Con il termine piede torto congenito vengono identificate diverse entità patologiche rappresentate dalla deformità del piede instauratasi già a partire dal periodo fetale. Stiamo parlando di forme quali: piede equino-varo-supinato, piede talo-valgo-pronato, metatarso varo o adotto.
Il piede torto congenito colpisce 1 bambino su 1.000 ed è la più frequente deformità congenita dopo la displasia dell’anca.
Il piede torto congenito può essere bilaterale e colpisce maggiormente i maschi rispetto alle femmine.
Tuttora ci sono diverse teorie sulle possibili cause, ma due sono le ipotesi prevalenti:
– un difetto durante lo sviluppo dell’embrione o nel contesto di una formazione normale dell’embrione (fattore genetico)
– un posizionamento non corretto del piede a causa dell’utero e della pressione da esso esercitata.
Altri fattori di rischio includono:
– La storia familiare
– Possibili disturbi neurologici, quali Spina Bifida e artrogriposi
– Altre condizioni congenite
I neonati con il piede torto congenito potrebbero essere maggiormente a rischio di displasia dell’anca (DEA)
Esso è evidente sin dalla nascita, ma con le nuove tecniche ecografiche può essere diagnosticato sin dalla 22° settimana di gestazione (momento in cui si esegue l’ecografia morfologica). Grazie a una diagnosi precoce lo specialista ortopedico, consultato eventualmente già prima della nascita, può informare i genitori della natura della patologia e predisporre l’eventuale percorso terapeutico.
Vi sono alcune caratteristiche ben precise della malformazione che devono essere riconosciute per una diagnosi sicura.
Il piede torto congenito è un’associazione di diverse deformità a carico di diversi segmenti anatomici del piede e delle diverse componenti articolari.
Esistono diverse classificazioni per definire la gravità della patologia e le deformità tipiche (equino, varo, supino).
Il piede torto congenito non è una patologia dolorosa. Tuttavia, se non curato, il piede rimarrà deformato e il neonato non sarà in grado di camminare normalmente.
Nella maggior parte dei casi, il piede torto congenito è trattato con metodi non chirurgici, che possono comprendere una combinazione di esercizi di stretching, l’ingessatura e rinforzi con tutori. In genere il trattamento si effettua subito dopo la nascita.
La tecnica più usata e di maggiore successo nel mondo è il metodo Ponseti, articolato in due momenti:
1) Manipolazione e gessi.
Il piede del bambino viene delicatamente allungato e manipolato per essere portato in una posizione corretta e infine tenuto in posizione con una serie di gessi successivi.
2) Allungamento del Tendine di Achille
Dopo il terzo mese di vita, se necessario, si interviene chirurgicamente effettuando l’allungamento del tendine di Achille anche con tecnica percutanea.
Se l’intervento dovesse essere effettuato in età più avanzata, può rendersi necessario eseguire un intervento anche sulle ossa (osteotomie).
Il rischio maggiore di questi interventi è quello delle recidive, queste deformità possono tendere cioè a ripresentarsi (in media nel 10% dei casi).
Al Centro di Ortopedia Pediatrica dell'Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano trattiamo questa patologia con il Metodo Ponseti, ed in caso di patologia complessa o esiti applichiamo trattamenti chirurgici evoluti sui tessuti molli e con fissatori esterni.