Archivio pagine‎ > ‎

Lo sviluppo delle competenze musicali nel bambino da 0 a 36 mesi

Il corso di aggiornamento è promosso dall’Istituto Musicale “C. Marenco” di Ceva e dalla Fondazione Fossano Musica e si rivolge agli educatori che operano nella fascia d’età 0-36 mesi. 
La prima infanzia –  in particolar modo i primi diciotto mesi di vita del bambino –  è considerata dai ricercatori una finestra di apprendimento irripetibile. In questo periodo il bambino apprende la musica come il linguaggio: ascoltando cantare, tentando di imitare chi canta, assimilando poco alla volta nuove competenze. Come guidare il bambino in questo percorso? 
La musica fa parte della vita del bambino fin dalla gestazione, ma dagli adulti viene spesso considerata e utilizzata più come strumento per apprendere, piuttosto che come area di sviluppo a sé stante in cui sviluppare specifiche competenze. 
Chi lavora in ambito educativo utilizza pertanto la musica come canale per esprimere le emozioni, come strumento attraverso cui acquisire competenze linguistiche, motorie, spaziali, per sottolineare le regole del vivere quotidiano, per scandire l’organizzazione temporale della vita quotidiana, ecc. In tutte queste attività la musica – sotto forma di canzoncine e filastrocche – è uno strumento educativo importantissimo, ma volto principalmente a sviluppare competenze in ambiti differenti da quello musicale. Per fare un esempio pratico al termine di una canzoncina sugli animali la competenza da verificare è se il bambino sa nominare e riconoscere i diversi animali, e non se la canzoncina è eseguita con intonazione corretta. 

Lo sviluppo musicale del bambino viene spesso sottovalutato, e ciò accade principalmente per due motivi. 
Il primo è il pregiudizio ancora diffusissimo che le competenze musicali dipendano da un particolare talento. 
Gli studi scientifici, in particolare quelli sull’apprendimento musicale condotti dal ricercatore statunitense Edwin Gordon, dimostrano che la maggior parte dei bambini possiede un’attitudine musicale nella media, e solo una percentuale minima la possiede al di sopra o al di sotto di tale media. 
Inoltre l’attitudine musicale non è univoca, ma si distingue in attitudine ritmica e attitudine tonale (relativa alla componente melodica della musica). Sono rarissimi i casi in cui il bambino manifesta attitudini entrambe sopra o sotto la media. Quasi sempre ogni bambino ne possiede una più elevata e una meno, di solito entrambe intorno alla media.  
Se guidato nel percorso di sviluppo, ogni bambino può sviluppare entrambe le attitudini, ritmica e tonale. 
Il secondo motivo risiede nel ritenere il bambino molto piccolo capace soltanto di essere ascoltatore passivo, e non produttore attivo di fenomeni musicali. 
Invece il bambino già dai primi mesi di vita produce suoni con la propria voce, che rivestono un’importanza fondamentale per lo sviluppo delle sue attitudini musicali. Si tratta di suoni, vocalizzazioni, libere esplorazioni del proprio range vocale. 
Quando si chiede a un bambino di cantare con le parole in un’età in cui sta apprendendo il linguaggio il bambino opera involontariamente una scelta: riprodurre le parole o riprodurre la melodia. La sua attenzione infatti si focalizza maggiormente su uno dei due elementi. L’intonazione è quindi spesso non accurata, ma non dipende dalle effettive capacità vocali del bambino. Non è troppo piccolo per cantare in modo intonato: è troppo piccolo per riprodurre accuratamente e simultaneamente sia il testo che la melodia e il ritmo di una canzone. 

Vale la pena pertanto dedicare un momento – anche breve – della giornata del bambino alla musica fine a se stessa. 
L’importanza dello sviluppo musicale del bambino risiede in molteplici ragioni. Innanzitutto quella musicale è un’intelligenza specifica dell’individuo e in quanto tale andrebbe sviluppata. 
In secondo luogo il bambino nella primissima infanzia non è ancora in grado di esprimere tutte le sfumature delle proprie emozioni attraverso il linguaggio parlato, di cui non possiede ancora un vocabolario completo. Ma è in grado di esprimersi attraverso altri canali: il movimento del corpo, l’espressione mimico facciale e il tono della propria voce. Lo sviluppo delle competenze musicali gli permette di usare la voce in tutte le sue possibilità. Tono della voce è un’espressione di uso comune che indica una serie di parametri musicali: altezza della voce, variazione dell’altezza della voce, intensità, velocità, timbro. Sono queste componenti che rendono la voce espressiva, e sono componenti fondamentali per il bambino molto piccolo che esprime molto di sé attraverso questi parametri.

OBIETTIVI SPECIFICI DEL CORSO:
1) fornire agli educatori le conoscenze di base su come il bambino apprende la musica;
2) guidare gli educatori nel prender consapevolezza dell’importanza della qualità della propria voce, che deve essere un buon modello per i bambini che apprendono imitando;
3) fornire esempi pratici su come relazionarsi musicalmente con i bambini;

MODALITA’ DI SVOLGIMENTO:
Il corso prevede un numero di 7 incontri a cadenza mensile, di due ore ciascuno, per un totale di 14 ore. 
Si svolgerà presso i locali del Civico Istituto Musicale “C. Marenco” di Ceva con orario 19.30 –  21.30. 
Il corso comincerà martedì 1 dicembre. Il calendario dei restanti  6 incontri verrà comunicato durante il primo incontro. 

COSTI
Il costo del corso è di €uro 80,00 per ogni educatore a cui va sommata la quota di iscrizione di €uro 50,00 per i residenti in Ceva, altrimenti di €uro 100,00  per i non residenti.


PRIMA LEZIONE: Martedì 1° dicembre ore 19.30

Ċ
Antonio De Crudis,
1 dic 2015, 01:17
Comments