L' importanza del SIC Rio Agnola (sito n. IT1343425) deriva principalmente dalla presenza di diversi invertebrati protetti dalle norme comunitarie e in particolare dell’ Ululone dal ventre giallo, anfibio endogeno.
L’ululone appenninico (Bombina pachypus) è un piccolo anfibio dal corpo appiattito che supera raramente i 5 cm di lunghezza. Il dorso è verrucoso, ma la sua caratteristica principale la si riscontra nel ventre di colore giallo brillante con marcature blu-grigie o nerastre. Un comportamento particolare e curioso dell’ululone è quello con cui cerca di difendersi dai predatori. In caso di pericolo solleva le zampe posteriori e anteriori mettendo in risalto la colorazione gialla delle sue parti inferiori. I colori giallo, arancione e rosso sono spesso colori di avvertimento associati alla produzione di sostanze tossiche e gli ululoni, come altri anfibi, possiedono sulla cute ghiandole che producono sostanze urticanti.
L’Ululone appenninico è attivo da aprile a ottobre mentre durante il tardo autunno e l’inverno sverna nel terreno o sotto le pietre ricoperte di vegetazione, solitamente a breve distanza dall’ambiente acquatico frequentato.
Le popolazioni di ululone dal ventre giallo in Europa sembrano essere in forte regresso; in gran parte d’Italia ha conosciuto negli ultimi anni un diffuso e generalizzato declino. I principali fattori di rischio che minacciano la specie sono riconducibili all’alterazione o distruzione degli habitat riproduttivi.
In Liguria si è ben adattato nel corso dei decenni alle modifiche imposte al territorio dalle attività agricole e pastorali tradizionali. Ha colonizzato infatti gli ambienti umidi realizzati dall’uomo come abbeveratoi, vasche, pozze interrate, cisterne, canali e fossi: ambienti artificiali o seminatura mantenuti nel tempo con modalità tradizionali spesso poco invasive ma oggi, a livello regionale, è da considerarsi come specie in pericolo di estinzione. La presenza dell’ululone nell’Appennino Ligure infatti è limitata alla ristretta area “Pera – Valico Foce – Valico Mola” e in poche altre aree circostanti.
Ad Agnola l'ululone è stato da sempre una presenza costante nelle varie pozze presenti intono all'abitato, ma anche qui sta scomparendo a seguito dell’abbandono delle pratiche agricole tradizionali, e la conseguente perdita degli habitat riproduttivi che costituiscono la principale causa della diminuzione della presenza di questo piccolo anfibio nel territorio.
In quest’ottica, il Parco di Montemarcello Magra-Vara (dei cui studi mi sono avvalsa per compilare questo contributo) negli anni scorsi ha portato avanti un progetto per il recupero e la costruzione di nuove raccolte d’acqua integrate nel paesaggio tradizionale: le pozze infatti costituiscono elementi fondamentali per la conservazione della biodiversità, del patrimonio storico-culturale locale, della qualità dell’ambiente, facilitano lo svolgimento delle attività agricole e concorrono al consolidamento della vocazione turistica del territorio. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, ha coinvolto anche il nostro paese con un intervento di ripristino di alcune pozze collocate nella proprietà Franceschini; le pozze sono state ripopolate e monitorate per alcune stagioni.