"Chi ama leggere non è mai solo" (Anonimo)
INFORMALMENTE
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
"Chi ama leggere non è mai solo" (Anonimo)
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Il giornale della scuola secondaria di primo grado della Michelangelo torna dopo le vacanze con una redazione come sempre motivata e pronta a farsi sentire con i suoi articoli profondi, di denuncia ma anche con argomenti leggeri e di intrattenimento ma sempre interessanti.
La frase che accompagna la testata quest'anno recita "Chi ama leggere non è mai solo" ed è l'augurio di redazione a tutti i lettori di "Informalmente": non sentirsi mai soli perchè forse ciò che scrivono i ragazzi e le ragazze su queste pagine digitali rispecchia anche il nostro sentire, il nostro stato d'animo e non ci fa sentire soli in questo mondo.
Buona lettura!!!!!
La Redazione
LE SCELTE
"Non esiste una gomma che cancelli gli errori di una vita ma c’è sempre una nuova pagina da poter scrivere traendo insegnamento da essi"
Giulia De Julio_______
Classe terza
CHE COSA È UNA SCELTA?
Il dizionario ci dice che è una” Indicazione o assunzione in base a una preferenza motivata da una valutazione oggettiva o soggettiva di caratteristiche e requisiti nei confronti di una disponibilità o di un'alternativa.”
Ma…all’ atto pratico che cos’è?
È scegliere tra più opzioni e infinite strade che la vita ci propone di tanto in tanto. Per ciascuno di noi scegliere è praticamente obbligatorio c’è chi deve compiere scelte più spesso, chi con calma e chi invece le deve cogliere al volo.
Sin da piccoli ci hanno insegnato a scegliere CHI VOGLIAMO ESSERE. Anche se sembra bello, poter decidere per se stessi la cosa più brutta è che implica tante responsabilità. Non esiste una gomma che cancelli gli errori
Un segno di maturità
Loredana Carbonara_______
Classe terza
Nella nostra scuola è stato attivato uno sportello di supporto psicologico, un servizio molto prezioso per gli studenti. Grazie ad esso, tutti gli studenti hanno la possibilità di sfogarsi, esprimere i propri pensieri e le proprie preoccupazioni, e imparare a gestire la propria ansia.
Su appuntamento, la psicologa é pronta ad aiutare e ad ascoltare, senza alcun giudizio. La psicologia é una forma molto importante di sostegno nel periodo dell’adolescenza, perché essa è una fase di sviluppo, caratterizzata da cambiamenti fisici e, sopratutto, emotivi. La psicologia adolescenziale si basa proprio sullo studio di questi cambiamenti e sul dare un aiuto in più per affrontare la crescita in modo adeguato. Con le nuove generazioni, purtroppo, si è aggiunto un ulteriore problema: l’influenza sociale, ovvero le relazioni con i gruppi di amici che posso influenzare molto il comportamento individuale .
Tanti adolescenti pensano di non aver bisogno della terapia, magari perché credono di star bene con se stessi o perché la considerano “una roba da sfigati”. Tuttavia, quando provano questa esperienza, spesso riescono a capire che anche loro hanno delle fragilità e che non sempre si è in grado di superare da soli, senza l’aiuto di qualcuno.
Attraverso il supporto offerto dallo sportello psicologico, si riesce a creare un ambiente scolastico positivo, in cui ogni adolescente può sentirsi ascoltato, compreso e sostenuto nel proprio percorso di crescita.
Infine, la psicologia adolescenziale aiuta a formare ragazzi più forti, consapevoli e pronti ad affrontare le sfide del futuro.
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza ma di maturità.
____________________
Le maschere invisibili
Silvia De Giulio______
Classe seconda
Vi siete mai chiesti perché a volte, invece di dire quello che pensiamo veramente, facciamo finta di essere qualcun altro? Quei comportamenti sono dovuti alle nostre “maschere invisibili”. Hanno lo stesso scopo di quelle normali: per esempio, durante una festa di carnevale le utilizziamo per coprirci: anche le maschere invisibili servono a non mostrare chi siamo realmente. Esse sono fatte di emozioni: paura, felicità, vergogna e le
disegno di Viola Albrizio____
classe terza
utilizziamo quando non vogliamo far preoccupare qualcuno, pensando di recargli fastidio. È normale che qualche volta sia necessario utilizzarle, ma non bisogna abituarsi. Se indossiamo sempre questa maschera, non sapremo più chi siamo. È come se ci costruissimo un muro attorno, così che nessuno ci possa
"Il problema nasce quando la maschera si incolla al volto, cioè quando la nostra immagine diventa più importante del nostro sentire"
conoscere davvero. Infatti, è molto bello essere sinceri con i propri compagni, senza essere maleducati nei loro confronti. Piuttosto, possiamo andare da una persona che sia in grado davvero di aiutarci, facendoci ragionare.
La famiglia
Anna Maria Bellomo______
Classe seconda
Definire il concetto di “famiglia” non è semplice.
Sicuramente è un piccolo mondo in cui si nasce e si cresce; dove ci si prepara ad affrontare il mondo più grande: quello della vita e della società.
Nella famiglia ciascuno di noi trova le cose più vere e gli ideali che valgono, da soli e per sempre, nella vita… ma solo se la famiglia “è sana”!!!
Solo se è come un albero in grado di sostenere e di rendere saldi.
Vale a dire se ha radici profonde nell’amore inteso come rispetto e cura di sé e dell’altro; se è tronco di una storia condivisa e accogliente; se i rami sono le persone che amiamo e incontriamo: ogni nuova foglia sarà un momento speciale, un’occasione di crescita e di confronto tra chi ha cura e interesse a formare e a non soffocare.
Un albero sano, soprattutto se ci sono tempeste, rimane forte e saldo sempre. Diventa riparo affinché i semi germoglino!
È nella famiglia che fiorisce e sboccia la vita ed è il calore della famiglia che alimenta, protegge, e fa crescere.
Ciascuno di noi impara a camminare in seno alla propria famiglia, come impara ad amare, a soffrire, ad accettare l’impegno, la responsabilità, il senso del sacrificio e il rispetto di sé e degli altri.
Tutto questo naturalmente, semplicemente, senza bisogno di studio e di aiuto?!?
Non sempre, purtroppo, è così!
Ogni famiglia può e deve essere un centro di affetti, di interessi, di problemi comuni e opportunamente condivisi; vale a dire vissuti insieme, superati e sofferti insieme: i genitori fra di loro, i figli coi genitori, i fratelli con i fratelli.
A volte, però, succede che la famiglia abbia al suo interno delle disfunzioni.
In questi casi nessuno deve avere timore di chiedere aiuto perché la propria torni ad essere la famiglia in cui quotidiano sia l’incontro vero dei cuori e dell’amore tra persone, parenti e non.
L’affetto della famiglia è unico e speciale; un amore incondizionato che non dipende dai fallimenti e/o dalle conquiste, dai difetti e/o dai pregi!!!
È un amore che avvolge sempre, anche quando si sbaglia o si delude.
Un amore ancor più vero se non soffoca, non nasconde, non nega, non sviluppa rancori né pregiudizi! Un amore ancor più vero se agevola reti di relazioni forti, sane e salde, e non solo al suo interno.
Di famiglia si scrive moltissimo ma manca spesso una riflessione plurale e accogliente.
Dire che la famiglia è tendenzialmente frutto di una coppia non può equivalere ad escludere che esistano famiglie diverse.
Il concetto di stare sotto lo stesso tetto ormai non è fondamentale come una volta.
Le relazioni possono rimanere stabili anche senza essere tutti nello stesso posto.
Si può essere "padre/madre" anche stando lontano, si può restare autorevoli ed essere un punto di riferimento anche con una presenza limitata.
Famiglia, secondo me, è tutto ciò che genera amore, solidarietà e sguardo sereno verso gli altri e il futuro. Un futuro certo migliore del presente!!!
________________________
di una vita ma c’è sempre una nuova pagina da poter scrivere traendo insegnamento da essi. Ci sono sempre due opzioni ricorrenti, il bianco e il nero, il buono o il cattivo, l’istruito o l’ignorante, felicità o tristezza…. e potrei continuare all’infinito. A volte credo di essere una terza scelta, di quelle che sono così diverse e rare che neanche vengono considerate. Ad esempio se tra il bianco e il nero io fossi il grigio?
Cosa dovrei fare? Sono certa che dovrei scegliere di nuovo se essere una sfumatura tendente più al bianco o più al nero; tornando nuovamente alla
È una questione di scelte
Alessia Ligorio e Arianna Coppi _
Classe terza
Spesso ci troviamo davanti ad un bivio e non sempre scegliere è facile.
Cosa significa? Procediamo con ordine. Decidere vuol dire capire cosa ci fa stare bene, compiendo una dettagliata analisi di se stessi. Frequentemente, ci domandiamo chi siamo e chi vorremmo diventare. Trovare una risposta non è facile.
Tuttavia, quest’anno, a breve, dovremmo decidere da cosa partire per costruire il nostro futuro. Si tratterà di un periodo di riflessione costante, caratterizzato da infinite domande: “Cosa ci interessa davvero? Cosa vorremmo svolgere in un futuro non troppo lontano?”.
Scegliere molte volte fa paura, perché ci troviamo davanti all’ignoto, qualcosa di misterioso, che incute timore e indecisione. Non sapere quello che ci aspetta ci spaventa ed influenza le nostre scelte.
Davanti ad una decisione, molto spesso, ci facciamo condizionare da: amicizie, genitori, stereotipi e standard sociali. Bisognerebbe abbattere questi muri e pensare solo a se stessi.
Crediamo fermamente che la cosa più importante sia la seguente: scegliere con il cuore,
disegno di Micaela Galgano
classe seconda
Sicuramente, non è semplicissimo togliere questa maschera, soprattutto se si è abituati o se abbiamo paura. Penso che le maschere invisibili siano una parte inevitabile — e, in piccola misura, necessaria — della vita sociale.
Viviamo in contesti che ci chiedono continuamente di “modulare” chi siamo: a lavoro dobbiamo apparire competenti, in famiglia affidabili, tra amici leggeri. In un certo senso, queste maschere sembrano essere come dei vestiti: ci permettono di muoverci nei diversi ambienti sociali senza esporci troppo.
Il problema nasce quando la maschera si incolla al volto, cioè quando la nostra immagine diventa più importante del nostro sentire. In quel caso, smettiamo di comunicare davvero e iniziamo a “recitare”. È lì che nasce la fatica, la sensazione di non essere visti, o di vivere una vita non pienamente nostra.
Penso che la sfida non sia “togliere” le maschere, ma imparare a usarle con consapevolezza: capire perché le indossiamo, quando possiamo permetterci di metterle da parte e, davanti a chi possiamo essere noi stessi senza paura. In fondo, l’autenticità non è dire sempre tutto, ma scegliere con sincerità chi vogliamo essere in ogni momento.
___________________
La forza di un sorriso
"Le domande con il “perché” sono sempre quelle più complesse e, spesso, restano prive di risposte
Giulia Marzano______
Classe seconda
Oggi parlerò di un argomento che può sembrare apparentemente scontato, invece per me è proprio l’opposto. Come avrete già letto dal titolo parlerò del Sorriso.
Se chiedessi -Che cos’è il sorriso? - la maggior parte di voi mi risponderebbe: - è una contrazione facciale, bla bla bla …
Ma oggi voglio parlare del sorriso in maniera diversa, in maniera più profonda.
Iniziamo col porgerci una domanda: -Perché è nato il sorriso? -.
Le domande con il “perché” sono sempre quelle più complesse e, spesso, restano prive di risposte.
Non abbiamo certezza di come e quando sia effettivamente nato il sorriso; mi piace pensare che sia comparso sul volto dell’uomo, o meglio di un “primate”, senza che lo volesse, in maniera del tutto spontanea, magari quando i suoi occhi hanno visto, per la prima volta, il volto della sua mamma.
Insomma per me siamo nati con il sorriso.
A questo punto dobbiamo porci una domanda: - A cosa serve il sorriso? -
La risposta non può che essere una: il sorriso è la forza emotiva che muove l’Universo.
Pensateci, dopo aver trascorso una giornata “no” è sufficiente ricevere un sorriso da un’altra persona per sentirci leggermente meglio.
Ma non dobbiamo pensare che ricevere un sorriso sia una cosa scontata: vi sono persone che invece di sollevare il tuo morale, fanno di tutto per spingerti ancora più in basso.
Ecco perché è fondamentale circondarsi di persone che ti fanno sentire a tuo agio, con cui sei felice, con cui non ti senti mai sbagliato.
disegno di Micaela Galgano
classe seconda
La nostra vita, se ci pensiamo, è basata sugli altri: se fossimo da soli in un’isola deserta cosa faremmo? Boh! Per essere felici saremmo costretti a specchiarci in un ruscello per vedere un sorriso.
Nessuno può rispondere a questa domanda, perché nessuno ha effettivamente una risposta.
Ma non cambiamo argomento.
Il “sorriso” credo che sia una delle parole più belle che possa esistere.
Il sorriso è la felicità al livello massimo.
La forza di un sorriso è paragonabile alla gioia di vedere i genitori fuori scuola che ti aspettano.
Se un nostro compagno dice qualcosa di buffo, cosa facciamo? Sorridiamo e di conseguenza siamo felici. Il sorriso e la felicità sono la ragione per cui siamo stati creati.
Fidatevi di me! In un mondo di virus, inquinamento e guerre, contagiamoci con un sorriso.
__________________________
domanda di partenza, quando invece potrei essere una tonalità grigio originale!
È così per tutto, alla fine scegliere è solo un ciclo infinito di domanda e risposta che ti riporta di nuovo da dove sei partito.
Ecco perché a volte mi domando se esiste un modo per non fare una scelta, perché ne sono stufa, stufa di decidere se pianificare la mia giornata, stufa di dover sempre aspettare e scegliere, quando vorrei invece lasciare tutto al caso senza dover decidere.
Anche se non esiste un momento perfetto per decidere, bisogna aspettare e già questa è una decisione. Bisogna procedere a piccoli passi e fidarsi del proprio istinto perché la vera libertà risiede nel nostro cuore, e che cos’è il nostro cuore se non un insieme di scelte?
______________________
non solo con la testa. Non esiste una scelta “giusta” per tutti, ma quella corretta per noi, quella che ci farà maturare, crescere e imparare.
Inoltre, ricevere ed ascoltare dei consigli da parte di persone care, è importante e molto saggio, infatti ci aiutano, mostrandoci quello che da soli non riusciamo a vedere e a percepire.
Spesso, dopo aver preso un’importante decisione, sentiamo dentro di noi una sensazione di leggerezza e libertà. L’indecisione non ci turba più e non ci blocca. Ci sentiamo più forti e sicuri.
Crediamo che le scelte ci insegnino a decidere per noi stessi in maniera consapevole e, di conseguenza, ci facciano crescere emotivamente e ci incoraggino ad essere responsabili Se vi troverete davanti ad una difficile scelta, pensate a ciò che volete davvero e non sbaglierete, soprattutto se la vostra scelta è nata dal cuore.
___________________
Carriera di un poliziotto
Carlo e Nicolò Aragona______
Classe terza
Per conoscere meglio il lavoro delle forze dell’ordine, ho intervistato mio padre che svolge la professione di poliziotto e, attraverso le sue parole, ho capito quanto impegno e dedizione richieda questo lavoro.
Mio padre ha scelto di svolgere questo mestiere perché lo ritiene più il bello del mondo e perché gli permette di aiutare il prossimo e di salvare tante vite umane.
Per svolgere bene questo lavoro ritiene che siano fondamentali : coraggio, pazienza, abnegazione e spirito di sacrificio per il prossimo.
"Il rispetto delle regole e della legalità è fondamentale per avere una società più ordinata e più civile, che proietta i cittadini e le famiglie in un mondo migliore"
Lui lavora in pattuglia e con gli altri due membri dell’equipaggio, dopo aver preso la vettura di servizio, si portano nelle località assegnate, cercando di prevenire la commissione dei reati e di assicurare la giustizia a chi commette furti, rapine e violenze sulle persone.
Lui ritiene che la parte più difficile sia quella di catturare chi commette un reato e trovare le prove per incastrarlo mentre la parte più gratificante sia quella di aiutare i cittadini in difficoltà come quando ha salvato la vita di un anziano e per strada gli ha praticato un massaggio cardiaco per rianimarlo.
Ancora, a distanza di tempo, questo signore lo chiama ogni anno per salutarlo e ringraziarlo per avergli salvato la vita.
Mio padre spesso durante la sua carriera ha vissuto situazioni di pericolo quando ha affrontato rapinatori e latitanti che scappano per non essere arrestati.
Il rapporto tra cittadino e polizia si può migliorare, cercando di comprendere ancora di più la richiesta di sicurezza soprattutto nella vita quotidiana delle persone, cercando di essere più vicini alle richieste dei cittadini.
Il rispetto delle regole e della legalità è fondamentale per avere una società più ordinata e più civile, che proietta i cittadini e le famiglie in un mondo migliore.
L’intervista ci ha permesso di capire meglio quanto sia importante il lavoro della polizia, non solo per garantire la sicurezza dei cittadini, ma anche per costruire un rapporto di fiducia con la comunità.
__________________________
I confini
"Ma è così difficile superare quei confini che ledono la nostra vita e società? Sicuramente richiede molto impegno, coraggio, empatia dove l’altro non deve essere visto come un nemico, ma come un alleato"
Giada de Feudis______
Classe terza
Il confine è una linea reale o immaginaria che separa due spazi, territori o stabilisce dei limiti culturali, sociali e personali; insomma, ciò che si trova dentro o fuori da questo margine. I confini possono essere sia positivi che negativi, dipende da come noi li percepiamo. Per esempio, i confini tra gli stati, cioè quelli politici, servono a tutelare gli usi e i costumi e le leggi di un paese, creando un ordine tra gli stati confinanti; i limiti in questo caso sono fondamentali affinché gli stati restino in buoni rapporti ma quando vengono usati per escludere e discriminare, sono negativi, diventando delle vere e proprie barriere. In molti paesi del mondo sussistono queste barriere fisiche, un esempio evidente è la barriera in Cisgiordania che ha innalzato l’Israele, si tratta di una recinzione per motivi di sicurezza, tuttavia è una struttura fortemente criticata dalla comunità internazionale e dai Palestinesi, perché divide i due popoli e la vita quotidiana, creando tensione e ingiustizia.
Un altro caso di barriera è quello della Croazia che ha costruito un sistema di recinzione tra la Serbia e la Bosnia per evitare l’accesso di migranti, creando grandi difficoltà ai flussi migratori provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente i quali vivono situazioni molto difficili per raggiungere l’Europa occidentale, cioè vivono in campi improvvisati, sovraffollati, spesso in condizioni igieniche scarse, al freddo oppure al caldo e molti di loro sono donne e bambini; ma questi sono solo alcuni dei tanti confini nel mondo, è fondamentale creare un equilibrio tra il diritto di uno stato di proteggere il territorio e il dovere di accogliere chi fugge da guerre o da povertà.
Ci sono altri confini positivi come quelli che ci aiutano a dire “NO” a quelle situazioni della vita che possono compromettere la nostra salute, il nostro equilibrio emotivo, l’eccessivo coinvolgimento degli altri, come è positivo far rispettare il nostro spazio che comunque finisce quando inizia quello degli altri, tutto ciò in modo da costruire delle relazioni più sane. Questi confini mentali, invece, sono
Gli stereotipi
Leda Speziga_______
Classe seconda
Lo stereotipo è un pregiudizio che si ha prima di conoscere veramente una persona. Questo si può verificare anche nel mondo dello sport, ad esempio, io sono una ragazza che pratica calcio qui a Bari e di stereotipi ne ho visti, quando spesso si gioca contro i ragazzi, in caso di sconfitta ci sentiamo dire che abbiamo perso perché siamo ragazze, ma io non mi scoraggio.
Un altro stereotipo avviene anche nei confronti delle persone di colore che giocano meglio a basket, ma questa è solo la punta dell’iceberg, al giorno d’oggi ognuno di noi combatte contro gli stereotipi, che hanno avuto un grande impatto su come vediamo le persone, gli oggetti e anche gli sport.
Uno stereotipo non è una semplice parola, è una parola che cambia il modo in cui vediamo gli altri e come gli altri vedono cose diverse. Gli stereotipi ci sono sempre stati e ci saranno per molti altri anni, per esempio uno stereotipo che potrebbe esserci per sempre è che la donna deve cucinare e l’uomo deve lavorare e non aiutare in casa. Lo stereotipo è molto più di una parola, può essere la parola che cambia il modo in cui vediamo il mondo.
__________________
Dominio artificiale
"Stare insieme per noi ormai significa collegarci allo stesso server di un gioco o fare amicizia sui social, non serve più guardarsi in faccia, osservare le emozioni dell’altro attraverso gli occhi, ma solo fissare uno schermo"
Silvia Picciola_______
Classe seconda
Nell’intera storia dell’umanità ci siamo sempre creduti i superiori, i più forti. Abbiamo sempre pensato che nessuno avrebbe potuto mai battere la nostra potenza, che non ci serve pensare alla natura quando ci possiamo riempire di ricchezze e piaceri sporcandoci le mani con il sangue della Terra.
Sfruttiamo il fatto di essere gli esseri viventi più intelligenti al mondo per autodistruggere il posto in cui viviamo. Non è furbizia questa, ma un insensato capriccio umano di potere che è pronto a sterminare e approfittare di tutti, pensando solo al proprio interesse e al tetto che si ha sopra la testa.
Non possiamo permetterci di protestare, di lamentarci davanti allo Stato così che facciano qualcosa per migliorare il mondo, quando noi siamo i primi a non seguire i nostri stessi princìpi. Siamo ipocriti, orgogliosi ed egocentrici. Ecco la verità che cerchiamo di nascondere con parole mielate di solidarietà e amore verso il prossimo per non fare brutta figura.
Eppure ci siamo traditi da soli: abbiamo iniziato a diventare sempre più pigri e svogliati, creandoci i mezzi per non faticare in alcun modo. Abbiamo usato la nostra mente per sostituirci nel lavoro, per risolvere i problemi e addirittura vivere al posto nostro.
Ormai ci concentriamo solo su quello: abbiamo qualcuno che ci aiuta in ogni cosa e che ci intrattiene nella noia, e ci dimentichiamo che magari possiamo sentirla noi la nostra vita, non solo le persone che sui social accumulano migliaia di like. Sta diventando un’ipnosi, una dipendenza dalla quale non possiamo uscire.
Stare insieme per noi ormai significa collegarci allo stesso server di un gioco o fare amicizia sui social, non serve più guardarsi in faccia, osservare le emozioni dell’altro attraverso gli occhi, ma solo fissare uno schermo.
Pian piano il nostro cervello sta venendo risucchiato dalla piccola telecamera in alto del cellulare dove i nostri occhi sono intrappolati.
La cosa più triste, deprimente e che lascia una stretta al cuore da vedere sono tanti amici, insieme, in una giornata allegra e soleggiata, che invece di interagire di persona sono seduti uno di fronte all’altro senza nemmeno guardandosi in faccia, ma osservando con invidia la vita di influencer, apparentemente soddisfattissimi del proprio destino poiché credono di non poter averne uno simile, ma che in realtà stanno ignorando.
Quando la vita è dietro alle tue spalle, e tu non hai nemmeno la voglia di girarti a guardare se è alla tua portata, è davvero deprimente.
A volte è più facile rimanere con l’invidia dentro che abituarsi a qualcosa a cui ormai si è legati e da cui inspiegabilmente si è anche separati da una solidissima barriera invisibile che non permette a nessuno di essere autosufficiente.
_______________________
negativi quando ci fanno chiudere verso le idee nuove, possono infatti diventare una barriera che ci blocca, ci fa vivere nei pregiudizi e ci fa vivere nell’orgoglio. Ad esempio, noi adolescenti influenzati dal gruppo ci poniamo dei confini e non accettiamo chi è diverso da noi, senza conoscere davvero una persona, in questo caso bisogna superare la barriera dei pregiudizi conoscere, ascoltare e mettersi nei panni degli altri in maniera da sentirci più liberi e guardare agli obiettivi che riguardano il nostro futuro.
Ci sono anche i confini naturali come montagne, fiumi, mari; l’uomo sia nella storia che oggi intende superarli, ha sfidato i limiti della natura costruendo strade, ponti, navi e aerei, oggi continua con la tecnologia grazie a Internet, i GPS, la realtà virtuale; la curiosità di vedere cosa c’è dopo un ostacolo è alla base dell’evoluzione umana.
Altri confini che interessano l’umanità sono quelli demarcati dalle differenze economiche, gruppi sociali o religiosi i quali creano disuguaglianze e divisioni sociali; un esempio chiaro è quello delle favelas del Brasile, sono quartieri poveri, spesso costruiti senza regole urbanistiche, dove vivono milioni di persone con pochi servizi, case precarie e mancanza di lavoro e istruzione. Queste zone sono vicinissime a quartieri ricchi delle grandi città come Rio de Janeiro o San Paolo, dove vivono persone in case di lusso, ci sono
disegno di Giada De Feudis
classe terza
scuole, ospedali e tanti servizi. Questi territori visti dall’alto mettono in risalto un contrasto urbano molto evidente a tal punto che sembra ci sia una linea immaginaria che divide due mondi opposti.
In conclusione i confini sia essi siano geografici, mentali o politici ecc... segnano limiti per noi uomini. Possono proteggere, organizzare ma anche dividere e creare barriere.
Ma è così difficile superare quei confini che ledono la nostra vita e società? Sicuramente richiede molto impegno, coraggio, empatia dove l’altro non deve essere visto come un nemico, ma come un alleato e in ognuno di noi ci deve essere la voglia di pace l’unico modo che ci permette di superare tutte quelle barriere che fanno male all’umanità.
________________________