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Introduzione generale
Il mito è il canale letterario che si aggiudica il favore di Platone, il quale riesce a nobilitarlo, attribuendogli nuove funzioni, che, come scoprirai, non consistono nel propinare informazioni. Di fatto, l'ateniese si presenta come una guida spirituale che accompagna verso la conoscenza dolcemente, grazie a quel reinterrogare paziente e senza posa che induce alla consapevolezza. Prima ancora che filosofo, dunque, Platone è un pedagogo che, conscio del significato della parola "paidèia", esorta con dialoghi protrettici a volgere il proprio animo al bene, ossia alla conoscenza. Quest'ultima rappresenta un tesoro e magnifica la vita, che sarebbe detestabile se essa non fosse l'incentivo che sprona alla ricerca. Bisogna ribadire, ed io credo che questo spazio virtuale lo faccia bastantemente, che la libertà si conquista solo con sacrificio, con la passione dello "studens", di chi si proietta nel futuro, tensione dal presente alla pace e alla prosperità.
Platone incarna efficacemente il magistero etico e morale e si fa portatore di sani principi, che ostano quelli infondati naturalistici, con i quali si era posto il mondo a caso, e nel caos, ci si barcamenava tra effluvi e credenze e constatazioni tecniche, meccaniche, cosicché, se un pluralista o un monista avessero dovuto riferire perché Socrate andò in carcere, essi avrebbero risposto che lo aveva fatto poiché glielo avevano permesso le giunture delle gambe, che a un tempo si erano piegate, a un tempo si erano contratte. Ma noi, uomini di oggi e cittadini di domani, siamo ben più di un corpo: siamo soprattutto anima. E la scoperta di questa verità la dobbiamo al nostro filosofo, educatore che seppe ridestar le coscienze.