Con l’art. 103 del Decreto Rilancio è stata introdotta una procedura volta a regolarizzare il lavoro in nero svolto dagli stranieri impiegati in tre specifici settori. I lavoratori attivi nel settore dell’assistenza alla persona, dell’agricoltura e del lavoro domestico potranno vedere regolarizzato il loro lavoro senza incorrere in sanzioni. Il lavoro in nero è un fenomeno piuttosto diffuso in Italia e che ha delle conseguenze negative sia per le casse dello Stato – con il lavoro in nero si evita il pagamento delle tasse – sia per i lavoratori, che non possono contare su alcun tipo di copertura e di diritti.
Con il Decreto Rilancio è stata introdotta una specifica procedura che consente di regolarizzare i lavoratori in nero senza sanzioni. Normalmente sono previste delle sanzioni sia per il datore di lavoro, sia per il lavoratore che decide di operare senza un contratto regolare. L’art. 103 di questo decreto ha invece lo scopo di far emergere il lavoro in nero, dando la possibilità agli extracomunitari di ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro valido sei mesi.
I datori di lavoro e coloro che stanno svolgendo attività professionale irregolare possono rivolgersi all’Avv. Iacopo Maria Pitorri, un noto esperto di diritto e immigrazione ed autore di questa pubblicazione. In questo modo si potrà contare su un supporto legale professionale e ci si potrà far aiutare per sfruttare questa opportunità di regolarizzare il lavoro in nero senza sanzioni.
Requisiti e scadenze per la domanda di emersione
Non tutti gli extracomunitari potranno accedere a questa procedura, sono stati stabiliti infatti alcuni requisiti indispensabili che dovranno essere rispettati. Si potrà fare domanda di regolarizzazione per gli stranieri con permesso di soggiorno scaduto dopo il 31 ottobre 2019 e non rinnovato, oppure rinnovato per motivi diversi dall’attività professionale. Vedi anche: Avvocato Pitorri Roma Youtube.
Si potrà fare domanda anche per i cittadini stranieri in Italia da prima dell’8 marzo 2020. In questo caso si dovranno avere delle prove che attestino la reale presenza degli extracomunitari in Italia prima dell’inizio del lockdown.
Per quanto riguarda le tempistiche, le domande potranno essere presentate a partire dal 1 giugno 2020 e fino al 15 luglio 2020. Per i lavoratori italiani in nero e per i lavoratori in nero provenienti da paesi dell’Unione Europea la domanda dovrà essere presentata direttamente all’Inps, mentre ci si dovrà rivolgere allo sportello immigrazione per la regolarizzazione di lavoratori provenienti da paesi extra-UE. Per ciascun lavoratore è previsto il pagamento forfettario di 500 euro, che ha scopo sia contributivo che retributivo.