Tra nastri e cerchi: il mondo della Ginnastica Ritmica
"Ho scelto di svolgere questo sport senza pretendere troppo da me, ma con impegno e frequenza al fine di godere tutti gli aspetti positivi e di viverlo come un divertimento e non un’angoscia"
Giada De Feudis_______
Classe terza
La ginnastica ritmica è uno sport che unisce i movimenti, la musica, la coordinazione, l’espressività e l’equilibrio. È una disciplina che richiede una grande preparazione atletica il cui obiettivo principale è muoversi con leggerezza e precisione al ritmo di musica, collegando l’uso degli attrezzi che vengono di solito lanciati e ripresi con destrezza incredibile. Gli esercizi possono essere svolti individualmente, in coppia o in un gruppo di cinque ginnaste. Le coreografie sono spettacolari e sincronizzate al secondo, un piccolo errore ne pregiudica il risultato. La ginnastica ritmica nasce nell’Ottocento, quando in Europa si iniziavano a diffondere sistemi ginnici educativi che univano musica ritmo e movimento. Con il passare del tempo la ginnastica ritmica si è distinta da quella artistica con l’uso dei piccoli attrezzi: la palla, il cerchio, la fune, le clavette, il nastro. Il primo regolamento ufficiale fu redatto in Unione Sovietica negli anni Quaranta dove questo sport iniziò a diventare una disciplina agonistica. La prima gara internazionale si svolse nel 1963 e nel 1984 è entrata ufficialmente nel programma delle Olimpiadi, inizialmente come prova individuale e nel 1996 come competizione a
squadre. Oggi è divenuto uno sport praticato in tutto il mondo, caratterizzato dall’unione di tecnica, arte e grazia. Le ginnaste più famose e ammirate del mondo sono soprattutto di nazionalità Russa e Ucraina come: Kanaeva, Bessonova, Kondakova…. Per quanto riguarda le nostre campionesse Italiane molto note e ammirate sono Milena Baldassarri, vincitrice della prima medaglia mondiale nel 2018, e Sofia Raffaeli, vincitrice dell’oro ai Campionati Mondiali del 2022; quest’ultima è famosa per la sua tecnica e per aver inventato un nuovo elemento che ha il suo nome. Fiore all’occhiello della ginnastica ritmica italiana sono le ginnaste che gareggiano in squadra denominate “Farfalle”: hanno vinto numerosi titoli mondiali e le loro coreografie sono spettacolari, sincronizzate, gli esercizi eleganti, potenti, gli attrezzi si intrecciano con i corpi delle atlete in modo fluido, spesso ispirate a temi culturali che esprimono con la musica e con i body colorati e luccicanti.
Non ci sono paralimpiadi per la ginnastica
ritmica ma alcuni paesi organizzano degli eventi dove partecipano atleti con disabilità come i Giochi Special Olympics, dove le atlete con disabilità svolgono coreografie più semplici adattate alle capacità motorie e
cognitive di ogni ginnasta e vengono valutate da giudici esperti, si stimolano la coordinazione, l’autostima e la socializzazione; quindi é anche uno sport inclusivo.Questo sport, però, può avere degli aspetti negativi: le atlete a livello agonistico sono sottoposte ad una forte pressione psicologica perché devono ottenere dei risultati e non
commettere errori durante le gare. Purtroppo negli ultimi anni ci sono state alcune vicende giudiziarie e legali, alcune ex ginnaste della nazionale Italiane (Farfalle) hanno denunciato metodi di allenamento duri, pressioni psicologiche, imposizioni di peso e umiliazioni che hanno fatto scattare inchieste penali nei confronti dell’allenatore.
Un altro aspetto negativo è il rischio di infortuni a causa di salti e di movimenti complessi; l’importanza dell’aspetto fisico che può portare a disturbi alimentari; in alcune zone d’Italia mancano palestre, attrezzature o allenatori qualificati. Questi aspetti non lo rendono uno sport pericoloso, ma serve conoscerli per praticarlo in modo consapevole.
Io sono una ginnasta ritmica e ne sono appassionata, la svolgo dall’età di cinque anni e ho partecipato a molte gare e alle volte ho avuto l’emozione di salire sul podio sia singolarmente che in gruppo; per quanto mi riguarda ho scelto di svolgere questo sport senza pretendere troppo da me, ma con impegno e frequenza al fine di godere tutti gli aspetti positivi e di viverlo come un divertimento e non un’angoscia.
La ginnastica ritmica per me è uno sport che affascina, emoziona e lascia il segno dentro e fuori la pedana.