti i frequentatori della Francigena r di un certo turismo lento/ culturale/ sportivo/naturalistico ma non solo
Spazzatura in primis
Il parco naturalistico non può sostenere a lungo gli afflussi eccessivi di visitatori
Non c' è abbastanza rispetto delle acque e informazione sulle peculiarità dei luoghi
Sono stata 3 volte nel SentierElsa ad agosto solo per fare una passeggiata e sono rimasta sconvolta dalla quantità di gente accampata, ma soprattutto dai posti fisici occupati, dalla confusione, dalla musica ad alto volume e dall'ingombro di ombrelloni, sdraio, tende ecc. Forse indicare le piazzole in cui la gente può spiaggiarsi, sarebbe utile per limitare l'accampamento selvaggio e salvaguardare le aree più importanti per la flora e la fauna
Nei mesi di lockdown quando l'affluenza era minima,si poteva intravvedere anche caprioli e volpi,dopo l'afflusso estivo ciò non è avvenuto
No
Vale sempre relativamente al periodo primavera/estate
Quando non ci andava nessuno era peggio per il completo abbandono
La risposta si riferisce sempre ai mesi estivi
Per le Vene rispondo ma non so .
Ripeto: è necessaria maggiore pulizia (e regole per visitatori), e manutenzione dei vari passaggi "pericolosi"...
Il Parco Fluviale presenta una notevole importanza naturalistica con presenza di specie anche rare di insetti, pesci, rettili. mammiferi e uccelli. Inoltre presenta caratteristiche idrologiche peculiari legate alla presenza naturale di carbonati che "costruiscono" vasche e gradini con l'aiuto delle alghe. Queste caratteristiche sono difficilmente compatibili con una fruizione di massa basata sulla presenza di migliaia di persone nei fine settimana estivi. Occorre dunque una regolametazione che cerchi di mediare tra l'interesse legittimo della fruizione e quello della conservazione del patrimonio naturale.
Anche questa diapositiva lascia poco spazio ai commenti. La percezione generale è che i siti del Parco Fluviale soffrano un difetto di controlli e di sicurezza. Per controllo si intende qualsiasi forma di vigilanza atta al garantire il rispetto delle regole e del vivere civile. Per sicurezza si intende tanto la presenza di controlli (che prevenga furti o crimini ambientali) quanto l'accessibilità dei percorsi e la possibilità di ricevere adeguati interventi di primo soccorso. Se si fa riferimento anche alla questione balneabilità, controlli e sicurezza dovrebbero includere le acque e il salvamento.
Elenco commenti:
Da migliorare
In effetti non saprei giudicare ma il questionario non prevede questo tipo di risposta
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
tagli, pascoli attività sportive, costruzioni ecc
Non si può garantire la sicurezza ognuno devve essere responsabilenper se stesso
Devono essere previste forme di controllo diretto e a distanza
Forse una maggior tutela per persone anziane
Mi risultano solo controlli dei vigili nelle aree di sosta, gli edifici pericolanti intorno alle vene sono accessibili da tutti
Frequento molto le Vene in estate e mi spiace dirlo, ma qualche controllo in piu non guasterebbe perché gruppi discreti di persone fanno uso di droghe e alcol con attorno famiglie con bambini piccoli. Ho assistito a scenate di ubriachi e credo che quqlche controllo piu approfindito, sarebbe utile: spesso la pattiglia si limita a lambire il parcheggio senza scendere dalla volante
Credo sia necessaria una figura (guardiaparco) preposta a tutelare il parco e turisti,specialmente nei mesi estivi!
Non ci sono controlli
non lo conosco
Non ho mai visto nessuno che controllasse
Onestamente non so rispondere
Pi
No
Vale sempre relativamente al periodo primavera/estate
Stesse motivazioni date sopra
Non è comunque pensabile che i controlli possano essere efficaci su tutto il SentierElsa, è troppo esteso
Bisogna calcolare interventi agili per malori eventuali
Mai visti
È evidente visto quello e quanto ci si trovi
Dovremmo trovare il sistema di contingente gli ingressi per evitare la devastazione
La presenza di accessi e cartelli naturalmente dovrebbe essere organizzata sulla base della destinazione dei luoghi. Per preservare i nostri siti basterebbe non indicarli nè pubblicizzarli come è stato fino a non molto tempo fa. Per esempio, se si pensa alla presenza a Le Vene come insostenibile, sarebbe coerente mettere un cartello più visibile in via Bandiera così che una ventina di auto si incastrino per benino nella stretta strada poco più avanti?
Certo, ora che la loro frequentazione sembra esplosa bisognerà ragionare di conseguenza. Quindi, non basta dire che gli accessi e i cartelli sono sufficienti o scarsi, ma bisogna pensare alle loro tipologie in coerenza con la destinazione dei luoghi. Per esempio, se deve essere turismo di massa ci vorranno percorsi accessibili a tutti e cartelli informativi/prescrittivi; se invece si vuole sviluppare un percorso natura sarà meglio installare cartelli informativi su flora, fauna e geologia; se magari si vuole fare un circuito sportivo si potranno fare dei percorsi salute...
La domanda chiedeva una valutazione quantitativa, nel senso che si riferiva alla quantità di accessi e cartelli che viene percepita in generale come non buona. Due domande che dovrebbero emergere sono: ma con una migliore gestione, il numero di accessi e cartelli potrebbe essere sufficiente? Raddoppiare gli accessi ai siti del Parco Fluviale e tappezzare i luoghi di ogni tipo di cartellonistica è davvero la soluzione al problema?
Elenco commenti:
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
Rifare cartellonistica e limitazioni delle aree agricole-forestali del parco
L'informazione corretta e la sua divulgazione devono essere alla base di uno sviluppo sostenibile
Mi capita spesso che persone non della zona chiedono info per raggiungere il sentire elsa perché poco segnalato
Gli accessi non sono ben segnalati e sono spesso difficoltosi da percorrere. I cartelli informativi dovrebbero essere aggiornati
non sono ben visibili e in numero ridotto
La cartellonistica era fondamentale per stimolare la consapevolezza e il rispetto per l'ambiente in cui ci si trova
Forse occorre una cartellonistica migliore
Le indicazioni dovrebbero essere maggiori e più esposti. Molti della via Francigena non conoscono le tre aree proprio perché non vengono sufficientemente indicate. Metterei dei cartelli tipo pubblicità per valorizzare queste aree e renderle conosciute, magari negli ingressi della città per chi arriva dalle strade della francigena
Non esistono indicazioni sufficienti
I cartelli di per se hanno scarso significato (purtroppo, ma così e)
No
Per andare alla caldane e alle vene non è così scontato per chi viene da fuori colle.
Non sono sicuro di aver visto indicazioni per Le Vene ma immagino ci siano
Dovrebbero essere più evidenti. Oltre alle informazioni di flora e fauna, dovrebbero riportare anche regole e suggerimenti per vivere al meglio il parco.
una maggiore cartellonistica e maggiore segnalazione su mappe e guide specifiche ,potrebbe aumentere l'afflusso.
Occorrono maggiori spiegazioni da un punto di vista geologico-ambientale, storico, flora e fauna
Vene e Caldane sono siti puntuali, inutile pensare ad ulteriori accessi. Più accessi possono essere pensati per il SentierElsa, vista la sua estensione.
La domanda chiedeva quali attività si reputano compatibili con la propria visione del Parco Fluviale. Le risposte sono coerenti con quanto già emerso nelle precedenti diapositive.
La cittadinanza di Colle è decisamente contraria al turismo di massa e al bivacco pic-nic (se non opportunamente gestito, come specificato nei commenti).
La cittadinanza di Colle è favorevole a passeggiate e naturalismo; inoltre accetta tutti gli altri tipi di attività come caccia e pesca, canoa, gite scolastiche, ecc. Come riassume un commento qui sotto "sarebbe quasi tutto compatibile, se ciò fosse fatto con criterio".
Elenco commenti:
Non ho sufficienti conoscenza per rilasciare un giudizio
Regolarizzare interventi che interferiscono con il sentiero e l'acqua
Credo che una buona tutela ed organizzazione dei parchi debba allontanare in maniera naturale e sistematica tutta l'utenza che farebbe del parco un uso scorretto, consumistico e distruttivo
Ci sono delle attività che considero troppo invasive. Anchenla balneazione andrebbe autirizzata solo in alcuni tratti. Come per il rafting andrebbe autorizzato solo in alcuni mesi dell'anno. Per bivacco e pic nic andrebbe istituota una o più zone ad hoc altrimenti è un disastro
Le attività all'interno del parco devono essere regolamentate
proposte di giovani specializzandi per guide e percorsi pe rle scuole; pista ciclabile di colelgamento dei tre siti
La caccia non la trovo proprio compatibile come il bivacco
Sono luoghi da vivere appieno da tutti ma se si dovrebbero valorizzare con guide
Riguardo alla balneazione e al picnic, forse servirebbe che un esperto indicasse le zone in cui tali attività sono permesse. E se la gente arriva e non trova posto nelle piazzole/aree a disposizione del turismo, se ne faccia una ragione, che Colle ha molto altro da offrire per una giornata diversa dal solito, quindi valorizzare le altre potenzialità di Colle con cartelloni informativi agli ingressi del sentiero
Una volta c'erano dei cartelli con divieto di balneazione, perché non ci sono più? Credo sia doveroso sapere se l'acqua sul fiume è inquinata o meno!
No
Fate meno problemi e più attività
Vorrei vedere più controlli, e manutenzione delle acque ma non solo.
Le attività indicate come poco compatibili lo sarebbero se opportunamente gestite
La pesca c'è sempre stata e sono stati proprio i pescatori a valorizzare il percorso. L'attività di balneazione va contingentata ma non vietata, così come il numero di persone che possono accedere al parco
Tuute queste attività elencate sopra vanno riviste, in modo che diventino una VERA risorsa e un BENE da poter fruire. Al momento vedo solo tanta confusione, sporcizia e la solita devastazione. Chiedete ai Vigili Urbani: loro ne sanno molto di più.
Sarebbe quasi tutto compatibile, se ciò fosse fatto con criterio.
Dopo le valutazioni personali chieste nella parte precedente, in questa terza sezione venivano richiesti dei suggerimenti su come poter migliorare i giudizi espressi precedentemente. Gli argomenti scelti per organizzare le risposte sono tra quelli in discussione nella dialettica di sviluppo del Parco Fluviale e sono quindi emersi nelle varie sedi pubbliche, sulla stampa e sui social. Anche in questa sezione l'opzione "non lo so" non è stata contemplata perchè non ci sono risposte giuste o sbagliate, ma solo opinioni.
Ogni domanda dava l'opportunità di lasciare commenti aperti che sono tutti riportati in modo fedele e offrono valore aggiunto alla raccolta dati.
Scusate qui una risposta è stata sdoppiata (parte gialla 67% e azzurrina 3%) dal programma, ma non cambia nulla.
Il 70% delle risposte indica chiaramente che è possibile sia promuovere il turismo che tutelare l'ambiente tramite una gestione del Parco Fluviale migliore dell'attuale.
Il 21% sceglie l'ambiente prima di ogni altro aspetto, solo il 6% antepone il turismo prima di tutto, mentre 4 persone su 206 pensano che com'è ora funziona bene.
A queste percentuali e ai commenti aperti qui sotto non pare il caso di aggiungere nulla.
Elenco commenti:
Occorre una visione d’insieme organica dell’intero parco mici
Propenderei per un parco ad accessi controllati, da visitare con guida
Intervenire nel regolamento con norme più attuabili e di gestione in generale
Uno studio attento ed una progettazione adeguata possono solamente portare benefici e contributi positivi , sia economici che culturali
Eviterei la promozione per evitare deturpazione del territorio, vista l’incapacitá di una corretta gestione
Le due cose dovrebbero coesistere, con un occhio di riguardo alla tutela ambientale (senza la quale non ci sarebbe nulla da promuovere)
Incrementerei con eventi ludici ed educativi di artisti, artigiani, guide speciali
Forse sarebbe utile incrementare l'afflusso di gite scolastiche da tutta Italia,e meno il turismo di massa!
Eventuale ticket (0,50 max 1€) per i
Ingressi contingentati e con possibilità di prenotazione online e parcheggi a pagamento
Purtroppo a Colle non investono sul turismo, dobbiamo creare degli itinerari e delle escursioni per fare passare la gente da Colle. Le nostre amministrazioni non hanno ancora compreso quello che può apportare il turismo. Devono investirci in modo serio.
La tutela ambientale è, a mio avviso, l'aspetto prioritario.
Regolamentare il parco in maniera chiara sia per le visite sia per la gestione
Forse anche la compatibilità tra tutela ed utilizzo può essere costruita. L ekss è cosa troppo importante per questo territorio per non farla vivere dalle persone. (A SAN Gimignano quando l uso dei boschi è diventato esagerato sono stati limitati gli accessi ai non residenti)o
No
Penso che decisamente con una regolamentazione sia dei flussi di persone, che del tipo di RAPPORTO che l'uomo ha con il suo ambiente naturale i 2 aspetti di salvaguardia e valorizzazione sia naturalistica che turistica possano convivere tranquillamente. Basta avere davvero a cuore il territorio che abitiamo.
Si può conunque cercare di promuovere il turismo cercando di incentivare le visite nella bassa stagione
Quello fatto fino ad adesso non è da buttare. I tempi erano diversi ed occorre avere chiaro che prima di promuovere il parco va protetto.
Non conosco le Caldane e le Vene. Senza iniziative promozionali impossibile trovarle
Prima della promozione, formerei del personale per le visite guidate
Vietare Pi-nick, accesso ai veicoli e mettere biglietto ingresso
Ne aumenterei promozione. Potrebbe essere interessante legare servizi annessi (con biglietti).
chi si occupa adesso della tutela e della manutenzione dei parchi fluviali colligiani ,fà cvomunque un gran lavoro ,considerando che è attività di volontariato in prevalenza. Sarebbe a mio avviso opportuna una gestione più strutturata , anche a livello amministrativo e di promozione ,affinche ci possa essere un maggior flusso turistico ,anche stabilendo una minima tariffa d'incresso ,così che si possa coniugare al meglio sia flusso turistico ,sia tutela ambientale.
Abbiamo tante cose belle da poter condividere con chi viene a visitarci, ma servono chiare regole per la gestione di qualcosa che 4 anni fa non esisteva e che adesso è fuori controllo per la troppa gente che arriva. Trasformiamo tutto questo in una Risorsa, invece di lasciare tutto al caso e all incuria dei maleducati (la maggior parte, purtroppo) che vengono al Fiume!
Il 63% delle risposte vede il futuro del Parco Fluviale come un'attrazione naturalistica per passeggiate, bici e osservazione flora/fauna.
Dalla distribuzione delle altre risposte e dai commenti aperti si capisce come non si voglia sviluppare un aspetto per vietarne altri, ma il desiderio pare essere quello di definire una identità chiara al Parco Fluviale (legata alla sua natura) e da lì permettere altri tipi di attività in modo sostenibile e compatibile.
Dai commenti aperti si anticipano idee sul un ticket di ingresso e su una diversa gestione tra residenti e turisti, approfondite nelle prossime diapositive.
Elenco commenti:
Su questa risposta credo si possa fare diverse cose integrate ma va gestito
Come al punto secondo più la pesca
lasciarlo al naturale più possibile compreso il diviete di asportazione di piante secche o cadute, da gestirle con la direzione del parco
Aggiugerei comunque la possibilità di balneazione (magari solo in certi punti e con precise regole), la possibilità di punti di sosta e di ristoro, luoghi di meditazione, spazi culturali
Il parco và sfuttato in equilibrio, con una gestione oculata, possibilmente far pagare l'ingresso ai non residenti
Un'attrazione non commerciale perché perderebbe la sua natura, ma incentiverei flussi guidati, orgnizzati con ticket, oppure dei pacchetti turistici guidati non solo con il parco ma anche con la parte di castello e degustazioni
L'aspetto naturalistico rende unico questo luogo e va salvaguardato
Penso che con l' intento di valorizzare gli aspetti storici e naturalistici si possa fare tutte le attività indicate
Sicuramente eviterei la balneazione, altre attivita' si, ma regolamentate ita' si, purche'
Ne farei un'attrazione naturalistica, limitando l'accesso in base alla sostenibilità dall'ambiente, lascerei la possibilità di balneazione solo in punti rispettosi dell'ecosistema
Non sono favorevole al turismo di massa,applicare un numero massimo di accessi al parco oppure fare pagare un ingresso,riuscirebbero a limitare un po' di afflusso!
Ovviamente sono contrarissima alla centrale idroelettrica! Un vero atto di stupro verso l'Elsa!
Farei controlli periodici per la balneazione e la sicurezza dei luoghi con personale addetto al controllo sicurezza e pulizia
Ne farei un parco a pagamento (escluso locali) per finanziare conservazione ne e tutela dei luoghi
Lascerei il parco com'è ora, cambiando solo le modalità di accesso, dato la manca nei visitatori la responsabilità di mantenere il parco pulito.
Controllare gli accessi ma farla diventare una attrazione turistica
Creare dei punti ristoro e servizi igienici, in modo da limitare i rifiuti
La tutela ambientale è, a mio avviso, l'aspetto prioritario. I cittadini e i visitatori dovrebbero godere di queste bellezze, ma non credo che andrebbe incentivata la promozione turistica del singolo sito, quanto di Colle nel suo complesso.
Aprirei zone per il bivacco e il pernottamento
Dovrebbe essere sì un parco naturale, con accessi però abbastanza controllati e fare in modo che le persone abbiano rispetto del luogo e ne comprendano il grande valore naturalistico.
No ambiente per pochi ma neppure luna park
No
Limitando comunque il numero di persone
Prevederei comunque attività economiche e servizi
Un misto tra le tre: un parco naturale ad accessi limitati (con agevolazioni per i locali)
Nessuna di queste soluzioni è quella ideale, andrebbe trovato un compromesso tra tutte le esigenze
Ma senza prenderlo alla lettera. Per altre attività si potrebbe chiedere ad un responsabile lì, via via .
Quello che è stato fatto fino ad adesso non è da buttare. I tempi sono cambiati ed occorre cogliere i cambiamenti ed aggiornarsi. Il parco va prima protetto e poi lavorare sulla promozione turistica. Può divenire un polo naturalistico importante., richiamare visitatori più rispettosi ed attenti all'ambiente.
Quello che è stato fatto fino ad adesso non è da buttare. I tempi sono cambiati ed occorre cogliere i cambiamenti ed aggiornarsi. Il parco va prima protetto e poi lavorare sulla promozione turistica. Può divenire un polo naturalistico importante., richiamare visitatori più rispettosi ed attenti all'ambiente.
In considerazione delle osservzioni ricevute, soltanto con il rispetto naturalistico si può salvaguardare il parco come luogo naturalistico per passeggiate e relaxl
Parcheggi adiacenti ad ingressi suggeriti, piccoli punti ristoro con funzione di controllo, pulizia parco e servizi per i visitatori (wc, spogliatoi, docce..)
Lascerei libertà totale almeno ai residenti e la possibilità comunque di poter vivere anche relax e picnic (con regole ben definite per non sporcare e/o danneggiare).
Balneazione controllata
nell'opzione sopra specificata , resta comunque fondamentale che determinate attività si dovrebbero svolgere nella tutela massima del parco e della flora/fauna circostante.
Come al punto 2 lasciando la possibilità di balneazione e ove sostenibile anche attrezzature per ricettività e ristoro con modalità adeguate al luogo
Il 57,5% delle risposte indica che andrebbe pensato un nuovo piano di sviluppo che unisca i siti tra loro e alla città. Inoltre, il 25,5% propone un'idea simile nell'incrementare al massimo l'area a parco coprendo tutta la lunghezza del fiume (lasciando in secondo piano l'aspetto urbano). Quindi, l'83% di chi ha risposto al questionario chiede un intervento di tipo urbanistico per valorizzare l'area del Parco Fluviale da un punto di vista prettamente territoriale.
C'è anche chi lascerebbe così com'è, enfatizzando che "prima di ingrandire imparerei a gestire quello che già c'è".
Tra chi commenta nel senso della revisione urbanistica si rimanda ai commenti, ma i punti essenziali sono: collegamento pedonale Vene-Caldane-SentierElsa, allungamento del Parco Fluviale verso Poggibonsi, estensione del parco a tutte le vie d'acqua di Colle, ecc.
Elenco commenti:
Anche su questo punto il questionario è limitante
il parco è ritenuto dagli escorsionisti eccezionale per la sua naturalità
L'acqua è la madre di Colle e dovrebbe rappresentare attraverso il fiume e le espressioni umane che ne hanno reso possibile l'utilizzo, il motivo che lega tutta la citta (dai parchi attraverso il percorso del fiume e delle gore, alla piscina olimpia, mulini, cartiere, fonti e bottini)
Prima di ingrandire imparerei a gestire quello che già c'è
Ogni porzione di fiume ha la sua particolarità e sarebbe bellissimo incrementare la lunghezza della visibilità
Andrebbe valorizzato il collegamento tra parco e città
Deve essere il punto di collegamento tra Gracciano -Piano e Colle Alta per incrementare il valore turistico della città
Sarei favorevole all'estensione in lunghezza del parco,ma ciò comporta l'aumento di tutte le sue problematiche e dubbi,credo che sia indispensabilele avere una gestione del parco eccelsa ed efficiente per un progetto di tale portata.
Va increnentata l area a parco
Ticket d'ingresso al sentier Elsa di max 1€ in modo da investire per la manutenzione per i residenti fuori comune
Va pianificato da specialisti del swttore
La prima e seconda risposta
No
Va pensato uno sviluppo verso Poggibonsi integrando il percorso su ex ferrovia . Progetto di grande opportunità ambientale e turistica
Smusserei le pendenze e gli ostacoli per un facile accesso ( ma non una confusione ) dalle vie cittadine .
Sono favorevole al progetto del parco dell'acqua che colleghi i vari siti sopra citati e favorevole a dare seguito al Sentier Elsa anche nelle altri parti del fiume sua aColle che nei comuni limitrofi. Rientra nel piano di valorizzazione territoriale con un riguardo per l'ambiente. Potrebbe dare la possibilità ai turisti di camminare a piedi per tutt'al val d'elsa attraverso questo percorso. Una grande risorsa.
Sul ponte di spugna aprire finestre di osservazione nela rete di protezione permettendo una migliore visibilità del parco ( vedi cairo mpntenotte liguria)
Credo sia buono che professionisti e amanti della natura ne discutano insieme. Personalmente mi piacerebbe che il parco fluviale venisse ripulito tutto con criterio, senza abbattimento di alberi a caso come spesso ultimamente viene fatto. Ricordo che gli alberi ci forniscono l'ossigeno per vivere e l'uomo sta distruggendo da decenni questo Pianeta verde senza ritegno né rispetto. Siamo ospiti e non padroni!
Questa domanda richiama una questione molto dibattuta sullo sviluppo del Parco Fluviale e infatti le risposte si dividono tra un 43% di assolutamente contrari e la restante parte di possibilisti con condizioni. Per forza di cose, la domanda era molto generica e avrebbe bisogno di ragionamenti ben più approfonditi, però già evidenzia una tendenza e i commenti lasciati offrono un buon valore aggiunto alle risposte.
Per esempio, è interessante vedere alcune risposte che suggeriscono "là sì, ma lì no", sarebbe stato utile aggiungere una motivazione.
Molti commenti accostano la possibilità che un punto ristoro (fisso o mobile) offra un supporto alla gestione del sito. Altri suggeriscono che ci sarebbe una questione economica da valutare. Nessuno pare accostare l'installazione di un punto ristoro con un conseguente incremento del flusso di visitatori. Se da un lato non si vuole un flusso di massa ma dall'altro si chiede a un venditore stagionale di bibite di sopravvivere economicamente e offrire un servizio (gratuito) al posto del soggetto pubblico, forse l'equazione non è equilibrata.
Un commento suggerisce che le piene del fiume rendono difficile la costruzione di ogni tipo di struttura troppo vicina al suo corso, mentre un altro ricorda che subito fuori dal parco certo non mancano bar e ristoranti. Questo si ricollega alla diapositiva precedente sollevando la domanda se con un diverso collegamento del fiume con la città non si potrebbe anche risolvere parte della questione legata ai servizi in prossimità del fiume.
Elenco commenti:
Chiosco anche con offerte informative
Considerato che gli accessi di San Marziale e Spugna sono vicini a dei bar, e in un’ottica di parco naturale con visite guidate, non ne vedo la necessità.
solo Diborrato che fornisca anche una serie di assistenze (pronto soccorso, defibrillatore...)
Si...ammesso che riesca a sopravvivere economicamente
Chiosco ambulante con obbligo al concessionario di istallare bagni mobili e ripulire l'area a fine giornata
Potrebbe essere sostenibile se il gestore partecipa alla gestione e manutenzione dei luoghi per esempio alla raccolta rifiuti e se i proventi di tale attività l'amministrazione le reinveste per migliorare tali siti.
Credo che punti di ristoro e sosta siano necessari ma che debbano far parte di un progetto non improvvisato ma ben studiato ecalcolato secondo le esigenze dei locali e dell'utenza anche in prospettiva di un forte, possibile, sviluppo
Favorevole se fatto e gestito nella maniera giusta
Qualsiasi attività che possa dare un controllo della gestione è ben accetto
Ce lo vedrei in punti strategici così che possa essere gestito al meglio il parco
Non è un parco divertimenti, né una spiaggia libera
Vedo bene zone attrezzate con chiosco, bagni, sedute ma in luoghi più adatti, lungo il percorso
Credo che i locali già presenti debbano avere la priorità su certi progetti
Magari non proprio al Diborrato ma in qualche area di secondaria importanza
Lo aprirei solo nei mesi estivi
Ovviamente una struttura fatta nel rispetto del parco. E ovviamente deve essere fatto un bando pubblico dove possono partecipare le Attività di Colle.
Solo alla Vene
Più controlli più cestini x la monnezza e multe salate a chi lascia il proprio sudicio
Alle Vene con un pino non troppo impattante
Un punto di ristoro ci vorrebbe ma non sono sicuro se ubicato al Diborrato
Potrebbe integrare e rafforzare la gestione. Con giusta collocazione e modalità di realizzazione
Probabilmente con una giusta gestione aiuterebbe a limitare fenomeni di bivacco lungo tutto il fiume concentrandoli in zona delimitate e ben precise (ma magari non al Diborrato)
No, ma non mi dispiacerebbe solo se controllato e servisse acqua o panini per un eventuale pranzo estivo ai presenti balneanti alle vene e caldane. Anche se la pura che lo rovini è troppa.
Se i comportamenti delle persone fossero piu civili potrebbe essere una risorsa ma per come stanno le cose mi sembra poco.compatibile
Un venditore col carretto di legno , non un chiosco.
Proposta assurda
Al dibirrato sarebbe una follia, con le piene stagionali verrebbe spazzato via ogni inverno. Credo che occarrani soldi per investire in una maggiore cartellonistica sia naturalistica che di collegamento con la città. Si entra nel sentiero e si può comprare cibo o bevande passando dai accessi. Forse potrebbe essere individuato un luogo più riparato dove mettere un chiosco, dovrebbe essere più in altro per le piene e non visibile a colpo d'occhio.
Con impegno alla rimozione rifiuti istallazione bagni e aumentare controllo are
Si ma non è sufficiente, devono esserci dove buttare l'immondizia e controlli
Si. Solo se chi lo gestisce, si occupi pure di controllare e ripulire il parco e se la struttura offra wc, spogliatoi e docce ai visitatori.
Al diborrato assolutamente No! Mentre per gli altri due siti non vedo il problema.
attività di ristoro , sarebbero opportune, ma limitate alla possibilità di un ottimale gestione e tutela ambientale del parco.
Semplicemente perché potrebbe essere utile un punto di ristoro anche solo nel periodo estivo o nei festivi perché chi viene da fuori non sempre è attrezzato
Non lo escluderei del tutto ma dovrebbe essere un po' speciale e non incrementare rifiuti
Io potrei discutere personalmente questa questione con Voi, visto che abito proprio lì. Sono a vostra disposizione, quando lo vorrete fare.
Soluzioni diverse per i 3 siti: alla Vene, anche per il passaggio della Francigena e per la presenza di volumi esistenti potrebbe esser possibile svolgere attività ricettive e di ristorazione con modalità adeguate e sostenibili; alla Caldane no per assenza di volumi; Senierelsa potrebbe prevedere attrezzature di ristoro lungo l'edificato di bordo vicino agli accessi anche con servizi igienici;
In linea teorica sì: trasformare quello che natura ci offre in una opportunità (lavoro, attrazione, turismo, socialità). Questo deve essere contornato da una gestione sostenibile ed efficace, altrimenti si va di male in peggio.
E' naturale che questa domanda, come altre nel questionario, non pretende di offrire una risposta giusta o una sbagliata ma vuole sollevare una questione su cui riflettere. Per questo, sembra inutile aggiungere idee sia al grafico a torta che ai commenti aperti. Tra questi però se ne evidenzia uno su tutti "sono un soccorritore, vi dico solo che per andare a prendere una persona abbiamo fatto parecchi metri a piedi con la spinale". Questo commento dimostra la validità del tema posto e suggerisce che forse andrebbe aperto un tavolo di confronto con le associazioni di primo soccorso per sviluppare piani ragionati e efficaci.
Si prende l'occasione per ringraziare gli operatori e le operatrici che prestano soccorso alle persone che frequentano il Parco Fluviale.
Elenco commenti:
Non saprei
Far conoscere meglio agli operatori di soccorso, tutti gli accessi e notificati con verbale di sopralluogo
Aggiungerei colonnine Dae
Nelle indicazioni riportate nei cartelli deve essere chiaro se il bagno è consentito o vietato e se è prevista o meno la sorveglianza bagnanti da parte di un bagnino. Devono essere previsti dei punti di accesso rapidi per i mezzi di soccorso. Il chiosco deve essere dotato di DAE e personale formato adeguatamente.
Si entra a proprio rischio e pericolo
Non possiamo modificare la natura
Non sono all'altezza come organizzare
Persone civili frequentati dovrebbero aiutare nelle emergenze
Basta una migliore conoscenza degli accessi al parco da parte degli operatori sanitari di soccorso
Forse sarebbe necessario facilitare l'accesso agli operatori del 118
Un punto fisso di primo soccorso nei giorni di massimo afflusso e controllo in itinere. Punto di ritrovo dietro Eurospin che con un intervento di ripristino dei luoghi si può attrezzate
Sono un soccorritore, vi dico solo che per andare a prendere una persona abbiamo fatto parecchi metri a piedi con la spinale
Se non sono gestite bene credo sia per la scarsa informazione dei visitatori, piuttosto che per l'accessibilità al parco da parte di mezzi di soccorso (che a quanto so è ben predisposta).
No
Anche questa domanda conferma la strumentalizzazione che volete dare al questionario
Credo sia necessario che in estate ci siano postazioni di primo soccorso all'interno del parco e nelle zone balneabili
L’ambulanza che sosta fuori è orrenda . Mascherata almeno!
Nel dibirrato verrebbe spazzato via ad ogni piena in inverno, sarebbe una scelta infelice. Dovrebbero essere investiti dei soldi nellacartellonistics sia ambientale che di collegamento con la città per facilitate gli accessi e le uscite dal sentiero, per permettere alle persone di compreare cibo ed acqua vicino ai numerosi accessi del fiume. Forse un chiosco potrebbe essere messo in altra sede più idonea, più in alto per le piene e non troppo visibile nella natura. Per le Vene e Caldane secondo me bastano le attività già presenti nella zona e talvolta dei furgoni ambulanti. Non contraria a nuove costruzioni in ambienti naturali.
notificare le uscite/entrate agli organi di controllo , perche in fase di istituzione sono stati predisposti per il soccorso
Non so rispondere
Ne andrebbe discusso.
Con questa diapositiva inizia una serie di domande che rientra nella discussione in corso sullo sviluppo del Parco Fluviale. Si evita di aggiungere idee che vadano oltre i risultati del grafico a torta e i commenti aperti in modo da lasciare libera interpretazione a quanto la cittadinanza ha risposto al questionario.
Elenco commenti:
Biglietto per i non residenti come viene fatto ad esempio a Firenze per Boboli
escluso i residenti alta valdelsa
e soprattutto va motivato con una descrizione delle motivazioni da consegnare all'ingressoda consegnare al
anche una piccola somma, che sicuramente responsabilizza u
Reputerei corretto il pagamento del parcheggio ai non residenti nel comune purchè ma i soldi siano reinvestiti nella conservazione del Parco
Il prezzo del biglietto di ingresso dovrebbe essere unicamente reinvestito nella manutenzione e sviluppo del parco. Altri introiti potrebbero essere ricavati da parcheggi a pagamento (gratuiti x i residenti)
Pagamento di 1/2 euro ai non residenti
Soprattutto per i turisti sarebbe utile il pgamento simbolico di una “fee” come contributo per una gestione accurata e come incentivo al corretto comportamento de turista. Pagare un biglietto simbolico implicherebbe in molti casi un scrematura nell’afflusso
Si potrebbe mettere un parcheggio a pagamento ma con una cifra simbolica (es 5€ giornaliera/2 € mezza giornata) con agevolazioni per i residenti e rivestire
I soldi servono per conservare il parco e dare lavoro ai giovani colligiani, non appaltato ad esterni che non saprebbero valorizzare al meglio il percorso
Solo nel caso di conservazione del parco ma un contributo libero
Un contributo economico è indispensabile anche per il mantenimento del parco
vedi commento sopra
Dovrebbero essere documentate con cartelli le spese fatte con l' introiti
Ma con rispetto!
E retribuire chi le associazioni che fanno la manutenzione e fanno rispettare le norme del parco.
Perché molti turisti non rispettano la natura e il parco, perciò serve un fondo cassa per eventuali pulizie
Potrebbe essere motivo di calo dell affluenza di turisti
Farei pagare solo il parcheggio, l'entrata al fiume assolutamente no
Parcheggi a pagamento per chi accede al parco
Max 1€ per i non residenti a colle
La maggior parte degli introiti andrebbe usata per il parco stesso
Sicuramente va fatto pagare il parcheggio
Per i Collogiani deve restare gratuito.
Punterei più su un biglietto di ingresso che sui parcheggi, così che il visitatore capisca per cosa sta pagando e gli dia valore.
Pagare solo il parcheggio e reinvestire nel parco i soldi derivanti da questo
Magari solo i parcheggi. Il resto è difficile se se ne vuole estendere la dimensione.
No
Con i chioschi gestiti dal comune entrerebbero soldi a palate
Io lascerei i luoghi liberi per tutti. Al massimo farei pagare una cifra simbolica tipo 1 € ad ingresso per scremare chi viene qui ad inquinare. Di solito basta vedere che si paga per farli andar via.
Solo per chi non è residente a Colle di Val d'Elsa e i soldi dovrebbero essere raccolti ed utilizzati dai gestori del chiosco per pulire e controllare il parco nonché offrire servizi igienici, spogliatoi e docce ai visitatori.
Contributo basso e magari solo per non residenti. Ricavi da investire in pulizia e manutenzione.
Pagare vuol dire anche "rispettare".
Si potrebbe chiedere un contributo simbolico (anche solo 2€/3€ ai non residenti e tali contributi reinvestiti per il parco stesso ), i residenti appassionati ci tornano frequentemente.
Anche su questo punto vale la pena organizzare un incontro e parlarne. È troppo riduttivo rispondere qui. Ci sono tanti vantaggi ne far pagare una piccola quota ingresso, ma dobbiamo impostare correttamente tutto l 'impianto
Dovrebbe essere una cifra molto contenuta
Attualmente la situazione non è sostenibile. Un piccolo contributo da reinvestire nel personale, nella manutenzione e pulizia del parco potrebbe essere la soluzione. Piccolo dettaglio egoista: I colligiani/Valdelsani, non devono pagare. E' il turismo che deve portare introiti, non il runner o chi banalmente ci va mezz'ora a fare una passeggiata.
Anche su questa diapositiva si evita di aggiungere idee che vadano oltre i risultati del grafico a torta e i commenti aperti in modo da lasciare libera interpretazione a quanto la cittadinanza ha risposto al questionario.
Si specifica solo che la domanda e le risposte chiuse erano uguali a quelle della precedente diapositiva con la differenza di essere indirizzate ai residenti anzichè ai non residenti. Si conferma una tendenza a voler intervenire sui non residenti un po' per non cedere posizioni di vantaggio acquisite (accedere a gratis) e un po' forse perchè i non residenti sono visti come "il problema" su cui bisogna concentrare "le soluzioni". Però si nota che il 35,5% dei residenti sarebbe in realtà disposto a pagare un contributo minimo quale investimento nella conservazione del Parco Fluviale.
Da citare come curiosità sociologica il fatto che la risposta "la natura è di tutti e tutti ci devono accedere gratis" ha avuto una diversa percentuale di scelta nelle due risposte.
Elenco commenti:
Magari per i residenti un’offerta libera o una quota minima fissa.
No i cittadini pagano già le tasse comunali
vedi punto precedente
no per residenti di colle di val d'elsa, si per gli altri visitatori
Per i residenti potrebbe essere proposta una specie di tessera annuale a prezzo simbolico o comunque modico di contributo per accesso illimitato ai parchi ed ai musei cittadini, a tutti i parcheggi
I residenti non mi sembra giusto che paghino
Residenti no
Nessun biglietto per i residenti
Contributo libero
I residenti non dovrebbero pagare un biglietto, ma potrebbero pagare documentazione informativa sul parco
vale solo per i residenti
Se si è rispettosi dell'ambiente si puo' fare a meno di parcheggiare a ridosso del parco.
Frequento poco il parco una passeggiata in tutto l'anno,non farei pagare ai residenti!
Ai residenti a colle no ... paghiamo già abbastanza compreso il consorzio di bonifica
Ai residenti no
Magari un contributo minimo valido per 1 anno dal primo ingresso. Ovviamente destinato al mantenimento del parco
Per i residenti direi di no, a volte lo uso proprio per arrivare in luoghi di colle a piedi, giusto per fare 2 passi in più nella natura lontano da macchine
Giusto far pagare, ma i residenti dovrebbero pagare tariffe ridotte o gratis
I residenti potrebbero avere delle agevolazioni
Lascerei gratuito, con possibilità di lasciare offerte.
Ritengo più giusto che le attrazioni turistiche come per esempio il SentierElsa per i residenti siano gratuite
Farei pagare ai residenti solo il parcheggio
No
Far pagare un piccolo contributo servirebbe forse a dare un maggiore valore a ciò che si ha. È vero che non è monetizzabile ma per la psicologia di molti forse potrebbe essere motivazionale.
I residenti non dovrebbero pagare
I residenti sono gli utlizzatori minori del parco, la maggioranza non sa nemmeno che esiste, ci sono voluti 20 anni e persone da fuori per farlo conoscere. Ma anche questa solita domandina da furbetti
Sarebbe interessante proporre un biglietto ridotto o un abbonamento estremamente conveniente
In linea teorica sarebbe giusto ma il rischio è di rendere impopolare il parco verso i residenti
Lascerei libero sia le Vene che Caldane sono luoghi liberi ed è giusto che rimangono tali. Per il Sentier Elsa dovrebbero fare ingressi contingentati nei periodi di maggior afflusso ma questo comporterebbe un dispiegamento di risorse notevoli. Inoltre da investire su parte educativa ambientale e collegamento con città. Più i colligiani inizieranno a vivere il Sentier Elsa come un parco urbano e più verranno arginate le persone che sporcano e commettano infrazioni. Per il parcheggio a pagamento forse potrebbe essere una soluzione, ma gratis per residenti
Ai residenti assolutamente no.
Almeno ai residenti lascerei la libertà di accesso attuale.
Solo nei giorni di maggiore afflusso
No, perché i residenti durante l’anno si recano più e più volte durante l’anno, in questa area naturale che la città offre. Diventerebbe dispendioso e nessun residente frequenterebbe più il parco.
Dovrebbe essere una cifra molto contenuta
Anche su questa diapositiva si evita di aggiungere idee che vadano oltre i risultati del grafico a torta e i commenti aperti in modo da lasciare libera interpretazione a quanto la cittadinanza ha risposto al questionario.
Ovviamente alla preferenza tra parcheggio e ingresso va aggiunta una seria discussione sulla gestione di entrambi gli aspetti. Per esempio, quale dei due potrebbe essere realizzabile già nell'estate in arrivo?
Elenco commenti:
Costi non esosi
fa parte della quota biglietto
Biglietto parco per la tutela del parco- parcheggi a pagamento xil comune
Pagamento entrata, solo in estate
Farei pagare i non residenti e turisti
Creando un pacchetto conveniente
Contributo libero
Solo però i non residenti
Il Sistema Parchi della Val di Cornia spa, si regge praticamente sulle entrate dei parcheggi dei parchi costieri, in cambio gli utenti hanno un parco con bagni discreti, sentieri segnati, costa protetta e altri parchi accessibili e ben mantenuti. Perché anche a Colle non si può fare una cosa del genere? Se si spiega a cosa serve, magari si paga anche più volentieri.
Solo ai turisti ingresso
Dovrebbero esserci più parcheggi liberi
Pagando il parcheggio si potrebbe accedere al parco
offerta libera
Parcheggio distante dagli ingressi comprensivo di navetta
Anche chi va a piedi crea caos e rifiuti, giusto pagare. Chi paga il parcheggio però dovrebbe pagare ingresso ridotto o nullo. Non si può pagare per entrambi, altrimenti verrebbero penalizzate fasce come disabili e bambini piccoli
Magari promuoverei delle navette a pagamento.
Tutto gratis residenti per turisti solo ingresso a pagamento
No
Forse solo il parcheggio. Chi arriva a piedi o un bici i in autobus è più motivato.
Sicuramente il parcheggio, da valutare bene l'ingresso
Parcheggio da costruire per il Sentier Elsa da far pagare, gratis per residenti
Unico contributo per entrambe le cose. Non per i residenti che però devono raggiungere il parco non in auto.
Uno stimolo in più per lasciare la macchina.
Forse entrambi, ma vanno tutelati i residenti.
Come indicato dal 9% delle risposte e da due commenti aperti "il museo è presente presso la sede Arcipesca loc. La Buca sotto asilo nido". E' un piccolo museo ma completo e ben tenuto e le scolaresche già lo visitano con entusiasmo. Il solo fatto che esista è garanzia del fatto che la sua presenza è pertinente e sostenibile. Il fatto che invece tanti colligiani non sanno che esiste dovrebbe far riflettere. Questo museo è uno di quei luoghi nei pressi del parco che potrebbe essere integrato meglio nella gestione del Parco Fluviale stesso.
Oltre ad ospitare la natura autoctona del nostro fiume, un eventuale museo dell'acqua potrebbe includere pezzi di storia su come Colle ha interagito con l'Elsa. Si pensi alle cartiere, alle industrie, all'elettricità; come anche all'aspetto urbano di gore, fonti e bottini... insomma, potrebbe esserci materiale per riempirlo! Il 60% delle risposte pensa alla rigenerazione di un luogo con questa finalità. Ricordiamo che entro il Parco Fluviale ci sono diversi edifici da recuperare (senza con questo dire che il modo migliore per recuperarli sia investire in un museo dell'acqua, naturalmente il discorso va approfondito).
Da segnalare le risposte di chi suggerisce che sarebbe meglio evitare di ragionare su progetti complessi se prima non si dimostra di saper gestire l'esistente.
Elenco commenti:
In un edificio del complesso delle Vene potrebbe essere auspicabile
Migliorare l'attuale museo della pasca, in loc. la buca presso l'ass-ne Arci pesco colligiana
Sarebbe un complemento culturale bello ed utile soprattutto x le scolaresche e x i turisti
Non aumentiamo musei che non verrebbero utilizzati, spesa/beneficio non bilanciato
Non sono all'altezza
Anche un museo innovativo senza strutture
Solo in caso di recupero di fabbricati esistenti all'interno del parco
investirei più in percorsi e guide che in musei dell'acqua, un po' come si fa pe ri percorsi sulle api e miele
dovrebbe essere un museo collegato agli altri presenti nella città
Potrebbe essere, ma temo che non sarebbe in grado di autofinanziarsi
Purché sia un edificio collegato, ma non all'interno del Parco. E sarebbe bello che fosse un museo aperto, integrato, luogo vivo e che coinvolga l'utenza offrendo occasioni culturali di diversi aspetti (conferenze, sale studio, progetti culturali ecc)
L'attrazione principale è il sentierelsa,non credo adesso la necessità sia il museo!
non so se c'è, piccolo è meglio
C'è il rischio che diventi un museo nel nulla, ed i piccoli musei territoriali fanno spesso questa fine. Lavoro nei musei e posso dire che spesso accade così se insieme non ruotano molte altre attività a sostenere il sistema.
Non c’entra niente un museo nel parco fluviale. Non c’è niente di significativo da esporre
Mi sembra prematura come mossa, il museo secondo me potrebbe essere realizzato in seguito a una regolamentazione degli accessi e a una quota da fare pagare a chi accede. Più controlli durante i mesi di maggiore affluenza soprattutto nei fine settimana per fare comprendere l'importanza del rispetto del luogo.
credo che i visitatori del Parco siano interessati alla natura e allo stare all’aria aperta.
Anche qui è da mo che si propongono progetti di valorizzazione
In Italia ci sono migliaia di piccoli musei e non ci sono le risorse per mantenerli. Semmai usare spazi già esiatenti e sorvegliati per una piccola esposizione
Non dentro al parco. Io terrei bene il parco e basta . Parla da se’.
Intanto teniamolo decoroso
IL museo è presente presso la sede Arcipesca loc. La Buca sotto asilo nido
Non subito. Vediamo prima come va...
Lasciando, ovviamente libertà di scelta se accedere o meno al museo, pagando un piccolissimo contributo
Il tutto deve andare a pari passo con una corretta promozione turistica della città, altrimenti sarebbe l'ennesimo museo vuoto.
Sarebbe bello ma andrebbe ben valutato....potrebbe "snaturare" il luogo. Ci sono pesci e animali e piante che abitano questi luoghi da decenni, non credo sia giusto che se adesso "va di moda" e l'uomo una mattina si è svegliato con queste grandi idee di trasformare tutto sia realizzabile qualsiasi cosa..
Scusate anche qui una risposta è stata sdoppiata (parte blu 71,8% e azzurrina 2,4%) dal programma, ma non cambia nulla.
Tanto il grafico a torta quanto i commenti aperti non pare abbiano bisogno di particolari interpretazioni. D'altra parte, la preferenza a mantenere una gestione locale è coerente con quanto ampiamente illustrato nelle diapositive precedenti riguardo una gestione del Parco Fluviale che favorisca il suo uso da parte dei residenti. C'è disponibilità all'apertura (tanto a visitatori esterni quanto a gestioni di area) però la cittadinanza di Colle preferirebbe che il bene locale sia primariamente gestito e destinato ai locali. Questa prospettiva è un filo logico che accompagna un po' tutte le risposte che sono state date e non era scontata soprattutto visto il "successo" turistico del Parco Fluviale (tanto auspicato pochi anni fa) e l'avvio di politiche d'area (che forse non tutti conoscono).
Elenco commenti:
E anche rientrare in una gestione di area con i comuni limitrofi
Il parco è interamente nel territorio colligiano
lasciarlo gestire dal comune tramite associazioni ecc.
Il parco dovrebbe essere gestito da un contratto di collaborazione tra Comune, associazioni e Consorzio di Bonifica. Ai privati la gestione degli eventuali chioschi.
Naturalmente i legami con i comuni dell'elsa (contratto di fiume) dovrebbero essere sistematici e continui e la collaborazione totale ma dovremmo impostare a Colle, con le nostre sole energie, la progettazione globale dei parchi e di questa risorsa unica che abbiamo a Colle in modo da poterla integrare nel miglior modo possibile con la città, la sua cultura peculiare, le proprie attività
Non saprei Ma MAI al consorzio di bonifica che già mi tocca pagare per straziare le sponde del fiume . Follia pura e incompetenza.
Gestione da parte di associazioni, assolutamente no da prte del comune. Non gli è mai riuscito niente, soprattutto in questa legislatura con il buon caro Donati
Non saprei chi potrebbe gestirlo, ma alcune avere limitrofe lungo il percorso potrebbero essere anche date ai cittadini tramite bandi per orti e manutenzione
Una gestione locale aumenterebbe l'interesse dei resisdenti verso il parco
vedi comemnto sopra
penso che le associazioni, pagate dagli ingressi e da un contributo del Comune
In mano ai Colligiani
Purché ci siano persone competenti in materia, sia per quanto riguarda l'organizzazione strutturale del Parco, del museo ipotetico, del turismo e della storia di quello che l'Elsa è stata ed è per Colle. Un team multidisciplinare che si focalizzi sulle potenzialità del territorio.
Non ho informazioni utili per giudicare operato della gestione attuale!
Ad associazioni a scopo ambientalista
Il solo tratto San marziale\spugna è molto impegnativo nella manutenzione, vedrei bene un coinvolgimento di istituzioni comune provincia regione e consorzio per la manutenzione straordinaria e associazioni per la valorizzazione e promozione e manutenzione ordinaria
non so
Dovrebbe essere gestito da chi se ne intende, accetta idee e proposte da chi ci abita, che si sostenga la regolare manutenzione, la domanda quindi che mi faccio è se esiste qualcuno così...
Purché siano capaci di tenerlo bene e diventino imprenditori per il bene della Città.
Gestito da privato
Occorrono più soggetti <comune di Colle e Poggibonsi o altri coinvolti, consorzio di bonifica fondamentale per le manutenzioni e le associazioni per la gestione
Sicuramente va tenuto lontano da Consorzio di Bonifica e Regione
IRONICO : Perché non lo fate gestire da Bill Gates direttamente ?
Credo che chi vive sul territorio sia più motivato
Il parco può essere gestito da associazioni come adesso e congiuntamente dal comune ma in primis necessita di fondi per cartellonistica e maggior controllo nei mesi di luglio ed agosto
Ogni cinque anni il Comune dovrebbe fare un bando rivolto solo ai bar e ristoranti presenti sul territorio comunale. I primi 5 gestirebbero annualmente la struttura.
Gestito solo dal comune
sarebbe secondo me anche utile ,l'incresso di investitori privati ,ma limitatamente e nel rispetto della tutela del parco. Potrebbero essere un contributo uitile ad una migliore gestione ed un maggior sviluppo.
Cooperative dove si inseriscono soggetti svantaggiati o bex
Fermamente vi dico che la gestione deve restare nelle mani di chi vive nel territorio, in modo da appassionare/avvicinare sempre più le persone ce qui sono nate e/o cresciute
Consorzi di bonifica assolutamente no, alle vene e alle gore a gracciano fanno dei danni terribili, da quando non ci pensano più i singoli contadini e residenti del posto è un caos. Tagliano l'erba e la gettano nel canale intasandolo ad esempio.... Dobbiamo attenzionare e supervisionare di più....
Basterebbe fosse gestito bene. Chiaro che questa potrebbe essere una grande opportunità, perchè non sfruttarla?
Non me ne intendo
La questione rifiuti abbandonati al SentierElsa e raccolti da gruppi di volontari ha riempito le pagine di giornali e social per tutta l'estate 2020. Come un commento evidenzia, "in natura la regola è portare tutto indietro" e non c'è nulla che possa giustificare l'abbandono di rifiuti. Premesso questo, naturalmente bisognerebbe fare in modo che la situazione vista l'anno scorso non si verifichi nuovamente. Probabilmente, come alcuni commenti suggeriscono, l'approccio giusto sarebbe un mix delle diverse risposte in modo da raggiungere un equilibrio accettabile. Quindi, più controlli ma non esasperati, più cestini e cartelli ma non ovunque, più sensibilizzazione a portar via i rifiuti ma senza illudersi che tutti lo facciano. Solo una risposta su 206 afferma che come funziona ora va benissimo...
Elenco commenti:
Servono anche i controlli e multe a chi sporca ugualmente in presenza di cestini
Cestino agli ingressi da svuotare regolarmente
Più cestini sicuramente, ma anche controlli e multe a chi sporca deliberatamente.
Mettere in atto controlli alternati e contestare sansioni amministrive e pubblicizzarle
Incrementare presenza di cestini
Oltre a responsabilizzare almassimo l'utenza sensibilizzandola al momento dell'accesso con una sintesi estrema di regole, sarebbe anche utile aumentare i cestini ( magari solo in corrispondenza degli accessi) che andrebbero però continuamente monitorati e mantenuti puliti
Punto di difficilissima soluzione, impossibile riempire di cestini il percorso, sarebbero strapieni e costerebbe una fortuna lo svuotamento, forse incrementare i cartelli ancgecse scontato e individuare zone dedicate nei pressi degli ingressi principali per "invitare" ad utilizzarli
La messa in posizione di molti cestini sarebbe di difficile e costosa gestione
Chi non lo fa deve essere multato
Con multe ma non che instaurino un regime di terrore
Da incentivare la responsabilizzazione degli utenti del parco
solo dopo aver creato percorsi, collegamenti e vigilanza. altrimenti si fa come in montagna... si riportano via
intensificare i punti di raccolta soprattutto vicino agli ingressi e ai parcheggi
Io proverei a diffondere informazione in tal senso
I cartelli e i controlli servono, ma il buonsenso dovrebbe dirci che ognuno riporti al cassonetto più vicino all'uscita il suo, come si fa in montagna o in altri parchi naturali
Occorre un guardiaparco!
Individuare punti di raccolta e sensibilizzazione alla pulizia
Maggiori controlli con multe salatissime per chi inquina
Multe e controlli a chi lascia rifiuti
E controlli su chi sporca
Anche multe e progetti di sensibilizzazione. Ma i rifiuti si portano via.
Ognuno dovrebbe portarsi via i propri rifiuti ma visto che ciò non viene fatto dovrebbero esserci più controlli
Quando i cestini sono pieni ..portarseli a casa e controlli e multe a chi lascia la spazzatura
Una sola risposta anche in questo caso non va bene, pochi punti di raccolta dove ognuno porta i suoi rifiuti e indicazioni lungo il percorso
Un cestino ai carretti ristoro , puliti dal venditore responsabile. E poi portarseli a casa .
In natura la regola è portare tutto indietro possibilmente nei cassonetti che non siano stracolmi. Mettere i cestini non basterebbe e potrebbe interferire con le abitudini delle specie selvatiche. Occorre mettere cartelli di divieto, fare controlli e multe e mettere cassonetti appositi agli accessi del parco (possibilmente con raccolta differenziata). Pannelli informativi e molta sensibilizzazione. Ancora una volta fondamentale educare e controllo. Una volta che i frequentatori del parco saranno persone più sensibili ai temi ambientali, il problema si ridimensionera
Controllo e sanzioni amministrative ai contravventori
Educazione, cestini e pulizia da parte di chi gestisce la struttura.
Anche aggiungere cestini di raccolta non è una cattiva idea... se poi regolarmente svuotati da addetti ai lavori.
Comunque prevedere dei cestini in alcuni punto di stazionamento
Occorre una pulizia costante del parco
È impensabile lasciare tutto così. Il lunedì seguente ai fine settimana si trova lungo il parco di tutto: fa veramente schifo!
Cestini e anche per differenziato si, ma non ovunque. Controlli anche un minimo!
Per svuotare i cestini regolarmente ci vogliono investimenti...perchè non "sfruttare" i turisti stessi?
Quest'ultima domanda, come altre nel questionario, non pretende di offrire una risposta giusta o una sbagliata ma vuole sollevare una questione su cui riflettere. La maggioranza delle risposte chiede l'installazione di bagni, ma a leggere i commenti aperti è evidente che non c'è unità di vedute su questo argomento, anzi... tuttavia risulta lampante come una seria riflessione sull'argomento sia quantomeno doverosa.
Due aspetti emersi dai commenti vale la pena evidenziarli, anche perchè già evidenziati in altre parti del questionario: il primo è che nei pressi del parco (SentierElsa in particolare) non mancano punti di servizio (pubblici e privati) e forse occorrerebbero migliori collegamenti tra il fiume e la città per sfruttarli meglio; mentre il secondo è che prima di pianificare l'installazione di bagni sarebbe meglio pensare a come si vuole sviluppare il Parco Fluviale nei prossimi anni. Per esempio, se si volessero privilegiare le visite naturalistiche, la necessità di bagni dentro il parco sarebbe inferiore di quella che occorrerebbe a dei bagnanti che bivaccano per un'intera giornata.
Elenco commenti:
bagni tipo "sebach" agli ingressi
presso alcuni siti possono essere istallati bagni mobili da gestirli ad associazioni o privati
Si potrebbero ipotizzare dei bagni solo nei punti di accesso
Tutto dipende da ciò che viene deciso di fare e dagli afflussi Certamente ad oggi sarebbero necessari i bagni . Era indecente. Così finirà tutto molto presto e alla fine ce lo saremo meritato
Punto di difficile soluzione, un controllo non è efficace, non è possibile individuare chi lascia una cosa, riempire di cestini sarebbe uno scempio perché strapieni e con costi alti di svuotamento. Invididuerei dei siti nei pressi degli ingressi principali dove "inviterei" ad utilizzarli e lo svuotamento sia facile incrementando la cartellonistica indicando i siti più vicini
Penso che qulcosa serva sicuramente
Nella natura non esistono i bagni, senso civico basterebbe
La presenza di bagni, magari autopulenti, potrebbe evitare forme di degrado
come commento sopra
Questo è un problema
Se ci fossero dei bagni, poi serve che qualcuno li pulisca. Risolto questo "dettaglio", sarebbe bello che i bagni fossero in punti che non disturbano la visita e l'ambiente
Forse invece di un chiosco bar reputo utile realizzare un area di sosta con bagni e area rifiuti
Tutto sta in coda si vuole fare, se si vuole sfruttare per fare soldi i servizi ci vogliono sennò un minimo di igiene è necessaria
Non i soliti sebac di plastica vi prego, serve qualcosa che non sia un pugno nell'occhio, che stia ad agio con la natura e soprattutto pulito, con videocamere di sorveglianza che puntano sulla porta
Al limite 1 servizio igienico
Bella domanda. 2 o 3 bagni chimici.
Il percorso è di relativa estensione, pochi punti ben segnalati
Controlli e multe sì, ma con servizi igienici agli ingressi del parco (non dentro)
Servono dei wc, che siano chimici o altro. L'accesso al parco è di tutti e anche di quelle persone che per problemi necessitano di un bagno varie volte al giorno.
Uno , due bagni sì ma di legno ( mi sembra che quelli sulla montagnosa ( alla Baita ) possano essere presi come guida di idee
Più controlli
Il bivacco giornaliero dovrebbe essere permesso, no fuochi, non pernottamento. Per i bisogni fisiologici potrebbero esserci alcuni bagni nei pressi degli ingressi e con un numero minore di visitatori ci sarebbero anche minori bisogno lasciati in giro.
Da valutare la soluzione migliore ad un tavolo tecnico
Ogni fine stagione, causa mancanza dei bagni si trovano aree piene di escrementi umani
Adeguati servizi igienici controllati e puliti da chi gestisce chiosco e parco.
Quando ci sono migliaia di persone concentrate in una piccola area, è impossibile pensare che non siano necessari sevizi igenici: parliamone, perché rispondere qui è troppo riduttivo.
Risposte differenziate in base ai siti: dove con disponibilità di volumi esistenti come alle Vene o presso i punti di accesso al Sentierelsa (lungo edificato di bordo) possono essere allestiti punti di ristoro con servizi igienici.
La soluzione non è banale, non ho ancora idee a riguardo.
Sui servizi igienici ho alcune perplessità. Al massimo chiederei una collaborazione con i bar vicini o creare dei punti all'inizio, a metà e alla fine
un bagno pubblico almeno vicino a un ingresso
Questa ultima parte del questionario voleva da un lato saggiare il livello di conoscenza generale della cittadinanza sul Parco Fluviale e dall'altro stimolare l'attenzione riguardo certi argomenti. La conoscenza del proprio territorio è essenziale alla sua tutela ed è la pietra fondante di ogni percorso partecipativo.
Differentemente che dalle precedenti parti del questionario, le seguenti domande hanno tutte una risposta corretta che verrà illustrata qui di seguito. Altra differenza è che in queste domande c'è l'opzione "non lo so" proprio perchè vogliono saggiare la reale conoscenza e non impressioni o valutazioni.
La risposta giusta è: c'è una sorgente dell'Elsa.
Una volta veniva presa l'acqua per farci la carta, ora non più. La carta di Colle è stata una parte importante dell'economia cittadina tra il 1400 e il 1800 circa e veniva esportata in tutto il mondo per la sua grande qualità. Proprio per i costi che l'elevata qualità comportava, le cartiere colligiane sono chiuse una ad una fino a sparire, vinte dalla produzione di massa.
La risposta giusta è: varie associazioni di volontariato.
Come anticipato nelle diapositive precedenti a proposito dei rifiuti, per la pulizia del Parco Fluviale bisogna primariamente ringraziare tanti/e volontari/e.
La risposta giusta è: non serve perchè l'area del Parco Fluviale non è adibita a balneazione.
L'area del Parco Fluviale non è classificata a balneazione e di conseguenza il Comune non è obbligato a fare periodiche analisi delle acque dell'Elsa, che di conseguenza non vengono calendarizzate con cadenze fisse.
La risposta giusta è: una politica di area con San Gimignano capofila.
Il progetto è stato avviato nel 2020 e il Comitato Civico Elsa Viva è interlocutore all'interno del progetto stesso. CLICCANDO QUI si accede alla pagina facebook del Contratto di Fiume Elsa.
La risposta giusta è: solo quella che dalla Steccaia non va alle Gore.
Sotto il ponte di San Marziale insiste la Steccaia che sbarra il fiume e fa entrare parte delle sue acque nelle Gore. L'acqua si reimmette nel fiume alla Ferriera ovvero dopo il ponte di Spugna.
La risposta giusta è: oltre 50000.
Dati ufficiali non ce ne sono perchè i varchi non sono controllati. Tuttavia, i volontari dell'ArciPesca tentano di tenere traccia delle presenze durante la loro attività di monitoraggio e hanno stimato in circa 50000 le presenze al SentierElsa nell'estate 2020, alle quali si devono aggiungere quelle negli altri siti e negli altri periodi dell'anno.
Se si considera questo dato e si ripensa alle precedenti diapositive riguardo ticket di accesso e/o parcheggi a pagamento, ci si può fare un'idea di un eventuale giro d'affari del Parco Fluviale.
La risposta giusta è: un soggetto privato deve provvedere.
La manutenzione delle Gore è legata al soggetto gestore che si chiama Consorzio Utenti Gore, il quale ha sede presso il Comune di Colle e da qualche anno ha come partecipazione maggioritaria quella della proprietà della centrale idroelettrica alla Ferriera.
Grazie a tutte le persone che hanno offerto un contributo a questo questionario, investendo tempo e impegno per il bene comune. Il nostro auspicio è che le informazioni raccolte possano essere recepite da chi di dovere e contribuiscano al miglior sviluppo del Parco Fluviale dell'Elsa.