L’attuale chiesa di Boffalora si trova in piazza Giacomo Matteotti; anch'essa è dedicata a Santa Maria della Neve, patrona di Boffalora.
Si festeggia il 5 di agosto perché probabilmente i lavori di escavazione del Naviglio Grande iniziarono il 5 agosto del 1179, evento che determinò la nascita del borgo di Boffalora.
Queste sono tra le poche fotografie che mostrano la chiesa senza il pronao, la statua di Cristo e le rifiniture aggiunte ai primi del 1900.
Verso la fine del 1700 il numero degli abitanti di Boffalora era aumentato; si decise quindi di costruire una chiesa più grande.
Si legge nella "Cronistoria" della Parrocchia che il signor Giovanni Tosi, il conte Cesare Giulini e il possidente Antonio Vitali si prodigarono presso la Regia Camera di Milano per ottenere la concessione dello spazio per edificare il luogo di culto; in parte contribuirono anche alle spese di costruzione insieme alla popolazione.
Una parte del denaro necessario alla costruzione fu ricavata dalla vendita all'asta dei terreni e dello stabile della vecchia chiesa, che venne destinata ad abitazioni private.
Fu demolito un caseggiato e al suo posto sorse l'attuale chiesa parrocchiale. Ai lavori parteciparono molti abitanti, anche le donne, per trasportare il materiale del precedente fabbricato e la sabbia occorrente per la costruzione della nuova chiesa.
La prima pietra fu posta e benedetta il 29 aprile 1792. Dopo appena due anni la chiesa era finita e il 23 novembre 1794 veniva benedetta.
La nuova chiesa fu edificata seguendo il progetto di Giulio Gallieri, architetto della Fabbrica del Duomo di Milano, in stile neoclassico.
L’interno è un’aula perfettamente quadrata, divisa in tre navate e sormontata da una cupola semisferica che si appoggia su quattro colonne di granito rosa di Baveno martellinato.
Anche ai quattro angoli vi sono piccole cupole semisferiche.
Nei primi decenni del 1900 furono apportate delle modifiche alla facciata originale: venne collocata al centro una statua di Cristo e due simboli religiosi sopra i portali minori (una palma e un agnello). Fu aggiunto inoltre un piccolo pronao sostenuto da due colonne in granito rosa. Ecco come appare oggi:
•All’inizio del 1900 la chiesa venne abbellita per opera del pittore Gaetano Calcaterra di Cuggiono. Già dal 1821 alla Parrocchia era stata affidata la custodia, da parte della Pinacoteca di Brera, di due quadri di Giovanni Mauro Della Rovere, detto "Il Fiamminghino" (1575-1640), raffiguranti la vita di San Francesco e dipinti intorno al 1615. Questi quadri sono disposti sulle pareti laterali dell'abside.
L' approvazione della regola,
San Francesco tentato e Il Santo stigmatizzato
olio su tela, cm 343 x 490
San Francesco rinuncia agli averi
olio su tela, cm 343 x 490
Sulle navate, ai lati dell'altare, sono collocati altri due quadri: a sinistra, Cristo crocifisso con san Carlo e san Defendente, dipinto da Giovanni Battista de Advocatis.
A destra, Madonna col Bambino e monaco certosino orante. Dipinto donato col Ciborio dai Monaci della Certosa di Pavia.
La cupola, nel 1958, venne affrescata dal pittore Giovanni Garavaglia di Ossona: raffigura Mosè che riceve da Dio le tavole della legge.
L'affresco in fondo all'abside raffigura "Gesù Maestro", mentre ai lati della cupola sono dipinti quattro profeti: Geremia, Isaia, Daniele, Ezechiele.
Sulla vetrata in alto a destra è raffigurata "L'Annunciazione", sul lato opposto "La cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre".
Qualche anno dopo venne affrescata la volta centrale dal pittore Fra' Ernesto Bergagna, della scuola del Beato Angelico di Milano. L’affresco rappresenta “Il trionfo di Maria Santissima, Regina del mondo, sopra i cori degli angeli”. Completano la scena i quattro evangelisti.
Appena entrati in chiesa, sulla navata di sinistra, c’è il vecchio battistero affrescato dal pittore già citato Fra' Ernesto Bergagna: rappresenta il battesimo di Gesù.
All'interno del Battistero sono esposti degli affreschi seicenteschi, recuperati nella prima chiesa di Boffalora (1493). Si tratta di una Madonna col Bambino, papa Gregorio XIII e San Defendente. Tali affreschi sono stati realizzati per volere dell' Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, il quale venne in visita a Boffalora il 3 aprile 1570.
In quell'occasione trovò la chiesa un po’ piccola e spoglia, così ne indicò l'ampliamento e suggerì alcuni lavori di abbellimento.
Sempre a sinistra, nella cappella del Sacro Cuore, è esposto un crocifisso ligneo.
In questa cappella si allestisce ogni anno un presepe in occasione del Natale.
È un vero capolavoro al quale contribuiscono alcuni artisti di Boffalora. Si tratta di un presepio caratterizzato da statuine in movimento e da luci che si alternano nei vari momenti della giornata, realizzato grazie all'ingegno del signor Mario Crotti, detto "Chichina", che ideò quest'opera nel 1950 su invito dell'allora parroco don Luigi Franchi. Con grande maestria vennero progettati dei modellini, dapprima in cartone e poi in legno, che venivano ogni anno modificati e migliorati. Molte statuine sono lavorate a mano e provengono dalla Val Gardena. Negli anni Ottanta, per volere del parroco don Marco Longhi, fu rinnovato lo scenario del fondale e fu creato un allestimento che richiamasse la grotta della natività di Betlemme.
https://www.youtube.com/watch?v=U4PQ8tv41YM ( Video del Presepe in movimento)
Nella navata di destra c’è l’altare della Madonna. Una scultura in legno dorato rappresenta Maria con il Bambino. In occasione della festa patronale la Vergine viene portata in processione sul Naviglio sopra il “Barchett", partendo da Bernate .
Nel 1983 sono stati rifatti, in granito rosa di Baveno, l'ambone e l'altare.
Negli anni Novanta le pareti della chiesa sono state arricchite da gruppi lignei, realizzati nel laboratorio di Conrad Moroder di Ortisei, che rappresentano le stazioni della "Via Crucis".
Il campanile
Il caratteristico campanile "a cipolla" , coperto con lastre di rame, compare anche in molti dipinti di epoca risorgimentale che evidenziano gli scontri del 1859, in quanto esso fu un punto strategico fondamentale: da qui infatti il parroco dell'epoca, Francesco Maria Bodio, descrisse accuratamente ciò che poteva vedere durante la Battaglia di Boffalora, annotazioni ancora oggi presenti nel Chronicon parrocchiale.