Il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti linguistici (CLIRD) presenta:
la lingua romagnola.
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L’Istituto Friedrich Schürr è un’associazione culturale di promozione sociale che si è costituita nel 1996 con lo scopo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio dialettale romagnolo; non ha scopi di lucro e si fonda sul lavoro volontario dei soci. Ha sede a Santo Stefano, nella campagna ravennate, e conta oltre 600 soci: un successo straordinario i cui meriti vanno ascritti all’appoggio del Comune di Ravenna e all’attivismo di quei soci che dedicano tempo all’Associazione.
La Schürr persegue le proprie finalità diffondendo fra le persone la convinzione che la nostra vecchia lingua romagnola rappresenti tuttora un patrimonio insostituibile e inestimabile di cultura e di civiltà. Essa non si configura come un sottoprodotto volgare dell’italiano, bensì come un complesso di parlate, neolatine per origine, influenzate dalle parlate preesistenti la conquista romana e modificatesi per propria evoluzione in ambienti sociali chiusi, nonché per contatti con le lingue limitrofe e con quelle di quei “forestieri” che vennero a stabilirsi da padroni nel nostro paese.
L’Associazione prende il nome dal linguista austriaco Friedrich Schürr (Vienna 1888 - Costanza 1980) che a partire dagli anni ’10 del secolo scorso compì studi fondamentali sul nostro dialetto.
Lingua di una terra che va dal Mare Adriatico agli Appennini della Toscana
Il romagnolo (come sostanzialmente tutte le altre lingue d’Italia) discende dal latino, quello che parlava la popolazione senza istruzione secoli prima di Cristo, e che si è trasformato con il passare del tempo adattandosi anche a coloro che vennero con la forza e le armi a conquistare i territori portando culture diverse. È stata per secoli e secoli una lingua solo orale e ha subìto dopo i latini l’influenza di celti, longobardi e bizantini. Il contatto con tutte queste popolazioni straniere ha facilitato l’evoluzione della lingua giorno dopo giorno e l’adattamento della nostra parlata fino a diventare quella odierna. Era considerata la lingua degl’ignoranti che conoscevano solo il dialetto e non lo sapevano scrivere. Il primo scritto in dialetto risale al 1545 ed è una commedia per far divertire i ricchi. Nel 1900 abbiamo avuto poeti come Raffaello Baldini, Tonino Guerra, Aldo Spallicci, Sante Pedrelli e tanti altri che hanno scritto in dialetto. Oggi l’Unesco considera il romagnolo una lingua in pericolo, ma è ancora studiato da molti che lo parlano e lo scrivono. Vedi anche su Wikipedia.
A cura dell'Istituto Friedrich Schürr di Ravenna per la tutela del romagnolo.