Adolfo Perugia è nato il 4 aprile del 1931. Adolfo è nato a Roma da genitori ebrei, ha 2 sorelle di cui una morirà nel 1940 a causa di una malattia. Nel 1937 padre si dichiarò antifascista e ciò influenzò molto la vita di Adolfo (perse la casa, non andò più a scuola). Adolfo all’età di 9 anni lavorerà in un magazzino dove dopo non molto tempo fu trovato dai fascisti, i quali menarono a sangue il direttore del magazzino che lo nascondeva.
Adolfo riesce a salvarsi e insieme a tutta la sua famiglia si rifugiarono a casa dei nonni fino a quando, un giorno il nonno avvisò tutta la famiglia che i fascisti stavano catturando gli ebrei. Adolfo scappò insieme ai cugini in un asilo ebraico, successivamente aderì al centro delle riforme comuniste. Adolfo venne incaricato all’inizio di portare le armi da una parte all’altra di Roma, in seguito di proteggere gli acquedotti a soli 13 anni. Dopo 10 giorni arrivarono gli americani che liberarono tutti.
Giulia Sermoneta è nata in una famiglia ebrea a Roma nel 1922. Quando nel 1938 furono introdotte in Italia le leggi razziali non potè più andare a scuola. Negli anni successivi tutti gli ebrei subirono molte restrizioni e la famiglia di Giulia nel 1943 si trasferì a Fiuggi. Solo dopo quindici giorni, il 15 ottobre, però, ritornarono tutti in città, per evitare una retata, ma il giorno dopo ci furono dei rastrellamenti a Roma e corsero un grandissimo rischio. Erano infatti in casa Giulia, sua mamma e lo zio Ugo quando bussarono alla porta alcuni soldati tedeschi, pronti a portarli via. Senza pensarci troppo, tutti e tre si lanciarono dalla finestra e si procurarono delle fratture. Furono accolti da un marmista vicino e poco dopo il padre di Giulia li portò alla clinica dei “Figli della Sapienza” dove furono curati. Le suore della clinica decisero di tenerli nascosti per ventotto giorni. Poi un amico dello zio di Giulia che possedeva un terreno sulla via Cassia chiese ai contadini di ospitare la famiglia Sermoneta. Fu una grande fortuna: Giulia e i suoi familiari furono muniti di documenti falsi e rimasero protetti in quella località fino alla Liberazione.
Giulia Sermoneta
La storia di Adolfo Perugia è unica nel suo genere. È tratta dal libro “Salvarsi” di Liliana Pucciotto. Il titolo di questa storia ci ha incuriosito fin da subito: "Essere partigiano a 13 anni". Come primo aspetto ci ha colpito appunto il fatto che Perugia a soli 13 anni si mette in gioco, rischiando la sua vita per trovarne un'altra, un nuovo inizio. Un'altra cosa che ci ha colpito è la solidarietà di Perugia che si unisce a quella del centro delle riforme comuniste, lottando per gli stessi ideali.
La testimonianza di Giulia Sermoneta aiuta a riflettere su un momento storico veramente drammatico in cui, per il solo fatto di essere ebrea, una persona veniva perseguitata. Migliaia, anzi milioni di uomini, donne, bambini sono stati vittime delle leggi razziali, deportati e uccisi nei campi di concentramento e il ricordo di tutto il male che è stato compiuto nei loro confronti non dovrà essere mai dimenticato. Per questo motivo è molto importante che chi è sopravvissuto a quelle barbarie continui a raccontare gli anni vissuti in quel periodo orribile ed è altrettanto importante che noi, che per fortuna non c'eravamo in quel periodo terribile, ci facciamo carico di tenere viva quella memoria, nel senso che, quando saranno morti tutti i testimoni, non dovrà morire con loro il ricordo della tragedia che il popolo ebraico ha dovuto sopportare nel ventesimo secolo.