Artista Queen
Tipo album Singolo
Pubblicazione 31 ottobre 1975
Durata 6:00
Album di provenienza A Night at the Opera
Produttore Queen, Roy Thomas Baker
Registrazione 1975
Un capolavoro, non ci sono altre parole che possono descrivere meglio questa canzone: “Bohemian Rapsody”, nata dalla penna di Freddie Mercury, pubblicata dai Queen il 31 Ottobre dell’ormai lontano 1975, poche settimane prima della pubblicazione dell’album dove era contenuta:”A Night At The Opera”. Mercury scrisse la maggior parte di Bohemian Rhapsody nella sua casa situata a Kensington, nella zona ovest di Londra, nei primi mesi del 1975. Il produttore del brano, Roy Thomas Baker, raccontò come Freddie, dopo avergli suonato la sezione iniziale di ballata al pianoforte, si fermò e disse: "E questa è la parte dove arriva l'opera!". Lo stesso giorno, i due andarono a cena insieme, e fu in quest'occasione che il cantante chiese seriamente se avesse potuto scrivere un brano dalla struttura diversa dal solito. Il chitarrista Brian May ha affermato come il gruppo, compresi quindi anche il bassista John Deacon e il batterista Roger Taylor, abbia subito accolto positivamente l'idea di Mercury, ritenendola intrigante e originale.
Le registrazioni del brano iniziarono il 24 agosto 1975 presso il Rockfield Studio 1, vicino Monmouth in Galles, dopo tre settimane di prova a Herefordshire. Le sessioni richiesero sei settimane di lavoro, ma alla fine il risultato fu assai soddisfacente per tutti, dal momento che il brano fu curato nei minimi dettagli (d'altronde l'album A Night at the Opera risultò tra i più costosi di sempre nella storia della musica). In alcune parti, le voci dei Queen furono sovraregistrate diverse volte, pare addirittura per un totale di circa 180 parti vocali, cosa davvero incredibile per quei tempi; non disponendo gli stessi studi di nastri capaci di contenere tutte le tracce necessarie per l'incisione del brano, si fu costretti a sperimentare un nuovo tipo di supporto, in cui si dovettero tagliare e incollare manualmente più sezioni, appunto, di nastro.
Il brano inizia con un coro cantato dai quattro Queen, prima a cappella, poi accompagnati dalle note di un pianoforte. Dopo un minuto inizia la parte ballata, dove Mercury canta le prime due strofe della canzone, in seguito si aggiungono gli altri strumenti. Questa prima parte si conclude con un meraviglioso assolo di chitarra di Brian May che segna l’inizio della seconda parte della canzone … quella operistica! Si susseguono cori, vengono ripetute cambiando ogni volta tonalità di voce a volte frasi, a volte parole senza senso, come “Scaramouche” o “Bismillah”. Questa parte finisce con un acuto spettacolare di Roger, il batterista, inizia così la terza parte:Rock’n Roll! Tra assoli di chitarra, di basso e batteria, Freddie da libero sfogo alla sua anima rock, con voce aggressiva e spericolata canta la penultima strofa. Infine si ritorna alla parte ballata. Il brano si chiude definitivamente con un Gong suonato da Roger. Il testo di Bohemian Rhapsody è stato interamente scritto da Freddie Mercury e, secondo Lesley-Ann Jones (uno dei biografi dei Queen), è il mezzo utilizzato dal cantante per dichiarare la propria omosessualità. Per i componenti della band è sempre stato un mistero il vero significato. Mercury non ha mai rivelato il significato della canzone, semplicemente c’era, ognuno era libero di interpretare la canzone come preferiva.
Il brano ebbe molte difficoltà ad essere pubblicato come singolo (e ad essere trasmesso in radio) a causa della durata di quasi sei minuti, un tempo improponibile per un singolo rock dell'epoca. La svolta si ebbe quando Kenny Everett, un DJ amico di Mercury, riuscì a farsi dare una copia del brano, sotto la promessa di non trasmetterlo via radio. In realtà Mercury sapeva bene che il DJ non avrebbe tenuto fede alle promesse e cercando proprio di fare pubblicità al brano glielo diede. Everett iniziò a trasmetterlo di continuo, arrivando anche a toccare le quattordici volte in due giorni. Il successo fu tale che l'etichetta discografica fu "costretta" a pubblicare il singolo, uscito il 31 ottobre 1975, che venne certificato disco di platino e rimase per nove settimane al primo posto della classifica britannica.
Il video, considerato uno dei primi della storia, si apre con i quattro componenti dei Queen nel buio che cantano la intro del brano. Le luci sono puntate verso i volti dei membri. Tale composizione richiama la foto di copertina di Mick Rock per il loro secondo album Queen II. La fonte di ispirazione per quella foto è stata una fotografia dell'attrice Marlene Dietrich. Poi sfuma riprendendo i membri della band che suonano. Nella sezione operistica del video, la scena ritorna al Queen II, dopodiché svolgono ancora una volta la parte hard rock sul palco. Negli ultimi secondi del video Roger Taylor è rappresentato a torso nudo mentre colpisce il gong.
Assolutamente secondo me uno dei brani più azzeccati e meravigliosi nella storia della musica novecentesca, proprio di quattro giovani che non hanno paura di uscire dagli schemi della società, per dare libero sfogo alla loro personalità stravagante, e questo capolavoro ne è la prova. Per quei pochi, che non hanno avuto il piacere di ascoltarlo, vi consiglio caldamente di farlo non vi dimenticherete di questa canzone per il resto della vostra vita.
Dennis Ciminelli
VOTO: 10/10
NOME COMPLETO: Billie Eilish Pirate Baird O'Connell
NASCITA’: 18 dicembre 2001, Los Angeles; California, Stati Uniti
GENITORI: Maggie Baird e Patrick O'Connell,
SITO UFFICIALE: https://www.billieeilish.com/
PERIODO ATTIVITA’MUSICALE: 2015-in attività
ALBUM: 2
INDICE DI GRADIMENTO: 9/10
Billie cresciuta in una famiglia che faceva parte del mondo dello spettacolo sin da piccola era propensa alla musica, infatti a 8 anni faceva parte della Los Angeles Children's Chorus e a 11 anni ha iniziato a seguire l’esempio del fratello Finneas O’Connell che aveva una band, scrivendo e cantando alcune sue canzoni. Nel 2015 registra il suo primo brano , scritto dal fratello, Ocean Eyes che ha avuto un notevole successo scalando le classifiche di Spotify e YouTube , nei due anni successivi escono gli altri brani di Don't Smile at Me. Mentre il 29 marzo 2019 pubblica When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, il suo primo album, che ottiene ampi consensi da parte della critica e del pubblico, arrivando al primo posto della classifica degli album di diciotto Paesi nel mondo. E in seguito riesce a debuttare nella Billboard Hot 100, la classifica dei singoli statunitense. Di fatto lei è riuscita ad arrivare al successo ancor prima di aver pubblicato il suo primo album e infatti nel 2018 si è esibita dal vivo nel Where’s My Mind Tour. Quest’anno ha vinto i cinque temi principali dei Grammy Awards (canzone dell’anno, album dell’anno, registrazione dell’anno, miglior album pop vocale e miglior artista esordiente) ed è l’artista più giovane ad aver portato a casa tutti e cinque i premi in una sola notte. Nel febbraio 2020 alla notte degli Oscar ha cantato Yesterday dei Beatles mentre il fratello suonava al pianoforte. Le sue canzoni non rientrano nei tipici stereotipi delle giovani cantanti e infatti sembrano diverse dal solito perché sono frutto di generi diversi: elettronica, jazz e rap. I suoi testi parlano di sentimenti universali, alcuni affrontano i temi della depressione, altri delle paure e se si parla dell’amore questo non è corrisposto, come in” Wish you were gay”. E anche i suo video prodotti assieme al fratello sono ipnotici e surreali a tratti quasi horror. Billie a differenza di molte cantanti pop statunitensi non assume atteggiamenti esplicitamente sexy e provocanti né si veste in modo particolarmente femminile, ma indossa spesso abiti larghi e sportivi “perché così nessuno può avere un’opinione su come sono perché non possono vedere cosa c’è sotto” dice lei. Personalmente ritengo che lei abbia davvero molto talento da vendere e le sue canzoni hanno molto significato perché esprimono semplicemente la verità dei sentimenti.
Pubblicazione: 8 maggio 2020
Genere: trap
Tipo: mixtape
Durata: 26.11 min.
Tracce: 10
Produttore: Sick Luke, Youngotti, Charlie Charles, Chris Nolan, Ketama126, Kermit
Etichetta: Triplosette Enterteinment, Universal Music
La Dark Polo Gang o DPG è un gruppo nato nel 2014 a Roma formato oggi dai trapper Tony Effe (Nicolò Rapisarda), Dark Wayne (Umberto Violo) e Pyrex (Dylan Thomas Cerulli), in seguito al percorso da solista intrapreso da Dark Side (Arturo Bruni) nel 2018. Quasi tutti i loro brani sono stati realizzati dal DJ producer italiano Sick Luke, collaboratore del gruppo che si sta facendo strada a livello internazionale, il quale durante la loro adolescenza li convince a registrare professiionalmente dei brani, non più solo per divertimento. Tra i primi in Italia a seguire la corrente americana della trap, nel 2016 si fanno conoscere con vari successi, creando tendenze e diffondendo un nuovo “slang”, all’insegna del motto “777, triplo sette su ogni cosa” (combinazione vincente della slot machine). Puntano tutto sulla loro ironia, con testi diretti che non parlano mai di odio né riportano giudizi morali o consigli di vita, ma, sinceri, esplicitano il loro scopo di voler avere fama solo per guadagnare e comprare gioielli e vestiti di marca. Le loro canzoni parlano di globalizzazione, amore, droghe, malavita, cambiamento, moda e soldi. In un’intervista motivano la loro entrata nella scena rap-trap italiana dicendo: “Abbiamo visto che nel panorama dei rapper facevano tutti schifo e allora abbiamo iniziato noi a fare musica”. Rime chiuse, diverse metriche, lessico giovanile e ripetitivo associati a flow fondati sull’assonanza sono al contempo chiave vincente e motivo di critiche. Nel 2015 pubblicano FULL METAL DARK, primo mixtape, a cui seguono l’anno successivo CRACK MUSICA di Tony e Side, SUCCO DI ZENZERO, di Wayne e THE DARK ALBUM di Pyrex. Nel 2017 esce TWINS, di Tony e Wayne, e anche TRILOGY, raccolta dei mixtape del 2016. Nel 2018 pubblicano il disco TRAP LOVERS, primo senza Dark Side, il quale nello stesso anno incide SICK SIDE. Finalmente quest’anno i “piskelletti”, seguaci del gruppo, hanno ottenuto l’album tanto atteso: DARK BOYS CLUB, annunciato inaspettatamente il 5 maggio sui profili Instagram dei tre membri e pubblicato 3 giorni dopo. Il disco raccoglie brani registrati in studio nei mesi precedenti alla quarantena e altri realizzati a casa durante questo periodo di quarantena. La copertina provocante raffigurante il Colosseo avvolto da fiamme e fumo è indice delle loro sicurezza e sfacciataggine. Ovviamente l’opinione pubblica si è divisa tra fans e haters, ma non si può non dire che sia stato realizzato un grande lavoro di collaborazione tra personaggi eminenti e rapper italiani e non: Tedua, Lazza, Salmo, Ketama126, Capo Plaza, Boro Boro, Samurai Jay, Mambolosco, Drefgold, Anna, Traffik e Oni One. Personalmente ritengo sia un album pieno di soprese e basi originali, con singoli e featuring inediti. Nei testi si rispecchiano perfettamente le caratteristiche originarie della band improntate su linee street, beat duri e graffianti e strofe dalla metrica affilata. Divertente e perfetto per momenti di svago.
Carolina Gadda
Nazionalità: Italia
Genere: hip-hop, alternative pop, pop rap
Periodo di attività: 2012 – in attività
Album pubblicati: 3
Il vero nome del giovane artista con un passato da barista è Manuele Martorana, nato e cresciuto a Calvairate, quartiere popolare della periferia di Milano, il 19 aprile 1994. Ha frequentato l’istituto alberghiero, abbandonando però gli studi prima del diploma.Inizia ad affacciarsi sul mondo della musica con il Calvairate Mixtape nel 2014, scritto con Tedua e Izi, due giovani rapper di Cogoleto e Savignano.Dopo numerosi successi, pubblica,nel 2017,il primo album intitolato “Io in terra”, anticipato dai singoli Solo, Apnea, Mai più e Rossetto (Intro). Le quattordici tracce presenti sono frutto della penna di Rkomi e dei più grandi produttori odierni del rap italiano come Marco Zangirolami, Carl Brave, Nebbia e Marracash, che ha duettato con Rkomi in "Milano bachata", un brano che mostra una capacità di scrittura nuova, più personale, che va al di fuori dai canoni tradizionali del rap.“Io in terra” è l'album che non ci si aspetta da un giovane con questa esperienza, un eccezionale mix di generi e melodie che si intrecciano perfettamente. In numerose interviste Rkomi afferma che: " IO IN TERRA non è assolutamente un discorso di onnipotenza, rappresenta il mio stato d’animo ritrovato, ho capito cosa voglio trasmettere al mio pubblico e in che modo, ho finalmente capito chi sono e cosa voglio rappresentare nella scena ma soprattutto nella musica, anche la copertina rappresenta bene questo concetto.”
Vittoria Rocchi
Voto: 9/10
Artista: Cara
Album: Le Feste Di Pablo(singolo)
Data di uscita: 13 marzo 2020
Genere: hip hop
Produttore: D.whale, Sixpm
Etichetta: Polydor, Universal Music Italia
‘Le feste di Pablo’ è il singolo pubblicato dall’italiana cantautrice emergente Anna Cacopardo, in arte Cara. Molto giovane e non molto conosciuta sui social è stata conosciuta musicalmente nel 2017, anno in cui è arrivata alla finale di ‘area Sanremo’. Prima de ‘Le feste di Pablo’ ha scritto un altro pezzo, il brano musicale ‘Mi serve’, pubblicato nel 2019.
Nonostante il brano in questione sia stato pubblicato nel mese di marzo solo ad aprile ha ottenuto grande visibilità, per il fatto che il conosciutissimo rapper Fedez, dopo un periodo di abbastanza prolungata assenza dalla scena musicale, ha annunciato la sua collaborazione con la stessa Cara sulle note del brano, il cui remix con il marito della Ferragni è uscito il 9 aprile 2020 e in pochissimo tempo ha scalato ogni vetta delle classifiche musicali italiane e ha raggiunto le orecchie di tutti.
Il singolo inizia con la voce di Cara che canta la prima parte fino al primo ritornello per poi cedere la parola a Fedez fino a ritornare a cantare insieme.
Apparentemente si invita l’ascoltatore a partecipare a una delle così tanto rinomante feste del misterioso Pablo. Il vero significato del brano è poi stato rivelato da Cara in una intervista: ”Le feste di Pablo è l’istante. È la sensazione di euforia dentro all’istante.”….
”Le feste di Pablo è il limite… Una volta dentro, quello che importa è farsi travolgere completamente, così da poter vedere i fuochi d’artificio ogni lunedì mattina”.
E con la sua voce, Cara riesce veramente a trasportarci dentro al pezzo, dentro a una festa di Pablo, con una voce armoniosa che si sposa in maniera particolare con il pezzo più “parlato” di Fedez, facendoci provare tutte quelle emozioni che sono il brano.
Rizzi Maria Vittoria
Data di uscita: 2020
Genere: Alternativa/indie
Ora che ti guardo bene è un singolo di genere indie del cantautore italiano Gazzelle (pseudonimo di Flavio Pardini) prodotto a distanza durante le settimane di quarantena insieme a Federico Nardelli.
Essendo un brano che è uscito durante l’emergenza corona virus i ricavi della canzone verranno donati all’ospedale Spallanzani di Roma, come ha dichiarato Gazzelle: “Ho deciso insieme alla mia squadra di devolvere tutti i provenienti all’ospedale Spallanzani di Roma per fare bene anche e soprattutto a chi sta soffrendo. Un bacio vero”.
L’annuncio della canzone pochi giorni prima della data di uscita è stata anche una sorpresa, un regalo e un segno di vicinanza verso i suoi fan. È inoltre una ballata rassicurante e dolce come un vero e proprio abbraccio che con il suo testo ricorda la bellezza di azioni come suonare e cantare insieme, di un bacio sotto casa o di prendere il sole sul balcone. Proprio dal balcone di casa del cantautore è stata scattata la copertina della canzone.
E ti ricordi com’è che si fa
la vita mescolata insieme
e poi divisa di nuovo a metà
mentre corriamo in queste stanze
sta casa è così grande
che lavoro fa, wow, il tuo papà
ti piacerebbe andare sulla luna
portiamo un sacco a pelo
e rimaniamo là
mentre sul mondo piove forte
suoniamo un pianoforte
cantiamo insieme na na na
Ora che ti guardo bene
sembri proprio come me
e non so se è un male o un bene
ma sto meglio insieme a te
E ti ricordi che sapore che ha
quel bacio dato a vuoto sotto casa
quando ridevi ah ah
mentre la luce di un lampione illuminava un fiore
c’è un gatto col tuo nome, mia dove va
ti piacerebbe stare sotto al sole
sdraiati su un balcone e rimaniamo là
mentre la strada brucia male
non ti farò del male, ti giuro mai, mai
Ora che ti guardo bene
sembri proprio come me
e non so se è un male o un bene
ma sto meglio insieme a te
Ora che ti guardo bene
sembri proprio come me
e non so se è un male o un bene
ma sto meglio insieme a te
https://www.kingsofconvenience.eu/
Genere Indie pop, indie rock, Folk , Indie folk
Periodo di attività musicale 1999 – in attività
Etichetta EMI
Album pubblicati 5
Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe sono i due musicisti (Norvegesi) che danno vita ai Kings of Convenience nell'estate del 1998 e con le loro sonorità delicate e ballate in stile pop folk accompagnano chi li scolta in una leggera nuvola di sensazioni a tratti allegre, malinconiche e contemplative.Sono stati paragonati ad un super noto duo pop rimasto nel cuore di molti, i famigerati Simon & Garfunkel che negli anni '70 hanno prodotto canzoni indimenticabili. Nella realtà stile e atteggiamento sembrano essere diversi, m a quell'affiatamento e quelle movenze autoriali possono essere percepiti come similari.
Il duo ha anche rapporti con l'Italia, il loro produttore artistico Davide Bertolini è di di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia e li hanno anche effettuato delle registrazioni. Il pubblico dei King of Convenience (che potrebbe essere tradotto in i re dell'accomodamento, ovvero i tranquilloni) è sparso in tutto il mondo.
Nonostante abbiano portato avanti anche altri progetti paralleli è l'alchimia delle loro due voci che raggiunge con maggior effetto il pubblico.
I loro sono suoni intimisti ma che hanno modo di contaminarsi con influenze sudamericane, jazz , movenze capaci di sensibilità e freschezza.
F.F.