Il De providentia affronta il problema del male e della sua presenza all’interno delle vite degli uomini perbene. Ci viene presentata una conversazione tra Lucilio (destinatario dell’opera) e Seneca, nella quale il primo chiede al filosofo perché i mali capitino anche alle persone perbene. Secondo Seneca, i buoni non sono afflitti da veri mali, bensì sono sottoposti a prove atte a forgiare il loro animo in vista del raggiungimento del sommo bene. I mali reali sono soltanto quelli morali, ai quali il saggio è indifferente; quelli fisici e psichici sono solo inconvenienti. Pertanto, l’uomo deve estraniarsi da tutto ciò che lo circonda e restare impassibile davanti alle avversità, sfruttando la virtù. Comportandosi in tal modo, egli sarà libero da ogni condizionamento esterno.
Il cap. II del suddetto trattato illustra il problema ontologico del male. Seneca, in pari con il proprio credo, pensa che i mali, ai quali sono sottoposti gli uomini perbene, non siano veri mali, ma allenamenti per l’anima: disgrazie con lo scopo di fortificare l’individuo e di abituarlo ad allontanarsi dagli stimoli negativi presenti nel mondo circostante. Per il filosofo i mali veri e propri sono solo quelli morali e non quelli fisici o psichici. Ciò non vuol dire che l'uomo non senta il peso di essi - la sofferenza permane in qualsiasi forma - semplicemente egli è incentivato a sopportare, affidandosi alla virtù, in vista di un bene superiore.
Concordo con la tesi senecana in più punti. Penso che dovremmo vivere tentando di essere la versione migliore di noi stessi e agendo secondo i nostri valori, rispettando gli altri, traendo insegnamento da ciò che è intorno a noi, senza privarci di nulla. Non avendo la certezza che ci sia un percorso già delineato per noi, non dobbiamo farci abbattere dalle difficoltà e cercare, invece, di costruire il nostro futuro ogni giorno. Le mie esperienze di vita negative e positive - riflettendo - hanno contribuito a costruire la mia personalità e devo ammettere di essere abbastanza soddisfatta del risultato. Non tutti i mali vengono per nuocere: ti disintegrano e logorano nel momento in cui si palesino, ma a tempo debito si potrà fare tesoro di essi e sfruttarli per il nostro bene.
“La vita è una scalata, la salita è dura, ma la vista è grandiosa”.