La prima chiesa di Boffalora non venne inserita nel nucleo storico, ma fu costruita poco al di fuori di questo, come prevedevano le leggi del tempo, precisamente su uno dei punti più alti del paese, nei pressi dell'antica contrada per Mesero (ora via Trezzi e via Repubblica).
Il terreno per la costruzione della chiesa fu donato da tre nobili del casato Crivelli: Carlo di Mesero, Beltramino di Marcallo e Michele di Trecate.
Questa chiesetta, dedicata a Santa Maria della Neve, era proprio piccola: era lunga 28 braccia e larga 16, ossia 14,90 m x 9,52 m e venne consacrata l’11 maggio 1493.
Anche l'attuale chiesa parrocchiale è dedicata a Santa Maria della Neve, patrona di Boffalora. Si festeggia il 5 di agosto, perché l'origine del primo borgo di Boffalora è legato ai lavori per l'escavazione del Naviglio, che risalgono appunto al 5 agosto 1179.
LA VISITA DEL CARDINALE
L’ Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, durante la sua visita del 3 aprile 1570 trovò la chiesa un po’ piccola e quindi diede ordine di ampliarla; inoltre indicò altri lavori da eseguire, tra cui la decorazione e la realizzazione di alcuni dipinti. A ricordo della visita venne posta una lapide, ancora presente, su quella che fu la facciata della chiesa.
Così appariva la chiesa tra il 1570 e il 1581 dopo i lavori di ampliamento.
A= SACRESTIA
B = CASA PARROCCHIALE
C = CIMITERI
D = PILASTRO
E = BATTISTERO
Durante la visita del 27 ottobre 1604 il nuovo Arcivescovo di Milano, Federico Borromeo, vide che i lavori e gli affreschi proposti dal suo predecessore erano stati realizzati.
Gli stessi affreschi oggi sono esposti nel Battistero della Chiesa Parrocchiale: una Madonna col Bambino, papa Gregorio XIII e San Defendente.
Ecco la chiesa dopo il 1604:
A = LA TORRE CAMPANARIA
B = LA NUOVA SACRESTIA
C = L'ORATORIO
D = LA CAPPELLA DI SAN CARLO
E = IL CIMITERO
F = LA SCALA CHE CONDUCEVA AL NAVIGLIO
Affreschi dell'abside, ora abitazione privata.
Questo caseggiato faceva parte dell'antica chiesa e oratorio, ora abitazione privata situata in "Curta Neuva" (Corte Nuova) in via Repubblica, 13.
L'antica "Madonna delle Grazie", affresco tuttora visibile. Dipinto da un allievo di Bernanrdino Luini, l'affresco si trova all'interno della Corte (via Repubblica, 13) ed è oggetto di devozione popolare anche ai nostri giorni. La sua collocazione rispecchia la posizione originaria che aveva all'interno della chiesa: la parete laterale sinistra verso l'altare. Questa Madonna con Bambino è ora nominata "Madonna del parto".
La torre campanaria della prima chiesa, vista da via Repubblica.
Veduta dall'interno della torre campanaria. Sullo sfondo si scorge la chiesa nuova, consacrata nel 1794.