Tullio Levi-Civita
L’UMI nasce ufficialmente il 31 marzo 1922 quando Salvatore Pincherle, dopo due anni di tentativi, decide di rompere gli indugi e invia ai matematici italiani una circolare di presentazione del programma della costituenda Società. L’iniziativa era sorta, più che da motivazioni interne alla comunità matematica, in corrispondenza del voto formulato a Bruxelles, nelle sedute dal 18 al 28 luglio 1919, dal Consiglio Internazionale di ricerche al quale avevano partecipato i rappresentanti del Belgio, del Canada, degli Stati Uniti d’America, della Francia, della Gran Bretagna e Irlanda, dell’Italia, e del Giappone, della Nuova Zelanda, della Polonia, del Portogallo, della Rumenia e della Serbia.
L’Italia in tale occasione era stata rappresentata dall’Accademia dei Lincei, in particolare da Vito Volterra. In tale conferenza era stato espresso il voto che sorgessero comitati nazionali per lo scopo sopra indicato. Così recita una prima bozza di circolare scritta da Volterra nel marzo del 1920. La circolare esordiva con il richiamo all’esperienza delle altre comunità scientifiche del nostro Paese ed enucleava uno schema di programma molto generico: <<È vivo desiderio di molti studiosi di costituire una unione italiana la quale raccolga i matematici, analoga a quelle già fondate per le scienze chimiche, per le scienze astronomiche e per l’Oceanografia>>.
L’Unione si propone:
l’incoraggiamento alla scienza pura
il ravvicinamento tra la matematica pura e le altre scienze
l’orientamento ed il progresso dell’insegnamento
l’organizzazione, la preparazione e la partecipazione a congressi nazionali ed internazionali
Questa unione si propone altresì di ricongiungere e coordinare le forze delle altre associazioni nazionali esistenti. Questa circolare, secondo l’intenzione di Volterra, avrebbe dovuto essere firmata da lui stesso e dai matematici seguenti: Luigi Bianchi (Pisa), Pietro Burgatti (Bologna), Gian Antonio Maggi (Pisa), Roberto Marcolongo (Napoli), Salvatore Pincherle (Bologna), Carlo Somigliana (Torino), Giovanni Vacca (Roma).
L’eccessiva caratterizzazione antitedesca di tutte le iniziative organizzative prese dalla “Conferenza Interalleata delle Accademie scientifiche” costituì dunque, almeno per alcuni matematici italiani, uno dei motivi principali della freddezza con cui fu accolto il “desiderio” di Volterra che, invece, risultò vincente per quanto attiene alla nascita del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Levi-Civita appare, almeno allo stato attuale delle ricerche, il capofila di quei matematici italiani che con maggiore intransigenza difesero i valori di un rigoroso internazionalismo scientifico. Sarà proprio Levi-Civita, con una posizione davvero eccezionale e per certi versi solitaria, proporre all’amico, che l’iniziativa italo-tedesca doveva essere indirizzata anche a scienziati francesi e inglesi.
Motivo di dissenso era rappresentato dalla designazione piovuta “dall’alto” del Presidente, decisa unilateralmente dall’Accademia dei Lincei probabilmente per tagliar corto ad ogni discussione.
Legittima era certamente l'aspirazione di Volterra a non restare emarginato rispetto ai Congressi internazionali che si stavano progettando da parte delle varie Unioni internazionali. Ma la via scelta era quanto mai impropria e non deve aver convinto nemmeno lo stesso Pincherle se questi, a distanza di un anno, nel tentativo di convincere l'ancora restìo Levi-Civita, è costretto a confessare la sua riluttanza a farsi carico dell’iniziativa.