Triganino. - Merita un'ampia trattazione, perchè è il più importante, sotto molteplici aspetti, fra i piccioni di razza italiana. Il nome barchetto che gli è attribuito dal GIACHETTI, gli deriva dalla forma che ricorda quella di una barca, ma noi preferiamo conservargli quello di Triganino che è tradizionale a Modena sua patria e che ha avuto sanzioni storiche e poetiche. Sulla etimologia della parola triganino non sembra possano cadere dubbi : essa deriva dal greco trigòn che vuol dire tortora e la espressione colombofila « trigano » per designare i colombi scaglioli cioè a copritrici delle ali squamate, conferma questa etimologia, perchè sono appunto squamate con macchie triangolari le copritrici delle ali delle tortore. Evidentemente trigano diventò a Modena sinonimo di piccione e Triganieri furono detti gli allevatori di piccioni. «PIETRO MANZINI, modenese, uno dei più valenti e appassionati colombicultori che hanno fiorito nella seconda metà del secolo scorso, così descrive questa razza : «Portano il nome di Schietti quelli (triganini) che sono di un sol colore, cioè che hanno tutto il corpo di un colore uniforme ; alcuni variano poi nel colore delle ali in più scuro e in più chiaro, altri portano due sbarre attraverso alle medesime (nel termine dei triganieri verghe) e queste possono essere nere, rosse, gialle o bianche ; ed altri possono anche essere di un colore uniforme ed avere delle penne sparse in tutto il corpo di qualunque altro colore, ma non mai bianche, perchè perderebbero allora il pregio della razza schietta ». I colombieri modenesi, come ho già osservato, hanno compiuto veri miracoli, immettendo nei Triganini ogni sorta di colori esistenti nelle più disparate razze di Volanti e di altri, ma non si sono voluti mai adattare ad una riforma dei loro metodi, dopo la scoperta mendeliana delle leggi dell'eredità. Io ho esportato a Parigi, nel periodo che corre fra il 1900 e la prima guerra mondiale, numerose coppie di Schietti e di Gazzi scelti con ogni cura, ma difficilmente ricevevo pieno compiacimento dal committente. Un contrasto, quasi insanabile, esisteva a proposito del colore dell'iride : i modelli esteri esigono stabilità nel colore dell'iride che, pei Triganini, deve essere color di fuoco (occhio di gallo, aranciato). L'occhio di veccia è un difetto e nessuno può contestare che l'occhio di gallo su di una testa nera, dà al colombo una vivacità, una energia, una bellezza che non gli vengono davvero dall'occhio di veccia o di topo. La disparità dei colori dell'iride e cioè un occhio di un colore e l'altro di colore differente oppure l'occhio colato, sono indizio sicuro di impurità e poichè spesso esistono correlazioni tra il colore dell'iride e quello delle penne, gli occhi difettosi sono indizio che quel tal colombo è verosimilmente impuro anche per quanto riguarda il colore delle penne. Il colombicoltore modenese di fronte ad un Gazzo nerissimo, vellutato, che abbia perfettamente nere le rachidi delle remiganti primarie, tollera difetti negli occhi e quel che è peggio, nella forma e nel disegno ; è così che spesso i gazzi sono a coda alquanto lunga e non eretta, e macchiati nelle parti bianche e provvisti di penne bianche specialmente nel sottocoda, che dovrebbe essere tutto colorato. Alcuni anni or sono erano celebrati a Modena, certi Gazzi rospati neri, detti del prete, perché, come ho già avvertito, un prete allevando questo solo colore era riuscito ad avere esemplari magnifici e tra loro molto uniformi. I difetti di forma in molti gazzi, specialmente a fondo nero, sono dovuti a quell'incrocio di Triganini, cui abbiamo già accennato, che il conte GNOLI fece con un colombo svizzero, il quale, come sappiamo, appartiene ai Volanti ed è, lo ripetiamo, nero colle spalle reticolate su fondo bianco. Questa combinazione di tinte fu innestata nel Triganino, ottenendosi gazzi e schietti neri a spalle bianche e, quando la coda sia bigia vergata di nero, gazzi e schietti uccelli. L'esempio del GNOLI fu seguìto da altri colombieri con altre razze di volanti, onde il numero delle razze triganine aumentò, ma dato che i volanti sono colombi bassi e lunghi come il torraiuolo, ne scapitarono le caratteristiche morfologiche del triganino. Gazzi perfetti sotto ogni rapporto, si trovano più facilmente nei bigi vergati, nei bissoni, nei pietra chiara vergati, nei munari ; anzi è difficile che queste tinte siano accompagnate da difetti nella forma e nel disegno del corpo, come pure nel colore dell'iride. Si trovano anche bellissimi Gazzi neri lisci, sauri e caldani e superbi neri vergati di bianco, ma è proprio in queste tinte che non di rado un difetto fondamentale toglie qualche cosa alla perfezione del colore. All'estero, sia alle esposizioni di febbraio al Gran Palais di Parigi e più tardi alla porta di Versailles, sia al Crystal Palace di Londra, sia al palazzo della fiera di Lipsia o a Berlino, io ho sempre veduto Gazzi che potevano, in qualche caso, essere di tinta meno calda dei modenesi, ma erano ineccepibili sotto ogni altro aspetto. Alla esposizione danese organizzata a Copenaghen in occasione dell'ottavo congresso mondiale di pollicoltura (1948), i piccioni Modenesi, erano distinti in due sole categorie : modello inglese e modello tedesco. Una bella collezione di triganini, schietti e gazzi, ho visto recentemente (febbraio 1949) a Bruxelles presso M. VERSTEEG, Segretario del club dei piccioni Cravattati. I suoi colombi sono tutti molto grossi, a forma perfetta di barca, assolutamente legittimi, con occhio di gallo, ma parecchi sono pallidi di tinta. Incrociando tali colombi con Triganini di Modena, si otterrebbero tipi perfetti anche nel colore. Per migliorare la colombicultura triganiera, occorre, innanzi tutto, fede nelle leggi della genetica, volontà di applicarle, numerosi locali idonei, un programma preciso e molti anni davanti a sè, condizione questa che soltanto i giovani possono realizzare.