Il barchetto di Modena dicono alcuni che sia stato il primo colombo viaggiatore. E' tradizione che alcuni capitani di ventura emiliani, romagnoli e lombardi, ai servigi di Lodrisio Visconti, di Giovanni Marchese di Monferrato, d' Obbizzo Marchese d' Este. di Martino della Scala, d' Ostasio da Polenta e di Taddeo dei Pepoli, portassero seco nelle scorrerie per l' Italia, insieme ad un lungo codazzo di bravi, di meretrici, di armenti, di cavalli e di cani, un certo numero di colombi coi quali potevano, in gravi evenienze, corrispondere fra loro. Si fu forse da tale costume che trasse origine il nome di triganieri dato agli allevatori di colombi nell' Emilia e nella Romagna ; nè io sarei alieno dal ritenere, per quanto persone in materia competentissime diano una differente versione, che l' altro nome di gioco della guerra col quale i modenesi indicano le giostre dei colombi nell' aria, abbia col precedente uno stesso rapporto. Che i triganieri fossero, nei tempi passati, persone tutt' altro che rispettabili, ce lo affermano gli stessi scrittori modenesi. Il Tassoni, sui primi del secolo XVII, scriveva di loro così :
« Nulla risponde e contro i ravennati
Tommasin a quel dir stringe gli sproni
Con una compagnia di scapigliati
Dediti al gioco e a far volar piccioni
Che Triganieri fur cognominati;
Nemici natural dei bacchettoni,
Gente che il ciel avea posto in oblio
E l' appetito sol tenea per Dio ».
A quest' ottava che non fa, per dir vero, un gran bel quadro delle qualità dei triganieri, trovasi la seguente nota molto temperante : « Triganieri sono in Modena due fazioni ; ma si dicono ancora alcuni scapigliati oziosi, che non sapendo che farsi, si danno a far volare i colombi, che essi chiamano trigani, e li avvezzano non solamente a condurre alle loro colombaie dei colombi forestieri, ma anche a portare lettere da un luogo all' altro. »
Qualunque si sia l' opinione del chiosatore, è indubitato che l' esistenza di due diverse fazioni ci dice chiaramente non trattarsi di riunioni di pacifici borghesi, ma di gente d' armi associate in compagnia di ventura. I triganieri fannulloni, epicurei, cortigiani coi ricchi, prepotenti coi poveri, costituivano pericolose associazioni di gente senza fede e senza bandiera. E tali si conservavano ancora sul cadere del secolo XVI. Ma dal secolo XVII incomincia una, radicale trasformazione di queste compagnie, trasformazione che si compie del tutto nel XVIII. La passione dell' allevamento dei colombi diminuisce nelle classi inferiori e si fa strada nel ceto commerciale e nell' aristocrazia; il far volare passa un po' d' uso ed incomincia invece la lunga serie di studi per la fabbricazione dei colori onde decorare la razza paesana favorita delle più rare, più splendide e più complicate livree. Si fu allora che i triganini decaddero per sempre come viaggiatori, divenendo però la più bella e la più variopinta razza di colombi europei. Purtuttavia, sin oltre la metà del decorso secolo, le città dell' Emilia continuarono ad allevare trigani servendosene per piccoli viaggi. Narra l' amico mio Piero Manzini, in quel suo opuscoletto edito ad Ancona nel 1888, che avanti l' introduzione del telegrafo l' estrazione del lotto veniva portata a Modena, a Reggio ed a Massa, dai colombi triganini lanciati da quella di queste tre città nella quale effettuavasi per turno l'estrazione. « La cosa avveniva in questo modo: siccome non vi era allora la ferrovia, così un giornaliero da Modena a Reggio e viceversa portava il sabato mattina una cesta con dei piccioni. Dopo l' estrazione, che succedeva a mezzogiorno nel palazzo a ciò destinato, veniva attaccata al collo di ciascun piccione una cartolina coi cinque numeri estratti e poscia si lasciavano in libertà; in tal guisa in meno di un quarto d' ora erano nelle loro colombaie dove vi si trovavano gli incaricati ad aspettarli per ricevere l' estrazione sortita da esporsi dai negozi del lotto della città ». Avanti l' annessione dei ducati all' Italia gli emigrati emiliani che abitavano la Toscana o il Piemonte si servirono di colombi del loro paese per corrispondere colle famiglie e colle associazioni liberali. Scoperta tale astuzia dalla polizia parmense venne decretata la distruzione dei colombai appartenenti ai più noti patrioti, e l'uccisione degli alati messaggeri. Sul cadere dell' anno 1877 il campo colombofilo era diviso in due diversi partiti : il primo patrocinava ancora la causa dei colombi barchetti o trigani, l' altro consigliava di sostituirli coi colombi viaggiatori fiamminghi, da poco tempo introdotti in Italia. Manzini, uno dei fondatori della Società Colombofila Fiorentina, scriveva nel dicembre 1877 sul periodico La vita di campagna, che i colombi triganini avevano servito fino dai tempi del triunviro Antonio quali portamessaggi, e che quindi non si doveva nè si poteva gabellare per invenzione estera la posta dei piccioni, che era invece un' antica usanza nazionale. Replicava all' articolo del Manzini su quello stesso periodico nel febbraio 1878 il cav. Giambattista Sella, distinto avicultore del Piemonte: « Non sono poi di opinione (egli scriveva) che il triganino o barchetto possa prendere posto fra i messaggeri, sebbene in antico abbia forse servito a tale uso, perchè le forme di quello sono in perfetta contraddizione colle forme del vero messaggero generalmente riconosciuto dalle società colombofile : ciò sia detto senza togliere, alcun altro merito al triganino che può vantarsi di essere fra le razze le più distinte, quantunque non la più distinta ».
« Dalle esperienze da me fatte, risulta che i messaggeri del Belgio in concorrenza coi trigagini percorrono nello stesso spazio di tempo il doppio e più di distanza ed hanno l' istinto della direzione di gran lunga superiore». All' epoca della fondazione della prima colombaia militare in Italia, sembra che si avesse ancora una certa fiducia nelle buone qualità dei piccioni modenesi come viaggiatori. Nel 1878 il Panaro di Modena annunciava che il colonnello comandante il 12° artiglieria di guarnigione in Ancona, coadiuvato dal furiere Malagoli faceva allevare gazzi di Modena per gli usi di guerra. Tal fatto si trova confermato nel bel libro dello stesso Malagoli, I colombi, edito dal Loescher nel 1887. — A pag. 217, racconta l' autore, che avendo provato nell' anno 1878, presso il colombaio militare di Ancona tre gruppi di colombi, uno di barchetti, l' altro di stettini, il terzo di torraioli, nella proporzione di circa 20 per gruppo, i triganini tutti si dispersero a 59 chilom., gli stettini a 91 chilom., e dei torraioli, a 114 chilometri, non glie ne rimase che uno. Il Corriere di Taranto, nello stesso anno 1878, narrava la visita fatta, da un suo redattore alla grande colombaia del sig. Gustavo Borsi, capitano nel 25° fanteria di linea, che allora allevava certi colombi messaggeri da lui ottenuti coll' incrociamento di un gazzo-uccello colla colomba di Germania, i quali percorrevano abitualmente la distanza fra Torre Annunziata e Napoli, cioè circa 20 chilometri, in soli sedici minuti. La prima Società, Colombofila Fiorentina, sorta in Firenze nel 1878, fece provare dal direttore tecnico Pietro Manzini la razza triganina nella propria colombaia di via degli Strozzi, ma sei mesi dopo, riusciti negativi gli esperimenti, l'abbandonava del tutto, sostituendola coi piccioni viaggiatori del Belgio. — Io ricordo che questa sfortunata prova dette origine a qualche scherzo per parte di taluni burloni ; un sonetto in vernacolo comparso in quei giorni, terminava così:
« Bucinan che ci sian degli avvocati,
Mi potesse vienire un accidente,
S' in' fra un mese e piccioni è un son pelati! »
L' origine dei colombi barchetti è senza dubbio italiana : in essi come in tutti i piccioni del presente gruppo si riscontra del sangue del piccione romano. — Brisson, che è uno dei pochi naturalisti che si sia occupato con un certo dettaglio dei piccioni domestici, lo pone nella varietà sedicesima dei discendenti dal grosso colombo di Campania. Egli non ci dice però quale incrociatura abbia dato a questa razza quel leggero tremito nervoso che noi già riscontrammo al massimo grado nei piccioni pavoni. E' indubitato che una certa affinità esiste fra i colombi di questi due gruppi : gli antichi autori li classificarono, in piccioni tremolanti dalla larga coda, ed in piccioni tremolanti dalla corta o stretta coda. Il barchetto di Modena è per le forme, per i colori, per i costumi uno dei più ricercati piccioni di voliera. — Si adatta mirabilmente ancora per popolare le colombaie d'alto volo, ed in tali condizioni, a differenza dei torraioli, vive l'intera giornata appollaiato sugli alberi altissimi, specialmente sui pini. Tale usanza dei triganini allevati alla campagna caratterizza molto bene questa razza. I modenesi intelligenti allevatori di tutti gli animali da cortile, a forza di studi, di selezioni, di cure infinite, riuscirono a cumulare in una sola razza di colombi tutti quanti i mantelli delle altre razze europee, ed a trovare, o per meglio dire, a formarne affatto nuovi e bellissimi, che non si riscontrano che nei variopinti fagiani asiatici.