Edoardo Amaldi nacque a Carpaneto in provincia di Piacenza il 5 settembre 1908. Suo padre, Ugo, era un insigne matematico. Fece i suoi studi superiori a Roma dove si laureò in fisica all’età di 21 anni dopo aver lasciato, a seguito dell’esortazione del suo professore di Fisica, Orso Mario Corbino, gli studi di ingegneria. L’appello di Corbino a cambiare corso di studi era dovuto all’arrivo di Enrico Fermi che Amaldi aveva già avuto modo di conoscere durante una vacanza sulle Dolomiti e col quale aveva stretto una profonda amicizia. Dopo il servizio militare trascorse dieci mesi di studio a Lipsia per lavorare sotto la guida di Peter Debye sulla diffrazione dei raggi X nei liquidi. Al ritorno da Lipsia divenne assistente di Corbino, lavorando sulla spettroscopia e nel 1934 entrò a far parte del famoso gruppo di ricercatori italiani guidato da Enrico Fermi. Insieme a Fermi, Bruno Pontecorvo, Franco Rasetti, Emilio Segrè, passò alla storia come uno dei "ragazzi di via Panisperna", il più giovane del gruppo. Con le loro ricerche essi diedero vita alla fisica dei neutroni lenti ed agli innumerevoli sviluppi che ne seguirono. Dopo il 1938, trasferitosi Fermi in America per le note vicende, il gruppo si disperse sia a causa delle leggi razziali, sia per le difficoltà finanziarie in cui si trovava la ricerca in Italia. Amaldi fu tentato di trasferirsi negli Stati Uniti, ma decise di restare in Italia, assumendosi il compito di mantenere viva la scuola di fisica che aveva preso le mosse da Fermi e non disperdere il prestigio raggiunto. Con alcuni collaboratori, Daria Bocciarelli, Giulio Cesare Trabacchi e Mario Ageno, volle riprendere le esperienze sui neutroni ma viste le voci circa l’uso della fissione nucleare utilizzata a fini bellici, sospese ogni ricerca che potesse essere utilizzata in campo militare. Nel dopoguerra la scuola romana raggiunse importanti risultati grazie a Conversi, Pancini e Piccioni che nel 1946 provarono che il mesotrone non è la particella prevista da Yukawa, ma una nuova particella che fu chiamata muone. Il muone è una particella che viene prodotta dai raggi cosmici, riuscendo a penetrare l'atmosfera e arrivare fino a noi, ma queste particelle hanno una vita di due milionesimi di secondo e sarebbe fisicamente impossibile raggiungere la terra anche se andassero alla velocità della luce. Quindi come fanno? Riescono perché seguendo la dilatazione del tempo teorizzata da Einstein per loro il tempo passa diversamente rispetto a noi, quindi due milionesimi di secondo per il muone sono minuti interi per noi.
L'esperimento di Amaldi fu indicato come l'atto di nascita della fisica delle particelle elementari. In questo periodo Amaldi lavorò per la ricostruzione della fisica italiana e per avviare relazioni internazionali rompendo così l’isolamento dell’Italia. Per 40 anni insegnò fisica sperimentale a Roma, formando generazioni di fisici, passando dalle ricerche pionieristiche di fisica nucleare alla nascente fisica delle particelle e ai raggi cosmici. Inoltre promosse, insieme a Gilberto Bernardini ed Eligio Perucca, la nascita dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) di cui fu presidente dal ’60 al ’65. Inoltre, fu presidente del Comitato tecnico e scientifico dell'Euratom e nel 1958 promosse la realizzazione di un elettrosincrotrone che fu costruito sotto la direzione di Giorgio Salvini nei nuovissimi Laboratori Nazionali di Frascati.
Nel 1957 aderì al “Movimento Pugwash” per il disarmo nucleare e all’Unione scienziati per il disarmo (USPID).
All’interno dell’Accademia dei Lincei, di cui divenne presidente, promosse la Commissione per i diritti civili e del gruppo di lavoro per la Sicurezza Internazionale e il Controllo degli Armamenti (SICA), che dal 1988 organizzò conferenze annuali che, dopo la sua morte, vennero proseguite da Giorgio Salvini, suo successore, e che da allora sono chiamate “Conferenze Amaldi”. Nonostante i suoi numerosi incarichi organizzativi e amministrativi, continuò l’attività scientifica e di docente avviando studi sulle onde gravitazionali, la cui esistenza venne confermata nel 2016. Autore affermato di numerosissime pubblicazioni e manuali di fisica generale, insieme con la moglie Ginestra, scrisse un libro di testo per le scuole superiori, basato sul testo di Fermi. Questo testo fu adottato da moltissime scuole ed ebbe numerose edizioni, curate in seguito dal figlio Ugo, e sul quale si stima abbiano studiato la fisica più di due milioni di studenti nell’arco di cinquant’anni. Vanno ricordate le sue doti di insegnante, le lezioni di straordinaria chiarezza e soprattutto la sua disponibilità e affabilità.
Nel 1982 gli venne conferita la qualifica di socio onorario dell’AIF con la seguente motivazione: “Il professor Edoardo Amaldi è docente e ricercatore i cui meriti nel campo scientifico sono ampiamente riconosciuti in Italia e all’estero". Tutta la sua vita di scienziato e di uomo fu ispirata da due princìpi: il primo che la scienza non deve essere perseguita per scopi militari, ma le si deve riconoscere un valore sociale tale da stimolare l'industria e favorire la formazione di specialisti altamente qualificati utili in molti settori dell'economia; in secondo luogo, comprese molto presto che nessun singolo stato europeo poteva sperare di fare da solo scientificamente e tecnologicamente. Soltanto riunendo le proprie risorse i Paesi dell'Europa potevano riportare il vecchio continente, culla della scienza moderna, al suo ruolo primario, alla pari con gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Fu perciò un protagonista dei progetti nazionali e internazionali di ricerca e contribuì alla nascita di tutti gli enti di ricerca di fisica italiani ed europei. Fu infatti uno dei fondatori del CERN di Ginevra e dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), svolgendo, assieme al francese Pierre Auger un ruolo essenziale per la costruzione di questi prestigiosi enti. Quando la morte lo colse, il 5 dicembre 1989, era all'accademia dei Lincei impegnato in uno studio sulle onde gravitazionali che portò avanti fino alla fine dei suoi giorni.