A.I. Artificial Intelligence
Margherita De Franchi_______
Classe terza
In un mondo dove gli esseri umani sono sempre più in relazione con l’intelligenza artificiale, io penso che la questione sia molto più ampia se ci si sofferma a pensare alle conseguenze. L’intelligenza artificiale apporta grandi cambiamenti nella vita comune, facilitata da software di riconoscimento facciale, motori di ricerca più efficienti, servizi migliorati e digitalizzati, trasporti a guida autonoma e diagnostica medica più precisa: insomma, sono molti gli aspetti dell’A.I. che migliorano la qualità della vita, ma, per quanto sia utile e, in molti casi, indispensabile, essa costituisce un grande pericolo per l’umanità.
Di certo non sono fantascientifiche le ragioni della sua pericolosità, ma reali e concrete. Ogni giorno usiamo l’intelligenza artificiale come motore di ricerca per innumerevoli questioni, ma è proprio l’eccesso di un utilizzo improprio che la rende pericolosa.
Si è partiti dall’idea di una macchina capace di comunicare, ragionare, prendere decisioni e risolvere i problemi per creare un ausilio per l’uomo, il quale, facendo affidamento sull’A.I. per le cose più pesanti e “noiose”, dovrebbe avere più tempo per compiere il
"L’uso eccessivo degli assistenti artificiali anziché lasciarci più tempo per le attività che coinvolgono il cervello e l’empatia umani, prendono il nostro posto in tali situazioni"
suo lavoro e realizzarsi in campo professionale, artistico e così via. Il risultato? L’uso eccessivo degli assistenti artificiali che, anziché lasciarci più tempo per le attività che coinvolgono il cervello e l’empatia umani, prendono il nostro posto in tali situazioni; non sono nuove, infatti, le notizie riguardanti i meno posti di lavoro ormai occupati da questa grande incognita.
In conclusione, io credo che l’intelligenza artificiale sia una grande risorsa per il quotidiano, ma che, ultimamente, stia promuovendo “l’anestetizzazione celebrale”, rivelandosi il completo opposto rispetto al suo scopo.
ChatGPT, si sa ricreare?
Gianfranco Coppi_______
Classe seconda
Come si sa, ChatGPT è un algoritmo programmato, con all’interno informazioni, ma vi pongo un quesito: ChatGPT ha abbastanza informazioni per sapere come fare un clone di se stessa? Per rispondere a questa domanda ho inserito questo Prompt su ChatGPT: “Crea una intelligenza artificiale in Python praticamente uguale a ChatGPT.” La risposta è stata che per creare una copia di ChatGPT ci vogliono anni di ricerca e studi ma è riuscita comunque, in pochissimo tempo, a creare un codice sorgente Python, seppur non funzionante, poiché non addestrato. Ho riprovato con questo altro prompt: “Crea una intelligenza artificiale in Python praticamente uguale a ChatGPT, già addestrata e pronta.” Ma ha dato gli stessi risultati con alternative addestrate da colossi dell’informatica come Meta o OpenAI.
Quindi c’è da preoccuparsi? Per ora no, poiché ChatGPT è sempre in beta, ovvero la tecnologia avanza alla velocità della luce ma ci vogliono conoscenze molto elevate e decine di anni di ricerca perché possa essere capace di creare un’intelligenza artificiale fatta interamente da se stessa e, se riuscisse, difficilmente raggiungerebbe un livello tale da poter creare cloni infiniti e conquistare il mondo. Quello che è certo è che é uno strumento potente e che bisogna quindi usarlo con cautela, non affidandosi completamente a esso.
Ieri e oggi
la tecnologia ha trasformato completamente il modo di vivere delle persone rendendo tutto più rapido e semplice, ma ha anche cambiato il nostro modo di socializzare e comunicare
Aurora Surace_______
Classe terza
Nel nostro tempo la popolazione mondiale crede di vivere in un ambiente sereno dove ogni tipo di problema si possa risolvere con un click. In passato, invece, ciò era completamente diverso: i dispositivi digitali non esistevano e la gente socializzava maggiormente. Col passare degli anni la tecnologia si è molto evoluta. Io credo che la tecnologia, oggi, sia molto utile per fare nuove scoperte, comunicare rapidamente, ricercare il significato di una parola su siti affidabili, apprendere specifiche informazioni su un determinato argomento, creare nuove figure professionali e trovare nuove cure contro gravi malattie.
Ma dobbiamo stare attenti a non abusarne perché potremmo diventare dipendenti e sarebbe difficile viverne senza. Ad esempio, a volte, vedo per strada persone che camminano con il proprio cellulare in mano invece di socializzare con la persona al loro fianco. Ciò ci fa capire quanto sia cambiato il modo di vivere oggi rispetto agli anni Ottanta e Novanta e
quanto ci siamo evoluti non solo nel campo tecnologico, ma anche in molti altri ambiti, negli ultimi trenta o quarant’anni.
In campo musicale, ad esempio, ci sono stati dei cambiamenti. Ho notato, ascoltando alcune canzoni famose degli anni Ottanta, che esse erano più ritmate e rock rispetto a quelle di oggi dove si preferiscono altri generi musicali come il rap e il genere pop. Col passare del tempo, è cambiato anche il modo di ascoltare la musica. Negli anni Ottanta e Novanta si ascoltavano le canzoni alla radio, si registravano sulle audiocassette e si usavano i vinili, mentre adesso basta aprire un’app per avere, in poco tempo, milioni di brani disponibili da ascoltare. Anche i giochi e il tempo libero sono molto diversi. Prima si giocava all’aria aperta e ci si divertiva in modo semplice. Oggi, invece, molti bambini e ragazzi preferiscono videogiochi, realtà virtuale o social network. Anche la vita quotidiana è cambiata moltissimo. Negli anni Ottanta e Novanta per fare la spesa bisognava andare al supermercato, per prenotare un viaggio ci si
recava in agenzia e per trovare un indirizzo si usavano mappe cartacee. Tutto richiedeva più tempo, organizzazione e pazienza.
Oggi, invece, con lo smartphone si può ordinare cibo a domicilio, comprare vestiti o biglietti online, prenotare viaggi e usare mappe digitali per orientarsi.
Infine, la tecnologia ha trasformato completamente il modo di vivere delle persone rendendo tutto più rapido e semplice, ma ha
anche cambiato il nostro modo di socializzare e comunicare e, per questo, è importante usarla con attenzione, trovando un equilibrio tra essa e la vita reale.