Molti studenti non sono a conoscenza di un'opportunità che il nostro istituto offre: la possibilità di seguire, o persino partecipare, al concorso “DiMMi – Diari Multimediali Migranti”, un concorsonazionale, nato nel 2014, che in questi anni è stato finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e che ha lo scopo di valorizzare le storie dei migranti, facendone uno strumento di dialogo e di conoscenza, fornendo una voce a chi ha volontà di condividere il proprio vissuto migratorio.
Gli elaborati per il concorso possono avere diverse forme (narrazioni scritte, fumetti, video), possono avere qualsiasi lunghezza ed essere realizzati in qualsiasi lingua, così da permettere la più libera espressione. Requisito necessario per la partecipazione è l'origine straniera e la consegna del lavoro deve essere effettuata entro una data fissata di anno in anno (per il 2023 la scadenza è il 30 aprile).
I racconti vengono esaminati da gruppi di lettura presenti su tutto il territorio nazionale, che costituiscono delle giurie preliminari. I gruppi territoriali mandano poi le loro valutazioni ad una giuria finale che ha il compito di stabilire i dieci finalisti. Le narrazioni finaliste vengono raccolte inun libro pubblicato annualmente dalla casa editrice “Terre di Mezzo”.
L'istituto Marchesi permette anche agli studenti di prendere parte a questa iniziativa e lo fa in due modi:
- istituendo un gruppo di lettura che costituisce una delle giurie territoriali;
- aiutando gli studenti di origine straniera presenti all’interno dell’Istituto a partecipare in prima persona al concorso come narratori della loro storia (una delle vincitrici degli anni passati è stata addirittura una nostra studentessa).
La nostra scuola ha aderito a questo progetto grazie alla professoressa Silvia Failli, docente di Scienze Umane, che con il progetto “DiMMi di storie migranti” realizza un’attività di PCTO in collaborazione con il concorso nazionale. Il percorso di PCTO comprende un incontro con i finalisti delle varie edizioni del concorso, la costituzione del gruppo di lettura territoriale del Marchesi (che si incontra a giugno per due settimane) e la partecipazione all’evento finale di premiazione che si svolge annualmente (la terza settimana di settembre) a Pieve Santo Stefano.
Quest’anno l’incontro con i finalisti è stato realizzato il 12 aprile al centro culturale San Gaetano di Padova, grazie anche alla collaborazione con la Commissione di rappresentanza delle persone padovane con cittadinanza straniere presente nel Comune di Padova. Vi hanno partecipato settefinalisti delle varie edizioni del concorso: Clemetine Pacmogda (Burkina Faso), Dominique Boa (Costa d’Avorio), Madiana Nouredini (Albania), Justin Magloire Mbouna (Camerun) Laura Takacs e Loredana Damian (Romania), Vichy Kalev Helvedia Boungou (Congo). Purtroppo l’ottavo partecipante previsto, Toriale Hashemi (Afghanistan), non ha potuto essere presente perché, proprio mentre stava raggiungendo Padova, è rimasto coinvolto in un tamponamento (per fortuna senza ulteriori conseguenze per lui) che l’ha bloccato per gran parte della mattinata.
Il 12 aprile è stato possibile incontrare, faccia a faccia, i volti delle storie: abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare parte delle narrazioni direttamente dai protagonisti e di avviare un percorso di riflessione generale su un tema di stretta attualità.
È stata un'esperienza formativa, soprattutto a livello umano, in quanto si è avuta la possibilità di interfacciarsi con realtà diverse e sconosciute. Dalle storie si può riflettere sulle possibilità di ognuno e su quanto il luogo di nascita di una persona possa incidere sulla sua vita intera. Un bambino nato in un paese abbiente e un altro nato, invece, in un paese in cui la guerra è all’ordine del giorno, avranno due percorsi di vita e possibilità totalmente differenti, determinati da una variabile comune su cui non hanno potere decisionale: il luogo di nascita.
Quello dell’immigrazione è un tema scottante, rispetto al quale le opinioni sono molto diversificate. Le frasi che si sentono da una parte sono:
“Ci rubano il lavoro”
“Sono tutti dei criminali”
“Incivili”
Ma questi sono pregiudizi negativi che allontanano dalla vera realtà delle cose: tanti immigrati sono persone per bene con tanta forza di volontà e voglia di integrarsi con la comunità, ognuno con una storia da raccontare e regalare. Grazie a questo progetto si punta a fare la differenza sotto questo punto di vista: non è facile come può sembrare ed è un'esperienza che vale sicuramente la pena vivere.
Intanto un piccolo gruppo di studenti dell’Istituto sta cercando di scrivere la propria storia e… chissà, magari, ci sarà un altro vincitore!
Yasmine Malki
Signor dirigente
Comunità Scolastica
Sono Lorenzo Vaccese uno studente del quarto anno del liceo Marchesi di Padova che èl'istituto di cui io sono fiero di far parte. e credetemi se dico che non è un'esagerazione o un tentativo di piaggeria, ma una sincera considerazione.
Quest'anno ho avuto modo di partecipare e tuttora sto partecipando a numerose attività e progetti proposti del nostro istituto o a cui il nostro istituto ha aderito, e credo che la ricchezza della nostra scuola consista proprio in questo, nel dare ai suoi studenti occasioni di formazione e apprendimento diversificate, capaci di innestare in loro delle passioni, delle curiosità o a insegnare loro a guardare la realtà in modo critico e costruttivo.
In particolare ringrazio la dirigenza e i docenti organizzatori per aver autorizzato e realizzato il progetto "Europa Ludens", svoltosi in collaborazione del Liceo Curiel di Padova.
E' stata una bellissima esperienza formativa iniziata il 14 Dicembre scorso e culminata poi nel viaggio alle Istituzioni europee nei giorni 12-15 Marzo, ma che io non considero conclusa perché ciò che questa esperienza mi ha fatto capire è che non esiste una stagione dei Diritti Umani terminata la quale tutto torna come prima; non sono una moda passeggera, ma sono ciò che ci permette di svegliarci ogni giorno in un paese libero, in cui nonostante ci sia margine di miglioramento, possiamo andare a scuola, avere una casa, una famiglia, essere vivi, non dover essere perseguitati per le nostre idee politiche o per il nostro orientamento sessuale ed è fondamentale che noi ci impegniamo ogni giorni per mantenere vivi e integri questi diritti.
Ho imparato ad avere una visione critica della realtà, a ragionare con gli strumenti a mia disposizione; ho imparato a collaborare con i compagni anche se con idee o principi completamente opposti ai miei arrivando infine a compromessi molto più forti delle singole idee iniziali. Credo sia proprio quest'ultimo il valore della democrazia: il confronto, il dialogo il compromesso per il raggiungimento di un bene più alto. Ce lo hanno dimostrato i nostri padri costituenti, che avendo idee e visioni politiche completamente opposte ma un obiettivo comune sono riusciti a dare all'Italia una Costituzione di cui siamo fieri e che altri Paesi tutt'oggi ci invidiano.
Nei mesi di preparazione al Viaggio a Strasburgo abbiamo incontrato e dialogato con Marco Mascia (Direttore del Centro d'Ateneo Diritti Umani), con Sofia Dal Zovo (esperta di tecniche educative dell'università di Bolzano) e con Matteo De Perini (Ricercatore del Centro Diritti Umani dell'Università di Padova), che ci hanno stimolato a riscoprire l'Europa nelle crisi del nostro tempo.
Il viaggio a Strasburgo in visita alle istituzioni europee ci ha permesso di toccare con mano, nel vero e proprio senso della parola, le istituzioni di cui sentiamo spesso parlare ma di cui non conosciamo il vero funzionamento. Siamo entrati in dei bellissimi palazzi che però non sono l'Europa. L'Europa è formata dalle persone che ci lavorano e che ogni giorno si impegnano per mantenere ed estendere i valori sui quali è stata fondata l'Unione Europea che sono: il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell' uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze.
Abbiamo incontrato Stefano Montanari (capo ufficio stampa dell'Alto Commissario per i diritti umani), Giuliana Marino (una giurista della corte europea dei diritti dell'uomo), Pietro Bartolo (europarlamentare, vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) e con loro ci siamo confrontati su temi di attualità, come i diritti delle donne, l'eutanasia, la laicità dello Stato, discriminazioni di vario tipo e sul tema dell'immigrazione al quale l'Europa deve dare una risposta comune perché non accadano più eventi come quello che è avvenuto lungo la costa Calabrese nelle scorse settimane..
Ringrazio tutti coloro che anno permesso quest'esperienza ed in particolar modo il professore Giulio Zennaro, Silvia Failli, Gianluca Mungo, Raffaella dal Moro del liceo Curiel e i Dirigenti scolastici dei due istituti, Marchesi e Curiel che hanno reso possibile quest'esperienza di cittadinanza attiva.
Un ringraziamento particolare va anche ai miei compagni di classe Veronica Piccolo, Irene Donà e Riccardo Pravato che con me e con altri compagni del nostro istituto: Ilaria, Alessia; Riccardo, Samuele, Emma, Giada, ( . . . ) hanno partecipato in modo attivo e costruttivo a quest'esperienza.
Spero che questo progetto venga proposto anche in futuro, consentendo ad altri studenti di prendere familiarità con le istituzioni europee e di fare un'esperienza di cittadinanza attiva. Noi ragazzi siamo e saremo responsabili del nostro futuro e in quanto tali vogliamo avere le competenze e conoscenze per una Scuola, un Paese, un'Europa migliore.
Lorenzo Vaccese
Il Viaggio della Memoria (12-15 febbraio 2023) è stata un' esperienza estremamente toccante che ha generato in me un misto di emozioni contrastanti, fondamentalmente rabbia e tristezza per quanto accaduto, ma, al contempo, un forte desiderio di trasmettere ai miei amici e, in futuro, ai miei figli, il resoconto di questo viaggio nell'orrore dell'odio e della violenza. Ad Auschwitch, ho potuto osservare migliaia e migliaia di effetti personali e, addirittura, intere teche contenenti i capelli e le valigie dei detenuti.
A Birkenau, invece, ho avuto modo di addentrarmi in distese di melma sanguigna e desolata, nera della cenere dei detenuti, che mi hanno trasmesso un forte senso di desolazione e sdegno. È stato estremamente sconvolgente immedesimarmi e pensare che milioni di persone vi abbiano perso la vita, vittime di un massacro premeditato e dissimulato fino all' ultimo. Questa visita, nonché la possibilità dicondividere le mie riflessioni con altri coetanei, è stata un ulteriore e prezioso tassello che mi ha permesso di accrescere quanto appreso durante la breve ma altrettanto sconvolgente visita a Struthof. Tutte queste esperienze mi hanno segnata indelebilmente e hanno contribuito alla mia maturazione.
Noemi Provenzani