Realizzato da Chiara e Francesca Staccone
Il progetto si basa sulla divulgazione delle importanti informazioni storiche riguardanti l'anarchico e sindacalista ceccanese, Aristide Ceccarelli, sui passi del quale è possibile condurre una riscoperta degli anarchici del tempo! L'obiettivo è quello di conservare e promuovere il loro operato, nonché quello di scoprire le radici dell'anarchismo e del sindacalismo, che si intrecciano con quelle della città di Ceccano. Per un primo approccio all'argomento, segue una breve introduzione all'anarchia ed alle azioni condotte sin da subito dal nostro concittadino...
L' Anarchia
L'Anarchia è la dottrina che promuove l'abolizione di ogni governo sull'individuo e, soprattutto, l'abolizione dello stato, da attuare eliminando o riducendo al minimo il potere centrale dell'autorità. Il movimento anarchico si sviluppò nella seconda metà del XIX secolo e sostiene da sempre un estremo decentramento dei poteri amministrativi della società, affinché i lavoratori possano organizzare da sé la proprietà e l'amministrazione dei mezzi di produzione. Tra i principali anarchici dell'epoca si ricordano De Ambris, Cassinelli, Masotti, Farina e Borgia ma, in particolar modo, Aristide Ceccarelli. Quest'ultimo, infatti, impegnò tutta la sua vita per l'anarchia e le lotte operaie e aderì al movimento anarchico sindacale. Tale movimento rimase unitario, a Roma, ribadendo alcuni concetti da tutti condivisi, come i diritti dei lavoratori, no alle elezioni liberali e borghesi, no al colonialismo, fino al 13 novembre 1914, quando Ceccarelli svolse il suo ultimo comizio unitario, in via Capo d'Africa. Successivamente, l'interventismo conquistò Maria Rigyer, un importante personaggio che convinse molti militanti anarchici ad organizzarsi per l'entrata in guerra contro l'Austria-Ungheria. Tuttavia, Ceccarelli non condivise il suo pensiero, perché vedeva la guerra come un regolamento di conti fra le grandi potenze, sulla pelle dei diseredati e dei lavoratori. La storia, purtroppo, gli diede ragione. Nel 1916, dopo la conferenza di Zimmerwald (1915) voluta da Lenin per ricostruire un movimento socialista pacifista internazionale, vi furono ripercussioni anche sugli anarchici italiani. Ceccarelli riuscì a ricompattare il movimento anarchico italiano sulle sue posizioni già nel 1916, con il congresso di Firenze, partendo da politiche sindacali e rilanciando il ruolo e l'organizzazione dell'USI, il sindacato anarchico. Il suo impegno per l'organizzazione operaia continuò fino alla morte su basi sindacali, ma rifiutando i metodi violenti, giudicati da Ceccarelli fortemente controproducenti.
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