Gli studenti della 3Bs e 3Ds liceo scientifico intervistano i personaggi e gli eroi del Risorgimento Anconetano!
Intervista Impossibile a Michele Fazioli ed Enrico Cialdini
Intervista Impossibile ai Fratelli Archibugi
Intervista a Giovanni Gervasoni
Intervista a Carlo Faiani e Antonio Elia
"Giunge infine la sera. Nell’oscurità dei vicoli del rione Porto si muovono furtivamente nell’ombra tre figure bardate dalla testa ai piedi. Sono armate e pronte a tutto. “Se tra noi si frapporrà una vile guardia, ella morrà come incendiata dalla folgore” pensa il più giovane dei tre stringendo tra le dita la daga. “I tuoi pensieri fanno rumore, Augusto. Questa non è da esser notte accecata dal furore, ma tremebonda e piana. La famiglia Elia sa dominare la paura”.
Volendo peccare di licenza poetica, questo è quanto avrebbe potuto vedere e sentire un incauto osservatore la sera del 9 dicembre 1848. In quelle ore sbarcava in gran segreto al porto d’Ancona Giuseppe Garibaldi, accolto dai patrioti Antonio Elia e dal figlio e fratello di lui, Augusto e Fortunato. L’eroe dei due mondi giunse nella città dorica al fine di ottenere l’adesione del circolo patriottico anconetano alla Repubblica Romana.
Cominciano così le pagine più belle del Risorgimento Anconetano, un’epoca che oggi appare lontanissima e senza alcuna attrattiva, coperta da strati di polvere e ingessata dai riti della retorica nazionalista.
Fu invece un momento storico pieno di fervore, violentissimo, ove la meglio gioventù si batté con passione per la giustizia sociale, l’eguaglianza tra le genti, per conquistare la propria libertà contro l’oppressione degli eserciti stranieri. Non solo Garibaldi, Mazzini, Cavour, ma anche Antonio Elia, Livio Zambeccari, Anita Garibaldi, Eleonora Fonseca Pimentel, Rose Montmasson, Angelo Pichi, Lorenzo Lesti, Luisa Battistotti Sassi, Colomba Antonietti, Luigi Mercantini, Andrea Fazioli, Antonio Giannelli, Lorenzo Bucci, Giovanni Gervasoni, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Costanza D’Azeglio; donne e uomini che non sono e non devono essere statue di cera o litografie sbiadite consumate dal tempo.
Le loro gesta e gli alti ideali che le mossero ci parlano ancora e ci indicano, in questo presente liquido e sfilacciato, la via da percorrere. Libertà, passione, volontà, coraggio, altruismo, solidarietà, l’assunto che la felicità è tale solo se condivisa con il prossimo; queste parole sono state travolte e stravolte dal mercato, utilizzate dalla pubblicità per venderci prodotti di cui non abbiamo bisogno e per indicarci stili di vita conformi alla necessità di consumare risorse che non abbiamo. È necessario, oggi più che mai, riscoprire il significato filosofico e politico di quelle parole. La riscoperta e lo studio delle vite degli uomini e delle donne che animarono il Risorgimento rappresentano un antidoto alle nostre idiosincrasie, perché la memoria non è solo un mero esercizio di erudizione ma la cura ai mali di ogni tempo.
La necessità di una memoria viva, partecipe e collettiva porta oggi il Pungitopo Legambiente Ancona e l’Istituto di Istruzione Superiore Savoia Benincasa a costruire insieme un importante progetto culturale dedicato a utta la cittadinanza, che avrà per protagoniste e protagonisti le studentesse e gli studenti dell’Istituto."
Intervista a Felice Orsini
Intervista ad Alessandro Orsi
Intervista a Raffele Martelli e Antonio Giannelli
Alessandro Archibugi è nato nel 1830 ad Ancona, il fratello Francesco sempre ad Ancona nel 1829. Hanno studiato entrambi all’università “la sapienza” a Roma, il primo ha conseguito la laurea in medicina, mentre il secondo in Filosofia e Matematica. Nel 1849 hanno preso parte alla difesa della Repubblica Romana, durante la quale Alessandro il 4 giugno è stato catturato dai Francesi durante l’attacco di Villa Polverosi ai Parioli. Sono morti a causa delle ferite riportate dopo essere stati colpiti da un proiettile; Francesco morí due giorni dopo in una casa privata nei pressi del Ponte Mollo mentre Alessandro dopo 11 giorni di agonia presso l’Ospedale di Civitavecchia.
Nel 1849 Giovanni Gervasoni (Crema, 1816 - Ancona 1849) era ad Ancona con il grado di capitano dell'esercito sabaudo per difenderla nel forte della Lunetta di Santo Stefano dall'assedio austriaco durante la prima guerra di Indipendenza. Consapevole della netta inferiorità delle forze difensive, con grande coraggio e spirito patriottico tentò una difficile sortita in campo nemico, convinto che questo fosse l'unico modo per ottenere la vittoria. Purtroppo nell'impresa perse la vita a soli trentatré anni, ferito a morte ad una gamba. È ricordato dall'Obelisco Gervasoni eretto nel luogo del suo sacrificio per la patria fuori dalle allora mura, a Monte Marino.
Nato a Meldola nel 1819, Felice Orsini fu un patriota affiliato allaGiovine Italia che prese parte alla Repubblica romana nel 1849. Successivamente, allontanatosi da Mazzini, organizzò il 14 gennaio 1858 l'attentato, fallito, contro Napoleone III. Si laureò in legge a Bologna e si iscrisse alla Giovine Italia. Venne arrestato più volte ma riuscì sempre ad essere liberato dalla prigione. Prese parte alle agitazioni politiche fiorentine tra il 1846 e il 47 e fu espulso dalla Toscana. Volontario, deputato alla Costituente romana e commissario a Terracina, Ancona e Ascoli, riparò poi a Nizza, dove si occupò di studi politici e geografici. Convinto che dalla morte dell'imperatore sarebbe scaturita una rivoluzione in Francia e, di conseguenza, anche in Italia, organizzò il colpo ai danni di Napoleone III ma fu catturato, processato e condannato a morte: il 13 marzo 1858 venne ucciso a Parigi.
Nato a Forlì e figlio di un Conte, svolge gli studi in medicina all’università di Bologna. Patriota e liberale molto attivo in quanto seguace convinto della Repubblica romana di Mazzini, tanta fu la sua partecipazione al movimento risorgimentale che diventò presidente del Comitato centrale di Ancona; intorno al 1860, in quanto anima del patriottismo anconitano, incontrò il re Vittorio Emanuele II in quel momento in visita ad Ancona. Per tutta la vita Alessandro Orsi rimase all’ombra del fratello molto probabilmente per il maggiore protagonismo di quest' ultimo nel quadro del patriottismo risorgimentale.
Raffaele Martelli, nato ad Ancona il 13 marzo del 1811, fu un canonico e il primo sacerdote di Toodyay. Uomo dotto e gentile, era molto amato dai coloni di tutte le fedi. Dovette fare affidamento sui suoi parrocchiani per avere un tetto sopra la testa e del cibo con cui sfamarsi. Da ragazzo si iscrisse al seminario del San Carlo ad Ancona. Nel 1834 fu ordinato sacerdote, poi creato canonico della chiesa di Santa Maria della Piazza. Per un periodo, Martelli fu anche politicamente attivo mentre l'Italia stava subendo gli sconvolgimenti del Risorgimento italiano .
Antonio Giannelli era un patriota liberale di Ancona nato nel 1822 che dedicò la sua vita alla libertà dall'oppressione oscurantista del potere temporale della Chiesa. Creò insieme a Carlo Faiani dei corsi sul liberalismo e cercò di combattere la Lega sanguinaria (un gruppo di estremisti anticlericali). Nel 1849 fu capitano della 2ª compagnia del 2º battaglione della Guardia Nazionale, partecipando a Porta Calamo ad un attacco contro le forze assedianti. Morì il 26 giugno del 1855 di colera durante la prigionia nelle carceri di Santa Palazia.
I cenni biografici di Carlo Faiani ed Antonio Elia verranno inserite al più presto