BEBE VIO
Bebe Vio nasce a Venezia in Italia il 04/03/1997: é sempre stata una bambina dall'animo vivace, sportivo e socievole con una particolare volontà ad aiutare il prossimo. Ha sempre coltivato diverse e grandi passioni e, forse la più grande di tutte, la scherma. All'età di 11 anni è stata colpita da una meningite che ha portato all'amputazione di tutti gli arti; tuttavia la ragazza non si è lasciata abbattere dalle conseguenze della malattia e con grinta e forza è tornata ad affrontare la vita con il sorriso, elemento che la contraddistingue. Viene riconosciuta come la prima atleta al mondo a gareggiare con quattro protesi agli arti e, nel 2019, si aggiudica la Coppa Del Mondo Oro sia individuale che a squadre.
FIONA MAY
Fiona May nasce a Slough nel Regno Unito il 12/12/1969: gli studi per lei non furono facili poiché era l' unica ragazza nera di tutta la scuola, il suo unico momento di sfogo e di integrazione era lo sport. Sulla pista di atletica diventa leggendaria divenendo così un simbolo della lotta contro al razzismo; fu la prima atleta italiana a vincere un titolo mondiale. Dopo essersi ritirata si è impegnata in numerose attività sociali promuovendo lo sport come momento di integrazione.
"lo sport è l' ambiente in cui tutto è più facile sia per le donne che per la gente di colore. Nella vita normale è piuttosto difficile.
Ondina Valla arrivò in finale insieme alla sua compagna e sfidante Claudia Testoni
(anche lei italiana)
ONDINA VALLA
Ondina Valla nacque a Bologna, in Italia il 20/05/1916:fu un'ostacolista e velocista italiana, campionessa olimpica degli 80 metri ostacoli ai Giochi di Berlino 1936, nonché prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici durante un periodo storico che precludeva varie possibilità alle donne in particolare in Italia. Nonostante la vita le pose davanti svariati ostacoli, tra cui la lotta contro pregiudizi dettati sia dalla società che dalla chiesa che tratteggiava la donna ideale come moglie e madre fedele, l' oro olimpico le assicurò immensa popolarità in Italia, divenendo così simbolo per tutte le ragazze che, in lei vedevano un mito e un esempio di femminilità .