Recensione: “Il libro del mare, o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare”
Autore: Morten A. Strøksnes
Casa editrice: Iperborea
Anno pubblicazione: 2015
Genere: cronaca/saggio di divulgazione scientifica
Lingua originale: norvegese
“Il libro del mare” narra la storia vera di Morten Strøksnes e Hugo Aasjord e del loro tentativo di catturare uno squalo della Groenlandia.
Questo testo, però, va oltre la semplice narrazione dell’impresa.
Al suo interno, infatti, Strøksnes mostra tutto il suo amore verso il mare e gli abissi, scrivendo molte digressioni di natura scientifica, letteraria e storica.
Tra leggende scandinave e descrizioni di abitanti degli abissi, il lettore si sente subito più vicino alle isole Lofoten in Norvegia, dove è ambientato il libro.
Nel saggio vengono inoltre trattati temi attuali molto importanti, come lo sfruttamento delle risorse ittiche e il riscaldamento globale che stanno contribuendo alla scomparsa di numerose specie marine.
In molte occasioni Strøksnes sottolinea anche la necessità dell’uomo di esplorare e di conoscere, e di quanto abbia paura dell'ignoto, rappresentato nel libro dagli abissi marini.
Questa lettura può essere quindi un ottimo spunto di riflessione sulla psiche dell’uomo e su come la natura non ha bisogno di lui per esistere.
Questo libro presenta, a mio parere, un ottimo equilibrio tra nozioni scientifiche e riflessioni sull’indole umana, il tutto contornato dalla narrazione dell’avventura dei due protagonisti.
Voto: 9/10
TITOLO ORIGINALE: Freddie Mercury, a life on his own words
DATA DI PUBBLICAZIONE(IN ITALIA): Novembre 2019
GENERE: Biografico
NUMERO PAGINE: 200, quasi 70000 parole
Può un uomo che da solo riesce a riempire stadi interi, che possiede la voce più incredibile e meravigliosa che il mondo abbia mai udito, essere dolce, umile, e anche timido? Sì, e questo libro ne è la prova. Una lettura essenziale non solo per chi come me è un fan dei Queen e di Freddie Mercury, ma anche per coloro che desiderano approfondire la vita di uno degli artisti più affascianti e duraturi della musica, e ancor più per coloro che pensano che Freddie fosse come appare sui palchi, arrogante, spavaldo, superbo, perché questo libro è in grado di far ricredere anche i più scettici. Freddie raramente parlava di sé stesso con gli altri, ha accettato di fare poche interviste, e molte citazioni di esse sono racchiuse qui. È scritto interamente in prima persona, suddiviso in 20 capitoli, e ciascuno è intitolato con una citazione estrapolata da una canzone che Freddie ha composto con i Queen(One man, one goal, one vision, love of my life, fame and fortune) o durante la sua carriera da solista(I had this perfect dream, the great pretender, i’m taking my ride with destiny…). In fondo al libro abbiamo in oltre una sorta di “angolo testi”, una raccolta di testi delle canzoni più celebri che Freddie scrisse durante la carriera solista, come Love Kills, Made In Heaven, I Was Born To Love You, Living on my own, e altre, ma non The Great Pretender, perché, dicono gli autori Greg Brooks e Simon Lupton:”Freddie non ha scritto il testo, ne ha solo fatto un’indimenticabile cover, e questo libro è solo per lui”. Personalmente ho adorato questa lettura, inimitabile, immancabile, spesso toccante e sempre divertente, e non nascondo che qualche volta mi è scappata qualche lacrimuccia. Libri come questo, oppure raccolte musicali come “Queen Forever” del 2014 o “Never Boring” del 2019 hanno un solo obiettivo, farci ricordare che sì, Freddie Mercury è morto, ma le sue parole e la sua musica vivranno per sempre!
Dennis Ciminelli
voto: 9/10