Uno dei luoghi più suggestivi che si incontrano andando per il sentiero 627-C è la Morsa, laghetto non naturale ma frutto e particolarissimo esemplare di ingegneria idraulica risalente probabilmente a fine ottocento/inizio novecento per deviare il corso dell'acqua al fine di convogliarla nel canale di aduzione del mulino (in dialetto "beo") che si trova più a valle di circa 300 metri. L'opera umana ha quindi creato questo delizioso laghetto, in cui l'acqua in alcuni punti raggiunge una discreta profondità. Particolarità del sito è poi la presenza di un'acacia rovesciata, con il fusto in orizzontale che taglia proprio in due lo specchio d'acqua facendole assumere un aspetto esotico (da jungla). A prima vista si potrebbe pensare ad una pianta caduta che non è stata rimossa ma invece la pianta è viva e vegeta, con le fronde, che svettono verso il cielo.