STAZIONE X
GESÙ RISORTO CONFERISCE IL PRIMATO A PIETRO
(San Roberto, Roma)
(San Roberto, Roma)
C. Con la tua Resurrezione splenda nel mondo la luce vera, la sola che ci illumina.
T. Gesù, Tu sei la Vita, la tua Vita sia la nostra Luce.
Dalla Bella Notizia secondo Giovanni
(Gv 21,15-19)
+ Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
«Signore tu sai tutto tu sai che ti voglio bene.»
Lo chiedeva per farselo dire, il dire come consapevolezza, come incontro, come impegno.
Lo chiedeva per farselo dire, per generare consapevolezza in Pietro, chiedendogli di esporsi rispondendo occhi negli occhi.
E, questo dire richiesto, nutre e sostiene l’incontro tra i due: dichiarare l’amore è l’attraversare un ponte, è mettere i piedi sulla terra comune.
E insieme è accettare la metamorfosi dell’io che cambia la sua forma, è il parto del noi, è una responsabilità nuova in un orizzonte condiviso.
Ma di quale amore si parlava? Nel testo greco i verbi usati dai due sono di diversa entità, come ben noto.
«Mi ami?»
«Ti voglio bene.»
«Mi ami?»
«Ti voglio bene.»
«Mi vuoi bene?»
«Tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene.»
È Gesù che si fa tutto a tutti, che allarga l’orizzonte di una attesa assoluta e poi scende per accettare il povero dono di Pietro, prezioso nella sua autenticità. E il dono povero, come un po'; di pane e poco vino, è lo spazio piccolo del non ancora che si fa primizia dell’oltre.
Così la scelta di Pietro, primus inter pares, servo dei servi di Dio, che apre la via del Risorto ad un nugolo di testimoni.
Nel cammino non sempre chiaro della Chiesa, la storia ci ha portati, ieri, a Francesco, a cui dedichiamo una preghiera speciale di ringraziamento per aver aperto nuove porte, visto nuovi sentieri ecumenici e nuovi ponti. E per aver toccato profondamente i nostri cuori. Oggi a Papa Leone. Che il Signore lo illumini, lo fortifichi, lo benedica, lo renda profeta di speranza in questo periodo così complesso, di grandi cambiamenti e drammaticamente toccato dalle guerre.
C. Preghiamo.
O Dio, che nel disegno della tua sapienza hai edificato la tua Chiesa sulla roccia di Pietro, capo del collegio apostolico, guarda e sostieni il Papa: tu che lo hai scelto come successore di Pietro, fa' che sia per il tuo popolo principio e fondamento visibile dell'unità nella fede e della comunione nella carità.
Per Cristo nostro Signore.
T. Amen.
Questa notte non è più notte davanti a te,
il buio come luce risplende!