Stato liberale
Con l'espressione Stato liberale s'intende una forma di Stato che si pone come obiettivo la tutela delle libertà e diritti inviolabili dei cittadini, attraverso una Carta Costituzionale che riconosce e garantisce i diritti fondamentali e sottopone la sovranità dello Stato ad una ripartizione dei poteri. Essa si è instaurata in Inghilterra con la Gloriosa Rivoluzione, in USA e Francia in seguito alle rispettive rivoluzioni settecentesche, e nel resto d'Europa con le rivoluzioni liberali che hanno luogo nella prima metà del XIX secolo.
Dal punto di vista della forma di governo, storicamente esso è finito per coincidere con la monarchia costituzionale o con la repubblica.
Caratteristiche
Il carattere principale è il non interventismo da parte dello stato in ambito sociale ed economico, in modo tale che domanda e offerta, non siano influenzate dallo stato.
Lo Stato liberale si differenzia nella legittimazione del potere tanto dalla democrazia che dall'assolutismo monarchico: la sovranità non proviene dall'investitura divina come nella monarchia assoluta, né dal popolo (come nella democrazia), ma dalla nazione.
La separazione dei poteri è piuttosto netta e ciò è uno dei caratteri fondamentali dello Stato.
Storicamente, la costituzione si configura come un documento concesso dal Re, il quale poneva fine ai moti liberali e, cosa ancora più importante, delimitava il proprio potere (questa era la funzione peculiare della Costituzione, anche se in modi e limiti a lui più congeniali, quindi senza mai sfociare in una reale democrazia). La carta costituzionale dello Stato liberale presenta allora due caratteri distintivi:
Un esempio di questo genere di costituzione è lo Statuto Albertino italiano.
Le funzioni dello Stato liberale sono limitate a compiti di difesa e ordine pubblico: l'intervento in economia è volto e limitato a garantire che i soggetti economici si muovano ed operino secondo la legge di mercato (dottrina economica del laissez faire o liberismo).
Un'importante precisazione va fatta per quanto riguarda l'impianto etico dello Stato Liberale: esso, infatti, è intrinsecamente laico, in virtù della separazione delle sfere di influenza tra potere pubblico e forme di religione organizzata (es.: "Libera Chiesa in Libero Stato" fu un celebre motto attribuito a Cavour, non a caso annoverato tra i principali ispiratori del liberalismo).
Nello Stato Liberale gli individui sono liberi di portare avanti una condotta di vita ispirata ai principi dell'autonomia, etica e spirituale.
Passaggio dallo Stato liberale allo Stato democratico
Lo Stato liberale si trasforma in molti paesi in Stato democratico attraverso un processo graduale, tramite interventi legislativi e revisioni costituzionali con l'allargamento del suffragio e il passaggio del potere esecutivo nelle mani di un Primo Ministro legato con un rapporto di fiducia al Parlamento.
In alcuni casi, la naturale evoluzione è realizzata anche per mezzo di convenzioni e consuetudini costituzionali (Inghilterra); in altri paesi (Francia) la resistenza delle classi dominanti, sostenitrici dell'ideologia liberale e restie rispetto ad un'apertura in senso democratico, porta a scontri violenti e alla repressione. Gli Stati Uniti d'America costituiscono un caso a parte, in cui gli ostacoli alla nascita della democrazia sono di ordine ben diverso da quelli dei paesi europei: più che una lotta tra classi sociali, gli USA dovranno riuscire ad includere nel sistema politico gruppi discriminati come gli afroamericani e gli indiani d'America.
Altri paesi, infine, passeranno dal liberalismo alla democrazia solo dopo aver attraversato una fase autoritaria: è il caso di Germania, Italia, Spagna e Russia.
Stato democratico
Lo Stato democratico si caratterizza per il fatto che la sovranità appartiene al popolo (art. 1 Cost.) che la esercita attraverso delle libere elezioni che si tengono periodicamente e alle quali partecipano tutti i cittadini adulti (suffragio universale – art. 48 Cost.).
Un altro aspetto che contraddistingue lo Stato democratico è il pluralismo politico, cioè un sistema che si fonda sulla pluralità dei partiti, e cioè sulla libertà per i cittadini di esprimere liberamente le proprie idee e di organizzarsi ed associarsi senza impedimenti in gruppi o forze politiche (i partiti), attraverso i quali concorrere alla scelta degli indirizzi politici generali del Paese (art. 49 Cost.).
Infine lo Stato democratico è uno stato di diritto, cioè in esso i governanti (e i governati) sono sottoposti alla legge, esercitano i propri poteri in base a ciò che è stabilito in essa e se non la rispettano possono essere sottoposti a un processo. La legge fondamentale dello stato di diritto è la costituzione.