La prima fase della mia esperienza di tirocinio è stata dedicata all’osservazione sia del contesto della sezione che dell’alunno con disabilità, in modo particolare. La mia attenzione si è rivolta anche alle insegnanti, per osservare il tipo di comunicazione adottata, il tipo di relazione che instaurano fra di loro e nei confronti degli alunni, nonché le modalità attraverso le quali orientano le loro azioni didattico-pedagogiche. Ho intrapreso il mio percorso di tirocinio presso l’Istituto scolastico Comprensivo “Diaz-Manzoni” per svolgere le 150 ore previste nel percorso formativo di specializzazione. Sono stata assegnata ad una sezione eterogenea formata da 18 alunni di tre, quattro e cinque anni, di cui 10 maschi e 8 femmine. All’interno del gruppo classe è inserito un alunno con disabilità dalla cui Diagnosi Funzionale si evince la presenza di Disturbo dello spettro autistico, seguito dall’insegnante di sostegno per 25 ore settimanali e dall’assistente all’autonomia e alla comunicazione per 5 ore settimanali. Il clima all’interno della sezione è positivo, disteso e sereno. Si presta attenzione affinché ci sia una comunicazione efficace, soprattutto nei confronti dell’alunno T., che non ha ancora sviluppato il linguaggio verbale. I rapporti fra gli alunni sembrano essere distesi; le relazioni sono consolidate, c’è una buona intesa amichevole e la gestione di alcuni conflitti che possono nascere ancora, risulta più semplice perché le regole di convivenza sono state interiorizzate. È fondamentale sottolineare come il clima che si viene a ricreare all’interno della sezione, incida in maniera significativa sulla qualità dell’apprendimento di tutti gli alunni. Per promuovere un clima positivo e favorevole, occorre tenere in considerazione: la qualità e l’intensità delle relazioni che si vengono a determinare; lo stimolo all’apprendimento di tutti e di ciascuno; la modalità di conduzione e di gestione della sezione da parte dell’insegnante.