“Prima o poi lo acciufferemo!”: esordiva così la signora Patrizia, fedelissima operatrice scolastica della nostra cara sede Bronzetti, quando a suo tempo ci informavamo sull’evoluzione delle indagini riguardo alla ultra-riservata operazione “Bathroom”. Eh sì, cari lettori, come forse alcuni di voi avranno già intuito, i sanitari del primo piano del Bronzetti erano da tempo bersaglio di un singolare fatto di cronaca… Durante le settimane a cavallo tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre i bagni vicino alla portineria (l’assassino è stato molto temerario e sfrontato!) furono oggetto di attacchi, diciamo, ad alto tasso ammoniaco.
La scena del crimine intatta non è mai stata accessibile al grande pubblico perché la solerte Patrizia si è sempre presa l’incarico di eliminare il più velocemente possibile le tracce del misfatto. Inoltre i bagni sono stati frequentemente chiusi per i motivi più vari e il killer seriale si è ritrovato limitato nel campo d’azione sul proprio territorio. La cerchia dei sospettati non era grande e la nostra acuta operatrice scolastica lo sapeva: il colpevole o i colpevoli erano necessariamente da ricercarsi tra gli studenti del primo piano. Solo la mia classe, la 3DC, e la nuova prima, la 1DC, hanno infatti accesso ai sanitari del primo piano (qui forse vi fu uno dei primi errori dell’assassino: sarebbe stato più facilmente camuffabile un “omicidio” al secondo piano dove le classi sono quattro). Non si può comunque escludere che il criminale provenga dal secondo piano, ma è molto improbabile vista l’attenzione e la scrupolosità della signora Patrizia.
Io ho avuto la personale fortuna di assistere privatamente ad una papabile scena ancora fresca: di ritorno dal “quotidiano giretto”, mi siedo tranquillamente al banco, all’improvviso bussa la Patrizia, che aveva evidentemente scrutato da dietro un giornale, alla Sherlock Holmes, il passaggio bagno-portineria-classe 3DC, e chiama fuori me e il mio compagno Natalino Natale (il nome, per questioni di privacy, è inventato). Ci ritroviamo quindi coinvolti in un serrato interrogatorio a tre dal quale emerge che probabilmente Natalino l’aveva fatta proprio “fuori dal vaso”, ma testimonierei ad occhi chiusi per la sua innocenza: si trattava molto probabilmente solo di un errore di calcolo nella formulazione della traiettoria parabolica dell’atto di mingere. La domanda sorge spontanea: si tratterà allora di un criminale consapevole o di tanti criminali ignoti assolutamente non educati e imprecisi ma inconsapevoli? Se davvero ci fosse una mente progettante dietro tutto ciò, stiamo aspettando solo che dopo la lunga pausa post-natalizia ritorni a colpire, ma, a questo giro, per l’ultima volta!
Vieri Monti
di Giacomo de Nard
Il 7 febbraio 2023 si è svolta una delle riunioni di Istituto con la presenza delle classi terze, quarte e quine della sede Fusinato, avente quale tema “Il Fascismo”. La riunione si è concentrata soprattutto sulla nascita e sul mantenimento del potere da parte del fascismo e sulla successiva entrata in guerra da parte dell’Italia.
Violante Fociani e Alessandro Gumirato, rappresentanti d’Istituto, hanno aperto la riunione presentando coloro che sono stati chiamati ad illustrare tale tema; Tommaso Baldo e Davide Leveghi, sono stati i due esperti storici, autori del podcast “la macchia nera” (incentrato sull’ascesa del fascismo e sul suo significato nella storia moderna). La riunione si è svolta in due momenti distinti. La prima parte si è incentrata sulla spiegazione e analisi, sia da un punto di vista storico che da un punto di vista sociologico, di come il fascismo si è affermato in Italia e del modus operandi delle cosiddette “camicie nere”. Questa prima parte è stata accompagnata da reperti fotografici e da un breve audio dello storico Francesco Filippi. Nella seconda parte della riunione si è dato spazio agli studenti con interventi e, talvolta, spunti che hanno portato ad un approfondimento e ad un dibattito costruttivo sull’impatto economico-politico da parte del fascismo su quello che sarebbe stato il futuro dell’Italia. Per la riunione sono stati rispettati i tempi ed un applauso finale da parte di tutti gli studenti fa sperare in un gradimento degli stessi, sia per la scelta dell’argomento che per il dibattito.
di Riccardo Dalla Mana
Nella settimana dal 6 al 13 febbraio si è tenuta, suddivisa in date differenziate per le diverse sedi della scuola, l’assemblea d’istituto degli studenti del Liceo Marchesi. Assemblea che, nonostante presentasse un tema generalmente ritenuto interessante tra gli studenti, ossia un approfondimento sul fascismo, non ha avuto, per lo più, recensioni positive, né dagli alunni partecipanti né dai professori che si occupavano della sorveglianza dei ragazzi.
L’incontro, almeno per quanto riguarda quello svoltosi nella palestra della sede Fuà Fusinato dell’istituto, si è aperto con una praticamente assente introduzione da parte dell’esperto invitato dai rappresentanti d’istituto per trattare del tema del fascismo. Le due ore successive, per lo più, sono consistite di una sorta di lezione frontale, di spiegazione scolastica riguardo al tema sopra citato, fin quasi alla fine dell’assemblea.
Solo in conclusione i rappresentanti d’istituto degli studenti hanno preso la parola per comunicare la loro gratitudine all’esperto e proporre una chiave di lettura attuale dell’argomento.
Proprio con tale invito finale i rappresentanti hanno inteso spiegare la scelta del tema nella direzione del fascismo: hanno detto, infatti, che una tematica del genere ai nostri giorni, soprattutto nell’ottica dell’estrema attualità (si è citata la guerra nell’Est Europa) è di incredibile contemporaneità e per questo trovano molto interessante e utile comprenderlo e approfondirlo.
Tuttavia, nonostante la maggior parte degli studenti si trovassero d’accordo su questo punto, non sono assolutamente mancate le critiche, soprattutto rivolte alla modalità in cui si è svolta l’assemblea.
Mentre alcuni, per lo più appassionati di storia, come ci raccontano certi studenti della classe 3DC dell’indirizzo Classico, hanno trovato particolarmente apprezzabile l’approfondimento e soprattutto il fatto che vertesse sulle motivazioni che portarono all’avvento del partito fascista, altri loro colleghi, sempre di 3DC ma non solo (abbiamo raccolto testimonianze da alunni di 2DC, 2EE e 5BL) hanno trovato la “lezione frontale di storia” inappropriata al contesto dell’assemblea. Infatti, sostengono i ragazzi, sarebbe stato quantomai apprezzabile prima di tutto un maggiore coinvolgimento degli spettatori dell’assemblea, visto che l’iniziativa è principalmente volta al confronto tra gli studenti dell’istituto, e in quest’ottica molti sostengono che avrebbero gradito almeno un dibattito finale sul tema, che tutti hanno a ogni modo reputato interessante. Inoltre critiche più leggere sono state rivolte anche alla modalità di presentazione, prettamente orale, e ai dettagli storici, che solo una piccola percentuale del pubblico, potremmo così definirlo, avevano approfondito col regolare percorso didattico.
Nel complesso dunque da molti studenti è stato espresso il seguente giudizio: l’idea non era male, ma l’organizzazione e la struttura dell’incontro necessitavano di una decisiva revisione. Fa infatti spuntare un sorriso dolce-amaro sentire commenti quali “La cosa più interessante dell’assemblea era l’aspetto fisico dei rappresentanti”, soprattutto visto il tema trattato e la grande potenzialità che offriva per ragionamenti e approfondimenti.
La rappresentazione si è basata sulle esperienze vissute dal protagonista, in particolare sul suo primo viaggio in Cina: aveva sempre studiato la lingua cinese solo sui libri ma quando partì, nell’agosto del 1995, e arrivò in una città chiamata Harbin, si rese conto che il mondo orientale era diverso da come lo aveva immaginato.
Lì la temperatura media girava intorno ai venti gradi sotto zero, ed infatti ogni anno vi viene realizzato il famoso Festival delle sculture di ghiaccio. Frequentò un corso di calligrafia presso il taoista Monastero della Nuvola Bianca, ma ben presto capì che quello non era il suo talento. Gli venne suggerito da un monaco del convento di continuare a viaggiare, perché era ciò che amava fare.
A questo punto dello spettacolo Sergio Basso, che è contemporaneamente attore e regista dello spettacolo, ha mostrato alcuni oggetti (che lui stesso aveva raccolto durante un soggiorno in Cina e che aveva conservato con estrema cura): un manuale sul Ping Pong, uno per gli orari dei treni, una videocamera con più di 20 ore di riprese e, infine, tre taccuini di viaggio su cui annotare tutte le proprie avventure.
Il racconto prosegue con un altro episodio vissuto dal protagonista durante il tragitto verso Xiahe. Era appena giunto nella città e cercava un luogo dove passare la notte, quando due bambini si offrirono di aiutarlo a raggiungere un monastero. Lo sorprese il fatto che i due ragazzini dovessero prima passare a prendere il monaco, che si trovava al mercato, alle 22.30 di sera. Faceva molto freddo e dovettero dormire avvolti nei sacchi a pelo, con circa 20 gradi sotto zero.
Nei giorni seguenti partì per il Dunhuang, su consiglio di una monaca buddista che gli regalò il suo rosario e poi si recò a Xi'an, dove visitò il famoso “Esercito di Terracotta".
Il racconto prosegue, infine, con una descrizione della pittura cinese, una delle più antiche tradizioni artistiche ancora presenti nel mondo. È così che si chiude il viaggio alla scoperta delle meraviglie della Cina.
Facendo un breve sondaggio tra gli studenti risulta che c’è stato un riscontro positivo: lo spettacolo è stato gradito, alcuni dicono che ha soddisfatto le aspettative, altri che ha suscitato riflessioni interessanti nella propria classe e altri ancora sottolineano la bravura nell’interpretazione di Sergio Basso.
Giulia Bettio
La giornata del 28 febbraio era iniziata nel modo più monotono possibile, con il suono della campanella alle 8:10, la schiera di studenti che si riversava nella scuola e alle 8:20 l’arrivo dei professori pronti cominciare le lezioni; tutto nella norma come di consueto...vero?
Mi dispiace per voi cari lettori, ma le cose sono destinate a cambiare per la classe 4 DL della sede Cadoneghe, dove ormai andare a lezione è come pescare una caramella da una scatola di “tutti gusti più uno”: un giorno ti capita fragola, quello dopo cerume.
Erano le 9:20 e il suono della campanella che annuncia l’inizio della seconda ora fece da sottofondo all’entrata ormai celebre del professore di filosofia, così peculiare e riconoscibile che lo si poteva riconoscere solo ascoltando il suono e la frequenza dei suoi passi, simili a quelli di una madre quando passa in camera del figlio alle 4 di mattina per vedere se sta dormendo o giocando a Clash Royale. La lezione cominciò senza nessun inghippo, ma come già preannunciato, la situazione è destinata a cambiare da lì a poco; nel bel mezzo della spiegazione, mentre noi ci annotavamo le sagge parole del professore, uno scricchiolio distolse la nostra attenzione dal foglio alla parete delle finestre.
Passarono pochi istanti dal rumore e l’inaspettato accadde: rapida come una ghigliottina durante la rivoluzione francese, una tapparella si staccò e cadde rumorosamente e scenograficamente al suolo; per buoni 10 minuti divenne lei la star della lezione, generando reazioni contrastanti tra chi rideva come uno scemo e chi stava ancora realizzando cosa era appena successo.
Ad oggi sono passati mesi dall’accaduto e quella finestra è ancora scoperta, ma insomma, diciamocelo: quella caduta di tapparella ha reso la nostra giornata molto più interessante. Ma chissà, magari la prossima volta ci lasceremo sorprendere da un'altra inaspettata comparsa dal soffitto o dall'armadio.
P.S. Aggiornamento del 24 maggio: cari lettori, voi avete mai creduto nei miracoli? Se la risposta è no vi capisco benissimo, anch’io ero della vostra stessa opinione, ma oggi sono costretto a ricredermi perché a me e a tutta la nostra classe è stato comunicato l’impossibile, l’evento più atteso dell’arrivo di una nuova stagione di Rick & Morty o dell’inizio della Champions League: finalmente, dopo 4 mesi di estenuante attesa, ci è stato riferito che sono stati trovati dei fondi per la sostituzione della famigerata tapparella, ridandoci finalmente la possibilità di guardare un film senza che il sole si imbuchi senza invito. Direi che è stata la degna conclusione per questa storia, ma probabilmente, quando lo racconteremo, quel filo di nostalgia tornerà sempre e comunque.
Gianmarco Zago