Il programma di oggi ci porterà, tutti insieme, nel sud dell'isola di Malta. Da Sliema raggiungiamo La Valletta giusto solo per prendere uno dei bus delle linee 81 o 85. Lungo il percorso, io e Fausto saltiamo giù per vedere dei templi.
Situati nell'omonima località, i Templi di Tarxien rappresentano la più alta espressione della cultura megalitica dell'età del Rame. Furono individuati per caso da un contadino, il cui aratro incappava frequentemente in massi di grandi dimensioni. Themistocles Zammit, padre dell'archeologia maltese, intuito il valore della scoperta, diede il via alle opere di scavo che proseguirono fino al 1956, quando le parti scolpite e gli oggetti di culto vennero trasportati al Museo Archeologico di La Valletta e rimpiazzati con copie esatte, collocate negli stessi luoghi del ritrovamento. Il sito consta di tre templi costruiti in epoche successive tra il 3.000 e il 2.500 a.C. nell'ultima fase dell'età del Rame, detta appunto Tarxien. Nel Terzo Tempio, dall'entrata con maestoso trilite e sale con pianta a trifoglio, si notano tra l'altro i resti di una statua imponente (oltre m. 2,5 di altezza) che rappresenta una dea della fertilità con gonna a pieghe e basamento ornato da uova e dardi. Il Secondo Tempio è costituito da tre sale ovali, unico esempio tra i templi maltesi. Il Primo Tempio, il più antico dei tre, è costituito da due absidi ovali, non decorati da alcuna scultura o bassorilievo, ma finemente lavorati con grandi conci di pietra accuratamente disposti. A est del complesso si notano delle rovine, forse di un tempio antico, i cui resti rimangono tuttavia indecifrabili. Sparse per tutto il sito sono varie pietre sferiche, impiegate per movimentare i megaliti, ma probabilmente anche di un significato magico o rituale. La cultura successiva dell'età del Bronzo, nel II millennio a.C., ha usato tutto il complesso di culto come luogo sepolcrale, ignorando le ritualità dei predecessori, come testimonia il ritrovamento di numerose urne cinerarie risalenti al periodo.
Ripreso il bus, stesse linee, raggiungiamo il resto del gruppo in un suggestivo porto.
Situato nell'insenatura più a nord dell'omonima baia, deve il suo nome arabo "porto di scirocco" al vento caldo che lo raggiunge da sud-est. Nelle sue acque comincia la storia europea e cristiana di Malta, quando nel 1565, per più di tre mesi, le galee turche di Solimano II cinsero d'assedio l'isola, mentre i Cavalieri si difendevano alla guida del Gran Maestro Jean de La Valette. Centinaia di barche multicolori compongono la flotta da pesca che ciondola all'ormeggio: sono i luzzus e i dgħajjes, coi loro grandi occhi di Iside scolpiti a prua. Il centro abitato - con la chiesa Nostra Signora di Pompei (1892) - è allineato lungo l'arco del fronte mare, ornato da un filare di oleandri.
Contenti dei nostri acquisti al mercatino, gustiamo poi uno squisito pranzo con spaghetti allo scoglio, spaghetti alle vongole e, ah si, un'insalatina greca.
Posto sul piccolo promontorio che separa Pretty Bay da St. George's Bay, all'interno della più ampia Marsaxlokk Bay, con all'orizzonte il recente Freeport. La chiesa di St. George venne costruita dai Cavalieri nel 1683 sui resti di una cappella medievale; è l'unico esempio di chiesa fortificata lungo la costa. L'accesso avveniva da un ponte levatoio; durante le ormeggiate in rada, gli equipaggi venivano qui a pregare prima di una navigazione.
Piuttosto che scendere dal bus nei pressi dei nostri alberghi, optiamo per una fermata anticipata al ferry di Sliema, così che possiamo gustarci, granita di limone alla mano, il tratto di lungomare con vista su La Valletta. Non esistono quasi più tracce visive delle fortificazioni, eppure era questo il luogo di difesa del fronte nord del Marsamxett Harbour. Sulla Dragut Point, l'estremità della penisola rivolta verso La Valletta, sorge Fort Tigné: durante l'assedio turco del 1565 trovò qui la morte il pirata mercenario Dragut Rais, sbarcato con 15 navi e 1.500 uomini per dare manforte a Solimano il Magnifico; coi suoi 15 cannoni, fece fuoco sulle navi di Napoleone nel 1798; l'anno successivo gli inglesi lo usarono per bombardare La Valletta e dominare Malta per oltre un secolo e mezzo.
Per la cena ci dividiamo, così che finisco con Fausto al Fortizza. A seguire, passeggiata lungomare fino a St. Julian's e ritorno.