La guerra
Il 10 giugno 1940 vi fu un’adunata in piazza Colonna per ascoltare l’atteso discorso del Duce, con il quale fu annunciata l’entrata in guerra dell’Italia. La reazione dei fascisti fu euforica, mentre per le madri e le mogli fu subito sgomento. Dopo quattro giorni, le sirene d’allarme squarciarono la notte al passaggio di aerei francesi 1, facendo sobbalzare la popolazione dal sonno.
L’amministrazione comunale
Nella situazione di stato di guerra, la titolarità del Comune restò in capo al Podestà Manetto Fabbroni fino al 1942 e, dopo le sue dimissioni, passò per i successivi due anni all’Ing. Vieri Bencini. Oltre a dare esecuzione alle disposizioni dello Stato, come le leggi razziali 2, venivano gestite questioni quali la distribuzione delle tessere annonarie per il razionamento del cibo.
Il conflitto alle porte
Dopo sonore sconfitte militari e perdite di vite umane, il 1943 fu un anno cruciale. Sia la notizia della caduta di Mussolini, che quella dell’armistizio, vennero accolte con giubilo anche a San Piero. Ma, paradossalmente, fu proprio allora che la guerra imperversò sul territorio, a causa degli scontri fra i tedeschi e le nuove forze con le quali l’Italia si era schierata.
I bombardamenti 3
Subito dopo iniziarono i bombardamenti aerei alleati, che si intensificarono con l’avvicinarsi del fronte. Nel 1944 furono bersagliati Piazza Colonna (1° agosto), Località Bandino (3 agosto), i dintorni della Villa Le Mozzete (20 agosto), Via Calimara (21 agosto), e il “Bobolino” di Villa Adami (23 agosto). Ingenti le perdite di vite umane.
Un paese deserto
Mentre la furia aerea dilagava, la popolazione trovava rifugi di fortuna in cantine, scannafossi, canaloni o altri anfratti. Da fine luglio del 1944 il paese sfollò in massa da coloni amici, al Convento del Bosco ai Frati e soprattutto dentro le mura della Fortezza di San Martino 4. Fra i pochi, rimasero in paese il Dr. Ettore Facibeni e il parroco Don Antonio Boschi, oltre al rappresentante dell’amministrazione, Vieri Bencini.
Appronfondimenti
1. Progetto di protezione antiaerea comunale, 10 giugno 1940
2. Ordine Questura deportazione e confisca beni a ebrei
3. Cronache bombardamenti fino al 9 settembre 1944, dai diari di alcuni cittadini
4. Testimonianze di sfollati nella Fortezza di San Martino
Didascalie immagini e documenti
1-2. Ordinanza del Podestà Manetto Fabbroni su misure protezione antiaerea, 10 giugno 1940
3. Nota Commissario prefettizio su obbligo segnalazione atti sabotaggio linee trasmittenti, 5 aprile 1944
4. Livio Bini, in divisa col padre prima della partenza per la Libia, San Piero a Sieve, 1940
5. Corrado Ricci militare a Messina
6. Corrado Ricci militare in Albania, 12 maggio 1943
7. Livio Bini militare nel deserto libico
8. Fortezza San Martino, interno, sotterranea lato San Piero a Sieve
9. Ingresso cantina Villa Adami
10. Dr. Ettore Facibeni
11. Nota parroco Lucigliano-Bosco ai Frati su suono campane in caso allarme