Artemisia Gentileschi
Artemisia Gentileschi (1593-1652), figlia di Orazio Gentileschi, pittore molto affermato ai suoi tempi nonché amico di Caravaggio, è una delle più interessanti figure di pittrice di tutta la storia dell’arte occidentale. Artista di straordinario talento, contribuì con le sue opere in modo decisivo all’evoluzione del Caravaggismo italiano. Artemisia apprese il mestiere ancora giovanissima presso la bottega del padre Orazio e iniziò a dipingere in casa. Nel 1611, purtroppo, fu molestata da Agostino Tassi, un pittore fiorentino collaboratore del padre, e questa vicenda cambiò profondamente la sua vita e forse anche la sua arte. Tutta questa vicenda non fermò la giovane donna: Artemisia riuscì ugualmente a coronare il suo sogno di diventare pittrice.Artemisia privilegiò sempre i soggetti femminili, dipingendo molte sante ed eroine, nelle cui vesti amò spesso ritrarsi; privilegiò anche i temi drammatici e violenti, rendendoli crudi e perfino efferati con l’adozione di un luminismo tagliente. Il suo quadro più famoso è sicuramente Giuditta e Oloferne. Il dipinto fu realizzato in due versioni: la prima risale al 1612, l’anno del processo per la violenza. La seconda versione fu invece dipinta verso il 1620, a Firenze, per Cosimo II dei Medici. Artemisia prese a modello l’omonimo capolavoro di Caravaggio: rappresentò, infatti, l’eroina biblica nel momento in cui sta per recidere la testa di Oloferne.
Frida Kahlo
Frida Kahlo (1907-1954) è l’artista messicana più conosciuta dal grande pubblico e una delle pittrici più famose della storia dell’arte. Figlia di un fotografo tedesco e di una messicana di origini indios, nacque affetta da spina bifida, con una gamba meno sviluppata dell’altra. All’età di 18 anni fu vittima di uno spaventoso incidente che le provocò numerosissime fratture. L’autobus su cui viaggiava si scontrò con un tram, schiantandosi contro un muro. Frida si spezzò la colonna vertebrale in tre punti, nella zona lombare; si ruppe il collo del femore, le costole, l’osso pelvico; la gamba sinistra riportò undici fratture; il piede destro venne schiacciato; il passamano dell’autobus le trafisse l’anca sinistra, entrandole in un fianco e uscendole dalla vagina (non poté mai avere figli, con suo grandissimo dispiacere). Subì, a causa di questo incidente, ben 32 operazioni chirurgiche e fu costretta a rimanere a letto immobile per mesi, con il busto ingessato, anche in più fasi della sua vita. Questa circostanza che incise fortemente sulla maturazione della sua complessa personalità. Da un lato, Frida si chiuse in sé stessa; dall’altro, rafforzò il proprio carattere. Colmare il vuoto della solitudine e contrastare la noia. Iniziò ad autoritrarsi. Durante la lunghissima convalescenza, Frida iniziò a dipingere, per I genitori le regalarono un letto a baldacchino, dotato di uno specchio sul cielo, in modo che la ragazza potesse vedersi. Grazie a quello specchio, Frida poté iniziare quel corpo a corpo con la sua immagine che avrebbe determinato la sua arte e che sarebbe durato per tutta la vita.