GAZZI
SCHIETTI
Rospo: il Gazzo Rospo è un mantello dei più splendidi e dei più difficili. Esso consta di tre colori alternati in modo magnifico nello scudo d'ala e cioè il nero, il bianco ed il rosso. Ha la testa nera, un po' brizzolata in bianco e rossiccio, la coda e il sottocoda grigio. Le remiganti sono nere che però dalla metà in giù scendono grigie, ma saltuarie di tinta. Caratteristica particolare di questi mantelli è l'avere in modo saltuario alcune remiganti quasi nere alternate alle altre grigie come sopra ho indicato. E' un piumaggio che differenzia da tutti gli altri e la presenza di rarissime "capette" (una o due) non deve squalificare il colombo se è molto bello di forma e di tinta se si fanno le seguenti riflessioni:
1° Solo al Gazzo Rospo, come pure al Zarzanello e al Varazzo e a nessun altro mantello è permesso il grigio in testa.
2° A nessun mantello, all'infuori dei su nominati, è permessa la ventatura saltuaria e grigia.
3° Quasi nessun mantello subisce le trasformazioni di tinta da quella di nido a quella di muta, come avviene pei mantelli in discussione.
Altra cosa utile a sapersi si è quella che negli altri mantelli, varietà derivate da essi non si ripete, né la ventatura grigia, né la testa grigia, né alcuna capetta. Può darsi che qualche Gazzo Rospo, pur nascendo senza "capette", ne faccia qualche rara nella muta, ma tengo subito a dichiarare (per stabilire nettamente la sua diversa natura dagli altri) che nessun altro mantello nella muta fa capette se non le ha di nido. E ciò che ho spiegato pel Gazzo di Rospo si verifica e si applica a tutti i Gazzi Zarzanelli in genere. Concludendo è un piumaggio grigio che si scosta assolutamente dalle leggi, dalle regole e conseguenze degli altri mantelli, ed il grigio nella testa, nelle remiganti, nei coltellacci e nel sottocoda, giustifica in parte la presenza nello scudo d'ala di qualche rara capetta, se il colombo è molto bello in tutto il resto.
Gazzo Zarzanello di Rospo: tutto più in grigio è colorato come il Gazzo di Rospo, e cioè ha la testa nera, bianca e rossiccia a colori alternati; lo scudo d'ala è tutto un misto di grigio, rosso (o giallo) e nero; le remiganti e i coltellacci neri, o quasi, ma saltuari di tinta, alternati in grigio, scendono chiari. La coda nera può essere zarzanellata (in ispecie di nido), come lo è il sottocoda. Nasce spesso con lo scudo d'ala bianco o quasi, ma nella muta si carica e talvolta riesce un bellissimo Rospo.
Gazzo Magnano di Rospo: si presenta a diversi fondi e specialmente a fondo Solfanino e Argentino.
Gazzo di Rospo Argentino o d'Uccello: è una creazione di chi scrive (Polacci C.). Venne pensato nel 1888 da chi scrive, di unire un autentico Gazzo di Rospo (cioè dai colori rosso, bianco, nero) con una Gazza Nera Spallabianca. Questo accoppiamento venne ideato dalla osservazione degli scudi d'ala delle due varietà che dovevano combinarsi, impastandosi in modo grazioso data specialmente la venatura e filettatura dei due bellissimi mantelli. E così avvenne dopo alcun tempo di paziente lavoro di selezione, per ottenerli di maggior effetto. Questo incrocio ha anche il pregio di evitare spesso (nella muta delle penne) l'uscita di qualche capetta, come talvolta può avvenire in qualche individuo. Causa la promiscuità dei colori, dovuta alla derivazione dei Gazzi di Rospo, non è a credersi che si abbiano sempre a ricavare (o almeno spesso) dei Gazzi Rospi Argentini (che tali furono da me appellati), come si potrebbe supporre: anzi dirò che non è facile ottenerli perfetti e con magnifico risalto; perciò quando ci si riesce si rimane veramente soddisfatti per la magnificenza del risultato ottenuto che si può paragonare o definire un'opera d'arte. Si pensi poi che di questa medesima varietà si possono ricavare molte graziose gradazioni, una più bella dell'altra: ad esempio si ottiene uno scudo d'ala sul quale spicca sul nero filettata una vernice argentea che talvolta può, verso i coltellacci, sfumare in una porpora aurea di delicatissimo effetto. Il Gazzo Rospo Argentino o d'Uccello possiede una livrea delle più delicate, difficili e di meravigliosa bellezza. Ha la testa nera, ma un po' brizzolata in bianco rossiccio. Le remiganti nere, ma da circa la metà in giù scendono in grigio: sua caratteristica (come nel Gazzo Rospo propriamente detto) è l'averne alcune quasi nere alternate con altre grigie. Anche i coltellacci sono nero-grigi. Ha la coda nera e il sottocoda nero può anche essere grigio o zarzanellato. Ha la spalla, o scudo d'ala tutta filettata in bianco argenteo trasparente signoreggiante sul fondo nero. All'esposizione colombofila tenutasi in Reggio Emilia nel dicembre 1939, un Gazzo Rospo Argentino veramente magnifico è stato premiato dalla Giuria composta dai sigg. Soragni Gustavo, Schenetti Adriano di Modena e Carboni Aldo di Reggio Emilia (una nostra giovane promessa) con 99 punti su cento, punteggio finora mai raggiunto da nessun piccione. Il colombo in parola è di proprietà del Dott. Giuseppe Spallanzani, Presidente della Società Colombofila Reggiana "l'Espositrice" e nacque da due colombi allevati ed accoppiati da me nel 1938 (in quella colombaia da me diretta) e cioè da un Gazzo Rospo Argentino e da una Gazza Nera Spallabianca. S'intende però che tanto il Gazzo Rospo Argentino o d'Uccello quanto i suoi derivati non si devono adoperare con mantelli a scudo d'ala rosso o giallo, perché i nati da questi incroci, anche se molto colorati, quando fanno il cambio delle penne spesso discendono di colore, e cioè i rossi diventano quasi sempre color rosa, togliendo così il pregio del colore ai Gazzi Neri Spallarossa, ai Gazzi Neri Rospati ed ai Gazzi Covri; e i Gialli cioè i Gazzi Dorati e i Gazzi Pietrascura Spallagialla riescono invece paglierini.
Gazzo Zarzanello di Rospo d'Argentino o d'Uccello: si presenta di nido tutto più in chiaro (grigio) del Gazzo Rospo d'Argentino o d'Uccello. Ha la testa nero grigia un po' rossiccia, le remiganti nere, da circa la metà in giù scendono chiare e saltuarie, cioè alcune nere ed altre grigie, e i coltellacci nero-grigi. La coda è nera come il sottocoda, ma entrambi possono essere zarzanellati. Ha lo scudo d'ala chiarissimo, un po' segnato, ma cambiando le penne diventa filettato d'argento o d'uccello nella spalla; qualche volta può addirittura diventare un bellissimo Gazzo Rospo Argentino.