La cosiddetta Formazione di Visone consiste in un affioramento di biocalcarenite localizzabile nel Bacino Terziario Piemontese e riveste un’importanza di carattere regionale perché rappresenta un rilevante evento di sedimentazione carbonatica nella successione terrigena miocenica dell’Alto Monferrato, correlabile ad altre unità simili come la Pietra da Cantoni e le Arenarie di Bismantova, presenti rispettivamente in Monferrato e in Appennino Settentrionale. Nell’ultimo aggiornamento della Carta Geologica d’Italia ↗ edita dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) viene distinta in due Membri: Membro calcareo e Membro marnosoglauconitico:
Sopra: descrizione delle diverse tipologie rilevate nella Formazione di Visone, tratta dalla Carta Geologica d'Italia 1:50000 (foglio 194, Acqui Terme).
A sinistra: dettaglio della Carta Geologica d'Italia 1:50000 (foglio 194, Acqui Terme) con la localizzazione delle due diverse tipologie.
Entrambe le tipologie della Formazione di Visone sono ricche di fossili, che testimoniano l'antichissima presenza del mare in queste zone.
Sopra: particolare della stele funeraria di Lucio Mettio, realizzata in pietra di Visone alla metà del I sec. d.C. (Acqui Terme, Civico Museo Archeologico).
Sotto: cripta della Cattedrale di Acqui Terme, costruita tra il X e l'XI secolo con colonne di recupero risalenti a epoche precedenti, molte delle quali in pietra di Visone.
La pietra di Visone viene estratta fin dall’età Romana e utilizzata nel corso dei secoli sia come pietra da taglio che per la produzione di calce.
L'uso della pietra di Visone, nelle due varietà bianca e grigia, è variamente diffuso dall'età tardo-classica fino al Novecento, con una interruzioni in epoca medievale, quando si attesta non raramente il reimpiego di materiale tardoromano (come nel caso della Cripta del Duomo di Acqui Terme).
A partire dal XV sec. si registra una considerevole ripresa del suo impiego, con particolare frequenza in apparati decorativi di palazzi signorili e chiese, che troverà apice nel secolo successivo in complessi monumentali come Santa Croce di Bosco Marengo.
E’ particolarmente ricorrente l’uso in colonne a fusto monolitico, utilizzate in portici e loggiati che diventano in questo modo elementi caratteristici dell’architettura aulica locale: in tal senso, nell’ambito del Basso Piemonte, la pietra di Visone ha certamente indirizzato un gusto stilistico che non si ritrova in nessun’altra zona oltre l’Acquese.
Sopra: portale centrale della Cattedrale di Acqui Terme, realizzato in pietra di Visone dal'artista luganese Giuseppe Pilacorte alla fine del XV secolo.
Sotto: bassorilievo raffigurante San Guido (particolare sul montante sinistro del portale).
A partire dal tardo XVIII secolo lo sfruttamento della pietra visonese si rivolge invece prevalentemente all'uso della pietra come materia prima per la produzione di calce: all'inizio dell'Ottocento risultano in funzione tre cave per l'estrazione di calce di elevata qualità, quella dell'Avv. Carlo Giuseppe Rossi in regione Quaretto, quella di Delorenzi-Bonello-Perazzo in regione Fornaci, e quella di Bonelli-Bocca in regione Calcagno. Alcune imprese estrattive (come le cave-fornaci Canepa/Zanoletti e la fornace Groppi) resteranno in attività addirittura ancora fino agli anni '70 del Novecento.
Sopra: tre vedute delle cave Canepa-Zanoletti tratte dalla mostra Andato via: le cave di Visone di Andrea Repetto (2005)
...un interessante viaggio scientifico, tecnico e storico sul processo di produzione della calce a partire dalla pietra calcarea!
Per approfondire:
G. Trabucco, Fossili, stratigrafia ed età del Calcare di Acqui (Alto Monferrato), in “Bollettino della Società Geologica Italiana”, XXVII, 1908, pp. 337-406.
P. Allemani, Le Cave di Visone. Identità territoriale ed ipotesi di riqualificazione, tesi di laurea in Archeologia Industriale, Università degli Studi di Genova, 2002.
P. Allemai, Gli ecomusei prossimi venturi: Il lavoro con la pietra e la calce (Cave di Visone), in: "Piemonte Parchi", XX, 2005, n. 4 (Aprile), p. 27.
P. Allemani, Analisi dei processi di degrado della Pietra di Visone ai fini della sperimentazione di nuove tecniche di consolidamento, tesi di dottorato, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, PhD School in Earth System Sciences, Environment, Resources and Cultural Heritage, 2013.