Nella prestigiosa cornice del giardino e del palazzo Ravaschieri di Chiavari (sede della Società Economica), patrocinata dall'Amministrazione Comunale, lo scorso 19 giugno, è stata inaugurata nella città del Tigullio dove ella da tanto tempo risiede, la mostra antologica di Augusta Tassisto, agnolese doc, proseguita con grande successo di pubblico e di critica fino al 2 luglio. Un meritato riconoscimento all'artista, protagonista di una luminosa carriera come maestra nell'incisione e di altre tecniche artistiche. Impossibile non ricordare qui l'evento che tanto lustro conferisce anche al nostro borgo! Augusta tra l'altro ha ribadito le sue origini agnolesi in diverse circostanze: durante la conferenza stampa e con gli operatori delle televisioni che l'hanno intervistata, durante la presentazione della mostra, riconoscendo al paesello natio un ruolo specifico anche nella formazione della sua poetica, e quando ha preteso che nella sua biografia fosse scritto che era nata ad Agnola anziché indicare più genericamente, come si fa di solito, il Comune di cui Agnola fa parte, Carro.
un momento del discorso di Augusta
Al vernissage la pittrice è intervenuta con parole semplici e molto vere, a tratti commoventi, di quelle che arrivano dritte al cuore, ricordando proprio gli inizi non proprio facili e scontati della sua carriera, nella realtà rurale nella quale era nata e in quel contesto storico (anni 50), citando la signora Graziella di Agnola (presente in sala) che credendo in lei e intuendone il talento per prima le comprava i colori per dipingere e mediava con la famiglia perché la mandassero in collegio a Chiavari per studiare all'Istituto d'arte.
Il dipinto dedicato ad Angela
Una consistente panoramica della produzione dell'artista (incisioni, tempere, olio, matite colorate) ben oltre quella presentata nelle sale della mostra, è stata inserita nell'ampio e bellissimo catalogo, intitolato come la personale chiavarese, "Trame di Luce", e al quale rimando. Un bel regalo che Chiavari, sovvenzionandolo integralmente, ha (doverosamente) elargito all'illustra cittadina d'elezione, ghiotto repertorio per i suoi estimatori ma soprattutto luogo nel quale le è stato permesso di mettere tutto il suo mondo. E quindi Agnola, presentata anche in una rara fotografia in cui campeggiano le rigogliose vigne del podere Diamanti oggi totalmente in abbandono, e i ritratti dei suoi genitori ripetutamente dipinti e di altri "vecchi" storici della vallata.
Nell'autobiografia acclusa al volume, Augusta esordisce dichiarando senza alcuna remora, anzi quasi con ostentazione, la sua origine contadina, del resto preziosa perché le ha insegnato, "la manualità, l'osservazione e la conoscenza della natura" che diventerà il modello della sua arte, ma che le ha consentito anche di apprendere solidi e non meno importanti valori; nel tono schivo di Augusta questo riferimento ai genitori suona come un concessivo ("Se pur nella semplicità vengo da loro educata a principi religiosi e umani" ) : questa umiltà le fa onore ma mi permetto di dire, anzi: forse proprio per questo. Eh sì, cara Augusta, delle nostre origini contadine non abbiamo che da esserne fieri!