Basta silenzio
Basta silenzio, basta terrore
perché la violenza, non è amore
basta paura, basta brividi
affinché sulla pelle non ci siano più lividi
lividi o segni, non solo fisici
anche le parole creano danni critici
quindi, per favore, basta violenza
indipendentemente dall’evenienza
per fermare questo terribile fenomeno
che mai come adesso ha creato un effetto domino,
bisogna denunciare.
denunciare,
per fermare tutto ciò che sentiamo al telegiornale
ed evitare che diventi normale.
Alberto Sicolo
classe terza_____________
disegno di Adelaide Di Bari
classe terza
disegno di Adriana Troccoli
classe terza
Alessia Ligorio
classe seconda_____________
Francesca Latorre
classe seconda_____________
Arianna Coppi
classe seconda_____________
La violenza sulle donne
Alessandro Specchio
classe terza_____________
La violenza sulle donne è una forma di abuso del gentil sesso, manifestata attraverso discriminazione sul piano fisico, psicologico, sociale, dei diritti ed economico. Ogni forma di abuso, svolta con metodologie diverse, ha un proprio nome:
Violenza fisica: è una forma di aggressione che causa danni fisici alla donna, che possono essere temporanei o purtroppo anche permanenti, nei casi più gravi.
Violenza psicologica: è una forma di aggressione sul lungo termine, basata su manipolazione, intimidazioni e isolamento sociale.
Violenza sessuale: si tratta di comportamenti sessuali non consenzienti, come abusi sessuali, stupri, molestie o altre forme di rapporti sessuali forzati.
Violenza economica: Controllo e privazione delle risorse economiche, impedendo alla donna di avere indipendenza finanziaria o di prendere decisioni economiche autonome.
Violenza verbale: Insulti, offese, linguaggio degradante o minaccioso.
Violenza simbolica: Una forma di violenza che si esprime attraverso atteggiamenti, immagini
o comportamenti che perpetuano la disuguaglianza di genere, come la sottovalutazione o la marginalizzazione delle donne.
Nonostante i casi più eclatanti coinvolgano principalmente partner o sconosciuti, la violenza sulle donne in tutte le sue sfaccettature, può essere perpetrata anche da
disegno di Adriana Troccoli
classe terza
amici, ex-partner, parenti o conoscenti.
Alcuni esempi:
Violenza perpetrata da un amico: Peschiera del Garda, agosto 2022
Una ragazza, allora 17enne, viene fatta
ubriacare e violentata dall’amico, allora 21enne.
La denuncia è partita qualche giorno dopo, quando la ragazza ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai propri genitori.
Violenza perpetrata da parenti: Assisi, (inizio non ancora definito) - 31 Gennaio 2024
Una ragazzina di 14 anni viene ripetutamente minacciata e violentata da un parente 47enne in provincia di Assisi. Le chat rinvenute sul telefono dell’uomo certificano minacce a lei e alla famiglia se avesse resistito alle violenze. L’uomo è stato arrestato a Roma e adesso è nel carcere Regina Coeli.
In Italia il problema della violenza fisica e sessuale rappresenta un gravissimo problema, per il quale le forze dell’ordine stanno organizzando strumenti di prevenzione, come app, centri sociali anti-violenza e numeri di telefono speciali. Tuttavia i numeri dei casi
rimangono ancora molto alti: secondo l’Istat il 31.5% delle donne in Italia ha subito almeno un episodio di violenza di genere nel corso della vita. Nel solo periodo che va da Gennaio a inizio Novembre 2024 sono stati registrati 269 omicidi in totale, di cui 98 donne vittime di violenze di genere. Nella sfera familiare/affettiva sono state uccise 84 donne, di cui 51 per colpa di partner o ex-partner.
Questi numeri sono terribili, ma comunque decisamente in calo rispetto al 2023.
La donna che dice “NO”
Sveva Speranza
classe terza_____________
“Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto. L’onore lo perde chi fa certe cose, non chi le subisce.” Queste sono le parole di una ragazza, in una Sicilia regolata da un sistema arcaico e moralista, in cui vige l’onore patriarcale e in cui la legge prevede che il matrimonio riparatore dia la possibilità ad uno stupratore di essere scagionato da ogni accusa se sposa la propria vittima. Franca nasce in Sicilia, ad Alcamo, il 9 gennaio 1948 da una modesta famiglia di mezzadri che vive il fermento della nuova riforma agraria, che vede la scomparsa dei feudi e la nascita di un ceto di piccoli proprietari che diventano i nuovi latifondisti. Nel 1963 a 15 anni la ragazza si fidanza con Filippo Melodia, nipote del noto mafioso Vincenzo Rimi e membro di una famiglia benestante. Il padre di Franca, Bernardo Viola, si intromette nella relazione, sciogliendola dopo che Filippo viene arrestato per furto e appartenenza ad una banda mafiosa. La famiglia dopo quell’avvenimento comincia a subire un calvario, che andrà avanti per anni. Infatti, il vigneto viene distrutto e il casolare bruciato, oltre alle continue minacce di morte e intimidazioni. Nel dicembre 1965 Filippo passa dalle minacce ai fatti. Si presenta a casa di Franca e la rapisce insieme al fratellino di otto anni, che vi si era aggrappato alle gambe per proteggerla. Dopo che il fratello viene liberato, non si sa più nulla di Franca. Questo perché viene tenuta prigioniera prima in un caseggiato isolato e poi in casa della sorella del Melodia, ad Alcamo stessa. Franca rimase a digiuno per giorni e giorni, mentre Filippo la dileggiava e provocava. Le tenne con sé una settimana e al settimo giorno abusò di lei, mentre era a letto, in stato di semi incoscienza. Il 1 gennaio 1966, i parenti di Filippo contattano il padre di Franca, per offrire una “Paciata”, ovvero un incontro volto a mettere la famiglia della coppia coinvolta davanti al fatto compiuto e quindi ad accettare il matrimonio riparatore. I genitori di Franca, però, escogitano un piano che consiste nel fingere di accettare le nozze riparatrici e far intervenire la polizia, mandandola nel luogo in cui Franca era prigioniera. La polizia in quella occasione arrestò i colpevoli e liberò Franca. Filippo era convinto che Franca accettasse il matrimonio riparatore, mentre lei, appoggiata dal padre, si rifiutò e disse: “NO”. A causa di questa risposta, Filippo Melodia venne condannato a 11 anni di carcere.
Questa fu la prima volta in cui una donna intaccò il potere
della mafia, ma soprattutto è la prima volta che preferisce dichiararsi svergognata. Il 4 dicembre 1968 si sposa con Giuseppe Luisi, un amico d’infanzia. A quei tempi, l’onore e la reputazione delle donne giocavano un ruolo fondamentale nella società, soprattutto nel Meridione.
Franca rischiava di essere condannata al disonore per tutta la sua vita se non avesse sposato l’uomo che l’aveva stuprata. Anzi, il codice penale, l’articolo 544 stabiliva fino al 1996 che il matrimonio riparatore estinguesse il reato di stupro che era considerato un delitto contro la morale pubblica e non contro la persona. L’8 marzo 2014, in occasione della festa della donna, il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, conferisce a Franca Viola l’onorificenza di grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica, con la seguente motivazione: Per il coraggioso gesto rifiuto del matrimonio riparatore, che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell’emancipazione delle donne nel nostro paese.
Nonostante il gesto di Franca, bisognerà aspettare il 1981 finché il codice penale non abbia più argomenti legittimatori verso la violenza sulle donne e ancora adesso, tuttavia, accade che la vittima venga trasformata in colpevole e accusata di essersela andata a cercare. Una grande penna del giornalismo italiano, Indro Montanelli subito si rese conto che il rifiuto di Franca rappresentava un cambiamento culturale, importantissimo nella vita del nostro paese!
disegno di Adriana Troccoli
classe terza
Emanuele Busiello
classe seconda_____________
Letizia Amendolito
classe terza_____________
Anita Aportone
classe seconda_____________
Elettra Pianese
classe seconda_____________
Riccardo Ianni
classe seconda_____________
La violenza sulle donne
"Giulia era una ragazza solare, piena di vita e di progetti per il futuro e pensare che la sua vita sia stata spezzata da un ragazzo che ha preferito farle del male piuttosto che lasciarla andare e dimenticarla, fa capire sempre più che la società contemporanea sia priva di valori"
Antonio De Grecis
classe terza_____________
La violenza sulle donne è uno dei problemi più drammatici nella società di oggi. Si tratta di un fenomeno che non solo danneggia fisicamente e psicologicamente le vittime, ma fa capire quanto le disuguaglianze di genere siano presenti tuttora.
È una questione sociale che deve essere affrontata con urgenza e determinazione.
In molti casi di femminicidi, le donne vengono uccise dal proprio partner o da un membro della propria famiglia.
Un episodio di femminicidio che mi è rimasto molto impresso, è stato quello di Giulia Cecchettin - una ragazza di ventidue anni - avvenuto l’11 novembre 2023 a Fossò, in provincia di Venezia. Durante gli studi universitari a Padova, Giulia aveva conosciuto Filippo Turetta, suo coetaneo, con il quale aveva avuto una relazione sentimentale conclusasi dopo circa un anno. In seguito Filippo Turetta cominciò ad essere sempre più possessivo nei suoi confronti.
Dopo diverse minacce di suicidio da parte di Filippo, Giulia decise di incontrarlo, ma lui la uccise e il corpo privo di vita della ragazza fu
Oscar Denora
classe terza_____________
ritrovato in un bosco. Questa storia mi ha colpito particolarmente perché, come emerge dai racconti dei suoi famigliari, Giulia era una ragazza solare, piena di vita e di progetti per il futuro e pensare che la sua vita sia stata spezzata da un ragazzo che ha preferito farle del male piuttosto che lasciarla andare e dimenticarla, fa capire sempre più che la società contemporanea sia priva di valori.
Io rabbrividisco quando ogni giorno sento al telegiornale un episodio di femminicidio o di violenza, perché penso che le donne non debbano essere sfiorate neanche con un fiore.